Un ecosistema unico, in Spagna vicino all’Africa, dove clima, risorse e strategie promuovono start-up, ricerca e sviluppo scientifico avanzato

(Foto: Canadian Space Agency/NASA)
Le Isole Canarie non sono soltanto un paradiso turistico con spiagge da sogno e un clima mite tutto l’anno, ma si stanno rapidamente affermando come un polo di innovazione all’avanguardia nell’Atlantico incastonato geopoliticamente fra Africa ed Europa.
Grazie a una combinazione di condizioni naturali, politiche pubbliche lungimiranti, infrastrutture tecnologiche e un ecosistema imprenditoriale vivace, l’arcipelago spagnolo si posiziona come una piattaforma privilegiata per sviluppare progetti innovativi nei settori tecnologico, energetico e ambientale.
Un viaggio nel cuore pulsante della nuova frontiera dell’innovazione, dove startup, università, investitori e istituzioni pubbliche collaborano per trasformare idee in soluzioni concrete e sostenibili, creando al contempo opportunità di crescita economica e sociale.
Il clima ideale per la sperimentazione e la crescita tecnologica
Quando si parla di innovazione, le condizioni ambientali e geografiche svolgono un ruolo chiave. Le Canarie, situate strategicamente nell’Oceano Atlantico al largo delle coste africane, godono di un clima subtropicale con temperature medie annue tra i 18 e i 24 gradi, condizioni di sole costante e un basso tasso di umidità che favoriscono attività all’aperto e test sperimentali tutto l’anno.
Questa caratteristica è sfruttata appieno da realtà che si occupano di energie rinnovabili, agritech e tecnologie ambientali. Ad esempio, la disponibilità di sole e vento in quantità abbondante rende le Canarie un laboratorio perfetto per lo sviluppo di progetti innovativi legati all’energia solare ed eolica: nel 2023, per esempio, sono stati approvati i campi fotovoltaici Agüimes III, La Herradura, Piletillas, Salinetas e Tufia sul terreno di Agüimes e altri quattro a San Bartolomé de Tirajana. Qui si testano tecnologie di smart grid, sistemi di accumulo energetico e modelli di economia circolare applicati alle energie pulite, anticipando tendenze globali e contribuendo alla decarbonizzazione.
Un caso emblematico è rappresentato dal parco solare di Tenerife, che integra soluzioni fotovoltaiche con sistemi di accumulo a batterie e software di gestione intelligente dell’energia, sviluppati in collaborazione con aziende locali e università.
Questo sistema non soltanto garantisce una produzione energetica stabile e pulita, ma crea anche un modello replicabile per isole e territori isolati che vogliono ridurre la dipendenza da combustibili fossili.

Ecosistema d’innovazione: le istituzioni e le imprese che fanno rete
Alla base di questo successo c’è un ecosistema solido e ben strutturato, con la presenza di importanti poli di ricerca come l’Instituto Tecnológico de Canarias (ITC) e il Centro de Innovación y Desarrollo de Islas Canarias (CIDiHub), che forniscono supporto tecnico e formazione specializzata.
Secondo la dottoressa Guayarmina Peña, direttrice dell’ITC,
“le Canarie rappresentano un modello unico dove la ricerca applicata incontra il mercato grazie a una sinergia efficiente tra istituzioni pubbliche, università e imprese locali. Questo facilita la creazione di startup che non solo sviluppano tecnologie innovative, ma trovano anche un ambiente fertile per la loro crescita”.
Ciò sottolinea come il CIDiHub sia diventato un punto di riferimento per chi vuole trasformare idee in progetti concreti, offrendo servizi di mentoring, networking e accesso a finanziamenti europei.
Le amministrazioni locali hanno adottato una serie di incentivi fiscali e programmi di sostegno per attrarre investimenti esteri, favorendo il trasferimento tecnologico e la digitalizzazione delle imprese. L’area di sviluppo speciale, riconosciuta dall’Unione Europea, offre condizioni particolarmente vantaggiose per chi vuole stabilirsi alle Canarie e sviluppare attività ad alto valore tecnologico.
Il regime fiscale agevolato, con aliquote ridotte sulle società innovative, e la possibilità di accedere a fondi europei Horizon 2020 e successivi programmi di finanziamento rappresentano leve fondamentali per l’attrazione di talenti e capitali.
Inoltre, la creazione di parchi tecnologici e incubatori d’impresa come il “Parque Científico Tecnológico de Tenerife” ha stimolato la collaborazione fra università, imprese e centri di ricerca, facilitando l’innovazione open source e la condivisione di know-how.
I settori strategici: energia, blue economy ed evoluzione digitale
L’innovazione alle Canarie si concentra soprattutto su alcuni settori strategici. Primo fra tutti l’energia rinnovabile, grazie a progetti pionieristici nel solare fotovoltaico, termico e nelle turbine eoliche. Ma anche la blue economy (ovvero la valorizzazione sostenibile delle risorse marine) è protagonista.
L’arcipelago sta infatti sviluppando tecnologie per l’acquacoltura di precisione, il monitoraggio marino con droni subacquei e l’uso di big data per la gestione responsabile delle attività di pesca e turismo nautico. Questi strumenti permettono di monitorare in tempo reale lo stato degli ecosistemi marini e prevenire fenomeni di sovrasfruttamento e inquinamento.
Sul fronte digitale, le Canarie si stanno dotando di infrastrutture 5G e stanno promuovendo incubatori di startup innovative nel campo dell’intelligenza artificiale, della robotica e della realtà aumentata. Secondo Carlos Navarro, direttore dell’Agenzia Canaria per la Ricerca, l’Innovazione e la Società dell’Informazione (ACIISI),
“alle Canarie non stiamo semplicemente promuovendo start-up o innovazione isolata. Stiamo costruendo un ecosistema connesso, capace di attrarre investimenti e talenti internazionali grazie a un modello aperto, sostenibile e perfettamente integrato con le politiche europee di coesione e sviluppo”.
Egli evidenzia inoltre l’importanza del crescente ecosistema di fintech e della cybersecurity, che vede nelle isole un terreno fertile grazie a iniziative di formazione e incubazione dedicate.

La sostenibilità canaria come vero driver di sviluppo e innovazione
Uno degli aspetti più interessanti dell’innovazione alle Canarie è l’attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale. L’arcipelago si pone come modello di economia verde, puntando a diventare entro il 2030 una delle regioni leader in Europa per la neutralità climatica.
L’integrazione di tecnologie smart city, dalla gestione intelligente dei rifiuti alla mobilità elettrica e al risparmio idrico, è in pieno sviluppo in città come Las Palmas e Santa Cruz de Tenerife. Questi progetti non solo migliorano la qualità della vita dei cittadini, ma creano nuovi mercati per imprese innovative locali e internazionali.
L’attenzione alle energie rinnovabili, in particolare, si accompagna a un rigoroso piano di tutela della biodiversità, che vede la collaborazione di enti locali, ONG e università per preservare habitat naturali e promuovere pratiche agricole sostenibili.
“L’ULPGC ha registrato un incremento straordinario nel numero di brevetti depositati presso l’ufficio europeo, raggiungendo così un record dal momento della sua fondazione nel 1989. Questo incremento è il riflesso di un impegno costante verso la valorizzazione della ricerca e il supporto alle iniziative imprenditoriali”,
ha spiegato Sebastián López, Vicerettore di Ricerca e Trasferimento dell’Università di Las Palmas de Gran Canaria.
“L’università ha creato un numero elevato di start-up orientate alla conoscenza, superando la media del sistema universitario spagnolo. Fino ad oggi, l’università ha fondato tre filiali e ha in fase di approvazione una quarta, oltre a nove start-up avviate da studenti”.
Formazione e capitale umano: la base dell’innovazione duratura
Il successo dell’innovazione non può prescindere da un capitale umano qualificato e motivato. Le università delle Canarie stanno rafforzando i propri corsi in ambiti STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), con programmi specifici in ingegneria energetica, biotecnologie marine e intelligenza artificiale.
Inoltre, collaborazioni con aziende high-tech e programmi di internship internazionali permettono agli studenti di confrontarsi direttamente con le sfide del mercato globale.
“Stiamo lavorando per trattenere i talenti canari e attrarre nuovi professionisti, rafforzando la formazione tecnica e universitaria nei settori chiave per l’economia del futuro”,
ha dichiarato Gustavo Santana, vicepresidente del Governo delle Canarie e responsabile per Occupazione e Innovazione.
Non mancano poi iniziative di inclusione digitale rivolte a giovani, donne e categorie svantaggiate, per favorire una crescita economica equa e partecipata.

Una finestra aperta sul mondo: opportunità e sfide per l’avvenire
La posizione geografica delle Canarie rappresenta una chiave di volta nella loro strategia di sviluppo innovativo. Le isole sono un ponte naturale fra Europa, Africa e America Latina, con collegamenti marittimi e aerei che facilitano scambi commerciali e culturali.
Questa vocazione internazionale si traduce in opportunità di collaborazione transnazionale su progetti di ricerca e innovazione, soprattutto nell’ambito delle energie rinnovabili, della blue economy e della digitalizzazione.
Tuttavia, permangono alcune sfide, come la necessità di migliorare ulteriormente le infrastrutture digitali e la connettività, sostenere la crescita delle PMI innovative e mantenere un equilibrio fra sviluppo economico e tutela ambientale. La continua collaborazione fra pubblico e privato, unita a una visione strategica condivisa, sarà determinante per consolidare il ruolo delle Canarie come hub tecnologico di riferimento a livello globale.
La presentazione del Canary Islands Digital Innovation Hub (CIDIHUB)
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(Foto: MODIS/NASA)











