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AquaPraça, un innovativo foro galleggiante dedicato al clima

Una piazza culturale sull’acqua che unisce architettura fluida e tecnologie adattive, simbolo di dialogo globale e resilienza ambientale

AquaPraça, la piazza galleggiante progettata da CRA Carlo Ratti Associati e Höweler + Yoon, unisce architettura e resilienza climatica trasformando l’acqua in spazio civico durante Biennale Venezia 2025 e COP30 Belém
L’AquaPraça in mare aperto appare come un’agorà sospesa, dove i visitatori camminano e si soffermano lungo i percorsi galleggianti: la struttura trasforma l’acqua in spazio civico, offrendo un’esperienza immersiva che unisce architettura fluida, innovazione tecnologica e dialogo sul clima
(Illustrazione: CRA Carlo Ratti Associati e Höweler + Yoon)

Alla Biennale Architettura 2025 di Venezia e alla COP30 di Belém prende forma AquaPraça, un innovativo progetto dello studio di architettura CRA Carlo Ratti Associati di Torino in collaborazione con i colleghi di Höweler + Yoon a Miami. Non un padiglione tradizionale, ma una piazza galleggiante di oltre 400 metri quadrati, capace di trasformare l’acqua in spazio civico. Il debutto avverrà in Veneto il 4 settembre, seguito dalla traversata atlantica fino all’Amazzonia, dove diventerà fulcro del Padiglione Italia.

La struttura è concepita per adattarsi in tempo reale alle variazioni del livello dell’acqua, sfruttando il principio di Archimede e sistemi idraulici avanzati. L’esperienza immersiva consente ai visitatori di percepire fisicamente le oscillazioni legate al cambiamento climatico, trasformando la scienza in architettura e la sensibilità ambientale in esperienza collettiva.

Il progetto si inserisce in un contesto geopolitico e ambientale di grande rilevanza. La COP30 rappresenta un punto di svolta, ospitato per la prima volta nella città amazzonica di Belém, simbolo globale delle contraddizioni tra sviluppo, biodiversità e deforestazione. L’Italia, attraverso il suo Padiglione, ha scelto di proporre un contributo culturale e architettonico che esprima non soltanto creatività, ma anche responsabilità internazionale.

Un’architettura adattiva e che dialoga con le acque

Costruita dall’impresa italiana Cimolai, AquaPraça è una piattaforma modulare che unisce ingegneria e sostenibilità. Le sue superfici inclinate e i livelli variabili fanno percepire al pubblico il continuo mutare dell’acqua. Non è un semplice simbolo estetico, ma un laboratorio vivente, in grado di raccogliere dati sull’interazione fra architettura e bacini idrici.

L’uso delle tecnologie di monitoraggio ambientale integrate nella struttura consente di stabilizzare la piattaforma e, al tempo stesso, di generare conoscenze per urbanisti e ricercatori. In questo senso AquaPraça diventa un banco di prova per la resilienza delle città costiere, un modello di architettura adattiva che potrebbe ispirare interventi futuri in diverse aree del pianeta.

Il richiamo al Teatro del Mondo di Aldo Rossi del 1979 è inevitabile, ma mentre quella fu un’opera di memoria, AquaPraça guarda al futuro. Non si limita a galleggiare: dialoga con la natura, accettando l’instabilità come parte integrante del progetto. Un concetto che apre la strada a nuove soluzioni urbane in contesti minacciati dall’innalzamento dei mari.

AquaPraça, la piazza galleggiante progettata da CRA Carlo Ratti Associati e Höweler + Yoon, unisce architettura e resilienza climatica trasformando l’acqua in spazio civico durante Biennale Venezia 2025 e COP30 Belém
Un percorso inclinato che sfiora l’acqua invita i visitatori a toccarla con mano, sottolineando la fragilità del rapporto tra città e mare: l’AquaPraça fonde dimensione ludica e riflessione critica, offrendo un’esperienza fisica che traduce la scienza in emozione e la resilienza in architettura condivisa
(Illustrazione: CRA Carlo Ratti Associati e Höweler + Yoon)

Un’agorà pubblica e civica nel vero cuore della COP30

AquaPraça non è soltanto un simbolo, ma un luogo d’incontro reale. Potrà ospitare fino a 150 persone e sarà attrezzata per accogliere mostre, workshop, dibattiti e performance artistiche. Durante la COP30, diventerà palcoscenico per eventi e presentazioni, ampliando la funzione del Padiglione Italia oltre lo spazio espositivo tradizionale. La scelta del termine “praça”, che in portoghese significa “piazza”, richiama la volontà di creare un’area pubblica di confronto, un’agorà contemporanea sospesa sull’acqua.

L’elemento partecipativo è centrale. La piattaforma è pensata non soltanto per i delegati e gli esperti, ma anche per la cittadinanza di Belém e per le comunità amazzoniche, affinché il dibattito sul clima non resti confinato nelle sale diplomatiche. Dopo la conferenza, AquaPraça resterà a Belém come eredità permanente, arricchendo il tessuto urbano della città con uno spazio culturale unico, capace di unire dimensione locale e globale.

Le voci degli esperti e la sfida narrata della resilienza

“Il concetto di forum galleggiante è assolutamente innovativo e si allinea perfettamente con la nostra visione per COP30”,

ha dichiarato André Corrêa do Lago, Presidente della conferenza.

“Se Aldo Rossi guardava al passato, AquaPraça guarda al futuro, scegliendo di dialogare con la natura invece che opporvisi”,

ha affermato Carlo Ratti, curatore della Biennale Architettura 2025.

“È una piattaforma simbolica e concreta per comprendere gli effetti dell’innalzamento dei mari”,

ha aggiunto Meejin Yoon, Dean del College of Architecture, Art, and Planning della Cornell University.

Queste voci sottolineano come il progetto unisca sperimentazione estetica e finalità educative, sensibilizzando le comunità urbane agli effetti tangibili del cambiamento climatico.

AquaPraça, la piazza galleggiante progettata da CRA Carlo Ratti Associati e Höweler + Yoon, unisce architettura e resilienza climatica trasformando l’acqua in spazio civico durante Biennale Venezia 2025 e COP30 Belém
All’interno dell’AquaPraça i visitatori si raccolgono attorno a una vasca rettangolare che riflette luce e movimento: questo spazio simbolico consente di percepire con il corpo l’oscillazione del livello dell’acqua, rendendo tangibile la sfida del cambiamento climatico attraverso un’architettura adattiva
(Illustrazione: CRA Carlo Ratti Associati e Höweler + Yoon)

Un’iniziativa corale tra Italia, Brasile e partner globali

AquaPraça nasce dalla collaborazione tra istituzioni italiane e brasiliane, con il supporto di Bloomberg Philanthropies, del programma Connect4Climate della Banca Mondiale e del CIHEAM Bari. La realizzazione tecnica è affidata a Cimolai, che ha messo a disposizione la sua esperienza in grandi strutture d’acciaio.

La coralità del progetto riflette lo spirito della COP30: nessun Paese può affrontare da solo la crisi climatica. Unendo diplomazia, architettura e tecnologia, AquaPraça diventa non soltanto infrastruttura, bensì manifesto politico e culturale di cooperazione internazionale.

Un’eredità culturale permanente per la città brasiliana

Al termine della conferenza, la piazza galleggiante sarà donata a Belém, trasformandosi in parte integrante del suo patrimonio culturale. Non un padiglione effimero, ma una struttura duratura a disposizione della cittadinanza, che potrà ospitare eventi culturali e attività educative.

Questa scelta conferisce ad AquaPraça un valore aggiunto: lasciare un segno reale sul territorio. In un’area simbolo delle sfide climatiche globali, il progetto diventa occasione per ripensare l’uso degli spazi urbani e fluviali, stimolando un dialogo costante tra città e ambiente.

AquaPraça, la piazza galleggiante progettata da CRA Carlo Ratti Associati e Höweler + Yoon, unisce architettura e resilienza climatica trasformando l’acqua in spazio civico durante Biennale Venezia 2025 e COP30 Belém
All’interno dell’AquaPraça, un gruppo di sedie affacciato sull’acqua ricrea l’atmosfera di un piccolo auditorium: questo spazio civico ospita dibattiti, incontri e performance, confermando la vocazione della struttura come agorà contemporanea che lega cultura, sostenibilità e partecipazione collettiva
(Illustrazione: CRA Carlo Ratti Associati e Höweler + Yoon)

Il viaggio da Venezia all’Amazzonia e le prossime tappe

Il percorso di AquaPraça sarà esso stesso parte del suo racconto. Dopo l’inaugurazione ufficiale alla Biennale di Venezia il 4 settembre 2025, la piattaforma verrà smontata e preparata per la traversata atlantica, con partenza dal porto di Trieste nel mese di ottobre.

Una volta giunta in Brasile, sarà installata a Belém per diventare, dal 10 al 21 novembre, protagonista della COP30 come cuore del Padiglione Italia. Terminata la conferenza, a partire da dicembre 2025, AquaPraça resterà nella città amazzonica come piazza culturale permanente, testimoniando il legame tra due continenti e la volontà di lasciare un’eredità concreta oltre le giornate del summit.

Architettura, natura e futuro condiviso nella resilienza

AquaPraça è molto più di una struttura: è un simbolo di resilienza. Mostra come l’architettura possa diventare strumento politico e culturale, trasformando il cambiamento climatico da concetto astratto a esperienza sensibile.

La sua permanenza a Belém rappresenta un invito a riflettere: il futuro delle città dipenderà dalla capacità di convivere con l’instabilità e di trasformarla in opportunità. AquaPraça, con il suo equilibrio dinamico, offre infatti un esempio concreto di come immaginazione, tecnica e cooperazione possano generare speranza.

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Dal molo, cittadini e visitatori osservano l’AquaPraça come un’opera in continuo dialogo con il paesaggio marino: la piazza galleggiante, ideata da CRA Carlo Ratti Associati e Höweler + Yoon, diventa punto di incontro fra innovazione architettonica e sensibilità ambientale, proiettando Venezia verso Belém
(Illustrazione: CRA Carlo Ratti Associati e Höweler + Yoon)

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