Così l’innovazione entra nei luoghi di lavoro per ridurre i disturbi muscolo-scheletrici legati a posture scorrette e gesti ripetuti

“Collaborare e sostenere la scienza, i due motori trainanti per una salute migliore”.
Questo l’appello lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione della Giornata della Salute 2026, celebrata il 7 aprile, anniversario della fondazione dell’ente nel 1948. Due, invece, i momenti chiave avviati nei giorni successivi alla ricorrenza: l’International One Health Summit, promosso dal Governo francese nell’ambito della presidenza G7, e il primo Global Forum dei centri collaboratori dell’OMS, in programma fino al 9 aprile, che riunisce circa 800 istituzioni scientifiche da oltre 80 Paesi.
Con la campagna “Insieme per la salute. Sosteniamo la scienza”, l’OMS apre dunque ad un anno di iniziative con un’attenzione esplicita al valore della collaborazione scientifica, della cooperazione internazionale e, soprattutto, della prevenzione. Proprio perché la salute è sempre più connessa all’innovazione, il suo perimetro oggi non può più astenersi dal precorrere la dimensione clinica, passando per la capacità (e la volontà) di anticipare il rischio. Strumenti di analisi in grado di intervenire ancor prima che il problema si manifesti, ovvero, trasformano la prevenzione in una sorta di esercizio progettuale. E il lavoro, dove movimenti ripetuti, posture errate e carichi incidono sul corpo, è uno dei luoghi in cui questa dinamica risulta più evidente e, di conseguenza, dove le tecnologie sviluppate a partire da modelli scientifici trovano applicazione diretta.
È il caso di Soter Analytics, che utilizza sensori indossabili e IA per analizzare in tempo reale i movimenti dei lavoratori, individuando schemi a rischio e fornendo feedback immediati. Un’elaborazione che consente dunque di intervenire prima che l’errore diventi un rischio per la salute.
Prevenzione, ricerca e collaborazione scientifica: i pilastri di un futuro più sano
A dare concretezza al progresso scientifico ci pensa anche il ruolo della medesima prevenzione che, in tutte le sue forme, negli ultimi decenni ha prodotto risultati misurabili su scala globale. Tra queste, ad esempio, i programmi globali di immunizzazione che secondo l’Oms hanno salvato oltre 154 milioni di bambini negli ultimi cinquant’anni, con il solo vaccino contro il morbillo responsabile di più di 90 milioni di vite salvate.
Allo stesso modo, la diffusione di strumenti di screening precoce – dai misuratori elettronici della pressione alla mammografia – ha trasformato la diagnosi in un dispositivo di anticipazione, permettendo di intervenire prima che le patologie si aggravino. O ancora, la stessa logica ha guidato la risposta a crisi sanitarie come la SARS del 2003, quando la condivisione in tempo reale dei dati tra laboratori coordinati dall’Oms ha consentito di identificare il virus in poche settimane, definendo un modello ancora oggi utilizzato.
Dai profondi cambiamenti dell’ultimo secolo, l’appello a sostenere la scienza per riuscire a intercettare per tempo un futuro ancora più sano, come sottolineato dalla dottoressa Sylvie Briand, Capo Scienziata dell’Organizzazione Mondiale della Sanità:
“La scienza trasforma l’incertezza in comprensione e rivela le vie per proteggere e curare le nostre comunità. Oggi dobbiamo sostenere la scienza affinché la nostra collaborazione sia sostenuta, rafforzata e potenziata per una migliore salute delle generazioni future”

Dal World Health Day 2026, l’importanza cruciale della prevenzione anche sul lavoro
In tutto il mondo, migliaia di scienziati insieme a organizzazioni sanitarie stanno dunque accelerando ricerca, campagne e strumenti per proteggere le comunità di oggi e la salute delle generazioni future. E se questo approccio passa sempre più dalla prevenzione, la stessa trova una delle applicazioni più diffuse proprio in un diritto che riguarda tutti, ogni singolo giorno, e che paradossalmente può diventare origine di molti problemi di salute: il lavoro.
Non stupisce che, sempre secondo l’Oms, una parte rilevante delle patologie legate all’attività lavorativa sia riconducibile a fattori prevenibili, in particolare ai disturbi muscolo-scheletrici causati da movimenti ripetitivi, posture scorrette e movimentazione di carichi. Si tratta di condizioni molto più ampie del solo ambito lavorativo, che a livello globale si stima riguardino circa 1,71 miliardi di persone e rappresentano la prima causa di disabilità, con il mal di schiena che da solo interessa oltre 570 milioni di casi. Una coincidenza in cui la collaborazione tra ricerca scientifica e sviluppo tecnologico consente dunque di trasformare l’osservazione del rischio in intervento concreto.
Soter Analytics: l’intercettazione degli infortuni passa per l’IA e dispositivi indossabili
Soter Analytics, società fondata nel 2016 dall’imprenditore australiano Matthew Hart insieme al co-fondatore Alexey Pavlenko, nasce con l’obiettivo di intervenire su una delle principali criticità della sicurezza sul lavoro: gli infortuni legati a posture scorrette e movimenti ripetitivi, che rappresentano una quota significativa degli incidenti nei contesti industriali.
Nata a partire dall’esperienza diretta di Hart proprio nel settore industriale, dove i costi e la frequenza degli incidenti rappresentano un problema strutturale, l’azienda sviluppa soluzioni che combinano sensori, analisi dei dati e modelli di apprendimento automatico per individuare comportamenti a rischio prima che si traducano in danno.
L’idea di fondo è, chiaramente, spostare l’attenzione dalla gestione dell’infortunio alla sua anticipazione, trasformando la prevenzione in un processo continuo e misurabile. Oggi Soter Analytics, con sede a Londra, opera a livello internazionale e lavora con circa 90 aziende, sviluppando tecnologie per migliorare la sicurezza nei contesti di lavoro e ridurre in modo significativo i comportamenti a rischio.
Un’applicazione diretta per prevenire i disturbi muscoloscheletrici del corpo umano
Tra i sistemi sviluppati da Soter Analytics per affrontare in modo diretto uno dei principali fattori di rischio negli ambienti di lavoro, nonché i movimenti ripetitivi e le posture scorrette che nel tempo portano a disturbi muscoloscheletrici, c’è SoterCoach, che interviene in tempo reale sul comportamento del lavoratore, trasformando la prevenzione in un processo attivo.
Alla base c’è un dispositivo indossabile leggero, progettato per essere utilizzato durante il turno, che analizza i movimenti del corpo e riconosce fino a 10 tipologie di gesti a rischio, in particolare legati a schiena e spalle. In pratica, quando rileva una postura scorretta, il sistema invia un feedback immediato tramite vibrazione o segnale acustico, permettendo una correzione istantanea.
Il dispositivo funziona in autonomia, con una durata della batteria superiore ai 30 giorni. A questo si affianca un programma di coaching personalizzato, costruito sui dati raccolti e strutturato generalmente su un ciclo di circa 20 giorni. Attraverso contenuti brevi e mirati accessibili via app, il lavoratore viene così accompagnato in un percorso di apprendimento progressivo che punta a modificare le abitudini nel tempo.
I dati confluiscono poi in una dashboard che consente alle aziende di analizzare i comportamenti, individuare le aree più critiche e intervenire anche sull’organizzazione del lavoro. I risultati dichiarati mostrano l’impatto del sistema: in media, i movimenti a rischio si riducono tra il 30 per cento e il 70 per cento, mentre in alcuni casi gli infortuni ergonomici calano fino al 55 per cento, segno di un approccio che agisce prima che il danno si manifesti.

Prevenire significa anche analizzare l’ambiente di lavoro, non solo il comportamento
Diversa ma comunque interessante è la piattaforma SoterGenius, pensata per affrontare un altro nodo critico della sicurezza sul lavoro, quello della conformità normativa, spesso complessa, frammentata e difficile da gestire su larga scala. A differenza di SoterCoach, che agisce come detto sui comportamenti individuali, qui il focus si sposta dunque sui processi e sull’aderenza alle regole. Il sistema utilizza infatti l’intelligenza artificiale per analizzare immagini, video e documenti, automatizzando i controlli rispetto agli standard di sicurezza.
In concreto, le aziende possono caricare foto o riprese dei propri ambienti di lavoro e ottenere in pochi secondi un’analisi dettagliata delle criticità, come dispositivi di protezione non adeguati o installazioni non conformi. Il sistema è stato lanciato nel 2024 ed è basato su dataset che includono oltre 20 milioni di data point provenienti da più di 10.000 aziende, elemento che ne rafforza la capacità di riconoscere pattern di rischio su larga scala
Il vantaggio principale, anche in questo caso, resta sempre il tempo. Se un’ispezione manuale può richiedere da una a due ore, SoterGenius è in grado di individuare rischi e violazioni in pochi secondi, indicando anche quale norma viene infranta, il potenziale costo della sanzione e le azioni correttive da intraprendere.
Tra prestazioni elevate e delicato adattamento ai contesti operativi delle aziende
Le prestazioni dichiarate di SoterGenius sono elevate: nei test, il sistema ha raggiunto un’accuratezza del 99 per cento nell’analisi di immagini e video e può esaminare un manuale di sicurezza di 15.000 parole in circa 25 secondi, contro i 75 minuti necessari a un operatore umano. L’obiettivo è rendere le verifiche più rapide e scalabili, permettendo anche a chi non ha competenze specialistiche di condurre audit efficaci e continui.
Il sistema è progettato per essere applicabile in contesti internazionali, adattandosi a normative diverse attraverso l’analisi dei documenti e degli standard caricati dalle aziende, anche se la copertura dipende dalla disponibilità e dalla qualità delle normative integrate nei singoli contesti operativi.
Dalla risposta all’anticipazione: il futuro autentico della sicurezza sul lavoro
Guardando alle evoluzioni più recenti, Soter sta progressivamente spostando il proprio approccio verso piattaforme di intelligenza artificiale capaci di unificare e interpretare dati eterogenei in tempo reale. Al centro c’è quello che l’azienda definisce un “risk-intelligence layer“, un sistema che combina informazioni comportamentali, dati operativi e contesto ambientale per individuare dove il rischio sta aumentando, anche in assenza di incidenti già avvenuti.
L’obiettivo è superare la frammentazione delle informazioni tipica dei sistemi di sicurezza tradizionali, trasformando segnali isolati in indicazioni operative chiare, integrate direttamente nei flussi di lavoro aziendali. In questo modo, gli alert possono attivare automaticamente azioni e procedure correttive coerenti con il contesto.
Un elemento centrale è la capacità predittiva. Il sistema, infatti, analizza pattern e scenari per evidenziare in anticipo situazioni che possono evolvere in incidenti, inclusi quelli più gravi, offrendo una visione più precisa dell’esposizione al rischio e supportando decisioni strategiche a livello aziendale. In questa prospettiva, la sicurezza diventa un processo continuo di lettura e interpretazione del rischio, integrato nelle operazioni quotidiane e orientato all’anticipazione.
Una soluzione per ridurre gli infortuni sul lavoro grazie a tecnologie indossabili e all’IA
SoterCoach, la prima soluzione indossabile per migliorare la sicurezza ergonomica dell’individuo
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