Dai laboratori al mercato: i partner Swiss {ai} Weeks svelano strategie e ambizioni per un’intelligenza artificiale più responsabile e competitiva

Mentre i giganti tech globali continuano a sviluppare IA in maniera sempre più centralizzata, la Svizzera prova a scrivere un nuovo modello. Le Swiss {ai} Weeks, in programma dal primo settembre al 5 ottobre 2025 in 10 città elvetiche, fra le quali Berna, Ginevra, Lugano, Basilea, Zurigo, Losanna, Lucerna, Lenzburg, San Gallo e Winterthur, rappresentano il primo tentativo organico di creare un’intelligenza artificiale federale, nel senso più letterale del termine.
“Non vogliamo essere semplicemente consumatori di tecnologia altrui”,
spiega Christoph Birkholz di Impact Hub Switzerland, tra i promotori.
“L’obiettivo è sviluppare soluzioni che rispettino i nostri valori: privacy, multilinguismo, decentralizzazione”.
Al centro dell’iniziativa c’è una sorta di “HelvetiaGPT”, il primo Large Language Model interamente sviluppato su infrastrutture nazionali. A differenza dei modelli stranieri, sarà completamente trasparente negli algoritmi e adattato alle tre lingue ufficiali con particolare attenzione alle varianti locali.
Le voci dei sostenitori di un’iniziativa oggi senza precedenti
Daniel Naeff, Head of Innovation & Entrepreneurship dell’ETH AI Center, ha certezze:
“Quello che Swiss {ai} Weeks sta facendo per rendere l’IA e le sue applicazioni affidabili e accessibili all’industria e alla società è estremamente importante. Siamo lieti che rappresenterà un momento culminante dello Zurich AI Festival e dell’AI+X Summit”
Christoph Aeschlimann, CEO di Swisscom, entra nel dettaglio:
“Stiamo creando una cloud federation che permetterà a università, PMI e startup di accedere alla potenza di calcolo necessaria senza dover ricorrere a servizi esteri. Per i primi 100 progetti selezionati, metteremo a disposizione 1 milione di ore di calcolo gratuito sul nostro supercomputer di Lugano”.
Mike Dargan di UBS rivela un approccio pressoché inedito:
“Abbiamo identificato 12 processi bancari dove l’IA può fare la differenza. Invece di svilupparli internamente, li apriremo agli hackathon. I migliori gruppi riceveranno non solo finanziamenti, ma soprattutto accesso ai nostri dati storici anonimizzati – un patrimonio normalmente inaccessibile”.
Pravina Ladva di Swiss Re annuncia una sfida concreta:
“Punteremo sull’adattamento ai cambiamenti climatici. Chi riuscirà a sviluppare il miglior algoritmo predittivo per eventi meteorologici estremi vedrà la propria soluzione implementata nella nostra rete globale di valutazione rischi”.
Non soltanto tech: il lato umano dell’IA secondo Gebert Rüf:
L’aspetto più innovativo potrebbe essere il modello di governance.
“Ogni progetto dovrà includere un comitato etico indipendente fin dalla fase iniziale”,
spiega Pascale Vonmont della Fondazione Gebert Rüf.
“E per la prima volta, testeremo un sistema di valutazione d’impatto sociale prima ancora del lancio tecnologico”.
Educare e condividere: l’AI di EPFL e ETH davvero per tutti
L’EPFL e l’ETH Zürich stanno portando l’intelligenza artificiale fuori dai laboratori per farla entrare nella vita quotidiana degli svizzeri.
“Immaginate studenti delle scuole superiori che, grazie a speciali kit didattici open-source, possano sperimentare con modelli di IA semplici ma efficaci”,
racconta con entusiasmo Marcel Salathé del Politecnico Federale di Losanna.
“Ma non ci fermiamo qui: stiamo lavorando a quello che potrebbe diventare il primo registro pubblico nazionale degli algoritmi, dove ogni cittadino potrà trovare spiegazioni chiare su come funzionano i sistemi che influenzano la nostra società”.
L’entusiasmo per l’iniziativa si traduce in cifre significative: un investimento iniziale di 120 milioni di franchi dimostra la serietà dell’impegno; oltre 3.000 partecipanti hanno già prenotato il loro posto agli eventi; l’obiettivo è far nascere 50 nuove startup entro il 2026; 100 progetti pilota trasformeranno in realtà concrete le migliori idee emerse.

Una sfida genuinamente collettiva e un esperimento ideale
“Non stiamo organizzando semplici conferenze o workshop”,
riflette ancora in ultimo Christoph Birkholz.
“Questo è un vero esperimento sociale, un tentativo coraggioso di dimostrare che un approccio diverso all’IA non solo è possibile, ma può nascere proprio qui, in Svizzera, dove tradizionalmente sappiamo coniugare innovazione e prudenza”.
Con le iscrizioni aperte fino a luglio 2025, il messaggio è chiaro: la strada per un’intelligenza artificiale più etica e trasparente passa attraverso la collaborazione di tutti (ricercatori, imprese, istituzioni e cittadini).
Un’opportunità unica per costruire, partendo dai valori elvetici, un’alternativa concreta ai modelli delle grandi multinazionali tecnologiche.
Il trailer di presentazione della prima edizione delle Swiss {ai} Weeks
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