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Plastica e chimica: tutti i contorni di una relazione pericolosa

Plastica e chimica: tutti i contorni di una relazione pericolosa

Nella plastica ci sono oltre 10.000 agenti chimici che vengono rilasciati durante l’intero ciclo di vita di un oggetto: lo studio dell’UNEP

Quando si parla di inquinamento da plastica, le prime immagini che vengono in mente sono spesso le tristi distese di rifiuti ammassate dalle correnti sulle spiagge e ai margini delle città costiere di tutto il mondo. Eppure, i pericoli vanno ben oltre quello che succede dopo che i prodotti in plastica diventano rifiuti.

Secondo un recente Report dello United Nations Environment Programme (UNEP), è necessario affrontare il problema dell’inquinamento da plastica tenendo in considerazione l’intero ciclo di vita dei materiali, a partire dagli elementi di cui sono composti e dagli agenti chimici che sono usati per la produzione e il trattamento degli oggetti d’uso più o meno comune.

Sappiamo bene che la plastica inquina, e quanto. Ma quali sono le sostanze effettivamente pericolose per l’uomo e per l’ambiente, tra quelle che compongono il multiforme e variegato mondo delle plastiche?

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Inquinamento chimico da plastica: le Nazioni Unite lanciano l'allarme Nella plastica sono contenute migliaia di sostanze chimiche potenzialmente pericolose: il nuovo Report delle Nazioni Unite (Foto: Envato)

La plastica è chimica: storica risoluzione delle Nazioni Unite

Nel marzo del 2022, l’Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEA) ha adottato una risoluzione storica, in cui si chiede l’istituzione urgente di strumenti e trattati internazionali che permettano di affrontare il problema dell’inquinamento da plastica a partire da una nuova consapevolezza sulla sua portata.

Mentre siamo tutti più o meno al corrente dei pericoli rappresentati dall’inquinamento di microplastiche, sottolinea l’UNEP, c’è infatti molta poca consapevolezza riguardo all’inquinamento chimico generato dall’abbandono della plastica.

Alcune sostanze specifiche, come il temibile bisfenolo A (con cui erano per esempio realizzati i rivestimenti in resina per i contenitori alimentari), hanno nel tempo attirato l’attenzione della stampa generalista, ma secondo gli scienziati si tratta soltanto della punta di un iceberg che giace ancora in gran parte nascosto.

Come si legge nel nuovo Report dell’UNEP, la situazione è più complessa di quanto si potrebbe pensare: “Siamo in grado di dimostrare che nella plastica ci sono oltre 13.000 agenti chimici; circa un quarto di questi hanno già dimostrato di essere potenzialmente nocivi, e per circa la metà non abbiamo abbastanza informazioni.”

Si tratta di sostanze estremamente varie, spesso usate nella produzione industriale di oggetti plastici come solventi o precursori, oppure come additivi utilizzati in fase di colorazione e trattamento dei materiali.

A finire sotto la lente degli scienziati sono stati in particolare alcuni agenti chimici usati per la stabilizzazione dei raggi UV e come ritardanti di fiamma.

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Inquinamento chimico da plastica: il nuovo studio Nella plastica non ci sono soltanto i polimeri: oltre agli additivi, ci sono anche le aggiunte di sostanze “indesiderate” nel ciclo produttivo (Foto: Chemical in Plastics: a Technical Report, UNEP 2023)

La chimica è parte integrante della storia della plastica

Gli agenti chimici nella plastica sono “un pericolo nascosto che può nuocere alla salute pubblica e all’ambiente su scala globale”, hanno affermato i co-autori del Report UNEP, Zhanyun Wang e Narain Ashta dell’EMPA (Laboratori Federali Svizzeri di Scienza e Tecnologia dei Materiali).

“Il loro uso dovrebbe essere regolato nell’ambito di trattati internazionali”, a partire dai settori che possono rivelarsi più problematici, come quello del packaging alimentare e quello dei giocattoli per bambini.

Secondo uno studio del 2020, circa il 90 per cento dei giocattoli sul mercato è fatto di plastica che potenzialmente contiene agenti chimici pericolosi che non teniamo in considerazione: quello che è successo per gli ftalati e per i residui di cadmio e piombo scoperti nei giochi prodotti tra gli anni Sessanta e Ottanta, insomma, potrebbe succedere di nuovo.

È quindi il momento di accettare le implicazioni del fatto che tutto quello che ci circonda è chimica e approcciare al problema dell’inquinamento a partire da pochi, ma chiarissimi, assunti:

  • le sostanze chimiche sono parte integrante della plastica;
  • esistono 10 gruppi di agenti chimici che sono indicati come pericolosi e su cui agire in maniera prioritaria, e che sono stati individuati nella plastica usata in diversi settori (inclusi quello del packaging alimentare);
  • gli studi scientifici effettuati su circa 7.000 sostanze associate con la plastica dimostrano che oltre 3.200 di queste sostanze presentano proprietà potenzialmente nocive per l’ambiente e per la salute umana, a cui donne e bambini risultano più vulnerabili;
  • ci sono più di 2.000 sostanze chimiche che si trovano effettivamente nella plastica di cui non sappiamo nulla, ma è fondamentale monitorare e analizzare tutte quelle che sono state trovate all’interno della plastica e per cui esiste una pericolosità nota.

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I sette punti principali del Report

Tra i dati emersi dal Report UNEP sull’inquinamento da plastica, sono stati definiti i sette punti principali da cui partire per affrontare la problematica chimica:

  1. Le microplastiche e i nanoparticelle (smaltimento dei prodotti) sono veicoli di sostanze chimiche potenzialmente pericolose;
  2. Il settore del packaging è uno dei più preoccupanti: non si può escludere che sostanze nocive possano contaminare il cibo;
  3. I giocattoli in plastica sono problematici e spesso sottovalutati;
  4. L’uso di plastica da parte dei bambini e delle donne è un’ulteriore preoccupazione;
  5. Molte sostanze chimiche non sono state studiate e non è chiaro il loro impatto;
  6. È necessaria una riforma internazionale per regolare l’uso e la produzione di plastica;
  7. I laboratori e le istituzioni devono implementare studi e monitoraggi.

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