Alleanza in Argentina tra università, imprese, terzo settore e Comune per orientare sviluppo locale, competitività e coesione verso obiettivi comuni

La nascita della Red de Innovación Sostenible-Región Mar del Plata, in sigla RIS, segna un passaggio rilevante nel percorso di maturazione dell’ecosistema locale dell’innovazione in una delle aree urbane più dinamiche della costa atlantica argentina. Presentata pubblicamente il primo novembre 2025 durante il Festival P3RLA, la rete si propone come piattaforma di governance partecipativa capace di coordinare politiche, progetti e investimenti con un approccio di triplo impatto: economico, sociale e ambientale.
Il progetto non parte da zero. Negli ultimi tre anni, Mar del Plata e il Partido de General Pueyrredon hanno visto crescere il numero di iniziative legate a imprenditoria sostenibile, economia circolare, digitalizzazione dei processi produttivi e collaborazione tra atenei e imprese. Secondo dati consolidati a livello municipale e universitario nel periodo 2023-2025, oltre il quaranta per cento dei nuovi programmi di supporto alle imprese locali ha incluso indicatori ambientali o sociali tra i criteri di valutazione, segnalando un cambio di paradigma nelle politiche di sviluppo territoriale.
Un’alleanza strutturata tra istituzioni e comunità locali
La RIS riunisce attori che rappresentano l’intera filiera dell’innovazione: Universidad Nacional de Mar del Plata, UTN-Facultad Regional Mar del Plata, Universidad FASTA, Universidad Atlántida Argentina, Universidad CAECE, l’INTA Estación Balcarce, la Unidad de Gestión de Sostenibilidad del Municipio de General Pueyrredon, oltre a camere imprenditoriali, fondazioni per l’imprenditorialità, il Parque Industrial Mar del Plata–Batán e organizzazioni del terzo settore come Sistema B Argentina e l’Asociación Civil Nodo.
Il coordinamento della presentazione è stato affidato a Pamela Palma, referente della UNMDP, attiva nel collegamento tra la Facultad de Humanidades e il Centro de Innovación Atlantis, uno dei nodi tecnici della rete. Nel delineare l’impianto strategico, ella ha sottolineato che
“questi spazi funzionano quando istituzioni e cittadini condividono responsabilità e visione, perché lo sviluppo sostenibile richiede continuità nelle decisioni e capacità di misurare l’impatto nel tempo”.
La dichiarazione, pronunciata durante il panel inaugurale, riflette un orientamento sempre più diffuso nei sistemi territoriali latinoamericani: passare da progetti isolati a architetture di collaborazione stabili.
Dal lato accademico, María Eugenia Libera, direttrice esecutiva del Centro de Innovación Atlantis della UNMDP, ha richiamato il valore della contaminazione tra saperi:
“Università, imprese e comunità producono risultati quando lavorano su problemi concreti, con obiettivi verificabili e tempi compatibili con le esigenze del territorio”.
Un approccio che negli ultimi due anni ha già portato a progetti pilota su efficienza energetica negli stabilimenti del parco industriale e su modelli di catene di valore circolari per il settore agroalimentare.
Dal piano strategico alle commissioni operative tematiche
Il cuore operativo della RIS è il Plan Estratégico de Innovación Sostenible-Región Mar del Plata, elaborato in forma partecipativa a partire da marzo 2025 e aggiornato con contributi di imprese, ricercatori e associazioni civiche. Il documento non si limita a enunciare principi, ma definisce priorità, indicatori di risultato e strumenti di monitoraggio, in linea con pratiche di valutazione dell’impatto adottate in altri ecosistemi regionali dell’America Latina.
L’attuazione del piano è affidata a sei commissioni tematiche: creazione e consolidamento di imprese di innovazione sostenibile, trasformazione produttiva, catene di valore locali e circolari, consumi e pratiche quotidiane sostenibili, ricerca applicata regionale e alleanze strategiche e governance. Ciascun gruppo opera come tavolo tecnico con mandato di proporre progetti cantierabili, favorendo l’accesso a bandi pubblici, strumenti di finanza agevolata e programmi di trasferimento tecnologico.
Per il settore pubblico, la partecipazione non è soltanto simbolica. Matías Cosso, direttore della Unidad de Gestión de Sostenibilidad del Municipio de General Pueyrredon, ha evidenziato che
“le politiche locali funzionano quando si costruiscono con chi produce e con chi ricerca, perché soltanto così si evitano misure scollegate dalle reali capacità del sistema economico”.
Negli ultimi ventiquattro mesi il Comune ha destinato una quota crescente dei fondi per sviluppo produttivo a progetti con criteri ambientali misurabili, favorendo l’adozione di tecnologie per la riduzione dei consumi idrici ed energetici nelle piccole e medie imprese.

Innovazione sostenibile come leva di competitività regionale
Nel contesto argentino, segnato da volatilità macroeconomica e difficoltà di accesso al credito, l’orientamento verso la sostenibilità assume anche una funzione di posizionamento competitivo. Le imprese che integrano standard ambientali e sociali nei processi produttivi mostrano maggiore resilienza e una più elevata capacità di accedere a mercati esteri, in particolare nelle filiere agroalimentari, ittiche e manifatturiere leggere, storicamente centrali per l’economia di Mar del Plata.
Dati elaborati da istituzioni accademiche locali tra il 2023 e il 2025 indicano che le aziende coinvolte in programmi di innovazione sostenibile hanno registrato, in media, incrementi di produttività superiori al dieci per cento rispetto ai benchmark settoriali regionali, grazie a interventi su efficienza dei processi, riduzione degli scarti e digitalizzazione della tracciabilità. La RIS punta a sistematizzare questi risultati, trasformandoli in politiche di scala territoriale.
Un ruolo rilevante è affidato anche al terzo settore. Nahuel Zalazar, coordinatore dell’Asociación Civil Nodo, ha spiegato che ”
la partecipazione delle organizzazioni civiche consente di collegare equità territoriale e sviluppo economico, evitando che l’innovazione resti confinata ai distretti produttivi più strutturati”.
In pratica, ciò significa progettare interventi che includano formazione, accompagnamento all’autoimprenditorialità e rigenerazione di spazi urbani con funzioni produttive leggere.
Un modello di governance che guarda oltre il singolo progetto
La caratteristica distintiva della Red de Innovación Sostenible-Región Mar del Plata non risiede tanto nella molteplicità degli attori coinvolti, quanto nella scelta di adottare un modello di ecosistema di innovazione orientato al lungo periodo. La rete opera come piattaforma di allineamento tra strategie universitarie, priorità municipali e bisogni del tessuto produttivo, riducendo la frammentazione che spesso limita l’efficacia delle politiche di sviluppo.
Questo approccio risponde anche alle richieste di programmi nazionali e internazionali di finanziamento, che negli ultimi trentasei mesi hanno rafforzato i criteri di integrazione tra sostenibilità, innovazione e impatto sociale. Disporre di un piano strategico condiviso aumenta la capacità del territorio di candidarsi a bandi competitivi e di attrarre partnership tecniche con istituzioni di altre regioni.
In prospettiva, la RIS intende rafforzare i meccanismi di raccolta dati, per misurare in modo continuo gli effetti delle politiche adottate su occupazione qualificata, riduzione delle emissioni e inclusione sociale. È un passaggio cruciale per trasformare la sostenibilità da obiettivo dichiarato a parametro operativo di valutazione delle scelte pubbliche e private.

Tra sviluppo locale e responsabilità globale, le sfide future
La creazione della Red de Innovación Sostenible-Región Mar del Plata rappresenta dunque un tentativo concreto di tradurre i principi dello sviluppo sostenibile in politiche territoriali integrate. La sfida, ora, è garantire continuità istituzionale, risorse adeguate e capacità di adattamento in un contesto economico complesso.
Se il modello riuscirà a consolidarsi, potrà offrire un riferimento replicabile per altre città intermedie dell’America Latina che cercano di coniugare competitività, coesione sociale e tutela ambientale. In questo senso, l’esperienza di Mar del Plata suggerisce che l’innovazione non è soltanto una questione tecnologica, ma soprattutto un processo di costruzione collettiva, dove governance, conoscenza e responsabilità condivisa diventano infrastrutture immateriali decisive quanto quelle fisiche.
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