Geotag:

Emirati Arabi Uniti

Masdar City, l’urban lab che continua a scrivere il futuro sostenibile

Cronaca di una città sperimentale negli Emirati, tra tecnologie verdi, innovazione climatica e architettura pensata per il deserto del domani

Masdar City - un urban lab che continua a cercare il futuro sostenibile
Nel 2006 Abu Dhabi annunciò un ambizioso esperimento: costruire, nel deserto, una città-simbolo della transizione energetica e dell’urbanistica sostenibile (Foto: https://masdarcity.ae)

Nel 2006 Abu Dhabi annunciò un ambizioso esperimento: costruire, nel deserto, una città-simbolo della transizione energetica e dell’urbanistica sostenibile. Battezzata Masdar City, l’area (promossa dalla società statale Masdar, parte del gruppo Mubadala) doveva essere la dimostrazione plastica e concreta che, con progettazione, tecnologia e investimenti, si può immaginare una città a bassissime emissioni in un clima estremo.

Oggi Masdar è meno un’unica promessa compiuta e più un laboratorio in trasformazione: frammenti di un progetto pionieristico che convivono con correzioni di rotta, nuove priorità e iniziative concrete.

Masdar City, l'urban lab che continua a scrivere il futuro sostenibile
Ribattezzata Masdar City, l’iniziativa puntava a una città di quasi 6 chilometri quadrati, abitata da decine di migliaia di persone e interamente alimentata da fonti rinnovabili (Foto: https://masdarcity.ae)

Dalla visione alla realtà: le tappe chiave di Masdar City

Il progetto Masdar City nasce nel 2006 come una delle iniziative urbane più ambiziose al mondo: una città a zero emissioni, costruita nel deserto alle porte di Abu Dhabi. Dopo l’annuncio ufficiale e l’affidamento del masterplan allo studio Foster + Partners, i lavori sono iniziati nel 2008 con grandi aspettative: 50.000 abitanti, 1.500 aziende e una rete di trasporto autonoma e pulita. La prima pietra concreta è il Masdar Institute, aperto nel 2009 con il supporto del MIT, seguito nel 2010 dal test del sistema di trasporto PRT (Personal Rapid Transit), rimasto però in fase sperimentale.

La crisi finanziaria globale ha però rallentato il progetto, costringendo a rivedere scadenze e obiettivi: il sogno di una città completamente carbon neutral entro il 2016 è stato accantonato a favore di un approccio modulare e realistico. Tra il 2015 e il 2020 Masdar ha accolto nuove sedi aziendali — come Siemens e IRENA — e università come la MBZUAI, consolidando il suo ruolo di polo per le tecnologie pulite. Oggi, a quasi vent’anni dal lancio, Masdar continua a crescere attraverso progetti mirati, come Masdar City Square e la prima moschea net-zero della regione, trasformandosi da utopia integrale a piattaforma concreta per l’innovazione urbana e ambientale.

Masdar City - un urban lab che continua a cercare il futuro sostenibile
Tra il 2015 e il 2020 Masdar City ha accolto nuove sedi aziendali, quali Siemens e IRENA, e università tecnologiche come la MBZUAI (Foto: https://masdarcity.ae)

Sei chilometri quadrati congegnati dallo studio Foster + Partners

Il progetto iniziale ideato dallo studio Foster + Partners puntava a una città di quasi 6 chilometri quadrati, abitata da decine di migliaia di persone e interamente alimentata da fonti rinnovabili. Il disegno urbano recuperava intuizioni delle città tradizionali mediorientali: vicoli stretti e porticati che riducono l’irraggiamento solare, torri del vento che favoriscono il ricircolo dell’aria e una maglia pedonale pensata per limitare il traffico privato.

L’obiettivo originario di neutralità carbonica è stato però, come detto, gradualmente ripensato: la costruzione è proceduta a tappe, molte previsioni temporali sono slittate e alcune soluzioni – come la rete di “personal rapid transit” sotterranea attesa all’inizio – non sono state estese oltre i progetti pilota.

Masdar City, l'urban lab che continua a scrivere il futuro sostenibile
Dopo l’annuncio ufficiale e l’affidamento del masterplan, i lavori sono iniziati nel 2008 con grandi aspettative: 50.000 abitanti, 1.500 aziende e una rete di trasporto autonoma e pulita (Foto: https://masdarcity.ae)

Com’è Masdar City a vent’anni dall’annuncio ufficiale?

Nonostante i ritardi, Masdar ospita oggi elementi concreti di valore internazionale. Tra gli ospiti più noti c’è l’International Renewable Energy Agency (IRENA), la cui sede si trova nella città, e istituzioni accademiche come la Mohamed bin Zayed University of Artificial Intelligence (MBZUAI). Sono insediate anche aziende e centri di ricerca specializzati in energie rinnovabili, mobilità elettrica e tecnologie per il clima, che trasformano la città in una free zone dedicata all’innovazione. Questa concentrazione ha contribuito a mantenere Masdar come un punto di riferimento regionale per politiche e strumenti della transizione energetica.

Negli ultimi anni la strategia di Masdar City si è evoluta: dall’idea di un’isola autosufficiente si è passati a una formula più pragmatica che combina iniziative a impatto zero/negativo con collegamenti alla rete elettrica e investimenti in infrastrutture misurate. Progetti recenti come Masdar City Square (un cluster di uffici il cui completamento è previsto tra il 2025 e il 2026 per alcune fasi) e The Link (sviluppo mixed-use con edifici LEED/WELL e spazi “co-lab”) sono esempi di questa nuova fase, dove gli edifici mirano a performance energetiche elevate (inclusi edifici a emissioni nette zero), ma il piano urbanistico si adatta a logiche di mercato e a tempi di realizzazione più lunghi.

Nel 2024 Masdar ha inoltre avviato la costruzione della prima moschea a energia net-zero della regione, segnale della volontà di affiancare simboli culturali a standard tecnici d’avanguardia.

Masdar City - un urban lab che continua a cercare il futuro sostenibile
Negli ultimi anni la strategia di Masdar City si è evoluta: dall’idea di un’isola autosufficiente si è passati a una formula più pragmatica che combina iniziative a impatto zero o negativo (Foto: https://masdarcity.ae)

Design urbano pensato per il cambiamento climatico

Sul fronte progettuale e tecnologico, Masdar resta un banco di prova interessante. Le scelte di design urbano, dall’orientamento delle strade, alla densificazione controllata sino all’uso di materiali e schermature, permettono una differenza termica percepibile nelle ore diurne rispetto al paesaggio circostante, riducendo il fabbisogno di climatizzazione. Inoltre, Masdar è un luogo di sperimentazione per mobilità autonoma ed elettrica: test di navette driverless, programmi di mobilità condivisa e spazi riservati per veicoli puliti sono parte del suo repertorio operativo, pur senza l’implementazione totale delle soluzioni più futuristiche annunciate a inizio progetto.

La storia di Masdar contiene però anche lezioni critiche. Progetti di questo tipo sollevano domande su scala, replicabilità e costi: costruire una città da zero in un’area a bassa densità richiede enormi risorse e non risolve necessariamente la sfida della sostenibilità nelle metropoli esistenti, dove la riqualificazione e l’efficientamento possono avere impatti più rapidi sul consumo di energia collettivo. Gli osservatori hanno più volte sottolineato che Masdar, pur ricco di ricerca e aziende, è rimasto limitato in termini di popolazione residente e di vivacità urbana nei primi anni, contrapponendo la visione simbolica a una realtà pratica più contenuta. Questi appunti sono utili non per delegittimare l’esperimento, ma per rimarcare la differenza tra prototipazione tecnologica e trasformazione sociale-scaleable.

Masdar City, l'urban lab che continua a scrivere il futuro sostenibile
Le scelte di design urbano, dall’orientamento delle strade alla densificazione controllata, sino all’uso di materiali e schermature, sono tutte pensate sulla base del cambiamento climatico (Foto: https://masdarcity.ae)

Il bilancio dell’esperienza made-in-Abu Dhabi

Cosa resta allora di Masdar, dieci-quindici anni dopo il lancio  ad Abu Dhabi? Prima di tutto, una piattaforma di innovazione: centri di ricerca, incubatori e partnership pubblico-private che hanno attratto know-how e finanziamenti sul tema delle energie rinnovabili e della mobilità pulita. In secondo luogo, una galleria di soluzioni di progettazione climatica — alcune già facilmente trasferibili ad altre città arabe e mediterranee. Infine, un avvertimento pragmatico: la transizione urbana non è solo tecnologia, ma governance, mercato e politiche abitative. Masdar dimostra che sperimentare è necessario; insegna anche che la scala e i tempi dell’innovazione urbana raramente coincidono con i piani

Per chi osserva dall’Italia o dall’Europa, Masdar offre due spunti concreti per il dibattito su città e clima: il primo è la necessità di integrare alta tecnologia e architettura tradizionale per ottenere soluzioni climaticamente efficaci; il secondo è l’importanza di modulare ambizione e realismo economico, privilegiando percorsi scalabili e inclusivi. Masdar non è dunque riuscita a dare una risposta univoca alla crisi climatica, ma resta un laboratorio di prova.

Oggi la città convive con la narrazione della «city of the future», ma con una gestione più concreta e modulare dei progetti. Se il vero banco di prova della sostenibilità urbana è la diffusione, il valore di Masdar sarà dunque valutato nei prossimi anni sulla base della sua capacità di esportare soluzioni e soprattutto di integrarsi in reti urbane e industriali più ampie. La sfida, come sempre, rimane: trasformare l’innovazione in miglioramento quotidiano per il maggior numero di persone.

Ecco come a Masdar City la vita è resa più semplice e più sostenibile

Ecco tre approfondimenti che potrebbero interessarti:

Il modello di Lahore Smart City tra innovazione e rispetto ambientale
Songdo, in Corea del Sud la prima greenfield smart city al mondo
D.I. Khan New City: ecco l’innovazione urbana del Pakistan

Masdar City, l'urban lab che continua a scrivere il futuro sostenibile
La crisi finanziaria globale ha rallentato il progetto green di Masdar City, costringendo a rivedere scadenze e obiettivi (Foto: https://masdarcity.ae)

Vedi sulla mappa

COMMENTI

Lascia un commento