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Mali

A Timbuctù la lettura diventa un’infrastruttura contro l’abbandono

Il “Coin de lecture”, promosso da UNICEF ed Education Cannot Wait, svela come kit, tutoraggio e comunità possano riaprire la scuola in Mali

Timbuctù: alunne e docente sorridono durante una lezione di lettura in classe simbolo dell’accesso all’istruzione, del recupero scolastico e del sostegno ai bambini vulnerabili del Mali settentrionale
Gli alunni condividono lunghi banchi nella scuola “Mahamane Fondougoumo”, una delle più antiche della città di Timbuctù: l’immagine restituisce il contesto quotidiano in cui i “Reading Corners” cercano di trasformare materiali didattici, insegnanti e frequenza regolare in una risposta concreta all’esclusione educativa e al ritardo formativo a scuola
(Foto: Keïta/UNICEF/UNI535994)

In un Paese dove l’accesso all’istruzione resta esposto a povertà, insicurezza e spostamenti forzati, l’innovazione non prende necessariamente la forma di una piattaforma digitale o di un dispositivo connesso. A volte nasce da un’aula aperta nel pomeriggio, da materiale didattico mirato e da un metodo capace di riportare bambini e adolescenti dentro un percorso di apprendimento. È il caso del “Coin de lecture”, il programma avviato in alcune scuole del Mali con il sostegno di UNICEF, del Ministero dell’Educazione Nazionale e del fondo Education Cannot Wait.

La storia raccontata da UNICEF parte dalla scuola “Mahamane Fondougoumo” di Timbuctù, una delle più antiche della città. Qui, in un pomeriggio in cui di norma non si tengono lezioni, circa trenta bambini ripetono sillabe e parole sotto la guida dell’insegnante Imamaya Traoré. Tra loro c’è Mouly, dodicenne entrata direttamente al terzo anno senza saper leggere né scrivere, perché troppo grande per essere iscritta alla prima classe. Dopo cinque mesi di frequenza al Coin de lecture, ha acquisito le basi della lettura e della scrittura e si sta avvicinando al livello dei compagni.

Il punto innovativo è precisamente questo: non un corso parallelo, ma un ponte pedagogico tra esclusione scolastica e rientro nel sistema formale. La soluzione agisce su tre livelli: recupero delle competenze fondamentali, reinserimento in classe e riduzione del rischio di abbandono. In un contesto fragile, il “corner” diventa una micro-infrastruttura educativa, leggera nei mezzi ma strutturata negli obiettivi.

Quando il rientro a scuola passa da un angolo dedicato

Il caso di Mouly spiega perché l’innovazione sociale in educazione richieda spesso una progettazione minuta. La bambina era stata notata dal direttore della scuola mentre si aggirava dietro le aule. I genitori avevano spiegato che non era mai stata scolarizzata per mancanza di mezzi economici. L’istituto ha quindi scelto di iscriverla e di inserirla nel percorso di lettura, con il consenso della famiglia.

La gratuità del programma è un elemento centrale. In due anni, secondo UNICEF, il Coin de lecture della scuola Mahamane Fondougoumo ha accolto più di 70 bambini non scolarizzati o descolarizzati, di cui 42 ragazze. Il dato è limitato a un istituto, ma ha un significato sistemico: mostra che l’accesso non dipende soltanto dalla disponibilità fisica di una classe, bensì anche dalla capacità della scuola di adattarsi a traiettorie educative irregolari.

“Sono contenta. Sto imparando tante cose nuove”,

afferma Mouly.

La dichiarazione è breve, ma racconta un cambio di postura: la scuola non è più percepita come un luogo fuori portata, bensì come un ambiente in cui è possibile rientrare senza essere immediatamente penalizzati dal ritardo accumulato. Per molte famiglie vulnerabili questo passaggio è decisivo, perché riduce la distanza tra bisogno educativo e fiducia nell’istituzione scolastica.

Abdoulaye Alhousseyni, direttore della scuola, ha collegato l’efficacia del programma alla continuità della frequenza e al coinvolgimento dei genitori. Secondo quanto riportato da UNICEF, molti dei bambini inseriti nel percorso risultano tra i migliori delle rispettive classi, un segnale che il recupero non è soltanto compensazione, ma può diventare acceleratore di rendimento.

“La maggior parte di questi bambini figura tra i migliori delle proprie classi. È un incoraggiamento per i genitori, che si assicurano che i loro figli non manchino a nessuna sessione del Coin de lecture. Il programma è gratuito”,

spiega Abdoulaye Alhousseyni.

Dati e crisi spiegano il valore dell’approccio maliano

Il contesto numerico chiarisce la portata della sfida. A Timbuctù, secondo i dati citati da UNICEF, più di 11.600 bambini tra i 7 e i 12 anni sono fuori dalla scuola; quasi 7.900 sono ragazze. A livello nazionale, in base al quinto censimento generale della popolazione e dell’abitazione del 2023, più di 2 milioni di bambini non hanno accesso all’istruzione.

Le cause sono intrecciate: carenza di strutture educative, povertà delle famiglie, norme sociali, minore priorità attribuita in alcuni contesti all’educazione femminile e spostamenti dovuti alla crisi di sicurezza che interessa diverse regioni del Paese. In questo quadro, la scuola non è solo un servizio pubblico; è un presidio di protezione, socializzazione e continuità civile.

Il programma finanziato da Education Cannot Wait non si limita alla sessione di lettura. Le scuole coinvolte ricevono attrezzature, kit pedagogici e materiali scolastici. Tra marzo 2022 e dicembre 2023, in base ai dati disponibili, 36 istituti sono stati equipaggiati e 1.800 bambini hanno frequentato i “reading corners” in Mali. La scala è ancora contenuta rispetto al bisogno nazionale, ma sufficiente per osservare un modello replicabile.

Il tema interessa anche la società nel suo complesso. Un bambino che rientra a scuola riduce l’esposizione a lavoro minorile, matrimonio precoce, reclutamento da parte di gruppi armati e altre forme di sfruttamento. In questo senso, l’alfabetizzazione di base non è un obiettivo isolato: è una componente di resilienza territoriale.

Timbuctù: veduta e vita scolastica raccontano il valore dell’istruzione nel Mali settentrionale, dove lettura, scrittura e accompagnamento degli insegnanti sostengono bambini e comunità del territorio
Veduta aerea di Timbuctù con la moschea di Sankoré, simbolo della città storica maliana e del suo patrimonio architettonico in terra cruda: l’immagine contestualizza il territorio in cui opera la scuola “Mahamane Fondougoumo”, tra memoria culturale, fragilità del Sahel e bisogno di servizi educativi stabili per bambini e famiglie nella città storica
(Foto: Mousssa NIAKATE/Wikimedia Commons/CC BY-SA 4.0)

Finanziamenti, comunità e grande resilienza educativa

Il “Coin de lecture” si inserisce in una strategia più ampia. Nel novembre 2024, Education Cannot Wait e i partner strategici hanno annunciato una sovvenzione catalitica da 22 milioni di dollari per un programma pluriennale di resilienza in Mali. Il finanziamento mira a raggiungere più di 200.000 bambini e adolescenti vulnerabili, portando il sostegno complessivo di ECW nel Paese oltre 51,6 milioni di dollari.

Il quadro è reso più complesso dalla chiusura o non funzionalità di molte scuole. Secondo comunicazioni UNICEF relative all’anno scolastico 2024-2025, al termine dell’anno precedente erano segnalate 1.792 scuole non funzionanti, con un impatto su oltre 537.000 bambini in età scolare. Nello stesso periodo, grazie anche ai fondi CERF, ECW, Unione Europea e Germania, 50.458 bambini fuori dalla scuola, tra cui 24.160 ragazze, sono stati integrati o reintegrati nel 2024.

Yasmine Sherif, direttrice esecutiva di Education Cannot Wait, ha descritto il nuovo grant come una risposta alla combinazione di conflitto, cambiamento climatico e sfollamento forzato. Una sua dichiarazione aiuta a leggere il programma non come intervento emergenziale isolato, ma come investimento in continuità educativa:

“Questa nuova sovvenzione di ECW rappresenta un’ancora di salvezza per alcune delle ragazze e dei ragazzi più vulnerabili del Mali, che sopportano gli effetti devastanti del conflitto, del cambiamento climatico e degli sfollamenti forzati. In fuga da villaggi incendiati, questi bambini, i loro insegnanti e i nostri partner sul campo hanno urgente bisogno di finanziamenti sostenuti per ricostruire la propria vita attraverso un’istruzione inclusiva, continua e di qualità. Insieme ai partner strategici possiamo rispondere ai bisogni educativi urgenti di 200.000 bambini e contribuire alla costruzione di un sistema resiliente. Ma sono necessari ulteriori finanziamenti: più risorse significano più bambini che tornano a scuola e imparano in sicurezza”.

Dal punto di vista organizzativo, l’innovazione sta nella combinazione tra finanza umanitaria, amministrazione pubblica, materiali didattici e mobilitazione locale. Non basta finanziare aule o distribuire kit: occorre costruire routine, convincere le famiglie, sostenere insegnanti e dirigenti, monitorare la frequenza. È un modello di ricerca e sviluppo applicato al campo sociale, dove la validazione passa dall’uso quotidiano e non dal laboratorio.

Tecnologia sociale per misurare l’impatto della scuola

La definizione di “innovazione” è spesso associata a software, sensori o automazione. Il caso di Timbuctù suggerisce una lettura diversa: una tecnologia sociale può consistere in una procedura replicabile che modifica il comportamento di istituzioni, famiglie e studenti. Il “Coin de lecture” non sostituisce la scuola; ne ridisegna il perimetro d’ingresso.

Questa impostazione è particolarmente rilevante per le ragazze. I dati locali indicano che quasi 7.900 bambine tra i 7 e i 12 anni risultano fuori dalla scuola nell’area di Timbuctù. Se un programma gratuito, visibile e integrato nell’istituto aumenta la fiducia dei genitori, l’effetto non riguarda soltanto il singolo apprendimento, ma anche la cultura educativa della comunità.

Resta aperta la questione della scalabilità. Passare da 36 scuole equipaggiate a una copertura più ampia richiede insegnanti formati, logistica, sicurezza, continuità dei finanziamenti e sistemi di valutazione. I numeri disponibili mostrano risultati incoraggianti, ma non autorizzano letture trionfalistiche: l’impatto va misurato su frequenza, competenze acquisite, permanenza a scuola e progressione negli anni successivi.

Proprio per questo il caso del Coin de lecture è interessante oltre i confini del Mali. Indica una direzione utile per molti sistemi educativi fragili: costruire dispositivi semplici, vicini alle famiglie, capaci di intercettare chi resta ai margini prima che il ritardo diventi esclusione permanente. In un settore in cui la trasformazione è spesso lenta, un angolo di lettura può diventare una piccola infrastruttura di futuro.

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(Foto: Keïta/UNICEF/UNI535986)

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