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Un viaggio nella Svizzera che ridisegna il futuro dell’alimentazione

Dallo “Swiss Innovation Tour” un’immersione tra IA, proteine vegetali e imballaggi sostenibili nel cuore del FoodTech elvetico

Un viaggio nella Svizzera che ridisegna il futuro dell'alimentazione
Docenti, imprenditori e giornalisti alla scoperta dell’innovazione alimentare svizzera tra ricerca, industria e sostenibilità

Dalla digitalizzazione dell’agricoltura ai sistemi intelligenti di confezionamento, passando per la produzione sostenibile di proteine alternative: si è conclusa l’edizione 2025 dello “Swiss Innovation Tour” dedicato al FoodTech. Un viaggio di tre giorni, dal 16 al 18 giugno, che ha condotto un gruppo selezionato di professionisti in una vera e propria esplorazione dell’ecosistema elvetico del cibo del futuro.

Il viaggio ha permesso ai partecipanti, tra cui giornalisti, professori universitari, scienziati e manager di settore, di dialogare con esperti, visitare laboratori e stabilimenti, conoscere tecnologie emergenti e sperimentare in prima persona alcune delle sfide chiave per il futuro dell’alimentazione.

Il tutto è avvenuto con la supervisione di Katia Stampfli-Ferraz, Vice Capo della Sezione Economia, Finanza e Politiche Settoriali dell’Ambasciata di Svizzera in Italia, e l’accoglienza di Presenza Svizzera nella persona di Valérie Nadrai, referente per la promozione della conoscenza della Confederazione Elvetica all’estero. L’unità si adopera per generare simpatia verso la Nazione rossocrociata, mettendone in luce diversità, valori e potenzialità, anche attraverso iniziative come questa, che mostrano una Svizzera meno nota, ma strategica per l’innovazione globale.

Il cibo del futuro parla (anche e sempre più spesso) svizzero

Sicuramente la Confederazione Elvetica non è il primo Paese che viene in mente quando si parla di cibo. Eppure, negli ultimi anni è emersa come uno degli ecosistemi FoodTech più dinamici d’Europa. Il settore agroalimentare svizzero, storicamente improntato a qualità e sicurezza, si è infatti evoluto in una direzione altamente tecnologica, puntando su digitalizzazione, sostenibilità e ricerca scientifica avanzata.

All’interno di questo ecosistema si muovono startup, centri universitari, scuole, piattaforme di ricerca applicata, aziende multinazionali e PMI che collaborano in modo sinergico. Le istituzioni cantonali e federali favoriscono questo sviluppo con infrastrutture, programmi di accelerazione, incentivi alla transizione verde e politiche di trasferimento tecnologico. Il gruppo partecipante al tour ha avuto l’occasione di toccare con mano queste realtà, articolate in tre giornate attraverso Cantoni diversi, ma uniti da una chiara vocazione alla trasformazione del comparto food.

Tra i partecipanti, Maria Cristina Ceresa, Direttore Responsabile di GreenPlanner, Margherita Cittadino, Chief Operating Officer di Plantvoice, Stefania De Pascale, docente all’Università degli Studi di Napoli Federico II, Antonio Iannone, AgriFoodTech Professional, Stefania Ruggeri, Senior Scientist, Luigi Saviolo e Angelo Varvaglione per Confagricoltura, Giuseppe Virzì, fondatore e CEO di Tuduu, Virgilio Maretto, Food Innovation Broker, e Gabriele Testi, giornalista e Direttore Responsabile di Innovando News.

Dalle radici industriali al packaging sostenibile

Il percorso è iniziato nel nord del Paese, nel Canton Sciaffusa, dove si concentrano alcune delle realtà produttive più significative per la trasformazione alimentare. A Thayngen, i partecipanti hanno visitato il centro produttivo Knorr/Unilever, conosciuto oggi in parte come Knorri Park, con Jennifer Solf nei panni di Cicerone: un’area dove la lunga storia industriale dell’alimentazione, cominciata nel 1907 e manifestatasi con prodotti iconici come il condimento per alimenti Aromat, incontra oggi nuovi standard di sostenibilità ed efficienza, all’interno di una strategia globale di rinnovamento.

Poco distante, a Beringen, si è svolta la seconda tappa della giornata presso Syntegon, azienda specializzata in sistemi di confezionamento flessibile per alimenti e prodotti farmaceutici. La visita, illustrata da Lukas Felber, ha mostrato come l’automazione e l’intelligenza meccanica vengano integrate in ogni fase, con un’attenzione particolare al risparmio energetico, alla riduzione degli scarti e alla sicurezza del prodotto.

Il pomeriggio della prima giornata si è concluso con l’incontro con l’Agenzia per lo Sviluppo Economico di Sciaffusa e il funzionario Anders Bollen, che ha illustrato le politiche di sostegno all’innovazione sul territorio, tra attrattività per le imprese e collaborazione tra pubblico e privato al confine con la Germania, nonché più tardi a Zurigo con Maria Anselmi, rappresentante di Innosuisse, l’Agenzia per la Promozione dell’Innovazione della Svizzera, e Milena Lussi, rappresentante della piattaforma intercantonale di sviluppo economico Greater Zurich Area, alla quale appartiene anche la porzione italofona del Paese.

Un viaggio nella Svizzera che ridisegna il futuro dell'alimentazione
L’Innovation tour ha condotto imprenditori e giornalisti all’area Knorri e di Unilever, ripensata oggi come “Knorri Park”, un luogo del futuro per aziende e innovazione (Foto: Gabriele Testi)

Da Zurigo a Kemptthal: ricerca, fermentazione e proteine vegetali

Il secondo giorno ha condotto i partecipanti all’ETH World Food Systems Center di Zurigo, prima tappa del tour nella Svizzera centrale, dove si sono incontrati Martijn Sonnevelt e Christina Senn-Jakobsen, portavoce della Swiss Food & Nutrition Valley, e alcuni ingegneri dell’alimentazione.

Inserito nel contesto del prestigioso Politecnico Federale, il centro ha presentato il proprio lavoro sulla resilienza dei sistemi alimentari e sulla sostenibilità delle filiere, in sinergia con l’Istituto di Alimentazione, Nutrizione e Salute (IFNH). Durante la breve visita ai laboratori, Joseph Dumpler e Fabian Abiusi hanno mostrato concretamente, e rispettivamente, alcuni concetti innovativi per la raffinazione delle proteine vegetali e l’utilizzo di sottoprodotti alimentari per ottenere microalghe di qualità e ricche di proteine..

La riflessione teorica ha trovato subito applicazione concreta nella visita successiva a Planted, impresa attiva a Kemptthal nella produzione di proteine vegetali destinate a sostituire la carne. All’interno dello stabilimento, il gruppo ha osservato i processi industriali che permettono di trasformare materie prime vegetali in prodotti dalle consistenze e sapori innovativi, illustrati dalla Vice Presidente incaricata dello Sviluppo Europeo Marion Höchli, dalla pierre Vicky Kummer e da Valérie Caminada, affrontando anche i temi della scalabilità, dell’accettazione del consumatore e del posizionamento di mercato.

Nel pomeriggio, la delegazione ha raggiunto un sito produttivo di Migros Industries e il polo dell’innovazione The Cultured Hub, per conoscere da vicino con Ralph Langholz la strategia del principale gruppo svizzero della grande distribuzione in merito alle alternative alimentari. Sono stati presentati esempi concreti di integrazione tra innovazione di prodotto e gestione efficiente del gruppo, con particolare attenzione alla produzione di marca propria.

Imballaggi intelligenti, industria 4.0 e food safety

La terza e ultima giornata si è aperta con la visita al Tecnopolo Ticino di Manno, dove la Fondazione AGIRE ha presentato le attività del Sistema Regionale dell’Innovazione (SRI) e il ruolo del parco tecnologico come infrastruttura a supporto delle aziende. Durante l’incontro, i rappresentanti di questa istituzione, in particolare Lorenzo Ambrosini, hanno illustrato la missione della Fondazione come sportello unico per le imprese innovative, descrivendo i servizi di consulenza e orientamento offerti e spiegando come supportano l’accesso agli strumenti cantonali, federali ed europei, anche attraverso il Boldbrain Startup Challenge.

La Fondazione ha inoltre spiegato il proprio ruolo nel coordinamento tra imprese, mondo accademico e istituzioni pubbliche, sottolineando l’importanza delle sinergie territoriali e delle collaborazioni con i centri di ricerca applicata presenti in Ticino. È stato poi descritto il funzionamento del Tecnopolo come piattaforma fisica che ospita startup, PMI e iniziative di trasferimento tecnologico, contribuendo allo sviluppo di un ecosistema fertile per l’innovazione.

Non sono mancati, e anzi, hanno rivestito un ruolo centrale le presentazioni delle virtù economiche, normative, tecnologiche e strategiche della Repubblica e Canton Ticino e del suo territorio, con particolare riguardo allo Switzerland Innovation Park Ticino nel sedime delle ex Officine delle Ferrovie Federali Svizzere negli anni a venire, da parte di Stefano Rizzi, Direttore della Divisione dell’Economia, e di Giuliano Guerra, responsabile del settore PMI presso l’Ufficio per lo Sviluppo Economico.

Nel contesto della sede della SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana), il Dipartimento Tecnologie Innovative (DTI) nella persona del professor Lorenzo Bosi, responsabile dei progetti di ricerca, ha presentato alcuni studi applicati al FoodTech, in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione dei processi produttivi.

L’incontro ha mostrato, infatti, come i ricercatori, esperti nella periodicità di trattamento della germinazione indesiderata delle patate immagazzinate per la vendita e nel tracciamento fra produttori, acquirenti e intermediari del caffè, abbiano messo il sapere tecnico a disposizione dell’intero pianeta attraverso soluzioni rapide, modulabili e scalabili.

Il viaggio si è concluso con una visita a xFarm Technologies, fondata nel 2017 per digitalizzare l’agricoltura. Per il tramite di Martino Poretti, l’azienda ticinese ha illustrato la propria piattaforma digitale che supporta oltre 600.000 realtà in più di 100 Paesi nella gestione efficiente delle loro attività. Grazie all’integrazione di dati, sensori e strumenti predittivi, la piattaforma consente agli agricoltori di gestire in modo più efficiente risorse, colture e tracciabilità, puntando a una filiera più trasparente e resiliente.

Perché la Svizzera è un modello di innovazione secondo Maria Anselmi di Innosuisse

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Il tour si è concluso con una visita a xFarm Technologies, un’azienda che aiuta gli agricoltori a prendere decisioni informate, migliorando la sostenibilità, produttività e tracciabilità lungo tutta la filiera agroalimentare (Foto: Gabriele Testi)

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