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Fraido: la nuova frontiera dell’intubazione clinica sicura

Un’innovazione tutta italiana che introduce un sistema modulabile per migliorare l’accesso alle vie aeree, riducendo rischi e complicazioni

Fraido: la nuova frontiera dell’intubazione clinica sicura
Il rendering mostra il dispositivo di Fraido nella fase iniziale, quando viene inserito con diametro ridotto per un accesso più agevole e meno traumatico (Foto: Fraido)

L’edizione 2025 del Maverx Bootcamp segna un nuovo passo nella strategia di accelerazione dell’innovazione biomedicale portata avanti dalla Fondazione Maverx, realtà che favorisce la crescita di startup health-tech attraverso programmi di mentoring specialistico e incontri di match making con le imprese della Biomedical Valley di Mirandola, a nord di Modena. Il percorso, costruito su scouting mirato, validazione tecnica e condivisione di competenze, riunisce ogni anno progetti capaci di rispondere a esigenze cliniche urgenti con soluzioni immediatamente orientate all’applicazione.

All’interno di questo ecosistema prende forma la selezione delle startup finaliste; sono realtà che rappresentano un concentrato di visione e pragmaticità, sostenute da un processo che punta a trasformare intuizioni tecnologiche in strumenti utili alla pratica medica.

È proprio in questo contesto che emerge Fraido, una proposta che affronta uno dei passaggi più delicati delle procedure invasive: l’accesso alle vie aeree e vascolari. La tecnologia sviluppata dal team introduce infatti un meccanismo capace di modulare in tempo reale il diametro di cannule e tubi medicali, rendendo di conseguenza più rapide e sicure le intubazioni difficili e gli accessi complessi, soprattutto nelle situazioni d’urgenza in cui la variabilità anatomica o le condizioni del paziente possono generare non poche complicazioni.

Tuttavia, è fondamentale sottolineare che la startup non sta sviluppando un singolo tubo orotracheale innovativo, bensì un meccanismo modulabile applicabile a diversi tubi e cannule per gli accessi invasivi. L’orotracheale sarà “semplicemente” il primo dispositivo a essere portato sul mercato.

Un approccio modulabile per semplificare le procedure invasive

Fraido nasce dalla volontà di intervenire su uno dei passaggi più critici della pratica clinica nonché l’intubazione endotracheale, procedura in cui ogni secondo pesa in modo determinante sugli esiti. Il numero di tentativi e il tempo necessario per ottenere un accesso adeguato rappresentano infatti parametri decisivi per definire il successo dell’intervento e per ridurre il rischio di traumi alle vie aeree.

La startup sta dunque sviluppando una tecnologia brevettata che introduce un principio innovativo: la regolazione continua del diametro dei tubi medicali. Questo meccanismo permette al dispositivo di funzionare inizialmente come introduttore e di espandersi solo una volta posizionato, riducendo tentativi, tempi operativi e possibili complicazioni. Il controllo dinamico del diametro consente inoltre estubazioni più sicure, oltre che delle regolazioni intraoperatorie.

L’approccio, tuttavia, non si limita alla “sola” gestione delle vie aeree. Fraido sta infatti progettando una piattaforma in grado di ottimizzare anche procedure come accessi vascolari, cateterizzazioni uretrali e drenaggi toracici, ambiti già indicati come applicazioni dirette della tecnologia. Una prospettiva che incide direttamente sugli esiti clinici, considerato la riduzione delle complicazioni e il miglioramento dei tassi di “first-pass success” si traducono in degenze più brevi, minori costi e una gestione più efficiente.

A guidare il progetto è il CEO Antonio Maria Vizioli, con esperienza come infermiere in Inghilterra e in diversi reparti di emergenza italiani, affiancato dal CTO Elia Fregonese, ingegnere dei materiali e delle nanotecnologie, con esperienza nel settore aerospaziale e nel lancio di diversi satelliti. Un profilo clinico e uno ingegneristico che si integrano dunque per tradurre un bisogno medico in una soluzione concreta.

Fraido: la nuova frontiera dell’intubazione clinica sicura
A sinistra, Antonio Maria Vizioli, CEO, con esperienza da infermiere in Inghilterra e nei reparti di emergenza italiani; a destra Elia Fregonese, CTO, ingegnere specializzato in materiali e nanotecnologie con background termo-meccanico (Foto: Fraido)

Perché nasce Fraido: il contesto clinico che richiede una nuova tecnologia

Per comprendere la necessità di una tecnologia come Fraido, basta osservare il quadro attuale dell’intubazione endotracheale, uma procedura che, pur essendo un caposaldo della gestione delle vie aeree, continua a presentare limiti importanti, specialmente nelle situazioni critiche. L’impatto delle intubazioni difficili, ovvero, è significativo: se la procedura richiede quattro tentativi, il rischio di complicazioni aumenta di quattordici volte e il 47 per cento dei pazienti intubati al secondo tentativo sviluppa eventi avversi.

Nel contesto statunitense, il tasso di successo al primo passaggio in emergenza è dell’84 per cento, mentre i primi tentativi non andati a buon fine generano costi stimati in 890 milioni di dollari l’anno. Le criticità, in particolare, derivano dalla natura traumatica dell’inserimento, dal numero di strumenti coinvolti e dal costante compromesso tra il diametro necessario per l’inserzione e quello ottimale per la ventilazione.

Un insieme di fattori che, nella pratica, si concentrano proprio nel momento in cui il dispositivo deve essere introdotto. Durante l’intubazione, la larghezza del dispositivo risulta infatti cruciale perché un calibro eccessivo può provocare lesioni, complicazioni e costi aggiuntivi. Non a caso, in tutti questi scenari emerge infatti il medesimo elemento ricorrente: gli strumenti attualmente in uso, avendo un diametro fisso, non riescono ad adattarsi gradualmente alle diverse strutture anatomiche. Questo può comportare un maggiore rischio di lesionare i siti di inserimento, con complicazioni evitabili, procedure più lunghe e un impatto economico significativo. Fraido nasce esattamente per rispondere a questa necessità.

Fraido: la nuova frontiera dell’intubazione clinica sicura
Qui l’immagine mostra la fase 2, in cui il dispositivo realizzato in Trentino risulta dilatato dopo il posizionamento (Foto: Fraido)

Il potenziale economico del settore e le sue traiettorie di crescita

Il mercato di riferimento evidenzia un potenziale significativo per soluzioni capaci di migliorare l’efficacia delle procedure di intubazione. Il segmento globale dei tubi endotracheali, valutato oltre 2 miliardi di dollari nel 2024, mostra una crescita costante con un CAGR (Compound Annual Growth Rate) del 6 per cento e proiezioni che superano i 4 miliardi entro il 2034.

All’interno di questo scenario, l’area delle intubazioni difficili ed emergenziali rappresenta un sottoinsieme rilevante: parliamo di circa 6,4 milioni di procedure annuali tra Europa e Nord America, pari a un valore stimato di 161,3 milioni di dollari (un segmento che mostra quindi margini di adozione tutt’altro che marginali). Le stime indicano, per la precisione, un mercato potenziale pari a 242 mila dispositivi nei primi cinque anni di adozione.

Le competenze che sostengono la crescita della piattaforma

Accanto ai due founder, Fraido può contare sul contributo di un gruppo di advisor con competenze altamente specialistiche nei settori chiave a cui la tecnologia si rivolge. Roberto Righetti e Marco Garroni, anestesisti e formatori in airway management, apportano un’esperienza diretta sulle dinamiche dell’intubazione in contesti complessi. Al loro fianco opera Giacomo Bellani, responsabile dell’Unità di Terapia Intensiva dell’Ospedale di Trento, il cui contributo clinico consente di calibrare la soluzione sulle esigenze della cura critica. Completa il team Stefano Bonvini, responsabile della Chirurgia Vascolare dello stesso ospedale, interessato a verificare l’applicazione del meccanismo anche agli accessi vascolari e il suo utilizzo diretto nella pratica clinica. Il razionale scientifico del progetto è inoltre supportato da un esperto militare, insignito del titolo di NATO Medic of the Year e della Silver Cross, nonché combat medic instructor, che contribuisce con una prospettiva maturata in scenari operativi ad alta intensità.

È questa la rete di competenze che sostiene la proposta di valore di Fraido, una tecnologia modulabile che riunisce in un unico dispositivo funzioni finora affidate a strumenti diversi. Come detto, l’obiettivo non è soltanto ridurre passaggi o tempi procedurali, ma introdurre una logica progettuale capace di adattarsi alle condizioni reali della pratica clinica. La prima applicazione riguarda l’intubazione difficile, mentre le evoluzioni future promettono di guardare ai dispositivi di grosso calibro per l’accesso vascolare, un ambito dove semplificazione e sicurezza hanno un impatto diretto su costi, esiti e sostenibilità operativa, entrando in un mercato dal valore di 3 miliardi, in cui l’adozione del dispositivo potrebbe ridurre le complicanze, diminuire la mortalità e generare ulteriori risparmi per i sistemi sanitari.

La traiettoria, quindi, è quella di una piattaforma destinata a crescere oltre il singolo caso d’uso, con il potenziale di contribuire a trasformare interi segmenti della cura critica.

Fraido: la nuova frontiera dell’intubazione clinica sicura
In questo caso, il rendering mostra la fase ancora successiva, quando il dispositivo di Fraido, dopo l’inserzione a diametro ridotto e la dilatazione in sede, viene cuffiato (Foto: Fraido)

Il pitch di Antonio Maria Vizioli di Fraido a “Biomedical Valley” a Mirandola (Modena)

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Fraido, il logotipo e lo slogan della startup trentina che sta ripensando l’accesso critico in ambito clinico (Illustrazione: Faido)

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