Un’arca tecnologica sotto lo zero dove il sapere umano trova rifugio su supporti immuni a guerre, disastri naturali e attacchi informatici

Nel 1901 l’imprenditore statunitense John Munro Longyear, figura di spicco della Arctic Coal Company, raggiunse il remoto arcipelago delle Svalbard con l’obiettivo di sfruttare i giacimenti di carbone. Fondato l’insediamento, quest’ultimo crebbe fino a prendere il nome di “Longyear City”, ad oggi Longyearbyen, capitale amministrativa delle suggestive isole artiche.
L’attività mineraria, fiorente pilastro dell’economia locale per tutto il Novecento, assistette con il tempo ad una progressiva chiusura degli stabilimenti, culminata nel 2023 con l’interruzione delle operazioni di Mine 7, l’ultima miniera di carbone attiva tre le fredde coste bagnate dal Mar Glaciale Artico.
Nonostante il capitolo dell’estrazione di carbone dell’arcipelago sia dunque ormai concluso, esiste ancora una miniera, nonché Store Norske Gruve 3, che offre la possibilità di esplorare le autentiche strutture dove macchinari e attrezzature sono rimasti fermi nel tempo, testimoni silenziosi di un’epoca passata.
La miniera numero 3, però, non si limita a raccontare il passato. Addentrandosi nei suoi tunnel e cunicoli, ci si imbatte inevitabilmente dinnanzi ad una grande porta con l’iscrizione “Arctic World Archive”. Non si tratta di un qualche accesso sotterraneo al celebre Global Seed Vault, come molti visitatori inizialmente credono, ma di un luogo a suo modo simile e altrettanto speciale, dedicato alla conservazione della memoria digitale. Qui, dati e documenti provenienti da tutto il mondo vengono archiviati su una pellicola progettata per resistere al tempo, così da preservare informazioni d’interesse storico e culturale dall’obsolescenza tecnologica.
Come nasce la banca dati d’acciaio sepolta in profondità
L’Arctic World Archive (AWA) è stato inaugurato nel 2017 nell’isola di Spitsbergen, in prossimità del sopracitato Global Seed Vault, una scelta strategica che riflette l’obiettivo condiviso di preservare risorse fondamentali per il futuro dell’umanità. Il Vault, celebre per la sua missione di custodire la diversità delle colture mondiali, e l’AWA, progettato per conservare dati digitali a lungo termine, si trovano infatti in uno dei luoghi geopoliticamente più sicuri al mondo: un arcipelago situato a circa 1.040 chilometri dal Polo Nord che, grazie al Trattato delle Svalbard del 1920, gode di neutralità militare.
La banca dati, gestita dall’azienda tecnologica norvegese Piql specializzata nell’archiviazione digitale a lungo termine, in collaborazione con Store Norske Spitsbergen Kulkompani (SNSK), è stata come detto ricavata da un vecchio pozzo di Store Norske Gruve 3, una miniera di carbone abbandonata e ad oggi visitabile.
Alla sua apertura ufficiale, i governi di Brasile, Messico e Norvegia hanno depositato le prime copie di documenti storici, dando avvio a una missione ambiziosa: preservare il patrimonio digitale dell’umanità. Ad oggi, l’Arctic World Archive è un vero e proprio santuario digitale, progettato per conservare preziosi tesori numerici in un luogo isolato dall’instabilità del resto del mondo, segnato da una crescente tensione geopolitica e sempre più cambiamenti climatici.
“È un modo unico e ultra-sicuro per consentire alle generazioni future di ottenere facilmente le informazioni del passato nel presente”,
spiega la Project Manager di Piql, Katrine Thomson.

Pellicole immortali: la tecnologia che preserva le nostre vite digitali
La struttura, situata nel cuore di una montagna a prova di disastro nucleare e protetta da un solido muro di cemento e un cancello d’acciaio, sfrutta dunque il permafrost e il clima artico della più grande isola delle Svalbard, beneficiando di una refrigerazione nativa che mantiene le temperature costantemente sotto zero. Una condizione capace di preservare i dati anche in caso di interruzioni elettriche.
Se da un lato la profondità strategica rende il bunker immune a minacce estreme – come esplosioni nucleari o impulsi elettromagnetici – le condizioni ambientali assicurano infatti una naturale conservazione ottimale e duratura, rappresentando una svolta innovativa nel campo dell’archiviazione dei dati.
Tuttavia, il vero cuore tecnologico della conservazione è rappresentato da piqlFilm, un supporto unico e futuristico che utilizza pellicola fotosensibile da 35 mm. Questa tecnologia consente di convertire testi, filmati e fotografie in codice binario, inciso su pellicola con risoluzione nanometrica. Il sistema è progettato per essere accessibile anche nel caso in cui la tecnologia Piql dovesse diventare obsoleta: i dati possono infatti essere recuperati manualmente utilizzando una fotocamera, un computer e una fonte di luce, poiché tutte le informazioni essenziali sono archiviate anche in formato leggibile dall’uomo.
Il piqlFilm, conservato in bobine all’interno dell’esclusiva piqlBox, offre dunque una protezione estrema contro attacchi informatici e deterioramento fisico. Grazie alla combinazione di nanotecnologie avanzate e materiali durevoli, questo supporto può resistere oltre 500 anni e, in condizioni ideali, fino a 2000 anni, rendendolo uno dei metodi di archiviazione più affidabili al mondo. Come spiegato da Rune Bjerkestrand, fondatore di Piql,
“Scriviamo i dati su pellicola come fossero grandi codici QR. È come scolpirli nella pietra”
I dati insostituibili tra manoscritti, film, documenti e opere d’arte
Equipaggiati con casco, lampada frontale e tuta protettiva, i visitatori della Miniera numero 3 possono avvicinarsi all’ingresso dell’Arctic World Archive. Anche se l’accesso diretto all’archivio è vietato – come per il Global Seed Vault – il tour permette comunque di scoprire dettagli affascinanti sui depositi contenuti all’interno della struttura.
Attualmente, l’AWA custodisce una vasta gamma di dati storici e culturali provenienti da differenti governi, istituzioni religiose, centri di ricerca e aziende mediatiche. Tra i documenti più importanti troviamo le costituzioni di Norvegia e Brasile, accanto a materiali che raccontano la biodiversità australiana e modelli di apprendimento automatico sviluppati da Geoscience Australia per studiare fenomeni come gli incendi boschivi e il cambiamento climatico. Tra i contributi preziosamente custoditi, spuntano anche quelli dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e di GitHub, con il suo Arctic Code Vault.
L’archivio include inoltre opere d’arte e letteratura di valore universale, come una versione digitalizzata de L’urlo di Edvard Munch per il Museo Nazionale Norvegese. Nell’ottobre 2020, anche i libri di Olga Tokarczuk, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura 2018, sono stati archiviati su piqlFilm, sottolineando il prestigio di questa struttura unica.
Per di più, in occasione del 30esimo anniversario dell’adozione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’UNICEF ha depositato la Convenzione e i relativi documenti nell’AWA, per garantirne l’accessibilità futura. Le parole di Camilla Viken, al tempo Executive Director di UNICEF Norvegia:
“Arctic World Archive non solo è sicuro, ma custodisce anche una collezione di informazioni e di beni culturali di grande importanza. Quale posto migliore per conservare quello che consideriamo il documento più importante del mondo?”

I depositi italiani e del Vaticano protetti in pellicola
La biblioteca-bunker a prova di Apocalisse ospita perfino una copia della Divina Commedia di Dante Alighieri, depositata dalla Biblioteca Apostolica Vaticana. A proposito di questa collaborazione, Rune Bjerkestrand, ha dichiarato:
“Posizionato lontano dalle instabilità del resto del mondo, riteniamo che l’Arctic World Archive sia il luogo più sicuro del pianeta dove conservare informazioni e dati insostituibili. Siamo onorati della fiducia accordataci per la protezione di veri e propri tesori del patrimonio dell’Italia e della Biblioteca Apostolica Vaticana”
Tra le altre prestigiose istituzioni culturali italiane che hanno depositato alle isole Svalbard alcuni dei loro preziosi patrimoni, anche Alinari con alcune foto storiche del suo prestigioso archivio e la Fondazione Museo Renata Tebaldi con una parte della collezione operistica della famosa soprano.
Gli usi futuri del deposito nell’arcipelago al Polo Nord
Il futuro dell’AWA si concentra sulla continua archiviazione di dati di valore per preservare la memoria storica e culturale dell’umanità. I clienti, tra cui governi, aziende e istituzioni, possono inviare dati sia in formato digitale che fisico, garantendo la sicurezza grazie a un sistema completamente offline.
Il recupero dei dati è possibile in qualsiasi momento, ma non è immediato: la bobina di pellicola interessata deve essere estratta manualmente e caricata tramite una connessione in fibra ottica verso la sede centrale di Piql a Drammen, in Norvegia.
In un periodo storico in cui la quantità di dati generati continua a crescere esponenzialmente, AWA non solo offre una soluzione per preservare informazioni vitali, ma ribadisce l’importanza di una conservazione sicura e duratura per le generazioni future.

L’arcipelago artico si fa custode del futuro dell’umanità
L’Arctic World Archive, come già accennato, si ispira ideologicamente e strutturalmente al vicino Global Seed Vault. Così vicino che, per raggiungere la Miniera numero 3, sede dell’AWA, si attraversa proprio l’area in cui sorge la celebre cassaforte della biodiversità agricola globale. Entrambi i caveau sfruttano dunque la posizione isolata e il clima rigido delle Svalbard, rendendoli ideali per proteggere ciò che l’umanità considera essenziale per il suo futuro.
Il Global Seed Vault, nel tempo, ha ricevuto soprannomi evocativi come “una moderna Arca di Noè”, alimentati dalla sua locazione remota e dal clamore che circonda le Svalbard stesse, note come le terre abitate più a nord del pianeta terra. Anche il suo “gemello digitale” ha pertanto imparato a condividerne l’essenza nell’immaginario collettivo, guadagnandosi a sua volta il titolo di “Biblioteca dell’Apocalisse”.
Con il loro isolamento geografico e la resistenza intrinseca ai disastri, le Svalbard continuano a consolidare il proprio ruolo di rifugio per il patrimonio mondiale, che si tratti di biodiversità agricola o di sapere digitale. Pertanto, così come il Vault rappresenta la più grande rete di sicurezza contro la perdita accidentale del patrimonio genetico delle colture, l’Arctic World Archive mira a preservare per sempre informazioni preziose e patrimoni culturali.

Presentazione dell’Arctic World Archive e della tecnologia utilizzata per preservare il patrimonio digitale dell’umanità
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