La grande innovazione della conquista spaziale è completa: alle 14:32 del 13 ottobre la torre “Mechazilla” ha catturato al volo il Falcon Heavy

Domenica 13 ottobre 2024, il sottoscritto ha ricevuto il più bel regalo di onomastico concepibile: un evento storico cui ho potuto assistere in diretta.
Come vi illustrai nel mio editoriale “Nelle segrete stanze del duplice “palazzo volante” di SpaceX” pubblicato il 10 giugno scorso, da anni la compagnia americana SpaceX collabora con la NASA (National Auronautics and Space Administration, l’ente responsabile delle attività aeronautiche e aerospaziali statunitense) per innovare i mezzi e le tecnologie per accedere allo spazio.
Il suo primo successo è stato la messa a punto del vettore Falcon 9, il primo razzo completamente riutilizzabile in grado di atterrare autonomamente sulle proprie gambe (alla lettera) e di ripartire successivamente per altre missioni; operativo da diversi anni, sia per i lanci di satelliti sia per i lanci con esseri umani, ha al suo attivo oltre 350 lanci di successo, dove alcuni vettori hanno superato i 20 lanci eseguiti col medesimo apparecchio.
Durante gli ultimi mesi SpaceX ha lavorato alacremente alla Starship, il suo progetto più ambizioso: un lanciatore alto in tutto oltre 120 metri, il razzo più potente mai costruito, capace di portare in orbita la prima vera e propria astronave costruita dall’uomo, lunga 50 metri e potenzialmente in grado di trasportare fino a 100 astronauti.
Nella mente un po’ visionaria di Elon Musk (fondatore di SpaceX) dovrebbe portare entro pochi anni l’uomo su Marte; nella pratica è già stata scelta dalla NASA come si sistema di allunaggio per la missione Artemis, che riporterà nei prossimi anni l’uomo sulla Luna.
L’atterraggio del veicolo spaziale Starship sulla piattaforma “Mechazilla” il 13 ottobre 2024
Il quinto test della StarShip è stato un completo successo
La parte più difficile – e fantascientifica – del funzionamento di questo vettore è stata sperimentata con pieno successo.
Il vettore principale Falcon Heavy, alto 70 metri, dopo avere spinto in orbita lo stadio superiore della Starship è tornato verso la rampa di decollo, ha acceso i razzi di frenata, si è avvicinato alla torre di lancio “Mechazilla” che, dotata di due bracci robotici, l’ha agganciato al volo.
Sì, avete capito bene, un palazzo di 24 piani è stato preso al volo. Con una precisione di 2 (due) centimetri.
Adesso grazie a SpaceX gli Stati Uniti d’America sono tecnologicamente avanti di almeno una decina d’anni rispetto al resto del mondo.
La Cina sta testando i suoi primi vettori riutilizzabili, mentre l’Europa purtroppo è rimasta molto indietro e non abbiamo neppure in progetto un vettore riutilizzabile.
Speriamo che il successo di SpaceX ci faccia risvegliare e che non perdiamo questa nuova corsa allo spazio.

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