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Perché non ci fidiamo degli scienziati del clima?

In buona parte del mondo, i climatologi sono considerati meno affidabili degli altri scienziati: ecco i fattori che determinano questo “gap di fiducia”

La fiducia nella scienza e le sfide climatiche
In base a un’indagine su oltre 70mila persone in tutto il mondo, gli scienziati del clima godono di un grado di fiducia leggermente minore rispetto agli altri scienziati (Foto: Envato)

Per alcuni, fidarsi degli scienziati è scontato. Per altri, molto meno. Sarà che un certo rumore di fondo può portare a confondere i dati con la loro libera interpretazione, sarà che la scienza ha cambiato il modo di comunicare se stessa. In generale, comunque, gli scienziati godono di un buon livello di fiducia.

Anche gli scienziati climatici sono ritenuti affidabili, ma in misura minore rispetto agli altri. Lo rivela un’indagine che ha coinvolto quasi 70.000 persone in 68 Paesi del mondo analizzata dai ricercatori della New South Wales di Sydney.

La fiducia nella scienza di fronte alle sfide climatiche

Nullius in verba”: non prendere nulla per buono sulla parola. La frase latina, tratta da una delle Epistole di Orazio, venne scelta nel 1662 come motto della Royal Society of London a indicare la ferma volontà degli scienziati di stabilire i fatti secondo il metodo sperimentale, rifiutando ogni ingerenza da parte della politica nell’attività di ricerca.

Quando però le parole sono supportate da dati sperimentali, allora la fiducia diventa fondamentale per definire il ruolo della scienza nel progresso della società. Se non ci fidiamo degli scienziati, potremmo non trarre alcun beneficio dalle loro scoperte.

Come si legge in uno studio appena pubblicato su Environmental Research Letters,

“La fiducia negli scienziati costituisce una base importante per il sostegno pubblico a soluzioni basate sulla scienza per le principali sfide sociali. Una maggiore fiducia è associata a una maggiore disponibilità a rimandare il processo decisionale agli esperti e a seguire le raccomandazioni di salute pubblica”.

Ciò è vero per le pandemie, per i timori connessi allo sviluppo delle AI e anche per le scienze climatiche. Su questo fronte, in particolare, la fiducia del pubblico può definire l’esito finale di una lotta, quella contro i cambiamenti climatici, che sembra non voler iniziare mai seriamente.

Per i governi che vogliono adottare politiche climatiche ambiziose, spiegano i ricercatori, la fiducia negli scienziati del clima è fondamentale, perché può determinare il sostegno o la resistenza degli elettori a tali sforzi. Soprattutto nel momento in cui la fiducia negli scienziati del clima è inferiore rispetto a quella attribuita alla scienza in generale.

Quanto ci fidiamo degli scienziati del clima? Lo studio

Nel loro studio, i ricercatori della University of New South Wales di Sydney hanno analizzato i dati di una delle più grandi indagini transnazionali sull’atteggiamento del pubblico nei confronti della scienza. Con le risposte di quasi 70.000 persone in 68 Paesi del mondo, spiegano, questo set di dati offre “una rara istantanea globale di come la gente percepisce gli scienziati in generale, e quelli del clima in particolare”.

Ognuno degli intervistati ha valutato la propria fiducia negli scienziati del clima e negli scienziati in generale, fornendo un quadro non esattamente inaspettato: come spiegano Omid Ghasemi e Ben Newell, tra gli autori dello studio, la fiducia negli scienziati è moderatamente forte in tutto il mondo, ma quella negli scienziati del clima è risultata leggermente inferiore. C’è un cosiddetto “gap di fiducia”. Ma ci sono anche differenze significative tra i diversi Paesi e all’interno di essi.

La mappa globale della fiducia negli scienziati del clima
La mappa globale del gap di fiducia tra gli scienziati del clima e gli scienziati in generale: il verde indica una maggiore fiducia negli scienziati del clima rispetto agli altri; il viola una maggiore fiducia per gli scienziati di altre discipline (Foto: O. Ghasemi et al., Gaps in public trust between scientists and climate scientists: a 68 country study, 2025)

La mappa globale della fiducia negli scienziati del clima

In 43 dei 68 Paesi, il divario di fiducia è risultato statisticamente significativo, con una minore fiducia negli scienziati del clima rispetto agli scienziati in generale”, spiegano. In Europa, Oceania e Nord America il divario tende ad essere minore, mentre in alcune parti dell’America Latina e in Africa sono emerse differenze più sostanziali.

La Repubblica Democratica del Congo ha registrato il divario più ampio, mostrando una fiducia negli scienziati del clima inferiore a quella di qualsiasi altro Paese. Secondo i ricercatori, questo potrebbe riflettere le preoccupazioni delle popolazioni locali per i programmi climatici globali: il timore, soprattutto nelle regioni in cui l’estrazione mineraria ha portato scarsi benefici alle comunità, è che questi programmi diano priorità all’estrazione di risorse per le richieste di energia rinnovabile dall’estero rispetto agli interessi della popolazione locale.

Al polo opposto vi sono Cina, Taiwan, Corea del Sud, Egitto, Israele e Germania, Paesi in cui gli scienziati del clima godono di maggiore fiducia rispetto agli scienziati in generale.

Fiducia nella scienza e orientamento politico

Le persone con una visione positiva della scienza tendono a riporre maggiore fiducia negli scienziati e, ancora di più, negli scienziati del clima – questo non è sorprendente. Ma le persone con un’opinione negativa degli scienziati si fidano meno di quelli che si occupano di clima, e questo è un dato da non sottovalutare.

Anche l’età può avere un ruolo determinante: gli anziani tendono a fidarsi di più degli scienziati in generale rispetto ai giovani, ma i giovani sono più propensi a dare fiducia ai climatologi. Non ci sono invece differenze significative legate al genere: gli scienziati del clima godono generalmente di minore fiducia rispetto agli altri.

Tra tutte le variabili esaminate, l’orientamento politico è emerso come uno dei fattori più fortemente associati alla fiducia negli scienziati del clima: le persone con opinioni di destra o conservatrici mostrano una minore fiducia nei climatologi rispetto a quelle con opinioni più di sinistra o liberali. Quanto più l’orientamento politico di una persona vira a destra, tanto maggiore è il “gap di fiducia” tra scienziati e scienziati del clima.

La situazione però è più complessa: in 28 Paesi (nelle Americhe, in Europa e in Oceania), l’orientamento destrorso è stato associato a una minore fiducia nei climatologi e negli scienziati in generale, mentre in altri Paesi, soprattutto in Asia, Africa e Europa orientale, le persone orientate a destra hanno espresso maggiore fiducia negli scienziati del clima rispetto alle loro controparti orientate a sinistra.

Orientamento politico e fiducia nella scienza: lo studio
Relazione tra orientamento politico e fiducia negli scienziati e nei climatologi nei vari Paesi. I Paesi con un’associazione positiva tra ideologie di destra o conservatrici e punteggi di fiducia sono colorati di rosso, mentre quelli con associazioni negative sono colorati di blu (Foto: O. Ghasemi et al., Gaps in public trust between scientists and climate scientists: a 68 country study, 2025)

Perché non ci fidiamo della scienza climatica?

Secondo i ricercatori, questi risultati suggeriscono che non è soltanto l’orientamento politico a determinare la fiducia del pubblico, ma il modo in cui le questioni climatiche vengono inquadrate nel discorso politico:

“In molti Paesi occidentali, la comunicazione pubblica sul cambiamento climatico – in particolare da parte dei partiti e dei media conservatori – ha messo in dubbio la credibilità della scienza climatica. Questa politicizzazione, spesso amplificata da interessi acquisiti come quelli delle lobby dei combustibili fossili, può contribuire a spiegare l’erosione della fiducia tra alcuni gruppi conservatori”.

La fiducia da sola non risolverà la crisi climatica, ma politiche ambiziose basate su dati concreti richiedono il sostegno dell’opinione pubblica per avere successo. Un persistente deficit di fiducia, per quanto piccolo, può indebolire questo sostegno e contribuire a spiegare perché molti governi continuano a non raggiungere i loro obiettivi climatici. Colmare questo divario di fiducia con una comunicazione trasparente e una leadership politica coerente, concludono i ricercatori, è essenziale per trasformare la consapevolezza in azione.

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Uno studio rivela perché non ci fidiamo dei climatologi
Gli scienziati del clima sostengono le proteste degli studenti durante il global climate strike del 15 marzo 2019 a Melbourne: la scarsa fiducia negli scienziati del clima può contribuire a spiegare perché molti governi continuano a non raggiungere i loro obiettivi climatici (Foto: Takver / CC BY-SA 2.0)

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