Un incontro informale fra autorità locali avvia un dialogo su smart cities, infrastrutture digitali e startup, collegando fra loro Sardegna e Dalmazia

Tra le sponde del Mediterraneo prende forma un dialogo che guarda oltre la diplomazia formale e punta ai processi di innovazione urbana. A Spalato, principale centro della Dalmazia, un incontro non protocollare ha avviato un confronto operativo tra la città croata e Cagliari, rappresentata dalla vicesindaca e assessora all’innovazione e all’accessibilità digitale Maria Cristina Mancini. Il colloquio con il sindaco Ivica Puljak ha posto le basi per possibili collaborazioni future su smart cities, infrastrutture digitali e politiche di sostegno alle startup tecnologiche, a partire dall’esperienza maturata dalla città sarda con la Casa delle Tecnologie Emergenti.
L’incontro si inserisce in un contesto europeo in cui le città di medie dimensioni cercano alleanze flessibili per condividere soluzioni su mobilità, sostenibilità e servizi digitali. Non si è trattato di una visita istituzionale in senso stretto, ma di un passaggio che ha consentito di verificare convergenze concrete tra due realtà urbane affacciate sul mare, accomunate da un’economia in trasformazione e da un ruolo crescente delle università e dei centri di ricerca nei rispettivi ecosistemi locali.
La Casa delle Tecnologie Emergenti in Italia
Il punto di partenza del dialogo è stato il lavoro sviluppato a Cagliari come Casa delle Tecnologie Emergenti, uno strumento promosso negli ultimi anni in diverse città italiane per accelerare l’adozione di tecnologie digitali avanzate nei contesti urbani. Nel capoluogo sardo, la CTE opera come hub di sperimentazione su ambiti che vanno dall’Internet of Things all’intelligenza artificiale applicata ai servizi pubblici, passando per cybersecurity, realtà aumentata e piattaforme dati.
egli ultimi due anni il modello delle CTE ha visto una crescita significativa in termini di progetti pilota e coinvolgimento di imprese. A Cagliari, secondo dati comunali aggiornati al 2024, sono stati attivati oltre 40 progetti sperimentali, con la partecipazione di startup, PMI innovative e gruppi di ricerca universitari.
Una quota rilevante di queste iniziative è stata orientata alla digitalizzazione dei servizi urbani, con ricadute su accessibilità, gestione dei flussi e sostenibilità ambientale. L’interesse mostrato da Spalato nasce proprio da questo approccio integrato, che combina politiche pubbliche, ricerca e imprenditorialità.
“Le città oggi sono laboratori a cielo aperto”,
ha osservato Ivica Puljak, Sindaco di Spalato e fisico di formazione.
“Il valore non sta solo nella tecnologia, ma nella capacità di metterla al servizio dei cittadini e di creare reti di collaborazione tra amministrazioni, università e imprese”.
È una visione che rispecchia il percorso intrapreso dalla città croata negli ultimi anni.
La Croazia tra sostenibilità, dati e servizi digitali
Spalato sta investendo da tempo in progetti legati a sostenibilità urbana e innovazione tecnologica. Negli ultimi 24 mesi l’amministrazione cittadina ha concentrato risorse su sistemi di monitoraggio ambientale, gestione intelligente dell’illuminazione pubblica e piattaforme digitali per i servizi al cittadino. Secondo stime diffuse a livello municipale nel 2024, l’introduzione di soluzioni smart per l’illuminazione ha consentito una riduzione dei consumi energetici superiore al 25 per cento in alcune aree urbane.
Un altro fronte di lavoro riguarda l’uso dei dati urbani per migliorare la pianificazione e la gestione dei flussi turistici, un tema cruciale per una città che registra ogni anno milioni di presenze. In questo contesto, il coinvolgimento delle università locali e di partner internazionali è diventato strutturale, replicando dinamiche simili a quelle osservate nelle CTE italiane.
Il confronto con Cagliari ha messo in luce come entrambe le città stiano cercando di superare la logica dei progetti isolati, puntando su ecosistemi dell’innovazione capaci di attrarre competenze e capitali. La possibilità di scambi di buone pratiche e di iniziative congiunte, anche in ambito europeo, è stata indicata come uno dei risultati più concreti dell’incontro.
Università e startup come motore delle collaborazioni
Un elemento centrale del dialogo è stato il ruolo delle università e delle startup innovative. A Cagliari, la collaborazione con l’ateneo e con centri di ricerca nazionali ha permesso di trasformare la CTE in un punto di contatto tra ricerca applicata e mercato. Negli ultimi tre anni, le startup coinvolte nei programmi legati alla Casa delle Tecnologie Emergenti hanno raccolto complessivamente finanziamenti per oltre 15 milioni di euro, secondo dati aggiornati al 2025, con un impatto diretto sull’occupazione qualificata.
Anche a Spalato, l’ecosistema startup sta crescendo, seppur con dimensioni più contenute. L’amministrazione croata guarda con interesse a modelli di accelerazione pubblica che consentano di testare soluzioni innovative direttamente in ambito urbano. In questo senso, l’esperienza di Cagliari viene considerata replicabile, adattandola alle specificità locali.
“Le collaborazioni internazionali tra città non devono essere simboliche”,
ha sottolineato Maria Cristina Mancini durante l’incontro.
“Devono produrre progetti concreti, scambi di competenze e opportunità reali per le imprese innovative”.
Tale linea trova riscontro nelle politiche europee più recenti, orientate a sostenere reti transnazionali tra città su temi come trasformazione digitale e transizione verde.
Un Mediterraneo come laboratorio di smart cities
Il dialogo tra Cagliari e Spalato si inserisce in una più ampia riflessione sul ruolo del Mediterraneo come spazio di sperimentazione per le smart cities. Le città costiere di Italia e Croazia condividono sfide comuni: gestione dei flussi turistici, adattamento climatico, infrastrutture energetiche resilienti e inclusione digitale. In questo quadro, la cooperazione tra amministrazioni può accelerare l’adozione di soluzioni già testate altrove, riducendo tempi e costi di implementazione.
Negli ultimi 36 mesi, diversi programmi europei hanno incentivato partenariati urbani transfrontalieri, con finanziamenti destinati a progetti pilota su mobilità sostenibile e servizi digitali. Il confronto avviato in Dalmazia potrebbe tradursi, nel medio periodo, in candidature congiunte a bandi europei o in scambi strutturati di personale tecnico e ricercatori.
Prospettive aperte oltre l’incontro informale
Pur nato in modo informale, l’incontro tra Cagliari e Spalato ha mostrato come la diplomazia urbana possa diventare uno strumento efficace per promuovere innovazione. La convergenza su temi come infrastrutture digitali, sostenibilità e supporto alle startup indica un terreno comune su cui costruire collaborazioni stabili.
Nel breve termine, le due città valutano la possibilità di organizzare momenti di confronto tecnico tra i rispettivi uffici innovazione e gli attori degli ecosistemi locali. Nel medio periodo, l’obiettivo dichiarato è trasformare il dialogo in progetti condivisi, capaci di rafforzare la competitività urbana e di posizionare Cagliari e Spalato come nodi attivi di una rete mediterranea dell’innovazione. In un’Europa che guarda sempre più alle città come motori del cambiamento, anche un incontro informale può diventare l’inizio di un percorso strutturato.
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