Pari Opportunità
Altri articoli
Informazioni sul Paese
Le Pari Opportunità sono uno stato di equità in cui gli individui sono trattati in modo simile, senza barriere artificiali, pregiudizi o preferenze. Particolari distinzioni sono esplicitamente giustificate soltanto su base razionale. L'intento è di far sì che i posti di lavoro più importanti in un'organizzazione vadano alle persone più qualificate. È rispettato chi ha maggiori probabilità di svolgere abilmente un determinato compito. Non si avvantaggiano persone per ragioni ritenute arbitrarie o irrilevanti. Circostanze di nascita, educazione, parenti o amici ben collegati, religione, sesso, etnia, razza, casta non dovrebbero prevalere. Non dovrebbero neppure rilevare attributi personali involontari come disabilità, età, identità di genere od orientamento sessuale. Secondo i sostenitori di questo concetto, le possibilità di avanzamento sono aperte a tutti. Non si dovrebbe tener conto della ricchezza, dello status o dell'appartenenza a un gruppo privilegiato. L'idea è di eliminare l'arbitrarietà dal processo di selezione lavorativo, enfatizzando gli strumenti procedurali e legali. Esso è tarato su una "base di equità preconcordata, con un processo di valutazione correlato al tipo di posizione". Gli individui dovrebbero aver successo o fallire in base ai loro sforzi e non a circostanze estranee, come il fatto di avere genitori altolocati. Le Pari Opportunità si oppongono al nepotismo e hanno un ruolo importante nel considerare legittima una struttura sociale. Il concetto è applicato in aree della vita pubblica in cui si guadagnano e si ricevono benefici. Le Pari Opportunità riguardano l'occupazione e l'istruzione, sebbene sia applicabile anche a molte altre aree. Le Pari Opportunità sono per definizione al centro del concetto stesso di meritocrazia.
