A SmartCityLab pubbliche amministrazioni, startup e imprese saggiano nuove applicazioni urbane con reti 5G, AI, cloud ed edge computing

Trasformare le tecnologie per la città intelligente in servizi realmente utilizzabili richiede più di una buona idea. Occorrono reti, capacità di calcolo, dati, competenze specialistiche e ambienti nei quali verificare se un’applicazione sia affidabile, sicura e replicabile. Con questa logica nasce il nuovo Innovation Hub inaugurato da Fastweb + Vodafone all’interno di SmartCityLab Milano, lo spazio promosso dal Comune di Milano in via Ripamonti 88.
L’Hub mette a disposizione di startup, imprese e pubbliche amministrazioni infrastrutture per sviluppare e collaudare soluzioni destinate alla mobilità, alla gestione energetica, alla sicurezza urbana e ai servizi digitali. Il progetto amplia il ruolo di SmartCityLab come luogo di collaborazione fra soggetti pubblici e privati, con l’obiettivo di ridurre la distanza che spesso separa la sperimentazione tecnologica dall’adozione su scala industriale o cittadina.
Fastweb + Vodafone partecipa al progetto come partner per il comparto delle telecomunicazioni, portando nell’Hub competenze nella connettività fissa e mobile, nel cloud, nella sicurezza informatica e nell’intelligenza artificiale. La società, nata dall’integrazione fra i due operatori, punta a utilizzare il centro milanese come ambiente di prova per applicazioni che richiedono elevate capacità di trasmissione dei dati, bassi tempi di risposta e una gestione sicura delle informazioni.

Reti e capacità di calcolo per provare le idee sul campo
La dotazione tecnologica comprende reti 5G, servizi Cloud, soluzioni di Cybersecurity, piattaforme di Intelligenza Artificiale, dispositivi connessi e tecnologie di Multi-access Edge Computing. Quest’ultima architettura consente di elaborare i dati vicino al luogo nel quale vengono prodotti, riducendo la latenza rispetto ai sistemi che inviano tutte le informazioni verso data center remoti.
La capacità di elaborazione distribuita può risultare decisiva per applicazioni che devono reagire rapidamente, come il controllo dei flussi di traffico, il monitoraggio di impianti, l’analisi di immagini o la gestione di sensori urbani. Accanto all’edge computing trovano spazio anche le Mobile Private Network, reti mobili riservate a specifici ambienti e progettate per offrire maggiore controllo, sicurezza e affidabilità rispetto alle reti pubbliche tradizionali.
Per una startup, accedere a infrastrutture normalmente disponibili soltanto alle grandi organizzazioni significa poter verificare fin dalle prime fasi la capacità di una soluzione di sostenere molti utenti, integrarsi con sistemi esistenti e rispettare requisiti tecnici e normativi. Anche le amministrazioni possono sperimentare un servizio su scala limitata prima di affrontare investimenti più consistenti per la sua eventuale diffusione.
Il modello non è quindi quello di un incubatore tradizionale fondato soltanto su spazi di lavoro e attività di accompagnamento. L’Innovation Hub combina reti, piattaforme software, strumenti di calcolo e competenze progettuali, permettendo alle imprese di affrontare problemi di interoperabilità, protezione dei dati e scalabilità prima dell’ingresso sul mercato.
“Fare innovazione significa trasformare un’idea in un progetto di business concreto, scalabile e capace di generare valore per il territorio. Per questo è importante che startup e aziende possano testare, validare e far evolvere le loro soluzioni in un ambiente tecnologico come l’Innovation Hub che inauguriamo oggi all’interno di SmartCityLab Milano”,
ha dichiarato Alessandro Magnino, Chief Strategy & Transformation Officer di Fastweb + Vodafone.
Dalle startup alle applicazioni per una vera città connessa
Durante l’inaugurazione sono stati presentati alcuni esempi delle tecnologie che potranno essere sviluppate o testate nell’Hub. Le realtà coinvolte operano in settori differenti, ma condividono la necessità di elaborare dati, integrare piattaforme digitali e trasformare processi tradizionali attraverso strumenti automatizzati.
GridShare propone un modello di partecipazione agli investimenti in impianti fotovoltaici, permettendo a privati e aziende di acquisire quote di parchi solari e seguirne produzione e rendimento attraverso una piattaforma digitale. L’obiettivo è rendere più accessibile la partecipazione a progetti energetici senza richiedere agli utenti competenze tecniche specialistiche.
Mama Insurance è invece una Managing General Agent italiana progettata intorno all’intelligenza artificiale. L’automazione viene applicata ad attività come l’analisi del rischio, la gestione dei processi assicurativi e la personalizzazione dei prodotti, mantenendo il controllo umano nelle decisioni più sensibili.
NextMindLab, spin-off di Fastweb + Vodafone, ha sviluppato ROSS, un assistente agentico basato sull’intelligenza artificiale. A differenza di un chatbot convenzionale, un agente software può organizzare informazioni, interagire con diversi strumenti e svolgere attività articolate entro limiti stabiliti dall’utente.
Accanto alle startup sono state illustrate alcune soluzioni sviluppate direttamente dall’operatore. AI Safety 4 Smart Mobility utilizza dati provenienti da sensori, telecamere e reti di comunicazione per supportare la gestione dei flussi urbani, con particolare attenzione agli utenti vulnerabili come pedoni e ciclisti. Il sistema può aiutare a individuare situazioni potenzialmente pericolose e fornire informazioni utili ai responsabili della mobilità.
Fastweb Power Control è una presa intelligente destinata a monitorare i consumi degli elettrodomestici e favorirne l’ottimizzazione. Soluzioni simili possono contribuire alla gestione energetica distribuita degli edifici, integrando le informazioni provenienti da numerosi dispositivi connessi.
FastwebAI Suite è infine una piattaforma rivolta ad aziende e pubbliche amministrazioni che vogliono introdurre strumenti di intelligenza artificiale nei propri processi. La possibilità di sperimentarli in un ambiente controllato assume particolare rilevanza per la protezione dei dati, la sicurezza e la conformità alle norme europee.
La sfida del passaggio dalla sperimentazione alla scala urbana
La disponibilità delle infrastrutture non garantisce automaticamente che una soluzione possa essere adottata in un quartiere o in un’intera città. Il passaggio dal prototipo al servizio operativo richiede standard condivisi, compatibilità con i sistemi già esistenti, responsabilità chiaramente definite e un modello economico sostenibile.
Una tecnologia efficace in un ambiente controllato deve infatti dimostrare di poter funzionare in presenza di grandi quantità di dati, utenti differenti, vincoli amministrativi e infrastrutture eterogenee. A ciò si aggiungono questioni legate alla governance delle informazioni: occorre stabilire chi le raccogga, per quali finalità, con quali tempi di conservazione e attraverso quali garanzie di trasparenza.
La Cybersecurity diventa quindi parte integrante della progettazione. Una vulnerabilità in un sistema dedicato alla mobilità, all’energia o a un servizio pubblico può produrre conseguenze più ampie rispetto a quelle associate a una normale applicazione commerciale. Per questo la sicurezza deve essere verificata fin dalle prime fasi e non aggiunta soltanto alla conclusione dello sviluppo.
SmartCityLab Milano ha già avviato il programma di accelerazione HUMAN + AI, accompagnando dieci startup in un percorso di crescita e selezionandone altrettante per il ciclo successivo. Nel primo anno di attività ha inoltre inserito stabilmente sei tecnologie sperimentali e ospitato oltre ottanta eventi dedicati all’incontro fra amministrazione, imprese, investitori e nuovi imprenditori.
“Come incubatore e acceleratore certificato abbiamo avviato il programma HUMAN + AI, accompagnando dieci startup in un percorso di crescita e altrettante sono state selezionate per il programma in partenza a settembre. Come laboratorio di sperimentazione abbiamo inserito stabilmente sei tecnologie innovative, offrendo uno spazio concreto in cui testare soluzioni per la città del futuro”,
ha affermato Luca Chiodaroli, Digital Innovation Partner di PwC Italia
I numeri descrivono un’attività già avviata, ma la valutazione decisiva riguarderà la quantità di progetti capaci di superare la fase dimostrativa. L’impatto potrà essere misurato osservando quante soluzioni verranno adottate da imprese o amministrazioni e quali benefici produrranno in termini di sicurezza, efficienza energetica, mobilità o accessibilità dei servizi.

Milano prova a trasformare il laboratorio in un’infrastruttura
Il progetto si inserisce nella strategia del Comune di Milano dedicata alla città intelligente e al Gemello Digitale Esteso. La rappresentazione virtuale del territorio può essere utilizzata per simulare flussi, consumi e interventi infrastrutturali, ma il suo valore dipende dalla qualità dei dati e dalla capacità di collegare le simulazioni alle decisioni amministrative.
In questo quadro, il centro di via Ripamonti può funzionare come spazio di selezione oltre che di sperimentazione: un luogo nel quale distinguere le tecnologie realmente mature da quelle che richiedono ulteriori verifiche o che non offrono vantaggi sufficienti rispetto alle soluzioni esistenti.
La misura del successo dell’Innovation Hub non sarà quindi il numero delle dimostrazioni organizzate, ma la capacità di generare servizi replicabili, investimenti e collaborazioni permanenti. Il rischio comune a molti poli tecnologici è infatti quello di accumulare prototipi interessanti senza costruire il percorso industriale e amministrativo necessario per portarli fuori dal laboratorio.
Per Fastweb + Vodafone l’Hub rappresenta l’occasione di mostrare come connettività, cloud, edge computing e intelligenza artificiale possano diventare strumenti abilitanti per nuove attività economiche e nuovi servizi pubblici. Per Milano costituisce invece un ulteriore tassello nella costruzione di un ecosistema capace non soltanto di sperimentare l’innovazione, ma anche di valutarla e integrarla stabilmente nella gestione della città.
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