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Andrea Martelli: “Innovazione è guardare alla pensione da giovani”

Il fondatore di MiaPensione spiega perché pianificare presto il futuro previdenziale in Italia conta tra carriere discontinue, gap e scelte utili

Andrea Martelli: MiaPensione racconta un approccio divulgativo e consulenziale pensato per rendere più comprensibili pensione, contributi, scelte individuali e strumenti di tutela nel tempo
Andrea Martelli, fondatore e Amministratore di MiaPensione, racconta nell’intervista un progetto nato per colmare il vuoto informativo che spesso accompagna lavoratori e famiglie nelle decisioni sul futuro previdenziale, con un approccio orientato a chiarezza, pianificazione e lettura personalizzata delle posizioni

In Italia cresce la preoccupazione per il futuro previdenziale: secondo l’osservatorio “! Look to the Future” di Athora Italia e Nomisma, il 62 per cento degli intervistati teme che la propria pensione non sarà sufficiente a garantire un tenore di vita dignitoso e soltanto il 38 per cento ha valutato o sta considerando la previdenza complementare. Cresce, invece, la consapevolezza dell’importanza di affidarsi ai consulenti per compiere delle scelte strategiche per il futuro.

È in questo scenario di incertezza che, nel 2022, è nata MiaPensione con l’obiettivo di offrire risposte affidabili ai lavoratori, in un contesto in cui enti e strumenti informativi non riescono a soddisfare la crescente domanda di orientamento pensionistico. Soltanto nel primo anno, l’azienda è passata da 2 a 30 collaboratori, assistendo 1.700 persone. Oggi, i clienti superano quota 20mila. Dallo scorso anno Moltiply Group S.p.A. ha acquisito il 51 per cento di MiaPensione, credendo nella crescita di questo progetto.

In un’ampia intervista Andrea Martelli, fondatore e Amministratore di MiaPensione, racconta l’approccio divulgativo e consulenziale di MiaPensione e ci aiuta a fare una panoramica del sistema previdenziale nazionale, tra aspettative future e preoccupazioni degli italiani.

Piacentino, classe 1991, il manager ha maturato una solida esperienza nella consulenza direzionale, occupandosi di strategia, sviluppo del business e modelli di crescita per imprese e professionisti. Con MiaPensione lavora per rendere i temi della previdenza e della pianificazione di lungo periodo più accessibili, trasparenti e comprensibili in Italia, con un approccio orientato all’innovazione e alle nuove esigenze delle generazioni più giovani.

Qual è lo stato attuale di salute del sistema previdenziale italiano?

“Siamo di fronte a un vero e proprio ‘gap previdenziale’, ovvero la differenza tra l’ultimo stipendio e il primo assegno pensionistico. Se, negli Anni 90, questo scarto era del 20-25 per cento, oggi in molti casi supera il 50 per cento. La fragilità è strutturale: abbiamo sempre meno lavoratori che versano contributi per pagare le pensioni attive. Ci stiamo avvicinando a un rapporto di uno a uno tra lavoratori e pensionati, costringendo lo Stato a intervenire con oltre 180 miliardi l’anno per coprire il deficit dell’INPS. Serve una riforma profonda per tutelare la mia generazione e quelle più giovani”.

MiaPensione con quale mission è nata?

“Il sistema previdenziale attuale è strutturato per comunicare con il cittadino soltanto quando i ‘giochi sono fatti’. C’è un enorme vuoto nella fase di pianificazione. Il sistema tradizionale non aiuta a esplorare tutte le potenziali vie d’uscita dal mondo del lavoro, né a gestire contributi versati in casse diverse od ottimizzare le scelte prima che sia troppo tardi. Questo limbo crea incertezza. Noi siamo nati per colmare questo spazio: non gestiamo solo una pratica, ma aiutiamo a comprendere quando, come e con quanto si andrà in pensione, trasformando il dubbio in strategia”.

In che cosa consiste il vostro approccio consulenziale? In che cosa si differenzia rispetto ai simulatori pensionistici?

“È personalizzato. Abbiamo compreso che le persone non hanno bisogno di visualizzare una tabella standard, cercano qualcuno che ascolti il loro obiettivo. C’è chi vuole uscire dal mondo del lavoro prima e chi vuole massimizzare l’assegno. Noi costruiamo un percorso ad hoc, valutando ogni variabile: riscatti, ricongiunzioni, recupero di buchi contributivi. Analizziamo nel dettaglio, sia la previdenza obbligatoria, sia le opzioni extra-sistema, fornendo strade percorribili e sostenibili. La differenza sostanziale riguarda l’angolazione da cui si parte per condurre l’analisi. Noi partiamo sempre dall’obiettivo del cliente. I simulatori classici partono dalla posizione attuale per fornire una data di pensionamento. Noi facciamo il contrario: partiamo da dove il cliente vuole arrivare e usiamo la nostra competenza normativa e tecnologica per costruire il percorso. Non diamo una soluzione standard, ma creiamo una strategia su misura. La nostra consulenza non è una fotografia del presente, ma un progetto per il futuro”.

Andrea Martelli: immagine simbolica del rapporto tra giovani, lavoro, risparmio e costruzione del domani, in un contesto in cui la previdenza richiede attenzione, informazione e valutazioni tempestive
Andrea Martelli nella sede di MiaPensione, davanti ai valori che accompagnano la crescita della società; responsabilità, determinazione e reciprocità diventano qui parte di un modello consulenziale che punta a trasformare l’incertezza pensionistica in un percorso leggibile e progressivamente pianificabile

Le carriere professionali sono sempre più frammentate e ricomporre i pezzi del puzzle, ai fini pensionistici, è spesso molto complicato. Come gestite queste situazioni delicate?

“Non esiste quasi più la carriera lineare. Oggi il mercato del lavoro è fatto di passaggi tra dipendente e partita IVA, periodi all’estero o gestioni diverse. Questa frammentazione è una sfida per il calcolo manuale, ed è il motivo per cui abbiamo investito tantissimo nel nostro software. Riusciamo a dare una visione d’insieme anche nelle situazioni più complesse, dove la minima distrazione può costare anni di lavoro o migliaia di euro”.

Delle 10 mila richieste che ricevete ogni mese, qual è la più frequente?

“I pensionati ci chiedono principalmente di verificare se i conteggi dell’assegno siano corretti; spesso riscontriamo errori dovuti alla complessità normativa. La stragrande maggioranza dei nostri clienti, comunque, riguarda i lavoratori. La loro richiesta principale è di anticipare il più possibile l’uscita dal mondo del lavoro. È un’esigenza molto più sentita rispetto a quella di ottenere un assegno più alto. Le persone desiderano riprendere in mano la gestione del proprio tempo”.

Il vostro approccio comunicativo utilizza molto i social per sensibilizzare e raggiungere un target sempre più ampio. Qual è il vostro obiettivo?

“Le persone, oggi, vivono sui social. È fondamentale informare e raggiungere i più giovani, perché la prevenzione è l’unica arma che hanno. Iniziare a ragionare sul futuro previdenziale a trent’anni, anziché a sessanta, cambia tutto. Vogliamo far capire che la previdenza obbligatoria va integrata con quella complementare. Informare significa dare alle nuove generazioni la certezza di un futuro migliore”.

Vista la repentina crescita dell’organico aziendale avete sviluppato un’academy interna per formare i vostri consulenti. Di che cosa si tratta?

“Abbiamo creato una figura professionale del tutto nuova. Per questo, quando abbiamo iniziato, per primi in Italia nel 2022, non erano disponibili dei profili professionali adatti alle nostre esigenze. Vista la rapida crescita del business e la necessità di reperire nuove risorse, abbiamo quindi selezionato le persone sulla base delle soft skill individuali, mentre la parte della competenza tecnica è stata resa possibile ingegnerizzando il percorso di formazione, grazie alla nostra academy interna che, grazie a un corso di formazione intensivo, in poche settimane permette al consulente di districarsi con sicurezza tra le mille finestre e opportunità del sistema previdenziale. Nel selezionare i talenti, cerchiamo intelligenza emotiva: parliamo di scelte che impatteranno sulla vita dei clienti per i prossimi trent’anni. Non basta essere tecnici, bisogna saper ascoltare e trasmettere sicurezza. La competenza tecnica la costruiamo noi, l’empatia no”.

L’ingresso di Moltiply Group nel capitale di MiaPensione che impatto ha avuto sul vostro business?

“È stato un segnale fortissimo. Vedere un gruppo così importante, quotato in borsa, interessarsi a noi, ci ha confermato che la strada era quella giusta. Moltiply ci ha portato solidità nei processi e una capacità di strutturazione che ci ha permesso di scalare rapidamente, ottimizzando il servizio e offrendo ai nostri clienti un’esperienza sempre più fluida”.

L’Italia è tra i Paesi che brillano di meno per educazione finanziaria. Da dove dobbiamo ripartire per un’adeguata educazione previdenziale e finanziaria per le nuove generazioni?

“Dalle scuole. Lo vedo con le mie figlie: a scuola hanno imparato il valore della sostenibilità e lo hanno portato in famiglia. Se facessimo lo stesso con l’educazione finanziaria, creeremmo cittadini capaci di pianificare invece di subire il futuro. La pensione non è un tema ‘da vecchi’, è la base della nostra libertà. In MiaPensione lavoriamo perché ogni italiano possa progettare consapevolmente la propria serenità”.

“Un calcolo della pensione affidabile: come ottenerlo?” per la MiaPensione

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L’analisi di grafici e proiezioni su un computer richiama il lavoro di valutazione che accompagna la consulenza previdenziale: non una semplice simulazione standard, bensì un’attività costruita su obiettivi individuali, variabili contributive e scenari che possono incidere significativamente sul momento del pensionamento

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