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Emirati Arabi Uniti

Al Dhafra, la megacentrale solare nel deserto degli Emirati

Un impianto da 2 gigaWatt a 35 chilometri da Abu Dhabi si incarica di ridefinire scala, costi e tecnologie del fotovoltaico utility-scale

Al Dhafra: centrale solare fotovoltaica utility-scale nel deserto di Abu Dhabi con milioni di pannelli installati su vasta superficie; il progetto da due gigaWatt rappresenta uno dei più grandi impianti solari a sito unico al mondo
File ordinate di moduli fotovoltaici si estendono per chilometri nel deserto a sud di Abu Dhabi: la centrale Al Dhafra, con una capacità di circa 2 gigaWatt, dimostra come il fotovoltaico utility-scale stia diventando uno degli strumenti più efficaci per diversificare il mix energetico delle economie petrolifere

A circa 35 chilometri da Abu Dhabi, nel deserto dell’emirato, è entrato in esercizio il progetto solare di Al Dhafra. Con una capacità installata di 2 gigaWatt, l’impianto rappresenta oggi la più grande centrale fotovoltaica a sito unico al mondo, consolidando la traiettoria degli Emirati Arabi Uniti verso una progressiva diversificazione del mix energetico.

Il progetto, sviluppato con un investimento stimato intorno a un miliardo di dollari, è realizzato attraverso un consorzio internazionale composto da TAQA – Abu Dhabi National Energy Company (40 per cento), Masdar (20 per cento), EDF Renewables (20 per cento) e Jinko Power (20 per cento), un assetto societario che combina capitale pubblico emiratino e competenze industriali globali nel settore delle energie rinnovabili.

L’infrastruttura si estende su circa 21 chilometri quadrati e comprende quasi 4 milioni di moduli fotovoltaici. La scala è l’elemento più immediatamente visibile, ma l’interesse industriale risiede soprattutto nell’insieme di scelte tecnologiche, ingegneristiche e finanziarie che ne hanno reso possibile la realizzazione in tempi e costi competitivi.

Annunciato nel 2019 e costruito a partire dal 2020, il progetto è entrato in esercizio nel 2023 dopo il completamento dell’installazione dei moduli fotovoltaici sull’intero sito desertico.

Al Dhafra non è soltanto un impianto di grandi dimensioni: è un laboratorio a cielo aperto di innovazione nel fotovoltaico utility-scale.

Al Dhafra: progetto energetico fotovoltaico nel deserto degli Emirati Arabi Uniti con vaste distese di moduli solari: la centrale rappresenta uno dei principali esempi di fotovoltaico utility-scale nel Medio Oriente
Il progetto Al Dhafra PV2 rappresenta una delle infrastrutture energetiche più ambiziose degli Emirati Arabi Uniti: circa quattro milioni di pannelli solari installati nel deserto generano elettricità rinnovabile su scala industriale, contribuendo a ridurre le emissioni di CO2 di oltre 2,4 milioni di tonnellate l’anno

Scala industriale e tecnologia bifacciale nel deserto

Il cuore tecnologico del progetto è costituito da moduli bifacciali, in grado di catturare la radiazione solare sia sul lato anteriore sia su quello posteriore. In contesti desertici, dove l’albedo del suolo può riflettere una quota significativa di luce, questa soluzione consente di aumentare la produzione energetica rispetto ai pannelli tradizionali. Secondo analisi di settore, la tecnologia bifacciale può garantire incrementi di rendimento a doppia cifra percentuale in condizioni ambientali favorevoli.

L’adozione di questa configurazione si inserisce in una tendenza globale: negli ultimi anni il fotovoltaico utility-scale ha accelerato l’integrazione di moduli ad alta efficienza, tracker monoassiali e sistemi di monitoraggio avanzati per ottimizzare la resa per metro quadrato installato. In un contesto come quello emiratino, caratterizzato da elevata irradiazione e ampie superfici disponibili, la combinazione tra scala e tecnologia consente economie operative difficilmente replicabili in contesti più frammentati.

Il campo fotovoltaico utilizza inoltre circa 33.000 tracker monoassiali, che orientano i moduli seguendo il movimento del sole durante la giornata per massimizzare la produzione energetica.

Durante la fase di costruzione, il progetto ha raggiunto una media di circa 10 megaWatt di pannelli installati al giorno, un ritmo che segnala l’evoluzione delle catene di approvvigionamento e delle metodologie di project management nel settore rinnovabili. L’industrializzazione del cantiere, la standardizzazione dei componenti e la pianificazione logistica sono diventate leve decisive per comprimere tempi e costi.

Dal punto di vista ambientale, Al Dhafra dovrebbe contribuire a ridurre le emissioni di anidride carbonica degli Emirati Arabi Uniti di circa 2,4 milioni di tonnellate l’anno, un impatto equivalente (secondo stime comunicate dal progetto) alla rimozione di quasi mezzo milione di automobili dalla circolazione. L’impianto è inoltre in grado di produrre energia sufficiente ad alimentare circa 200.000 abitazioni negli Emirati Arabi Uniti, contribuendo in modo significativo al mix elettrico nazionale.

Tariffe record e nuove economie dell’energia solare

Uno degli aspetti più discussi del progetto riguarda la struttura economica. Al momento della firma nel 2020, l’impianto ha registrato una tariffa di 1,32 centesimi di dollaro per chiloWattora, indicata come record mondiale per il solare su larga scala. Al di là del primato temporale, il dato riflette una tendenza più ampia: la drastica riduzione del costo livellato dell’energia (LCOE) nel fotovoltaico negli ultimi quindici anni.

La tariffa è stata definita nell’ambito di un Power Purchase Agreement di lungo periodo (30 anni) con Emirates Water and Electricity Company (EWEC), il principale acquirente di energia dell’emirato di Abu Dhabi.

Secondo report istituzionali e analisi di mercato, il costo del solare utility-scale è diminuito di oltre l’80 per cento rispetto ai primi anni Duemila. Questo calo è stato alimentato da innovazioni lungo tutta la filiera: miglioramenti nell’efficienza dei moduli, ottimizzazione degli inverter, economie di scala produttive e condizioni di finanziamento più favorevoli grazie alla crescente maturità del settore.

Nel caso di Al Dhafra, la competitività tariffaria è stata resa possibile anche dal modello di partenariato pubblico-privato e dalla solidità del quadro regolatorio emiratino. La disponibilità di capitale a lungo termine, unita a un contesto politico stabile e a una domanda elettrica in crescita, ha contribuito a ridurre il rischio percepito dagli investitori. In questo senso, il progetto rappresenta un esempio di finanza energetica orientata alla transizione.

L’esperienza emiratina mostra come, in condizioni di elevata irradiazione e con adeguata pianificazione territoriale, il fotovoltaico possa competere direttamente con le fonti convenzionali anche senza sussidi significativi. Non è un caso che analisti del settore indichino sempre più spesso le grandi centrali solari mediorientali come benchmark di costo per i mercati emergenti.

Al Dhafra: centrale solare fotovoltaica utility-scale nel deserto di Abu Dhabi con milioni di pannelli installati su vasta superficie; il progetto da due gigaWatt rappresenta uno dei più grandi impianti solari a sito unico al mondo
Un rappresentante di Emirates Water and Electricity Company durante una presentazione del progetto Al Dhafra, sviluppato tramite un partenariato tra TAQA, Masdar, EDF Renewables e Jinko Power: l’elettricità generata nel deserto 35 chilometri a sud di Abu Dhabi viene fornita ad EWEC nell’ambito di un contratto di acquisto trentennale
(Foto: EWEC)

Robotica, manutenzione e gestione operativa avanzata

Un impianto di 21 chilometri quadrati in ambiente desertico pone sfide operative specifiche. Polvere e sabbia possono ridurre in modo significativo l’efficienza dei moduli se non vengono rimosse con regolarità. Per questo Al Dhafra utilizza una flotta di robot per la pulizia automatizzata, progettati per operare senza consumo significativo di acqua, risorsa particolarmente preziosa negli Emirati.

L’integrazione di sistemi robotici nella manutenzione ordinaria è un segnale dell’evoluzione verso modelli di operation & maintenance digitalizzata. Sensori, piattaforme di monitoraggio remoto e algoritmi di analisi dei dati consentono di individuare cali di performance, anomalie e microguasti con maggiore tempestività. In impianti di queste dimensioni, anche piccoli miglioramenti percentuali nell’efficienza si traducono in volumi energetici rilevanti.

Secondo analisti industriali, la prossima frontiera per le grandi centrali solari sarà l’integrazione con sistemi di accumulo e con reti intelligenti, per gestire l’intermittenza e massimizzare il valore dell’energia prodotta. Pur non essendo questo l’elemento centrale del progetto attuale, il contesto emiratino, caratterizzato da una strategia energetica di lungo periodo, lascia spazio a ulteriori sviluppi in chiave di integrazione con storage e gestione flessibile della domanda.

Al Dhafra: progetto energetico fotovoltaico nel deserto degli Emirati Arabi Uniti con vaste distese di moduli solari: la centrale rappresenta uno dei principali esempi di fotovoltaico utility-scale nel Medio Oriente
Le file parallele di moduli solari seguono una geometria precisa studiata per massimizzare l’irraggiamento e ridurre le ombre tra i pannelli: in impianti di dimensioni gigaWatt come Al Dhafra, anche piccoli miglioramenti di efficienza si traducono in enormi quantità di energia rinnovabile prodotta ad Abu Dhabi

Un modello replicabile tra clima e strategia industriale

Gli Emirati Arabi Uniti sono tra i Paesi con il più alto livello di irradiazione solare al mondo e dispongono di vaste aree desertiche a bassa densità abitativa. Questa combinazione rende il territorio particolarmente adatto a impianti fotovoltaici di grande scala. Tuttavia, la replicabilità del modello non dipende solo da fattori climatici.

Servono pianificazione infrastrutturale, accesso al capitale, stabilità normativa e una visione industriale coerente. Al Dhafra si inserisce in una strategia più ampia di diversificazione economica, in cui le rinnovabili rappresentano non solo una fonte energetica alternativa, ma anche un segmento industriale capace di attrarre competenze, investimenti e partnership internazionali.

Secondo analisi recenti, il Medio Oriente e il Nord Africa sono destinati a rimanere tra le aree a più rapida crescita nel fotovoltaico utility-scale nei prossimi anni, proprio grazie alla combinazione di risorsa solare abbondante e ambiziosi programmi nazionali di decarbonizzazione. In questo scenario, l’infrastruttura nelle vicinanze della capitale dello Stato arabo costituisce un riferimento per dimensioni, costi e soluzioni tecnologiche adottate.

In prospettiva, la sfida non sarà soltanto costruire impianti sempre più grandi, ma integrarli in sistemi energetici complessi, caratterizzati da elettrificazione crescente, idrogeno verde e nuove esigenze di flessibilità. Se il fotovoltaico ha già dimostrato di poter competere sul piano dei costi, il passo successivo riguarda la capacità di diventare pilastro strutturale di un mix energetico decarbonizzato.

Al Dhafra, nel deserto a pochi chilometri da Abu Dhabi, offre una fotografia concreta di questa transizione: un’infrastruttura che combina scala industriale, tecnologia avanzata e competitività economica, delineando una traiettoria che va oltre il singolo record e si colloca nel più ampio ridisegno dei sistemi energetici globali.

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Al Dhafra: campo fotovoltaico nel deserto degli Emirati Arabi Uniti con file di moduli solari su chilometri quadrati di terreno; l’infrastruttura contribuisce alla produzione di energia rinnovabile su scala industriale
La scala dell’impianto emiratino di TAQA, Masdar, EDF Renewables e Jinko Power è evidente dall’alto: km quadrati di pannelli fotovoltaici installati nel deserto a sud di Abu Dhabi trasformano la radiazione solare in elettricità pulita: Al Dhafra è oggi uno dei più grandi progetti solari a sito unico al mondo

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