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HPC6, il supercomputer più avanzato per la transizione energetica

L’impegno nel super calcolo rimane al centro della strategia ENI di decarbonizzazione e di realizzazione e crescita dei nuovi business green

HPC6: il supercomputer HPC6 è basato su un’architettura ibrida che combina CPU e GPU
Il supercomputer HPC6 è basato su un’architettura ibrida che combina CPU e GPU, con oltre 3.400 nodi di calcolo e circa 14.000 Graphics Processing Unit, il che consente di massimizzare le prestazioni computazionali e l’efficienza energetica: questa configurazione consente all’ENI di affrontare sfide tecnologiche sempre più complesse, sia nell’ambito delle energie rinnovabili che nella gestione industriale e ambientale

Il gruppo italiano ENI ha annunciato il completamento e l’avvio del nuovo sistema di supercalcolo HPC6, che si colloca al quinto posto nella classifica mondiale TOP500, diffusa il 18 novembre scorso, forte di una potenza di calcolo di 606 PFlops (oltre 600 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo).

Questo straordinario risultato posiziona la macchina italiana come il primo supercomputer in Europa e il primo al mondo tra quelli utilizzati per applicazioni industriali, nonché l’unico sistema non statunitense tra i primi cinque operativi sul pianeta.

La sua inaugurazione segna una tappa fondamentale nella strategia di decarbonizzazione di quello che fu l’Ente Nazionale Idrocarburi come ente pubblico economico a partire dal 1953, sotto la direzione di Enrico Mattei. La compagnia ha infatti da tempo investito nelle tecnologie più avanzate per accelerare la transizione energetica.

Questo nuovo supercomputer, oltre ad essere una pietra miliare nel campo del calcolo ad alte prestazioni (HPC), supporta l’azienda di Roma e di San Donato Milanese nell’ottimizzazione delle sue operazioni industriali, migliorando studi geologici e fluidodinamici per lo stoccaggio della CO2, sviluppando batterie più performanti e accelerando anche la ricerca nella bio-chimica e nelle energie rinnovabili.

HPC6: la storia parallela del supercalcolo e dei computer, per il mondo e per l’ENI
La storia parallela del supercalcolo e dell’evoluzione dei computer, per il mondo e per l’ENI, in un’infografica: dalla macchina Manchester Baby del 1948, la prima dotata di RAM o Random-Access Memory, sino all’HPC 6 collocato nel Green Data Center di Ferrera Erbognone e con una capacità di calcolo di 600 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo

Claudio Descalzi: “Questo investimento una leva imprescindibile per il raggiungimento di Net Zero”

L’infrastruttura tecnologica di HPC6 si inserisce in un piano più ampio, volto a creare soluzioni innovative e sostenibili per la transizione energetica. Grazie alla potenza di calcolo del supercomputer, l’ENI è in grado di sviluppare nuovi materiali, ottimizzare la filiera dei biocarburanti e perfezionare i modelli di simulazione per la fusione nucleare a confinamento magnetico. La nuova macchina fornirà, inoltre, un supporto cruciale nello sviluppo di nuovi business ad alto potenziale, accelerando i progetti legati all’energia verde.

L’Amministratore Delegato della società, Claudio Descalzi, ha commentato:

“L’innovazione e il costante miglioramento delle tecnologie sono fondamentali per mantenere e rafforzare la nostra leadership nella transizione energetica. I progressi tecnologici ci consentono un uso più efficiente dell’energia, riducendo le emissioni e favorendo lo sviluppo di nuove soluzioni rinnovabili”.

“Abbiamo integrato il supercalcolo lungo tutta la filiera dei nostri business trasformandolo in una leva imprescindibile per il raggiungimento di Net Zero e per la stessa creazione di valore. ENI ha sviluppato un patrimonio unico di conoscenze tecnologiche e di programmazione che ci danno un vantaggio competitivo a livello internazionale e che supportano la velocità della nostra trasformazione e, allo stesso tempo, la nostra crescita”.

606 PFlops di picco, con un salto di un ordine di grandezza rispetto ai predecessori HPC4 e HPC5

HPC6 rappresenta un salto significativo rispetto ai suoi predecessori, HPC4 e HPC5, con un incremento della capacità di calcolo di circa un ordine di grandezza, passando dai 70 PFlop/s precedenti a oltre 600 PFlop/s. Il sistema è basato su un’architettura ibrida che combina CPU e GPU, con oltre 3.400 nodi di calcolo e circa 14.000 Graphics Processing Unit, il che consente di massimizzare le prestazioni computazionali e l’efficienza energetica. Questa configurazione consente all’ENI di affrontare sfide tecnologiche sempre più complesse, sia nell’ambito delle energie rinnovabili che nella gestione industriale e ambientale.

A Ferrera Erbognone (Pavia) smaltito il 96 per cento del calore prodotto dal supercomputer

Il Green Data Center che ospita HPC6 si distingue per l’alta efficienza energetica e l’attenzione alla riduzione dell’impronta carbonica. Il sistema di raffreddamento a liquido diretto, in grado di smaltire il 96 per cento del calore prodotto dal supercomputer, consente di ridurre notevolmente il consumo di energia necessario per il suo funzionamento. Questa innovazione si inserisce in un impegno di ENI volto a minimizzare l’impatto ambientale, rendendo il centro di calcolo uno dei più sostenibili a livello europeo.

Il Green Data Center, situato a Ferrera Erbognone, vicino a Milano, ma nel territorio di un Comune della Provincia di Pavia, rappresenta un punto di riferimento internazionale per la combinazione di tecnologie avanzate e sostenibilità, e ospita altre iniziative cruciali per la transizione energetica.

Oltre 3.400 nodi di calcolo e circa 14.000 Graphics Processing Unit per 10,17 MVA di consumo

La potenza di HPC6 non soltanto rafforza la posizione di ENI nel calcolo ad alte prestazioni a uso industriale, ma sottolinea anche la sua capacità di integrare tecnologia e ricerca per accelerare la transizione energetica. Con questo nuovo sistema, l’ex ente pubblico italiano continua a consolidare la sua leadership globale, utilizzando il supercalcolo come strumento strategico per il raggiungimento degli obiettivi di Net Zero e per la creazione di valore a lungo termine.

Le caratteristiche tecniche di HPC6 sono eccezionali: potenza di calcolo: 606 PFlops di picco, 477 PFlops sostenuti; architettura: 3472 nodi di calcolo, 13.888 GPU AMD Instinct™ MI250X; rete: HPE Slingshot per una comunicazione ad alta velocità tra i nodi; raffreddamento: tecnologia di raffreddamento a liquido “diretto”, per smaltire il 96 per cento del calore prodotto; consumo energetico: potenza elettrica assorbita di 10,17 MVA.

Non è tutto: HPC6 non soltanto migliora le performance di ENI nel settore industriale, ma pone l’azienda in una posizione di vantaggio nella competizione globale per lo sviluppo di soluzioni energetiche sostenibili e innovative. Con questa iniziativa, essa riafferma l’impegno a utilizzare la tecnologia come leva per il cambiamento e per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di sostenibilità.

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Il supercomputer HPC6 rappresenta un salto significativo rispetto ai suoi predecessori, HPC4 e il più recente HPC5, con un incremento della capacità di calcolo di circa un ordine di grandezza, passando dai 70 PFlop/s precedenti a oltre 600 PFlop/s: questa configurazione consente all’ENI di affrontare sfide tecnologiche sempre più complesse, sia nell’ambito delle energie rinnovabili che nella gestione industriale e ambientale

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