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Fabio Righi: “L’innovazione è la capacità di non accontentarsi”

Il Presidente di ISERC ed ex Ministro racconta il suo impegno per lo sviluppo tecnologico e la Space Economy nella Repubblica di San Marino

Fabio Righi: ritratto da ex Ministro con la bandiera biancoazzurra, promotore di riforme digitali su blockchain, fiscalità innovativa e attrazione di startup ad alto valore tecnologic
Nel suo ex ufficio da Ministro, con alle spalle la bandiera della Repubblica più antica del mondo, Fabio Righi ha guidato le riforme su blockchain, asset digitali e società benefit, puntando a un ecosistema normativo competitivo e trasparente

Fabio Righi incarna l’equilibrio tra tradizione e futuro nella Repubblica di San Marino. Politico, economista e innovatore, la sua carriera spazia dai banchi del Partito Democratico Cristiano Sammarinese alla fondazione della formazione Domani-Motus Liberi, fino ai ruoli istituzionali di maggiore rilievo: oggi è Capogruppo parlamentare e Vicepresidente della Commissione Consiliare Permanente Affari Esteri, Emigrazione ed Immigrazione, Sicurezza e Ordine Pubblico, Informazione del Consiglio Grande e Generale, dopo aver servito il proprio Paese come Segretario di Stato per l’Industria, l’Artigianato e il Commercio, la Ricerca Tecnologica, le Telecomunicazioni e lo Sport e Governatore per il suo Paese della Banca Mondiale.

Ma è la sua visione pionieristica a distinguerlo. Per lui, classe 1987, l’innovazione non è un mero strumento di progresso, ma una filosofia che unisce tecnologia, etica e benessere sociale. Una convinzione tradotta in azioni concrete: nel 2025 è diventato Presidente dell’ISERC (International Space Economy Research Center), primo osservatorio sammarinese dedicato alla Space Economy, creato nel 2023 con l’obiettivo di analizzare le dinamiche globali del settore e promuovere collaborazioni tra istituzioni, imprese e centri di ricerca. Un progetto ambizioso che mira a trasformare la “Antica Terra della Libertà”, adagiata da oltre 1700 anni sul Monte Titano, in un nodo strategico della New Space Economy, sfruttando la sua agilità normativa e la posizione geopolitica unica.

Sotto la sua guida ministeriale, il Paese ha adottato alcune delle normative più avanzate d’Europa in materia di Blockchain, asset virtuali e società benefit, attirando investitori e startup internazionali. Parallelamente, ha avviato una trasformazione digitale in partnership con leader tecnologici, modernizzando infrastrutture e servizi pubblici.

“L’innovazione è la capacità di immaginare ciò che non c’è ancora”,

ha dichiarato in un recente discorso, sottolineando come il progresso debba sempre coniugarsi con sostenibilità, inclusione e rispetto dell’identità sammarinese.

Un’intervista a cuore aperto esplora le sfide e le opportunità di un modello unico: come un micro-Stato, la Nazione biancoazzurra, può diventare un laboratorio globale senza perdere la propria anima. Dalle politiche spaziali alla crisi energetica, dalla geopolitica alle nuove frontiere del lavoro, Fabio Righi offre una prospettiva originale, e forse anche profetica, sul ruolo dei piccoli Stati sovrani all’alba del ventunesimo secolo.

Fabio Righi: protagonista nella key visual di ISERC, il centro di ricerca sammarinese sulla Space Economy, nato per unire scienza, tecnologia e istituzioni in progetti internazionali
La grafica ufficiale di ISERC ritrae Fabio Righi nel ruolo di Presidente del primo osservatorio sammarinese dedicato alla Space Economy, simbolo di una visione che unisce istituzioni, scienza e geopolitica per affrontare le sfide del futuro

Onorevole Fabio Righi, attualmente lei ricopre la funzione di Capogruppo parlamentare e di Vicepresidente della Commissione Esteri, Emigrazione ed Immigrazione, Sicurezza e Ordine Pubblico, Informazione; inoltre, è stato Ministro dell’Industria, Artigianato, Commercio, Ricerca Tecnologica e Semplificazione Normativa della Repubblica di San Marino e Governatore della Banca Mondiale per la Repubblica di San Marino. A beneficio dei nostri lettori globali, è così cortese da raccontarci qualcosa in più di sé e dei suoi obiettivi politici come pubblico amministratore?

“Innanzitutto, è per me un grande piacere concedere un’intervista su questa importante testata. Mi chiamo Fabio Righi, ho 37 anni, nella ‘vita vera’ sono Avvocato e Notaio e negli ultimi quattro anni e mezzo ho ricoperto il ruolo di Ministro dell’Industria, Artigianato, Commercio, Ricerca Tecnologica e Semplificazione Normativa della Repubblica di San Marino, ragione per cui nello stesso periodo sono stato anche Governatore del mio Paese per la Banca Mondiale. La mia storia politica attiva nasce all’età di 16-17 anni circa, periodo in cui mi sono avvicinato al Partito Democratico Cristiano Sammarinese nel quale, dopo una militanza iniziale, sono diventato Presidente del Movimento Giovanile, già membro dei ragazzi del Partito Popolare Europeo. Dopo diversi anni di militanza e di grandi battaglie, ho preso atto che quel partito non è più espressione di quella che io considero una buona politica e ne ho preso formalmente le distanze. Nel periodo successivo, ho completato gli studi presso l’Università di Bologna e mi sono dedicato al praticantato e alla libera professione forense”.

La passione per la politica è una sua cifra distintiva, destinata a ripresentarsi periodicamente nella sua agenda… 

“Ahimè, la politica è però una brutta malattia e così, quando si sente fortemente l’esigenza di fare qualcosa per il proprio Paese, è difficile non essere travolto dalla passione. Trascorsi all’incirca 6-8 anni dalla mia presa di distanza dal Partito Democristiano Sammarinese, sono diventato socio fondatore del movimento politico Domani-Motus Liberi. L’ho fatto insieme ad altri ragazzi che, con me e come me, condividevano la medesima necessità di riunire, sotto un medesimo emblema, tutti coloro che, essendo interessati alle problematiche di San Marino, sentivano l’esigenza di ridare spazio e voce alla speranza di perseguire il sogno di un cambiamento sano e reale, da riscontrarsi nei fatti, ancor prima che nelle parole, della vita politica della Repubblica. Si tratta di un partito conservatore e riformista, basato sul buon senso, con cui mi sono presentato alle elezioni nazionali nel 2019. Come spesso si dice, ‘buona la prima’. Il partito ha raggiunto il 6,19 per cento del consenso con quattro seggi su 60 in Parlamento e, indovinando i giusti accordi, sono entrato nel Governo, dove sono andato a ricoprire il ruolo di Ministro. Nella legislatura abbiano nominato anche due Capi di Stato, che a San Marino cambiano ogni sei mesi. Diciamo che, in estrema sintesi, l’obiettivo politico del mio partito, in un mondo che sta cambiando e che sempre di più richiede soluzioni nuove, è quello di non essere gli ultimi di ieri, ma i primi di domani. Bisogna farlo cercando di essere da una parte rappresentanti di una politica con la ‘P maiuscola’ e, dall’altra, interpreti delle agitazioni dei nostri tempi e della nostra società: saldi sui valori primari, ma aperti al nuovo, nella convinzione che l’unico vero antidoto alla mala politica non sia l’antipolitica, ma una politica migliore o, comunque, diversa. In tutto questo, naturalmente, non si può non essere testimoni della trasformazione tecnologica del nostro tempo”.

Fabio Righi: partecipa a San Marino Aerospace 2023, evento internazionale dedicato alla Space Economy e alla promozione del ruolo strategico della Repubblica sul piano tecnologico
Tra start-up, imprese e delegazioni internazionali, Fabio Righi al centro dei lavori di San Marino Aerospace, evento chiave della nuova strategia tecnologica sammarinese, pensata per posizionare il Titano nel cuore della Space Economy globale

Che cos’è per lei l’innovazione? Può darcene una definizione personale e portarci uno o più esempi concreti a supporto del suo punto di vista, eventualmente derivanti anche dall’ambito privato?

“Credo che l’innovazione sia uno stato mentale, sia ‘attualità’. È la capacità di non accontentarsi e di non vergognarsi a sognare, pensando che possa soltanto dare a noi e ai nostri figli un futuro migliore. L’innovazione, per me, non è soltanto fare qualcosa di nuovo, è la speranza di migliorare le cose: diciamo che l’innovazione è un concetto ‘primaverile’, non ‘autunnale’…”.

La “Antica Terra della Libertà” è la più antica repubblica del mondo, datando la propria nascita al 3 settembre 301 dopo Cristo e sgorgando direttamente dall’Impero Romano. Un’innovazione assoluta e all’epoca per molti versi “protodemocratica”, ma giunta sino a noi e ancora attuale a 1724 anni di distanza. In che modo questa importante eredità storica si proietta sul futuro della Nazione biancoazzurra e sulla sua propensione all’innovazione?

“Credo che la capacità di innovare sia direttamente connessa alla capacità di conoscere a fondo la propria storia e le proprie esigenze: se non si è saldi e consapevoli di quello che è stato, di chi ‘si è’, difficilmente si è consapevoli di dove si vuole andare. E l’innovazione non è altro che la declinazione pratica di una visione chiara proprio di dove si vuole andare. San Marino è una Nazione con una storia importante ed unica, ma ritengo che oggi l’etichetta di più antica Repubblica del mondo, novità assoluta al tempo della fondazione, sia di certo un’eredità da custodire, ma non più sufficiente di per sé per affrontare i tempi e le sfide che abbiamo davanti. Vi è l’impellente ed urgente necessità di ridisegnare l’identità, di innovare soprattutto dal punto di vista economico e tecnologico il Paese con cui presentarsi e riposizionarsi sul piano internazionale. Nel concreto sono fermamente convinto, e questa è stata la politica perseguita in quattro anni e mezzo alla guida del Ministero all’Economia ‘reale’ del Paese, che nei tempi che stiamo vivendo la vocazione di San Marino sia quella di presentarsi come un performante acceleratore di impresa e di modelli: un hub tecnologico nel cuore dell’Italia e dell’Europa in cui la ricerca e lo sviluppo non siano perseguiti soltanto a livello teorico, ma pratico. Questa era la finalità di introduzione del tema della Space Economy, che ad oggi ha visto anche la costituzione di un Osservatorio che saprà dire la sua a livello internazionale e di una Business School dedicata e di altissima eccellenza. Le nostre dimensioni, appena 61 chilometri quadrati, e il nostro essere uno Stato al completo (con un Governo, un sistema sanitario e previdenziale, cinque distretti industriali oltre 5.300 operatori, una pubblica amministrazione e così via), unitamente ad alcune peculiarità come una capacità normativa e regolamentare autonoma e celere, può rappresentare la ricetta perfetta per la creazione di un luogo unico ed ideale in cui le nuove tecnologie possano essere pensate, realizzate, testate (a livello nazionale) con costi ridotti e previsioni di scalabilità più che certe. È una circostanza che ritengo non da poco”.

In che misura il Governo sammarinese implementerà i processi di innovazione nella loro interezza negli anni a venire? E quali sono stati i principali risultati conseguiti sino ad ora? Quali sono gli obiettivi strategici di breve, medio e lungo periodo, se ci è consentita questa astratta partizione temporale?

“È molto difficile rispondere a questa domanda per due motivi: al momento non rappresento più il Governo; anche San Marino, nonostante le dimensioni, ha le sue difficoltà, a volte, a comprendere e a sposare tutto ciò che è innovazione. Io posso dire qual è stato il percorso da me impostato, perseguito e sviluppato nel ruolo di Ministro e che, ovviamente, sto cercando di perseguire ancora oggi nel mio nuovo ruolo istituzionale. Uno per tutti è la presa d’atto che la Space Economy non è più il futuro, bensì il presente. Che San Marino non doveva starne fuori, assecondando naturalmente le peculiarità territoriali. Come già detto, sono fermamente convinto che le nostre dimensioni non ci rendano appetibili per essere un punto di approdo, un mercato di destinazione, ma di certo possiamo essere un punto di inizio, un luogo in cui sviluppare il futuro”.

Che cosa intende per l’esattezza o più concretamente?

Oggi più che mai abbiamo sfide che non hanno soluzioni tecniche e, oggi più che mai, avere un luogo in cui verificare in concreto e nella certezza del diritto se una determinata idea porta effettive soluzioni o meno diventa fondamentale. In questa logica, ci si è mossi su due linee di lavoro precise: quadro normativo semplificato e innovativo, potenziamento delle infrastrutture determinanti e utili alla crescita del contesto economico. Negli ultimi quattro anni gli interventi sono stati molteplici: è difficile elencarli tutti, ma basti pensare che ad oggi, dopo l’ultima riforma, il mondo economico a San Marino è disciplinato da una legge di soli 37 articoli; abbiamo creato una normativa in materia di asset virtuali, blockchain, società benefit, sandbox normative, l’idea di mettere a fattor comune tutte queste opportunità per la realizzazione della San Marino Aerospace Valley, eccetera. Abbiamo attivato un processo di transizione digitale con uno dei più importanti colossi al mondo (anche se questo progetto ha subito un rilevante boicottaggio politico che stiamo cercando di risolvere) con lo scopo di poter evolvere il Paese dalla più antica Repubblica del mondo a quella più tecnologicamente avanzata, centralizzando un’infrastruttura basata su cloud computing e, in prospettiva, sul quantum computing. Tutto ciò al servizio del Governo, ovviamente, e delle piccole e medie imprese che mai da sole sarebbero in grado di sostenere questo tipo di investimenti”.

Andiamo errati o si era addirittura parlato di un digital twin della “Antica Terra della Libertà”?

“Il progetto di avanzamento di San Marino è molto complesso e, nella mia visione più avanzata, avrebbe previsto lo sviluppo di un primo gemello digitale nazionale multigriglia, creato sulla base di una sensoristica diffusa in cui poter testare le nuove soluzioni in un modello digitale avanzato prima dello sviluppo e del test fisico delle stesse. Da quanto so, esistono già alcuni gemelli digitali, ma nessuno Stato al mondo ha oggi in dotazione un gemello digitale nazionale e completo di tutte le sue parti: immaginate che cosa voglia dire mettere a disposizione del mondo e delle imprese un servizio di questa portata nei più disparati settori dell’economia e non soltanto. Ovviamente questo percorso ha step di breve, medio e lungo periodo, laddove il breve periodo è caratterizzato dalle prime normative alle quali ho già fatto un breve cenno, il medio periodo dovrebbe essere dedicato alle infrastrutture, allo sviluppo delle nuove economie (space economy, new space economy, blue economy e via dicendo) e al riposizionamento del Paese, mentre il lungo periodo dovrebbe essere infulcrato sulla capacità di evolversi all’evolversi delle esigenze”.

Fabio Righi: rappresentazione della grafica della prima edizione di San Marino Aerospace, piattaforma che apre la Repubblica alle nuove frontiere dell’innovazione e dello spazio
Il visual dell’edizione inaugurale di San Marino Aerospace 2023 esprime l’ambizione di un micro-Stato proiettato verso le nuove frontiere della tecnologia orbitale, tra cooperazione internazionale, economia dello spazio e innovazione d’impresa

Che cosa può dirci dell’attività di San Marino Innovation, una società per azioni pubblica il cui socio è l’Eccellentissima Camera della Repubblica di San Marino, ma che è anche un hub internazionale? Quali le funzioni istituzionali e quali invece le performance economiche già conseguite?

“Oggi San Marino Innovation è una società di diritto privato, ma a totale partecipazione pubblica. Di fatto raccoglie il testimone di un progetto ben più ampio, che era quello di creare un parco scientifico e tecnologico internazionale, ma è un’iniziativa abortita da tempo. Personalmente sono convinto che la struttura di San Marino Innovation debba essere quanto meno ristrutturata, così come quella della nostra Agenzia per lo Sviluppo e della Camera di Commercio. È comunque innegabile che oggi San Marino Innovation gestisca una delle leve tra le più rilevanti nel settore dell’innovazione e con numeri in crescita: il Paese, infatti, per il tramite di questa società, offre un programma dedicato alle società innovative (badate bene: non alle start up innovative, ma anche alle imprese consolidate che decidono di aprire una società di capitali a San Marino e trasferire qui la propria attività o parte di essa) che prevede un affiancamento fiscale estremamente interessante per i primi 12 anni (zero per i primi tre anni, 4 per cento per i successivi quattro anni e 8 per i restanti cinque) oltre ad ulteriori benefit. La fiscalità non è tutto oggi e forse non è la cosa più importante, ma di certo credo sia un contesto interessante”.

Gli highlights della prima edizione di “San Marino Aerospace” svoltasi il 25 e 26 ottobre 2023

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