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L’IDSIA faro dell’innovazione allo “Swiss Innovation Tour”

L’Istituto “Dalle Molle” è protagonista di progressi pionieristici nel campo dell’IA applicati alla logistica, alla sanità e alla sostenibilità

L'IDSIA guida l'innovazione allo Swiss Innovation Tour
L’istituto di ricerca IDSIA ha aperto le porte ai presenti per mostrare i risultati più recenti della propria attività di ricerca sull’IA, grazie ad una visita e presentazione condotta da Andrea Emilio Rizzoli, direttore d’istituto (Foto: Swiss Innovation Tour)

Si è da poco concluso lo “Swiss Innovation Tour”, un viaggio attraverso i principali poli innovativi della Confederazione Elvetica volto a presentare le eccellenze tecnologiche, accademiche e imprenditoriali del Paese. L’evento organizzato da “Presenza Svizzera” – e tenutosi dal 2 al 4 ottobre – ha dunque riunito rappresentanti del mondo accademico, esperti di vari settori, giornalisti e figure istituzionali, creando un’opportunità unica per esplorare i centri nevralgici della ricerca e dell’innovazione tecnologica.

Il tour è iniziato a Lugano per poi spostarsi a Bellinzona, Altdorf e Lucerna, offrendo così ai partecipanti uno spaccato sulle dinamiche innovative che animano i diversi Cantoni. Ogni tappa ha messo in luce le peculiarità locali, con focus su settori come machine learning, robotica e intelligenza artificiale.

A tal proposito, tra i protagonisti dell’evento spicca l’Istituto “Dalle Molle” di Studi sull’Intelligenza Artificiale (IDSIA), affiliato sia alla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI) che all’Università della Svizzera italiana (USI). L’istituto ha infatti aperto le porte ai presenti per mostrare i risultati più recenti della propria attività di ricerca sull’IA, grazie ad una visita e presentazione condotta da Andrea Emilio Rizzoli, direttore d’istituto e autore di oltre 150 pubblicazioni scientifiche.

Storia dell’Istituto “Dalle Molle” di Studi sull’Intelligenza Artificiale

L’Istituto “Dalle Molle” di Studi sull’Intelligenza Artificiale è stato fondato nel 1988 a Lugano grazie al supporto del filantropo italiano Angelo Dalle Molle (1908-2002), evolvendosi fino a diventare un punto di riferimento nell’ambito dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico.

Angelo Dalle Molle, noto per aver lanciato il liquore Cynar, alla fine degli Anni Cinquanta ha iniziato ad occuparsi anche di temi sociali, creando la rivista “La via aperta al benessere di tutti” dove, tra gli altri contributi, troviamo anche le pubblicazioni di Luigi Einaudi, Ludwig Erhard, Don Luigi Sturzo, Robert Schuman e Wilhelm Röpke.

Con il passare del tempo, l’imprenditore si è avvicinato sempre di più a tematiche legate alla linguistica computazionale e all’intelligenza artificiale, aprendo le porte nel 1971 alla Fondazione Dalle Molle per gli studi linguistici. Il tutto fino a che, nel 1988, non ha fondato a Lugano l’Istituto “Dalle Molle” per gli studi sull’intelligenza artificiale che conosciamo oggi.

Successivamente – con precisione, nel 1991 – è stato anche fondato a Martigny l’IDIAP Research Institute, con l’obiettivo di approfondire temi quali il riconoscimento vocale e visivo, l’apprendimento automatico, l’interazione uomo-macchina e la robotica.

Attualmente, sono tre le aree applicative strategiche dell’IA dell’Istituto “Dalle Molle”: per la salute e la scienza e per l’energia e la sostenibilità. Sei, invece, le principali aree di ricerca: Algorithms and Theory, Autonomous Robotics, Geometric Computing And Vision, Machine Learning And Artificial Neural Networks, Intelligent Control Of Networked Systems e Information Retrieval And Natural Language Processing.

Ad oggi l’IDSIA, che si contraddistingue per la capacità di integrare la ricerca teorica con applicazioni pratiche di grande impatto, conta 18 professori e oltre 50 ricercatori e studenti di dottorato, con più di 70 progetti di ricerca in corso, per un valore complessivo di 20 milioni di franchi svizzeri.

A Lugano c’è una visione totalmente avanguardista dell’IA

L’istituto, con il passare degli anni, ha compiuto prestigiosi passi in avanti nello sviluppo di tecnologie innovative che vanno dall’ottimizzazione del trasporto di merci, ispirata dal comportamento delle formiche (Ant Colony Optimization) alla classificazione e apprendimento basati sulle reti neuronali ricorrenti ispirate alla struttura del nostro cervello (Deep Learning LSTM), utilizzate per il riconoscimento vocale, la traduzione automatica e l’interpretazione delle immagini. Queste tecnologie, implementate da giganti come Google, Microsoft e Baidu, hanno reso l’IDSIA un vero e proprio centro d’eccellenza per il machine learning.

Non a caso, nel 2016 l’Istituto “Dalle Molle” ha ricevuto lo Swiss ICT Award durante una cerimonia che ha riunito 800 personalità del mondo scientifico, politico e imprenditoriale. Questo riconoscimento ha celebrato l’IDSIA come uno dei migliori istituti di ricerca al mondo nell’ambito dell’intelligenza artificiale bio-ispirata.

Inoltre, il centro di ricerca luganese è stato tra i primi a sviluppare applicazioni nell’ambito dell’energia intelligente, come il sistema GridSense, realizzato in collaborazione con ALPIQ per ottimizzare l’uso dell’elettricità domestica. Altri progetti includono partnership con aziende ticinesi nell’ambito dell’Industry 4.0, dove macchine industriali apprendono come migliorare autonomamente le loro prestazioni.

Nel settore finanziario, l’IDSIA ha invece creato un sistema di machine learning capace di fare previsioni sui portafogli di crediti in contenzioso. O ancora, in collaborazione con l’Ente Ospedaliero Cantonale, l’Istituto ha sviluppato algoritmi avanzati per identificare modelli prognostici nei pazienti affetti da linfomi.

A testimonianza della riconosciuta competenza a livello internazionale, non stupisce dunque che l’IDSIA sia stato citato tra i 10 istituti più importanti a livello mondiale (elenco che include anche MIT, Berkeley, NYU, Stanford, Toronto, CMU, University of Montreal, Oxford e Hong Kong) in occasione del Premio NVIDIA per i pionieri nella ricerca nell’intelligenza artificiale.

Un viaggio tra le eccellenze tecnologiche della Confederazione

In occasione dello “Swiss Innovation Tour” 2024, il dottor Matteo Salani e il dottor Jérôme Guzzi hanno presentato una panoramica sulla ricerca di base, partendo dalle collaborazioni in corso con aziende locali e internazionali, dai progetti più innovativi e da alcuni dei più recenti problemi su cui il medesimo centro ha lavorato, tra cui PathWyse. Quest’ultimo è una libreria software, concepita come facile da usare, che implementa e raccoglie algoritmi avanzati con le migliori prestazioni per molte varianti di RCSPP. Di seguito, le parole di Andrea Emilio Rizzoli:

È stato un piacere accogliere ieri la delegazione guidata da Swiss Business Hub Italy in visita da IDSIA USI-SUPSI. Matteo Salani e Jerome Guzzi hanno mostrato alcuni esempi di progetti dove intelligenza artificiale, robotica e ricerca operativa sono messe al servizio della logistica. Belle le domande e le osservazioni ricevute, uno stimolo per continuare il confronto di idee. Grazie a Luca Nonella ed Annalisa Ziliani per l’organizzazione e a tutti i partecipanti”.

La partecipazione dell’IDSIA allo “Swiss Innovation Tour” 2024 ha rafforzato la sua posizione come promotore dell’innovazione in Svizzera (e non soltanto), evidenziando l’eccellenza nel campo della tecnologia e della ricerca.

L’evento ha infatti messo in luce l’importanza di unire ricerca accademica e applicazioni industriali, confermando la reputazione della Svizzera come hub europeo per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e dimostrando anche come il territorio elvetico – grazie a istituti di ricerca di alto livello e a un tessuto imprenditoriale dinamico – sia pronto ad affrontare le sfide future con soluzioni avanzate e una visione lungimirante.

A dimostrarlo, anche il rapporto bilaterale tra l’impegno nell’educazione dell’Istituto e l’interesse nei confronti della materia. Con l’inizio dell’anno accademico 2024-2025, sono infatti 6031 le studentesse e gli studenti della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI). Si ripresenta dunque la tendenza positiva degli ultimi anni, con le iscrizioni per la formazione accademica professionalizzante offerta in Ticino, che aumentano dell’8 per cento.

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In questo nuovo anno accademico le matricole per tutta la SUPSI salgono a 2146, in aumento del 5 per cento rispetto al 2023-2024: in totale sono 6031 le studentesse e gli studenti che frequenteranno uno dei 32 Bachelor, dei 19 Master e il Diploma, proposti a tempo pieno, a tempo parziale e in modalità parallela all’attività professionale, 3693 dei quali nei quattro Dipartimenti in Ticino (Foto: supsi.ch)

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