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Video, a Bologna dove prende forma il supercalcolo europeo

DAMA racconta la trasformazione dell’ex Manifattura Tabacchi in una piattaforma per ricerca, Big Data, AI e industria con l’aiuto del territorio

DAMA: il Tecnopolo di Bologna racconta supercalcolo, Big Data e intelligenza artificiale tra data center, ricerca europea, infrastrutture digitali e nuove applicazioni per industria, scienza e servizi
Il marchio DAMA appare su una sala macchina digitale, sintesi visiva della nuova identità del Tecnopolo Data Manifattura Emilia-Romagna: un hub in cui supercalcolo, Big Data, AI, Leonardo, CINECA, INFN ed ECMWF compongono una piattaforma per ricerca, industria e servizi pubblici (Foto: DAMA Tecnopolo)

Tre video accompagnano il percorso con cui Bologna ha trasformato una grande architettura industriale del Novecento in una delle principali infrastrutture europee dedicate a supercalcolo, Big Data e intelligenza artificiale. Il racconto parte dal nuovo profilo di DAMA, il Tecnopolo Data Manifattura Emilia-Romagna, e torna poi alle due sequenze in timelapse che mostrano la costruzione dei nuovi fabbricati e l’installazione del supercomputer Leonardo.

Il valore delle immagini non è soltanto spettacolare. La successione accelerata di cantieri, sale tecniche, rack, impianti e spazi riconvertiti permette di vedere un processo che di norma resta invisibile: la nascita materiale dell’infrastruttura digitale. Dietro la parola “cloud”, dietro l’AI e dietro la potenza di calcolo necessaria alla ricerca, esistono edifici, cavi, sistemi di raffreddamento, energia, competenze ingegneristiche e governance pubblica.

DAMA occupa l’area dell’ex Manifattura Tabacchi di Bologna, un complesso di circa 140 mila metri quadrati progettato e costruito negli anni Cinquanta da Pier Luigi Nervi. La scelta di collocare qui un polo del dato non cancella la memoria industriale del luogo, ma la aggiorna: dove un tempo si concentravano produzione manifatturiera, logistica e lavoro operaio, oggi si concentrano calcolo ad alte prestazioni, meteorologia, ricerca scientifica, AI e applicazioni per imprese e istituzioni.

Il video più recente presenta DAMA come un’infrastruttura non chiusa in se stessa, ma inserita nella Data Valley dell’Emilia-Romagna. ART-ER descrive il Tecnopolo come un’eccellenza internazionale per supercalcolo, Big Data e intelligenza artificiale, con applicazioni in meteorologia, climatologia, salute, scienze della terra e industria. È questa pluralità a renderlo più di un data center: un luogo in cui i dati diventano capacità decisionale, ricerca applicata e politica industriale.

Il secondo livello del racconto riguarda Leonardo, il supercomputer EuroHPC gestito dal CINECA. Nei filmati dedicati al suo montaggio, la potenza di calcolo assume una forma concreta: armadi, moduli, connessioni, corridoi tecnici e procedure di installazione mostrano quanto la ricerca contemporanea dipenda da un’infrastruttura fisica estremamente complessa. Leonardo è indicato da DAMA come uno dei supercomputer più potenti al mondo ed è in grado di eseguire oltre 250 milioni di miliardi di operazioni al secondo.

La sua collocazione a Bologna ha anche una dimensione europea. Nella lista TOP500 di novembre 2025, Leonardo risulta al decimo posto mondiale, con una performance HPL di 241,2 petaflop al secondo, confermando il ruolo dell’Italia nella rete internazionale del calcolo ad alte prestazioni. Il dato è importante perché spiega perché il Tecnopolo non sia soltanto un progetto regionale: è una tessera della sovranità computazionale europea.

Un altro elemento decisivo è la presenza del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine. L’ECMWF indica il proprio data centre bolognese proprio all’interno di DAMA, nell’area già nota come Manifattura Tabacchi. Questo inserisce il Tecnopolo in una filiera scientifica che collega simulazioni climatiche, modelli meteorologici, gestione dei rischi e grandi quantità di dati ambientali.

Nel loro insieme, i video mostrano quindi tre tempi della stessa trasformazione. Il primo è il tempo urbano, quello della rigenerazione di un’area industriale dismessa. Il secondo è il tempo tecnologico, segnato dall’arrivo di infrastrutture HPC, sistemi di calcolo e data center. Il terzo è il tempo politico ed economico, nel quale una regione prova a costruire attorno ai dati una piattaforma per ricerca, imprese, servizi pubblici e competitività internazionale.

La forza del racconto sta proprio in questa sovrapposizione. DAMA non viene presentato come un edificio simbolico, ma come un organismo operativo: ospita macchine, istituzioni, competenze e funzioni diverse. È una cittadella del dato nella quale la capacità di calcolo serve alla scienza, ma anche alla meteorologia, alla salute, alla manifattura, alla sostenibilità e alla progettazione di nuovi servizi.

Le sequenze in timelapse rendono visibile un passaggio spesso sottovalutato: l’innovazione digitale non nasce soltanto dal software. Nasce anche dalla capacità di costruire luoghi adatti, connessi, sicuri e tecnicamente robusti. Bologna diventa così un caso interessante per l’Europa: una città che recupera un frammento della propria storia industriale e lo converte in infrastruttura per la conoscenza, il calcolo e l’intelligenza artificiale.

Nel racconto complessivo, il Tecnopolo non è la semplice sede di Leonardo, ma il punto di incontro fra memoria urbana e futuro computazionale. Le immagini dei cantieri e delle sale macchina raccontano una transizione concreta: dal mattone alla GPU, dalla fabbrica al dato, dalla manifattura tradizionale a una nuova infrastruttura per la ricerca e l’innovazione europea.

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