Alghe, trasparenza e scalabilità: così una startup traduce la ricerca in soluzioni compostabili e compatibili con la produzione di oggi

C’è un materiale che cresce spontaneamente, non ha bisogno né di terra né di acqua dolce, assorbe anidride carbonica e sostiene gli ecosistemi marini. Non è fantascienza, ma una risorsa antica che sta conquistando l’attenzione dell’innovazione industriale: le alghe.
In un momento in cui oltre 400 milioni di tonnellate di plastica vengono prodotte ogni anno – e solo il 9 per cento viene effettivamente riciclato – cercare alternative sostenibili non è più un’opzione, ma una necessità. È in questo contesto che si inserisce B’ZEOS, startup blue-tech nata nelle foreste di kelp della Norvegia e oggi con sede a Nyon, in Svizzera, dove ha stabilito il proprio headquarter, e con un centro di ricerca e sviluppo in Spagna, a Barcellona. La sua missione è ambiziosa: ridefinire il packaging partendo dal mare, restituendogli qualcosa in cambio.
Come sappiamo, il problema della plastica non si limita all’ingombro visibile. Gran parte dei rifiuti finisce in discarica o negli oceani, dove si frammenta in microplastiche dannose per la fauna marina e, indirettamente, per l’uomo. B’ZEOS risponde a questa emergenza globale con soluzioni d’imballaggio circolari, progettate per scomparire in modo naturale. Completamente a base di alghe, i loro materiali sono 100 per cento bio-based e privi di residui: una risposta concreta per una transizione su larga scala dai derivati fossili a risorse rigenerative.
Scegliere le alghe, dopotutto, non significa “soltanto” evitare la plastica, ma optare per una coltivazione che non richiede fertilizzanti né pesticidi, che non consuma suolo né risorse idriche dolci e che, al contrario, riduce l’acidificazione degli oceani. In altre parole, significa dirigersi verso un futuro dove ciò che produciamo non lascia traccia.
L’evoluzione della startup dalle foreste di kelp alla bioeconomia globale
Tutto è cominciato nelle fredde acque della Norvegia, tra le foreste di kelp. Da allora, però, la startup ha compiuto un lungo percorso: oggi, pur mantenendo salde le proprie radici, B’ZEOS opera a livello globale con una strategia di approvvigionamento delle alghe fortemente diversificata.
La biomassa, infatti, proviene da una rete internazionale che unisce coltivazioni controllate e raccolta in natura, includendo anche specie invasive. Questa scelta non soltanto consente di ridurre il rischio legato alla fornitura, ma contribuisce anche a promuovere un’economia circolare realmente scalabile. Il tutto avviene grazie a partnership con biorefinery affermate e nuovi attori emergenti nel settore della trasformazione delle alghe.
Ma è nei pellet che si concentra il cuore tecnologico della startup. Si tratta di granuli ottenuti tramite un processo di estrusione a basso impatto energetico, composti da biopolimeri di origine marina. Completamente bio-based, questi pellet sono compatibili con i macchinari esistenti e vengono prodotti a partire da alghe provenienti da fonti sostenibili. A seconda delle esigenze applicative, B’ZEOS propone tre linee distinte (SeaF, SeaT e SeaR) pensate per adattarsi a una vasta gamma di soluzioni: dai film flessibili per confezioni alimentari ai prodotti termoformati come vassoi e contenitori trasparenti.
Ad aprire il mercato è soprattutto il settore alimentare, che rappresenta oggi il principale utilizzatore di packaging a livello globale. È qui che le soluzioni B’ZEOS stanno trovando le prime applicazioni, grazie alla collaborazione con brand impegnati nell’adattare i materiali a base di alghe agli standard industriali.
Tuttavia, l’interesse si sta rapidamente allargando anche ad ambiti come la cosmetica e la farmaceutica, dove la richiesta di imballaggi compostabili, performanti e privi di microplastiche è in costante crescita. Un’espansione che conferma la versatilità del modello e il potenziale ancora tutto da esplorare di una risorsa tanto antica quanto rivoluzionaria.
Verso la certificazione: alla ricerca di basi comuni per far crescere il settore
Nel panorama ancora giovane delle bioplastiche a base di alghe, la certificazione rappresenta un passaggio cruciale per garantire trasparenza, credibilità e standard condivisi. I materiali sviluppati da B’ZEOS, come già accennato, sono stati progettati per essere completamente compostabili in ambiente domestico e privi di sostanze tossiche.
I test effettuati finora ne confermano la biodegradabilità e la sicurezza, ma l’azienda è attualmente impegnata nel percorso per ottenere le certificazioni ufficiali previste dalle normative internazionali. Una tappa fondamentale non soltanto per l’ingresso nei mercati regolamentati, ma anche per creare un linguaggio comune tra le diverse realtà che operano nel settore.
Proprio su questo punto B’ZEOS adotta una visione aperta e collaborativa. Sebbene il settore delle bioplastiche da alghe sia ancora in fase iniziale, le startup attive in questo ambito non sono viste come concorrenti, bensì come alleate. Ognuna porta avanti approcci diversi – dalla coltivazione alla trasformazione, fino allo sviluppo normativo – ma l’obiettivo è condiviso: ridurre la dipendenza dalle plastiche fossili. Per accelerare questa transizione, è essenziale costruire un ecosistema in cui ricerca, certificazione e innovazione procedano di pari passo, creando sinergie lungo tutta la catena del valore. Solo così sarà possibile rendere il packaging sostenibile una realtà accessibile e scalabile.

Kickstart Innovation si fa acceleratore di un risultato reale e concreto
Tra i fattori che stanno contribuendo ad accelerare lo sviluppo di B’ZEOS c’è anche la partecipazione al programma Kickstart Innovation, spin-off a tutti gli effetti indipendente di Impact Hub Zurich, che favorisce la co-creazione tra startup e grandi aziende. Essere selezionati tra le scale-up più promettenti ha infatti permesso a B’ZEOS di entrare in contatto diretto con attori chiave del panorama svizzero, avviando dialoghi concreti su innovazione e sostenibilità.
Uno dei risultati più significativi è la collaborazione in corso con Coop, con cui l’azienda sta esplorando modalità di integrazione delle proprie soluzioni di packaging a base di alghe all’interno della filiera. Un’opportunità strategica, che consente di testare i materiali in applicazioni reali e di amplificare l’impatto sul mercato. Il supporto di Kickstart Innovation si è dunque rivelato fondamentale per trasformare l’innovazione in partnership operative, rendendo più immediata e tangibile la transizione verso un packaging sostenibile.
Oltre i numeri: l’impatto sistemico che sostiene l’innovazione
Parlare di materiali bio-based e compostabili rischia, talvolta, di ridursi a un elenco di proprietà tecniche o indicatori di sostenibilità. Eppure, il lavoro portato avanti da B’ZEOS va oltre la logica del dato e del claim. Il cuore della loro proposta sta nell’ingegnerizzazione di una soluzione realmente scalabile: pellet a base di alghe progettati per integrarsi nei sistemi produttivi esistenti, senza richiedere modifiche strutturali. Una scelta che risponde a una necessità industriale precisa, semplificare l’adozione, e al tempo stesso rafforza la posizione dell’azienda lungo la catena del valore.
Parallelamente, B’ZEOS rivendica un principio di trasparenza spesso assente nel mercato delle bioplastiche. In un contesto dove la parola “green” può essere applicata con eccessiva leggerezza, l’azienda fissa criteri netti: soltanto ingredienti naturali, interamente biobased e senza derivati fossili né additivi nocivi. Allo stesso modo, ogni materiale è progettato per degradarsi senza lasciare traccia.
A rendere credibile questo approccio è un team internazionale con forti competenze tecnico-scientifiche, in grado di colmare il divario tra innovazione di laboratorio e applicazioni industriali. L’identità di B’ZEOS non si esaurisce quindi nei materiali: si manifesta in una cultura di ricerca solida, aperta e orientata all’impatto sistemico.

B’ZEOS: il futuro sostenibile dell’imballaggio a tutela degli oceani
L’innovazione green nel packaging bio-based a base di alghe
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