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Qualità dell’aria: queste le città più inquinate del mondo

Una mappa globale della qualità dell’aria: un nuovo studio analizza l’inquinamento atmosferico e le emissioni di CO2 in migliaia di località del mondo

La mappa delle città più inquinate del mondo
La mappa globale dell’inquinamento atmosferico: il nuovo studio su oltre 13.000 città in tutto il mondo (Foto: Envato)

Un nuovo studio analizza l’inquinamento atmosferico in oltre 13.000 aree urbane in tutto il mondo, fornendo un’analisi globale completa della qualità dell’aria. I ricercatori della George Washington University hanno analizzato i livelli di PM 2,5, biossido di azoto, CO2 e ozono registrati dal 2005 al 2019 e hanno esaminato i trend registrati in questo periodo di tempo.

La ricerca evidenzia delle grandi differenze tra una regione e l’altra: le città più inquinate del mondo si trovano nei Paesi emergenti, come anche quelle che negli anni hanno registrato il maggiore aumento di PM 2,5 e ozono. Il biossido d’azoto, al contrario, sembra essere un problema soprattutto per i Paesi ad alto reddito.

Come sottolinea lo studio, oltre la metà delle città ha mostrato dei collegamenti tra i quattro inquinanti: probabilmente, spiegano gli scienziati, provengono dalle stesse fonti e quindi potrebbero essere ridotti insieme. Non a caso, le città dei Paesi ad alto reddito che hanno adottato politiche ambientali più severe hanno mostrato una netta diminuzione di tutti gli inquinanti.

Inquinamento atmosferico: focus sulle aree urbane

Nel 2021, il particolato è risultato essere il quarto fattore di rischio per quanto riguarda le morti premature a livello globale. Insieme all’ozono, è stato responsabile di oltre 5 milioni di morti. Le grandi città, soprattutto nelle aree che stanno vivendo un’intensa urbanizzazione senza politiche e controlli specifici, svolgono un ruolo centrale nell’emissione di inquinanti atmosferici, contribuendo per circa il 70% alle emissioni globali di gas serra. Le aree urbane densamente popolate, inoltre, presentano generalmente livelli più alti di inquinamento atmosferico e sono quelle in cui è maggiore l’incidenza di malattie associate alla presenza di sostanze nocive nell’aria.

Oggi oltre il 51% della popolazione globale vive all’interno delle aree urbane, e si prevede che entro il 2050 questa percentuale raggiungerà il 70%. Perciò, quando si parla di inquinamento atmosferico, non si può evitare di concentrarsi sui grandi agglomerati cittadini, dalle vecchie capitali europee alle giovani città in rapida espansione dell’Africa occidentale.

I ricercatori della George Washington University, in collaborazione con scienziati della Washington University di Saint Louis e della University of North Carolina di Chapel Hill, hanno analizzato oltre 13.000 città in tutto il mondo e hanno elaborato una mappa globale dell’inquinamento atmosferico. Lo studio, che ha utilizzato dati provenienti da osservazioni satellitari, misurazioni a terra e modelli computerizzati, fornisce anche un’analisi dei trend registrati tra il 2005 e il 2019. E, non troppo sorprendentemente, evidenzia delle macroscopiche disparità tra le diverse regioni del mondo.

La mappa globale dell'inquinamento atmosferico
Distribuzione globale delle concentrazioni medie annue di PM 2,5, biossido di azoto e ozono ponderate per la popolazione e di CO2 pro capite nelle aree urbane nel 2019 (Foto: Kim SY., et al. Tracking air pollution and CO2 emissions in 13,189 urban areas worldwide using large geospatial datasets. Commun Earth Environ 6, 311)

CO2, biossido di azoto, PM 2,5, ozono: la mappa globale degli inquinanti

Il nuovo studio, pubblicato su Nature Communications Earth & Environment, si concentra su quattro inquinanti particolarmente pericolosi per la salute umana: l’anidride carbonica, l’ozono, il biossido di azoto e il PM 2,5.

Le città indiane sono quelle con i livelli più elevati di PM 2,5, insieme ai centri urbani di Bangladesh e Pakistan. Come si può vedere sulla mappa interattiva elaborata dai ricercatori, il particolato PM 2,5 è soprattutto un problema del Sud Globale: il cluster più evidente è quello che si estende sull’India del nord e sul Pakistan, ma ci sono aree particolarmente inquinate anche in Nigeria, Arabia Saudita e Cina. India, Pakistan, Nepal, Cina e Bangladesh formano un cluster particolarmente inquinato anche per quanto riguarda l’ozono, che mostra alti livelli anche in Cina, in Medio Oriente e sulle coste occidentali degli Stati Uniti.

Analizzando il biossido di azoto, invece, le città più inquinate del mondo risultano quelle cinesi e quelle dei Paesi ad alto reddito: questo inquinante, generato essenzialmente dalla combustione dei carburanti fossili che alimentano industria pesante e veicoli, si trova in alte concentrazioni nelle grandi megalopoli. La città più inquinata del mondo è Shanghai, seguita da Mosca, Pechino e Dubai.

Quanto alla CO2, le aree più problematiche del mondo sono distribuite in maniera molto eterogenea. In base ai dati del 2019, la maggior parte delle città gravemente inquinate da CO2 si trova in Cina (25%), India (18%) e Iran (5%). In termini assoluti, però, le più alte concentrazioni di CO2 si registrano a New York, Seoul e Los Angeles.

Come è cambiato l'inquinamento atmosferico negli ultimi 20 anni?
Serie temporali delle concentrazioni medie annue di PM2,5, NO2 e (O3) ponderate per la popolazione e FFCO2 pro capite (Foto: Kim SY., et al. Tracking air pollution and CO2 emissions in 13,189 urban areas worldwide using large geospatial datasets. Commun Earth Environ 6, 311)

Il trend 2005-2019: come è cambiata la qualità dell’aria?

A livello globale, l’ozono è aumentato significativamente (+6%), come anche le emissioni di CO2 da combustibili fossili (+4%). Le concentrazioni di PM 2,5 sono rimaste pressoché stabili, mentre il biossido di azoto è leggermente diminuito (-1%).

In tutto il mondo, solo i Paesi ad alto reddito hanno mostrato una diminuzione di tutti gli inquinanti: qui il particolato fine è calato del 19% e la CO2 pro capite del 17%. L’Europa centrale, l’Europa orientale e l’Asia centrale hanno mostrato una discreta diminuzione di tre inquinanti atmosferici (PM2,5: -9%, NO2: -5% e O3: -7%) ma non delle emissioni di CO2.

L’Asia meridionale e l’Africa subsahariana sono le zone che hanno registrato gli aumenti più significativi di particolato, ozono e biossido di azoto. Anche Nord Africa e Medio Oriente hanno registrato tendenze all’aumento degli inquinanti atmosferici, ma qui è diminuita la pressione della CO2. Sud-Est asiatico e Asia Orientale mostrano il trend opposto, con gli inquinanti in calo e le emissioni di gas serra in deciso aumento (+22%).

Tra le 20 città più popolose del mondo, l’area metropolitana di Osaka/Kyoto è stata l’unica a registrare diminuzioni significative in tutti e quattro gli inquinanti. Come spiega Susan Anenberg, direttore del GW Climate and Health Institute,

“Questo studio fornisce un’efficace istantanea di come si stanno evolvendo gli ambienti urbani in tutto il mondo. Mostra anche che i progressi sono possibili ma non uniformi, con alcune città che vedono peggiorare l’inquinamento mentre altre registrano un’aria più pulita nel tempo”.

Come si legge nello studio, oltre il 50 per cento delle città ha evidenziato collegamenti tra questi quattro inquinanti,

“suggerendo che probabilmente provengono dalle stesse fonti e potrebbero essere ridotti insieme”.

Le aree urbane delle regioni ad alto reddito che hanno adottato politiche ambientali nette, infatti, hanno registrato un calo di tutti gli inquinanti.

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L'inquinamento atmosferico diminuisce solo nei Paesi ad alto reddito

Molte tra le città più inquinate del mondo si trovano in Paesi emergenti come India, Pakistan e Cina, ma sono anche le giovani città dell’Africa Subsahariana a soffrire gli effetti dell’inquinamento (Foto: Envato)

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