Di fronte alle violenze di genere, con SWVL, e non soltanto, cresce l’idea di includere anche gli spostamenti nella tutela delle dipendenti

La sicurezza sul lavoro non si esaurisce certamente all’interno di un ufficio, di un magazzino o di un cantiere. Per molte persone, e in particolare per molte donne, il problema inizia prima ancora di timbrare il cartellino e continua ben oltre la fine del turno. Sentirsi al sicuro durante gli spostamenti da e verso il luogo di lavoro rappresenta infatti una condizione essenziale per poter lavorare davvero in libertà, soprattutto in contesti dove molestie e aggressioni di genere restano un fenomeno strutturale.
È il caso dell’Egitto – ma non solo – dove le violenze sessuali continuano a rappresentare una criticità diffusa nonostante l’inasprimento delle pene approvato nel 2021. Organizzazioni internazionali e gruppi per i diritti umani continuano infatti a segnalare un clima segnato da impunità, colpevolizzazione delle vittime e difficoltà nel denunciare gli abusi, incluse le violenze domestiche.
E se la mancata garanzia di spostamenti sicuri pesa soprattutto sulle lavoratrici, a risentirne sono però poi anche le aziende, che si trovano ad affrontare rinunce professionali e maggiori difficoltà nel reclutare talenti femminili qualificati, soprattutto per ruoli basati su una disponibilità su turni.
Per questo SWVL, realtà nata al Cairo e oggi con sede a Dubai, ha sviluppato servizi di trasporto condiviso, gestendo gli spostamenti quotidiani attraverso flotte dedicate e percorsi organizzati. Tra gli obiettivi dichiarati dall’azienda c’è anche quello di supportare le strategie di diversità, equità e inclusione, eliminando gli ostacoli logistici che ancora oggi limitano l’accesso e la permanenza delle donne in ruoli che richiedono reperibilità continua.
Perché per molte donne spostarsi in Egitto (e non solo) resta un rischio tangibile
Per molte lavoratrici egiziane, il tragitto quotidiano verso l’ufficio rappresenta ancora uno dei momenti di maggiore vulnerabilità. È implicito che non dovrebbero essere le donne ad adattarsi a una strada buia o a un taxi non verificato, ma che il problema sia la violenza di genere (presente anche nello spazio pubblico) e una cultura che continua a normalizzarla o a scaricarne le conseguenze su chi la subisce. Tuttavia, finché questo scarto culturale e relazionale non verrà colmato – ammesso che possa esserlo davvero – tutto ciò che vi ruota attorno finisce inevitabilmente per diventare cruciale. Di conseguenza, anche l’assenza di sistemi di trasporto controllati e progettati per garantire continuità nella sicurezza lungo l’intero tragitto contribuisce ad aumentare ulteriormente il senso di esposizione di molte lavoratrici durante il percorso casa-ufficio.
A pesare, in questo disegno, ci pensa soprattutto quella che viene definita vulnerabilità del “first and last mile”, ovvero il tratto finale del percorso tra il punto di discesa e l’abitazione. Essere lasciate lontano da casa, in strade isolate o scarsamente illuminate, può infatti trasformare anche un tragitto abituale in una situazione percepita come insicura. È proprio in queste “zone grigie” che molte donne, non a caso, dichiarano di avvertire maggiore ansia.
Un ulteriore nodo riguarda poi la mancanza di monitoraggio in tempo reale. Una volta uscite dal luogo di lavoro, le dipendenti spesso spariscono di fatto dal radar aziendale. Senza sistemi digitali di tracciamento o assistenza immediata, diventa più difficile intervenire rapidamente in caso di situazioni di emergenza. Per questo, secondo diverse aziende attive nella mobilità corporate, garantire visibilità lungo tutto il tragitto viene ormai considerato parte integrante del cosiddetto “duty of care” nei confronti dei lavoratori.
Per trattenere personale femminile, il tragitto casa-lavoro rientra nel “duty of care”
Secondo SWVL, la sicurezza negli spostamenti incide direttamente anche sulla capacità delle aziende di trattenere personale femminile qualificato, soprattutto nei settori che richiedono turni serali o attività operative distribuite sulle 24 ore. Per questo la società presenta i propri servizi come una soluzione di trasporto aziendale che si riflette in un ecosistema di sicurezza gestita, pensato come detto per supportare le strategie di diversità, equità e inclusione.
Tra gli strumenti introdotti figurano sistemi di tracciamento in tempo reale dei tragitti, registrazione digitale degli spostamenti, pulsanti SOS integrati nelle applicazioni e tecnologie di number masking che impediscono a conducenti e passeggeri di visualizzare reciprocamente i numeri personali, riducendo il rischio di molestie o contatti indesiderati anche al termine del turno. Le dipendenti possono inoltre condividere in tempo reale il proprio percorso con familiari o persone di fiducia.
L’obiettivo, spiega l’azienda, è quello di estendere il dovere del datore di garantire la sicurezza dei dipendenti anche oltre gli spazi aziendali, includendo l’intero tragitto casa-ufficio tra le responsabilità che un’impresa dovrebbe considerare nella tutela del personale. Un approccio che riguarda tanto il Cairo quanto anche altri hub regionali egiziani ed extra egiziani dove il tema della mobilità sicura continua a rappresentare un elemento cruciale nell’accesso al lavoro femminile.

Come trasformare gli spostamenti privati in processi certi e supervisionati?
Per affrontare il tema della sicurezza negli spostamenti, SWVL punta dunque soprattutto sull’utilizzo di strumenti digitali e sistemi di monitoraggio in tempo reale. Tutti i veicoli possono essere seguiti attraverso dashboard centralizzate che consentono alle aziende di verificare i tragitti, monitorare eventuali deviazioni dal percorso previsto e ricevere notifiche immediate in caso di soste non autorizzate.
L’applicazione utilizzata dai passeggeri integra inoltre funzioni dedicate alle emergenze, come centrali operative attive 24 ore su 24, mentre i conducenti vengono sottoposti – secondo quanto dichiarato dalla società – a verifiche documentali e percorsi di formazione comportamentale prima di poter operare sulla piattaforma.
Quando anche le contromisure diventano il sintomo di un problema più grande
Un altro elemento centrale riguarda la progettazione stessa dei percorsi con protocolli specifici pensati per evitare addirittura che, nei tragitti condivisi, una donna rimanga da sola a bordo con il conducente durante l’ultima parte del viaggio.
Una scelta che, più di molte altre, rende evidente come il problema non siano le infrastrutture o il mezzo in sé, ma il comportamento maschile e la possibilità che una situazione ordinaria possa trasformarsi in una condizione di vulnerabilità. Un timore certamente non circoscritto solo all’Egitto, ma condiviso ovunque da moltissime donne, dai taxi ai treni notturni fino ai servizi di ride sharing. Basti pensare che anche in Italia, dopo diversi episodi di violenza e aggressioni sui convogli regionali, l’azienda ferroviaria Trenord ha iniziato a diffondere annunci vocali serali invitando i passeggeri – e implicitamente soprattutto le donne – a sedersi nella prima carrozza, vicino alla cabina di guida, per evitare di restare soli nei vagoni meno frequentati. Contromisure-cuscinetto che raccontano una fragilità strutturale incredibilmente più ampia.
Ma torniamo a noi. Accanto a questa accortezza, la piattaforma, come già accennato, utilizza anche tecnologie di number masking che consentono a conducenti e passeggeri di contattarsi senza visualizzare i rispettivi numeri personali, riducendo così il rischio di futuri contatti indesiderati.
Dove, come e quando nasce SWVL: dalla lotta al traffico alla mobilità globale
Fondata al Cairo nell’aprile del 2017 da Mostafa Kandil insieme ad Ahmed Sabbah e Mahmoud Nouh, SWVL nasce inizialmente con l’obiettivo di affrontare il problema cronico del traffico nella capitale egiziana. I tre fondatori investirono circa 30 mila dollari propri per sviluppare una piattaforma digitale capace di organizzare in modo più efficiente gli spostamenti urbani. L’idea iniziale si trasformò rapidamente in un sistema di prenotazione di autobus condivisi a basso costo, pensato per offrire un’alternativa più affidabile e strutturata rispetto ai trasporti tradizionali e ai servizi informali.
Una crescita che, da quel momento, si rivela estremamente rapida: dopo appena quattro mesi, la società riceve un primo investimento da Careem, piattaforma di ride-sharing poi acquisita da Uber, e nel giro di pochi anni riesce a raccogliere decine di milioni di dollari attraverso diversi round finanziari sostenuti da investitori tra Medio Oriente, Africa, Europa e Stati Uniti.

Oltre il Cairo tra acquisizioni, nuovi mercati e quotazione al NASDAQ
Tra il 2019 e il 2021 SWVL avvia una rapida espansione internazionale entrando in mercati come Kenya, Nigeria, Pakistan e Giordania, per poi estendere le proprie attività anche in Europa e America Latina attraverso acquisizioni mirate nel settore della mobilità condivisa e del trasporto on demand. Nello stesso periodo la sede centrale si trasferisce a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.
Nel marzo 2022 la società approda al NASDAQ con il ticker SWVL attraverso una fusione con la SPAC Queen’s Gambit Growth Capital, entrando temporaneamente tra le principali unicorn tecnologiche del Medio Oriente. Oggi l’azienda opera in oltre 135 città distribuite in 20 Paesi tra Africa, Asia, Europa e America Latina, offrendo servizi di trasporto urbano, interurbano, corporate e B2G attraverso sistemi digitali di ridepooling e gestione delle flotte.
Ecco tre approfondimenti che potrebbero interessarti:
Sistemi anticaduta: con la nuova norma la sicurezza si fa misurabile
Così il cambiamento climatico influenza la sicurezza sul lavoro
Un sensore per correggere i movimenti e ridurre gli infortuni



