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In Norvegia il più grande impianto europeo di idrogeno verde

Il Primo Ministro Jonas Gahr Støre ha inaugurato a Herøya la fabbrica Yara da 24 MW per l’elettrolisi dell’acqua con energia rinnovabile

Idrogeno verde: il Primo Ministro norvegese, Jonas Gahr Støre, all'inaugurazione dell'impianto di Herøya
Il Primo Ministro norvegese, Jonas Gahr Støre, ha inaugurato ufficialmente l’impianto per l’idrogeno rinnovabile della Yara International ASA presso l’Herøya Industripark di Porsgrunn, nella regione del Telemark, accompagnato dai tecnici e dal CEO dell’azienda, Svein Tore Holsether

Il Primo Ministro norvegese Jonas Gahr Støre ha inaugurato ufficialmente il modernissimo impianto per la produzione di idrogeno rinnovabile da 24 MegaWatt della società Yara International ASA presso il Parco Industriale di Herøya, il più grande del suo genere attualmente in funzione in Europa.

Nello specifico, l’H2 verde viene prodotto con l’elettrolisi dell’acqua e l’energia rinnovabile, sostituendo il gas naturale come materia prima e riducendo annualmente di 41.000 tonnellate le emissioni di CO2 dal sito.

Idrogeno verde: il Chief Executive Officer di Yara, Svein Tore Holsethe
Il Chief Executive Officer di Yara, Svein Tore Holsether, ha inaugurato ufficialmente l’impianto per l’idrogeno rinnovabile presso l’Herøya Industripark di Porsgrunn, nella regione norvegese del Telemark

Svein Tore Holsether: “Per decarbonizzare a contare è l’intera catena del valore alimentare”

“Questo è un progetto innovativo e testimonia la nostra missione di nutrire responsabilmente il mondo e di proteggere il pianeta. Voglio ringraziare i nostri dipendenti che hanno lavorato instancabilmente per rendere operativa questa produzione all’avanguardia, Enova per aver sostenuto il progetto, i nostri partner e i nostri coraggiosi clienti che sono i primi a muoversi verso un futuro più sostenibile”,

ha affermato Svein Tore Holsether, amministratore delegato del colosso Yara.

“Siamo molto soddisfatti di aver consegnato le prime tonnellate di fertilizzanti a bassa impronta di carbonio alla Lantmännen, una partnership che funge da esempio concreto di come sia necessaria la collaborazione lungo l’intera catena del valore alimentare per decarbonizzare. Insieme, abbiamo compiuto questo importante passo verso la decarbonizzazione di settori difficili da abbattere”,

ha aggiunto l’alto dirigente in merito al sodalizio con la nota cooperativa agricola svedese, che vanta 19.000 agricoltori soci.

Climate Choice, una nuova linea di prodotti dedicati a beneficio delle colture e del clima

Quotata alla Borsa di Oslo e controllata per oltre un terzo del pacchetto azionario dal Governo norvegese, che ne è anche il maggior azionista, Yara International ASA è un’azienda chimica con sede nella capitale del Regno scandinavo e produttrice di fertilizzanti derivati da processi chimici su base azotata, come l’urea.

Oltre a questi prodotti, forte di 17.800 dipendenti in tutto il mondo, Yara produce e commercializza anche ammoniaca, da cui sintetizza i propri concimi, e altri prodotti chimici per uso industriale come acido nitrico, soluzioni ureiche, preparati ammoniacali, nitrato di calcio, nitrato di ammonio e AdBlue.

I fertilizzanti a bassa impronta di carbonio prodotti e consegnati faranno parte di un nuovo portafoglio chiamato Yara Climate Choice. Queste soluzioni andranno a beneficio delle colture e allo stesso tempo contribuiranno a decarbonizzare la catena del valore alimentare e a ridurre l’impatto sul clima.

Oltre ai fertilizzanti prodotti con l’elettrolisi dell’acqua e l’energia rinnovabile, quelli basati sull’ammoniaca a basse emissioni di carbonio prodotta utilizzando lo stoccaggio per la cattura del carbonio (CCS) costituiranno un’ampia parte del portafoglio di Yara in futuro.

Idrogeno verde: lo stabilimento produttivo Yara presso l’Herøya Industripark in Norvegia
Lo stabilimento produttivo di idrogeno verde della Yara International ASA presso l’Herøya Industripark di Porsgrunn, in Norvegia: all’esterno, nell’unità di trattamento dell’idrogeno, viene rimossa l’acqua e le tracce di ossigeno; successivamente, l’H2 viene raffreddata a 15 gradi e inviato all’impianto di ammoniaca

Hans Olav Raen: “Noi al lavoro per produrre ammoniaca a basse emissioni di carbonio”

“L’ammoniaca rinnovabile è una parte importante del puzzle della decarbonizzazione, ma il suo sviluppo su scala richiede tempo. Poiché il mondo si sta avvicinando rapidamente al 2030, stiamo anche lavorando per produrre ammoniaca a basse emissioni di carbonio con CCS per consentire l’affermarsi di un’economia dell’idrogeno e sviluppare i mercati emergenti per l’ammoniaca a basse emissioni”,

ha spiegato Hans Olav Raen, Chief Executive Officer di Yara Clean Ammonia.

800mila tonnellate di CO2 in meno a Sluiskil in Olanda in accordo con la Northern Lights

Nel 2023, la Yara ha firmato un accordo vincolante per il trasporto e lo stoccaggio di CO2 con la società Northern Lights: si tratta del primo accordo CCS transfrontaliero al mondo effettivamente operativo. L’azienda norvegese mira a ridurre di 800.000 tonnellate le emissioni annuali di CO2 dalla produzione di ammoniaca dello stabilimento di Sluiskil, sito in Olanda.

Yara sta inoltre valutando uno o due progetti di produzione di ammoniaca a basse emissioni di carbonio su scala mondiale con metodo CCS negli Stati Uniti. Il partner Northern Lights sta infatti sviluppando la prima infrastruttura di trasporto e stoccaggio di anidride carbonica open-source al mondo.

La prima fase dell’iniziativa prevede una capacità di stoccaggio di 1,5 milioni di tonnellate di CO2 l’anno, fa parte del progetto Longship e riflette l’ambizione del Governo norvegese di sviluppare una catena di valore CCS su larga scala nel Paese.

Con il sostegno dell’intera Nazione e degli azionisti Equinor, Shell e TotalEnergies, Northern Lights offre in effetti concrete opportunità realistiche di decarbonizzazione alle industrie norvegesi ed europee. La partnership fra i tre soci è iniziata nel 2017 e la costruzione delle infrastrutture nel 2021.

“La CCS una tappa fondamentale per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi”

“Il mondo deve agire con urgenza su più fronti per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e la CCS è una tappa fondamentale per una decarbonizzazione rapida e redditizia. La transizione verde richiederà investimenti, condizioni quadro prevedibili, un massiccio sviluppo delle energie rinnovabili e della rete elettrica, una tecnologia in continuo progresso e un mercato in via di maturazione in cui domanda e offerta si sviluppino simultaneamente”,

ha concluso Svein Tore Holsether.

“Le aziende che prenderanno sul serio questo aspetto avranno un vantaggio competitivo. In Yara, abbiamo già ridotto le nostre emissioni inquinanti del 45 per cento dal 2005 a oggi. Grazie alla nostra strategia di fornire in modo redditizio soluzioni decarbonizzate in modo rapido e scalabile, prodotte sia con energia rinnovabile che con CCS, siamo in una posizione unica per ottenere risultati positivi, sia per gli azionisti, sia per i clienti, sia per i dipendenti e per la società in generale”.

L’apertura dell’impianto Yara per la produzione di idrogeno verde a Herøya

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Idrogeno verde: lo stabilimento produttivo Yara presso l’Herøya Industripark in Norvegia
Lo stabilimento produttivo di idrogeno verde della Yara International ASA presso l’Herøya Industripark di Porsgrunn, in Norvegia: il flusso di ossigeno e acqua proveniente dall’elettrolizzatore è inviato al separatore, con la conseguenza che l’acqua viene fatta ricircolare e l’ossigeno è espulso dalla parte superiore

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