L’innovativo propulsore italiano utilizza acqua ossigenata e kerosene, segnando un passo avanti nella sostenibilità delle missioni nel cosmo

(Foto: Avio)
La corsa verso una maggiore sostenibilità nelle missioni spaziali ha recentemente raggiunto un traguardo significativo grazie ad Avio, l’azienda italiana leader nel settore della propulsione spaziale. Il 24 febbraio 2025, Avio ha annunciato il successo dei primi test di accensione del Multi Purpose Green Engine (MPGE), un motore progettato per operazioni di servizio in orbita che utilizza come propellenti acqua ossigenata e kerosene.
Un vero passo avanti nella propulsione sostenibile
Il Multi Purpose Green Engine rappresenta una svolta nel campo della propulsione spaziale sostenibile. Tradizionalmente, i motori spaziali utilizzano propellenti altamente tossici e difficili da gestire, come l’idrazina. L’adozione di acqua ossigenata e kerosene non soltanto riduce l’impatto ambientale, ma semplifica anche le operazioni di gestione e stoccaggio dei propellenti. Durante i test, il prototipo del MPGE ha eseguito con successo una sequenza di accensione e spegnimento su un banco di prova a Colleferro vicino Roma, dimostrando la fattibilità di questa tecnologia.
Il progetto MPGE è stato sviluppato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) italiano, con un finanziamento di circa 55 milioni di euro. Coordinato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’obiettivo è realizzare un sistema di propulsione di nuova generazione utilizzabile in diverse tipologie di missioni spaziali.

(Foto: Avio)
La Sardegna adesso è al centro dell’innovazione
La realizzazione del MPGE è strettamente legata al territorio sardo. A Perdasdefogu, in provincia di Cagliari, è in fase di completamento lo Space Propulsion Test Facility (SPTF), un’infrastruttura destinata ai test per lo sviluppo e la qualifica di motori green alimentati a propellenti criogenici. Questo progetto, finanziato da Avio in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Sardegna, rappresenta un investimento di circa 30 milioni di euro.
Il Sottosegretario alla Difesa, Onorevole Giulio Calvisi, ha visitato il cantiere del SPTF, constatando l’avanzamento dei lavori e sottolineando l’importanza strategica di questa infrastruttura per il futuro della propulsione spaziale sostenibile. La fine dei lavori è prevista entro l’anno, permettendo l’installazione dell’impianto di prova e l’esecuzione dei primi test sui motori.
Secondo Richard Brown, direttore del Centro per la Tecnologia e il Trasporto Aerospaziale presso l’Università di Glasgow, la variante a propulsione che dovrebbe essere installata in Skylon, uno spazioplano senza equipaggio in fase di studio presso l’azienda britannica Reaction Engines, è con ogni probabilità la più efficiente.
Un impegno testimoniato non soltanto dal MPGE
Il successo dei test del MPGE apre però nuove prospettive per l’industria spaziale italiana e internazionale. L’adozione di motori più ecologici potrebbe ridurre significativamente l’impatto ambientale delle missioni spaziali e favorire lo sviluppo di tecnologie più sostenibili. Inoltre, l’utilizzo di propellenti meno pericolosi potrebbe abbattere i costi operativi e aumentare la sicurezza delle operazioni.
L’impegno di Avio e delle istituzioni coinvolte nel progetto MPGE dimostra come l’innovazione tecnologica possa coniugarsi con la sostenibilità ambientale, tracciando la rotta per il futuro dell’esplorazione spaziale.
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(Foto: Avio)

