Con il nuovo record fotonico a Cisterna, l’Italia rilancia la sfida globale sul calcolo quantistico e progetta un ecosistema d’avanguardia

Nel cuore dell’Agro Pontino, dove fino a pochi anni fa la parola “quantistico” sembrava appartenere soltanto ai laboratori scientifici e tecnologici d’oltreoceano, l’Italia firma oggi uno dei primati tecnologici più sorprendenti del decennio.
Il computer quantico fotonico della startup QuantHum Edge, fondata nel giugno 2025 da Gaetano Natoli, ha superato la soglia dei 9.900 qubit logici, segnando un record che, se confermato, proietterebbe il Paese mediterraneo fra i protagonisti della nuova corsa mondiale al calcolo quantico.
Realizzato a Cisterna di Latina, in collaborazione con la Sapienza Università di Roma, il sistema nasce da un’idea semplice ma ambiziosa: usare la luce come base fisica per un’elaborazione ultrarapida e scalabile. Le simulazioni multiphysics e i test di laboratorio hanno rivelato prestazioni fuori scala: operazioni a due qubit in meno di 3 nanosecondi e una fidelity media del 99,86 per cento, valori che eclissano i precedenti record internazionali ottenuti con architetture a ioni intrappolati o superconduttori.
“Abbiamo scelto di lavorare in Italia perché qui c’è una competenza scientifica straordinaria”,
ha dichiarato Gaetano Natoli, fondatore e amministratore di QuantHum Edge.
“Il nostro obiettivo non è soltanto ottenere un primato, ma costruire un ecosistema quantico nazionale in grado di valorizzare ricerca, impresa e istituzioni”.

Un laboratorio nell’Agro Pontino che sfida i giganti globali
Nel capannone riconvertito al numero civico 7 di Via Bologna a Cisterna di Latina, oggi sede operativa dell’azienda, numerosi di ricercatori lavorano su moduli ottici, sensori fotonici e processori integrati.
Lì, tra fibre ottiche e cavità risonanti, prende forma il primo quantum computer fotonico italiano, un sistema che si inserisce in un contesto globale dominato da giganti come IBM, Google e IonQ, ma con un approccio radicalmente diverso.
Il record di 9.900 qubit logici è frutto di una progettazione interamente italiana, che combina laser integrati, rivelatori fotonici e controlli a interferenza multipla.
Il risultato, validato congiuntamente da un gruppo di ricerca della Sapienza, colloca l’Italia in una posizione di inedita visibilità nella corsa quantica internazionale.
Secondo il professor Fabio Massimo Frattale Mascioli, docente di Ingegneria dell’Informazione presso l’ateneo della capitale e referente accademico del progetto,
“i dati ottenuti sono il risultato di analisi riproducibili e controllate. Dimostrano che il calcolo fotonico è una strada concreta e già percorribile”.
Sono parole che confermano la serietà scientifica del lavoro svolto nella piccola città laziale, oggi oggetto di ulteriori verifiche da parte di laboratori indipendenti.
La soglia dei 10.000 qubit è ormai a portata di mano. La startup prevede di raggiungerla nel primo trimestre del 2026, grazie a un’ulteriore miniaturizzazione dei moduli fotonici e a un sistema di controllo ottico distribuito.
Un risultato che, qualora fosse mantenuto stabile nel tempo, porterebbe l’Italia a competere direttamente con le piattaforme più avanzate del mondo.
Il vantaggio fotonico: potenza e semplicità di impiego
Il segreto del successo di QuantHum Edge risiede nella scelta della tecnologia fotonica.
A differenza delle architetture superconduttrici, che richiedono temperature criogeniche prossime allo zero assoluto, i qubit fotonici operano a temperatura ambiente, sfruttando l’interferenza e l’entanglement di singoli fotoni.
Questo significa consumi energetici drasticamente inferiori, costi di mantenimento ridotti e possibilità di scalabilità lineare: ogni nuovo modulo può essere aggiunto senza riprogettare l’intero sistema.
Le prove condotte tra agosto e settembre 2025 hanno dimostrato che il prototipo di Cisterna può sostenere sequenze di calcolo lunghe con una perdita di coerenza inferiore allo 0,15 per cento, un risultato eccezionale per un sistema fotonico.
Dal punto di vista ingegneristico, l’intero apparato è racchiuso in una struttura multi-rack compatta, grande poco più di un forno industriale, capace di ospitare oltre 9.900 qubit logici e decine di migliaia di connessioni ottiche.
Queste caratteristiche rendono il modello italiano competitivo non soltanto sul piano scientifico ma anche su quello industriale.
Secondo una nota dell’Osservatorio Europeo per le Tecnologie Quantistiche, la tecnologia fotonica consente un rapporto stabilità/consumo fino al 70 per cento migliore rispetto ai sistemi criogenici, aprendo scenari di impiego anche in contesti dove l’efficienza energetica è cruciale, come data center, laboratori di ricerca e piattaforme di simulazione.

Un ecosistema in costruzione: ricerca, imprese, istituzioni
La nascita di QuantHum Edge segna un cambio di passo nell’innovazione italiana.
Non una startup isolata, ma il primo tassello di un ecosistema tecnologico territoriale che coinvolge università, centri di ricerca e imprese hi-tech.
Il Ministero dell’Università e della Ricerca, in sinergia con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha già inserito il progetto tra quelli di interesse strategico per la costituzione del Quantum Italia Network, una rete di comunicazione quantistica sicura che collegherà Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli.
L’accordo di collaborazione con la Sapienza Università di Roma e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) ha inoltre permesso di ampliare la portata della ricerca verso ambiti ad alta energia e materiali quantistici.
Queste partnership rafforzano il ruolo del Lazio nel Quantum Flagship europeo, programma da oltre un miliardo di euro che punta a creare, entro il 2030, un’infrastruttura quantistica integrata e sovrana sul continente.
“Non è un traguardo isolato, ma un punto di partenza”,
ha commentato Gaetano Natoli.
L’imprenditore ha confermato che il prossimo passo sarà la costruzione, sempre a Cisterna, di un Quantum Application Center aperto alle imprese, pensato per sperimentare algoritmi quantistici in ambiti applicativi reali: sanità, farmaceutica, cybersecurity, scienza dei materiali, mobilità e finanza.
Europa, la corsa continua da nord a sud, da est a ovest
Il record italiano si inserisce in un contesto europeo in fermento.
La startup finlandese IQM ha superato nel settembre 2025 la valutazione di un miliardo di dollari, consolidando il ruolo dell’Europa nella corsa quantica, mentre Pasqal in Francia e QuTech nei Paesi Bassi hanno annunciato nuovi sistemi ibridi basati su atomi neutri.
In Germania, la rete QSolid ha inaugurato il primo laboratorio europeo per la certificazione di qubit superconduttori, e nel Regno Unito il Governo ha rilanciato il piano National Quantum Strategy con oltre due miliardi di sterline di investimenti.
In questo scenario competitivo, l’Italia propone una via alternativa fondata sulla fotonica integrata, con l’obiettivo di costruire una tecnologia energeticamente efficiente e accessibile.
Un percorso che potrebbe risultare vincente, considerata la crescita della domanda mondiale di soluzioni sostenibili e la carenza di chip quantistici a basso impatto.

Prospettive e sfide per la nuova frontiera del Belpaese
Il cammino resta complesso. Perché il primato di Cisterna diventi un punto fermo e non soltanto un exploit mediatico, serviranno validazioni indipendenti, pubblicazioni scientifiche e test comparativi condotti da enti terzi.
La comunità internazionale guarda con curiosità ma anche con prudenza al risultato italiano, consapevole che nel calcolo quantico i traguardi devono essere replicabili e trasparenti.
Restano aperte anche le questioni economiche: il costo di sviluppo di un processore quantico fotonico supera i 10 milioni di euro e richiede una catena di fornitura specializzata.
In questo senso, la creazione di una filiera italiana del quantum computing sarà decisiva per mantenere il vantaggio competitivo e attrarre investitori.
Secondo il Centro Studi Leonardo per le Tecnologie Avanzate, un’adozione progressiva dei sistemi quantistici potrebbe aumentare del 2,5 per cento la produttività dei settori industriali data-intensive e ridurre i costi energetici del 30 per cento entro il 2030.
Ma questi benefici potranno realizzarsi solo se le istituzioni e l’impresa privata continueranno a lavorare in sinergia.

Oltre il record: un segnale di fiducia per l’Italia dell’innovazione
Il traguardo dei 9.900 qubit fotonici rappresenta molto più di un primato scientifico. È un messaggio: che l’innovazione può nascere anche lontano dai grandi poli tecnologici globali, e che la combinazione di ricerca pubblica, imprenditoria e visione strategica può trasformare un territorio in un laboratorio d’avanguardia.
Come ha ricordato un Premio Nobel per la Fisica, Michel Devoret,
“il computer quantistico non è ancora qui, ma il cammino verso di esso è già la più grande avventura scientifica del nostro tempo”.
Cisterna di Latina, da oggi, è parte di quella avventura.
E se il futuro della computazione passerà davvero dalla luce, allora il salto quantico italiano potrebbe essere solo l’inizio di una nuova stagione di protagonismo per la ricerca e l’industria del Paese.
QuantHum Edge: l’innovazione umana e tecnologica alla Camera dei Deputati italiana
Ecco tre approfondimenti che potrebbero interessarti:
La IBM ha inaugurato il primo Quantum Data Center in Europa
Sarà l’Open Quantum Institute l’acme della diplomazia scientifica
Bologna capitale del futuro e dell’innovativa Quantum Alliance







