Dalle nuove norme fino alle soluzioni per il lavoro in quota: come cambia l’approccio alla prevenzione e alla progettazione operativa

Amazon chiude un altro anno con indicatori in miglioramento sul fronte della sicurezza sul lavoro e lo fa rivendicando un approccio sempre più strutturato, dove innovazione e tecnologia si impongono (e si intrecciano) come leve centrali. Nel 2025, in particolare, il gruppo dichiara una riduzione del 43 per cento degli infortuni registrabili rispetto al 2019 e del 70 per cento di quelli più gravi, accompagnata da oltre 2,5 miliardi di dollari investiti in sicurezza, tra soluzioni tecnologiche, programmi di formazione e interventi ergonomici. Un punto, quest’ultimo, dove si continua a giocare una partita sempre più decisiva.
L’ergonomia è infatti una fondamentale componente progettuale che interviene a monte, riducendo sforzi, movimenti ripetitivi, sovraccarichi biomeccanici e posture scorrette, tra le principali cause di infortunio nei contesti operativi. Non stupisce che tale impostazione trovi ad oggi un riscontro concreto anche nell’evoluzione normativa, con standard aggiornati che integrano in modo esplicito tali principi nella progettazione dei sistemi di lavoro. Il che apre ad uno scenario ben più ampio, in cui la sicurezza dipende non più solo da controlli e dispositivi ma anche dalla capacità di ripensare il lavoro stesso.
Un ribaltamento in cui si inseriscono di conseguenza nuove soluzioni progettate per migliorare concretamente le condizioni operative, anche nei contesti più complessi, come i lavori in quota, dove stabilità e riduzione della fatica diventano fattori determinanti. Lo dimostra anche HirundoSafe, un dispositivo che traduce i principi ergonomici in applicazioni concrete intervenendo direttamente sulle modalità di lavoro.
Prevenire prima che accada: la strategia di Amazon (e non solo) sulla sicurezza
Amazon attribuisce una parte rilevante di questi risultati proprio all’integrazione dell’ergonomia nei processi e nella progettazione operativa.
“Uno degli elementi chiave per migliorare continuamente la sicurezza anno dopo anno è il nostro approccio ‘Prevention through Design'”,
spiega Sarah Rhoads, vicepresidente Global Workplace Health and Safety, sottolineando come l’obiettivo sia intervenire sui rischi prima ancora che si manifestino. In questo quadro, gli ingegneri collaborano dunque direttamente con ergonomi certificati già nelle fasi di progettazione di impianti e attrezzature, utilizzando simulazioni e modelli per definire flussi e postazioni più sicure.
L’attenzione si concentra così in particolare sui disturbi muscoloscheletrici, che rappresentano oltre la metà degli infortuni registrati. Si tratta di problematiche legate a movimenti ripetitivi, posture scorrette o sforzi eccessivi, che l’azienda affronta riducendo la componente fisica del lavoro attraverso interventi mirati e tecnologie di supporto.
“Affrontare gli MSD significa ridurre i movimenti ripetitivi e lo sforzo fisico intenso”,
si legge, motivo per cui sono stati introdotti sistemi robotici e soluzioni assistive in grado di alleggerire le attività più gravose.
Come già accennato, dal 2019 Amazon ha investito oltre 2,5 miliardi di dollari in sicurezza, includendo innovazioni tecnologiche, programmi di formazione e miglioramenti ergonomici, con un principio chiaro alla base:
“Il luogo di lavoro più sicuro è quello in cui i rischi vengono eliminati fin dalla progettazione”
L’importanza di progettare il lavoro attorno alle capacità e ai limiti dell’uomo
Che l’ergonomia sia un criterio sempre più centrale nella progettazione del lavoro lo confermano anche le medesime norme di riferimento. La ISO 9241-5:2024, pubblicata nel 2024 e recepita in Europa come EN ISO 9241-5:2024, definisce infatti principi ergonomici guida per i requisiti dell’utente, la progettazione e la scelta delle attrezzature delle postazioni di lavoro con sistemi interattivi e display, con un focus preciso su layout e requisiti posturali. La nuova edizione ha inoltre sostituito le versioni precedenti, segnalando un aggiornamento concreto dell’approccio normativo.
Il punto, però, è più ampio della singola norma. La famiglia ISO 9241 riguarda infatti l’ergonomia dell’interazione uomo-sistema, mentre la ISO 26800 fissa principi generali applicabili alla progettazione e alla valutazione di attività, strumenti, sistemi, organizzazioni e ambienti di lavoro.
Anche il quadro italiano si muove nella stessa direzione. L’articolo 15 del D.Lgs. 81/2008 richiama espressamente il rispetto dei principi ergonomici nell’organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione.

Dai magazzini ai cantieri, le soluzioni che riducono lo sforzo
Al di fuori delle norme, a dare concretezza all’ergonomia sono le medesime innovazioni progettuali che la trasformano da principio teorico a vera e propria leva operativa, mostrando come sia ormai un criterio di progettazione ex ante e non più una verifica a posteriori.
Sempre Amazon, tra le iniziative a sostegno dei miglioramenti in materia di sicurezza, cita infatti soluzioni come i tavoli regolabili in altezza, progettati per consentire ai dipendenti di raggiungere gli oggetti a quote di lavoro più confortevoli, riducendo posture scorrette e sforzi non necessari. A queste si affiancano chiaramente investimenti nella formazione e nello sviluppo di competenze interne dedicate alla sicurezza, a dimostrazione di un approccio che non può non integrare progettazione e organizzazione.
Parallelamente – dato che i disturbi muscoloscheletrici sono per l’appunto estremamente comuni sul lavoro e rappresentano una delle principali cause di assenza lavorativa e malattie professionali in Europa e Italia – il settore industriale sta introducendo esoscheletri indossabili, sviluppati da aziende come Ottobock o German Bionic, in grado di supportare schiena e arti superiori durante le attività più gravose, riducendo il carico biomeccanico e la fatica muscolare. Cento per cento italiana è invece HirundoSafe di Trentino Sicurezza, una soluzione per i lavori su fune che interviene direttamente sulla posizione di lavoro, migliorando stabilità e comfort operativo e riducendo lo sforzo fisico in quota.
Hirundo Safe, un nuovo approccio per tutti i lavori in quota
HirundoSafe nasce da un’esigenza concreta e spesso sottovalutata nei lavori in quota: intervenire in sicurezza nelle aree sottogronda, dove la presenza delle medesime grondaie rende complesso l’utilizzo di soluzioni tradizionali e aumenta l’esposizione al rischio. In questi contesti, il lavoro su fune richiede precisione e resistenza fisica, condizioni difficili da mantenere nel tempo senza un adeguato supporto operativo.
Il dispositivo sviluppato da Trentino Sicurezza introduce pertanto un approccio diverso, offrendo una piattaforma stabile che consente all’operatore di lavorare in piedi o seduto, riducendo la fatica e migliorando la circolazione sanguigna. La struttura, progettata per sostenere fino a 150 kg, mantiene dimensioni contenute – meno di 30 kg di peso – ma garantisce una superficie di lavoro funzionale, con piattaforme interne ed esterne dedicate.
Dal punto di vista tecnico, HirundoSafe è regolabile in altezza tra 2,16 e 1,88 metri e deve essere utilizzato in abbinamento a sistemi di ancoraggio certificati secondo le norme EN 795 o EN 517, elemento che ne integra la sicurezza all’interno di un sistema conforme. Il design ergonomico consente inoltre di operare mantenendo una distanza adeguata dalle grondaie, evitando contatti e possibili danneggiamenti.
L’effetto è duplice: da un lato si elimina la necessità di ponteggi o piattaforme elevabili in molte situazioni, dall’altro si interviene direttamente sulle condizioni di lavoro, riducendo lo sforzo fisico e migliorando la qualità dell’intervento in attività come manutenzioni, ripristini e posa di rivestimenti.

Un dispositivo progettato per garantire sicurezza e comfort nelle operazioni in fune
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