Da luogo privo di ciclisti, la città spagnola diventa simbolo europeo di mobilità verde con infrastrutture smart, leadership e cultura condivisa

A fine agosto 2025, Saragozza può dire di aver superato con successo una delle trasformazioni urbane più inattese, ma emblematiche, degli ultimi vent’anni.
Fino al 2007 le biciclette rappresentavano meno dello 0,5 per cento degli spostamenti quotidiani, mentre la città era dominata dall’automobile e dalla marginalità del ciclismo nella pianificazione.
La svolta è iniziata nel periodo della “Expo 2008”, quando l’accento su
“acqua e sviluppo sostenibile”
ha spinto la giunta cittadina a mettere la mobilità ciclistica al centro della visione urbana.
Il Piano Cittadino della Mobilità: una strategia dal 2010
Nel 2010 è stato ufficialmente adottato il Cycling Master Plan, articolato su quattro assi: infrastrutture, formazione e sicurezza, partecipazione, integrazione con l’urbanistica.
Ma ben prima osservatori e cittadini si aspettavano qualcosa di più concreto: la creazione dell’Ufficio Bicicletta, guidato fin dal primo giorno da Teresa Vicente.
“All’inizio ero da sola… con la missione di promuovere l’uso della bici, quindi dovevo riempire questa missione di vita”, ha raccontato lei stessa.
Il piano fu completato rapidamente con misure strutturali: il lancio di Bizi, la prima rete pubblica con bici meccaniche già nel 2008, limiti di velocità a 30 km orari sulle vie secondarie e una regolamentazione dedicata a pedoni e ciclisti.

(Foto: Ayuntamiento de Zaragoza)
Boom elettrico: Bizi rinato tra tecnologia e copertura totale
Il 2025 segna una svolta epocale: il sistema Bizi, attivo dal 2008 con bici meccaniche, è stato sostituito tra gennaio e luglio da una flotta completamente elettrica. Oggi conta 2.500 e-bike, 276 stazioni e copre tutti i distretti cittadini, completando l’espansione con sei mesi di anticipo rispetto al piano originale.
La nuova fase ha già generato 1,8 milioni di viaggi e oltre 4 milioni di chilometri percorsi entro luglio 2025, con 21.000 abbonati attivi, e l’obiettivo è arrivare a 50.000 iscritti entro fine anno. Il servizio viene gestito con l’intelligenza artificiale per ottimizzare la distribuzione dei veicoli secondo i flussi d’uso più comuni.
Tatiana Gaudés, Assessora all’Ambiente e alla Mobilità del Comune, parla con entusiasmo del progetto:
“Il sistema Bizi ha completato la sua espansione in tutti i distretti urbani, posizionando Saragozza come leader nella mobilità condivisa in Spagna”.
Le biciclette, di ultima generazione, sono dotate di motore centrale da 250 Watt, batteria fino a 70 km, schermo LCD e sistema anti furto integrato. Il rilascio delle bici avviene tramite App, Tarjeta Ciudadana o codice personale. Inoltre, il prezzo annuale promozionale è fissato a 30 euro, con prospettiva di aumento dopo ottobre.
Il riscontro dei cittadini è positivo: circa 14.000 viaggi al giorno nei giorni feriali registrati da giugno 2025, in linea con le maggiori linee di bus urbane. Ma associazioni come “La Ciclería” sottolineano che permangono criticità su alcune vie centrali e la copertura dei comuni limitrofi, ancora fuori dalla rete Bizi.

Nuove piste ciclabili bidirezionali e connessioni integrate
Nella primavera 2025 sono partiti i lavori sulla nuova pista ciclabile da Plaza Europa a Delicias, lunga 1,4 chilometri, finanziata con fondi europei NextGenerationEU (440.646 euro).
La pista, bidirezionale e separata dal traffico automobilistico da barriere “armadillo”, collega quartieri strategici come La Almozara e integra la rete ciclabile lungo il fiume e spazi pubblici densamente popolati.
L’obiettivo è creare una maglia urbana continua che colleghi flussi ciclistici al sistema pubblico e logistico, rafforzando il modello di smart mobility multimodale che integra bici–bus–treno in un sistema coerente.
“Cycling Waterways”: il modello fluviale e ciclistico europeo
Saragozza partecipa altresì al progetto europeo Cycling Waterways coordinato dall’Ufficio Bicicletta, con l’obiettivo di sviluppare percorsi ciclabili lungo fiumi e corsi d’acqua.
In un’intervista per la prima newsletter del progetto, l’Assessora Gaudés ha dichiarato:
“I percorsi ciclabili lungo i corsi d’acqua offrono molteplici benefici, ideali per promuovere la mobilità sostenibile, favorire il turismo sostenibile e rafforzare l’identità”.
Queste rotte uniscono mobilità quotidiana, natura e patrimonio fluviale, favorendo sia l’uso sportivo che il pendolarismo ecologico.

Numeri che parlano: infrastrutture, cultura e governance
Oggi la rete ciclabile cittadina supera i 160 km, con oltre 24.500 rastrelliere pubbliche e una densità territoriale significativa. La percentuale di utilizzo quotidiano della bici è cresciuta fino al 5 per cento degli spostamenti, con quasi il 20 per cento della popolazione che usa la bici regolarmente.
I punti di successo includono: impegno politico costante, con giunta e assessori impegnati a lungo termine; strutture istituzionali dedicate come l’Ufficio Bicicletta; infrastrutture sicure e continue, implementate con dati e algoritmi; cultura ciclistica diffusa: educazione nelle scuole, osservatorio partecipativo, eventi.
Verso il 2030: gli obiettivi climatico digitali in Aragona
Saragozza è tra le città firmatarie dell’iniziativa europea per diventare climate neutral entro il 2030. La mobilità ciclistica è uno degli strumenti principali per raggiungere questo traguardo, integrata nella più ampia strategia di efficientamento urbano, open data e resilienza ambientale.
Il nuovo Piano Regionale della Bici in Aragona sta promuovendo anche il cicloturismo nelle zone rurali come Cinco Villas e Moncayo: si stanno creando reti turistiche ciclabili con itinerari naturali che combinano patrimonio e mobilità sostenibile.

(Foto: Ayuntamiento de Zaragoza)
Riflessione: che cosa può imparare il resto d’Europa?
Saragozza dimostra che anche una città priva di tradizione ciclistica può reinventarsi attraverso leadership, integrità progettuale e partecipazione civica.
La chiave è trasformare un piano in un’istituzione operativa concreta: il tutto con lungimiranza, uffici dedicati, dati e infrastrutture che
“tematizzano il cambio d’uso”
e una comunità coinvolta.
Per le città europee in cerca di un modello replicabile, i successi di questa storica località della Spagna sono tangibili: governance trasparente e unità operativa stabile; investimenti strategici e adattivi (ebike, IA, algoritmi); coinvolgimento diffuso di scuole e cittadini; apertura alla cooperazione internazionale.
Saragozza non esporta soltanto un sistema, infatti, ma una visione condivisibile e scalabile.
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