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Il campus sostenibile del CINECA per unire HPC e persone

A Casalecchio di Reno un edificio da 16,3 milioni di euro integra servizi, verde, LEED Platinum e nuovi spazi per il lavoro e il calcolo scientifico

Campus CINECA: interni luminosi e aree comuni di un edificio progettato per ricerca, formazione e collaborazione, con attenzione a benessere, flessibilità degli spazi e rapporto con il verde urbano AI
La vista d’insieme del futuro Campus CINECA evidenzia il ruolo del giardino come infrastruttura ambientale e sociale: l’edificio servizi, il collegamento sospeso e le aree pedonali trasformano l’ex area dei Vigili del Fuoco in un polo per ricerca, digitale, accoglienza e qualità urbana a Casalecchio di Reno, nel cuore dell’area produttiva bolognese innovazione (Illustrazione: GMP Architekten/CINECA)

La crescita del supercalcolo non riguarda soltanto macchine, data center e potenza elaborativa. Coinvolge luoghi, competenze, modelli organizzativi e qualità del lavoro. Il nuovo progetto “Campus – Edificio Servizi” presentato dal CINECA a Casalecchio di Reno va letto in questa prospettiva: non come semplice ampliamento edilizio, ma come infrastruttura abilitante per un consorzio che opera al centro della trasformazione digitale di università, ricerca, alta formazione e pubbliche amministrazioni.

L’intervento aggiungerà un nuovo edificio alla sede emiliana, con l’obiettivo di trasformare un insediamento cresciuto per successive stratificazioni in un Campus CINECA riconoscibile, unitario e più coerente con le esigenze attuali. Il progetto nasce da una convenzione urbanistica con il Comune di Casalecchio di Reno e prevede la riqualificazione dell’area dell’ex caserma dei Vigili del Fuoco, da tempo inutilizzata, dentro un tessuto urbano e produttivo già fortemente segnato dalla presenza del Consorzio.

Il valore dell’operazione è stimato in circa 16,3 milioni di euro. La scelta architettonica arriva da un concorso di idee che ha coinvolto 49 studi di progettazione, selezionati in due fasi. Fra novembre 2024 e gennaio 2025 sono state individuate cinque proposte; nel corso del 2025 i gruppi ammessi hanno sviluppato soluzioni più dettagliate; fra luglio e ottobre 2025 una commissione composta da professionisti interni a CINECA ed esperti accademici e istituzionali ha scelto il progetto guidato dallo studio internazionale GMP Architekten.

“Stiamo vivendo un vero e proprio cambiamento d’epoca, caratterizzato da una velocità di trasformazione senza precedenti. Si tratta di una sfida molto complessa, che ci ha dato anche l’opportunità di crescere molto. Ma gestire la crescita in un momento di trasformazione tanto rapido significa essere fortemente proattivi, perché non c’è tempo per essere semplicemente reattivi: bisogna avere uno sguardo proiettato al futuro. Questo edificio rappresenta per noi quella visione: sostenibile, modulabile, adattabile alla rapida crescita che ci attende e incentrato sul benessere delle persone che già fanno parte del Consorzio”,

ha sottolineato Francesco Ubertini, Presidente CINECA.

Campus CINECA: vista generale di un complesso moderno dedicato a supercalcolo, innovazione digitale e qualità degli ambienti di lavoro fra giardini, percorsi pedonali e architettura sostenibile locale
La conferenza stampa del 13 aprile 2026 ha presentato il nuovo Campus del CINECA a Casalecchio di Reno, in Italia, con istituzioni, progettisti e vertici del Consorzio riuniti attorno a un investimento da 16,3 milioni di euro orientato a sostenibilità, rigenerazione urbana, identità architettonica e servizi alle persone, nel quadro della nuova visione di campus (Foto: CINECA)

Dai 49 progetti a un campus con vera identità unitaria

Il concorso non ha avuto soltanto una funzione estetica. Ha rappresentato un passaggio di selezione strategica fra visioni diverse di campus scientifico, con un criterio centrale: coniugare funzionalità, qualità urbana, sostenibilità e capacità di accompagnare una crescita non lineare. Per un’organizzazione che lavora su High Performance Computing, piattaforme digitali e servizi per il sistema della conoscenza, l’architettura diventa parte del modello operativo.

Il progetto vincitore è firmato dal gruppo internazionale guidato da GMP Architekten, studio tedesco fondato nel 1965 dagli architetti Meinhard von Gerkan e Volkwin Marg, con sede principale ad Amburgo e uffici in città come Berlino, Pechino, Hanoi e Shanghai. Il curriculum dello studio comprende oltre 400 primi premi e più di 250 riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali; dieci suoi edifici sono stati posti sotto tutela monumentale. Nel caso di Casalecchio di Reno, tuttavia, la rilevanza non risiede nella firma, ma nella capacità di leggere un contesto tecnico e territoriale specifico.

Il nuovo edificio è composto da un corpo lineare multipiano e da un auditorium con copertura in legno lamellare. Il disegno complessivo punta a far apparire il volume come sospeso su un grande giardino, trasformando un’area industriale e di servizio in uno spazio più permeabile, riconoscibile e integrato nel paesaggio urbano. La visibilità dall’autostrada attribuisce al Campus anche una funzione simbolica: quella di rendere riconoscibile una delle infrastrutture più rilevanti dell’ecosistema digitale italiano.

Un elemento distintivo sarà il corpo di collegamento aereo in carpenteria metallica e vetro che attraverserà via Verga, unendo il nuovo edificio alla sede storica del Consorzio. Il ponte fisico fra i fabbricati diventa anche una metafora concreta della continuità fra la nascita di CINECA nel 1969 e la fase attuale, segnata da supercalcolo, intelligenza artificiale, data infrastructure e servizi digitali avanzati. Il rivestimento di lamelle ceramiche richiama inoltre una tradizione manifatturiera dell’Emilia-Romagna, creando un linguaggio comune fra nuovo ed esistente.

“La sede CINECA a Casalecchio ha subito negli anni diverse stratificazioni, conseguenza di una crescita importante ed entusiasmante. Ora con questo progetto l’insediamento sul territorio sarà ricondotto ad un unico complesso con una sua identità visiva e architettonica. Questo è soltanto un altro dei passi di collaborazione pressoché quotidiana tra il Consorzio e il Comune che ci ospita”,

ha raccontato Alessandra Poggiani, Direttrice Generale CINECA.

Benessere, modularità e servizi per oltre 700 persone

Uno degli aspetti più significativi del progetto è la scelta di collocare al centro non la rappresentanza istituzionale, ma la vita quotidiana delle persone. La sede di Casalecchio di Reno conta oltre 700 dipendenti: una dimensione che rende il benessere organizzativo un fattore industriale, non un complemento accessorio. Sale riunioni, spazi flessibili, aree comuni, caffetteria, palestra, terrazze e servizi per la conciliazione fra lavoro e vita personale rispondono a una domanda concreta di qualità ambientale.

L’auditorium da 500 posti riconfigurabile rappresenta la componente più evidente di questa logica. Non è soltanto uno spazio per eventi, ma una piattaforma modulare per formazione, confronto scientifico, incontri istituzionali e lavoro collaborativo. In un settore in cui il valore nasce dall’intersezione fra competenze computazionali, ricerca applicata, governance pubblica e industria, la capacità di ospitare comunità professionali diverse diventa parte dell’infrastruttura immateriale.

La progettazione segue principi di architettura biofilica, con l’obiettivo di mantenere un contatto costante con natura, luce e verde. Terrazze piantumate, giardini interni, superfici vetrate e affacci verso le colline dell’Appennino, fino alla Basilica di San Luca, costruiscono un ambiente meno chiuso e più orientato alla continuità fra spazio di lavoro e paesaggio. La scelta è coerente con una tendenza ormai consolidata negli edifici dedicati alla conoscenza: rendere gli ambienti più flessibili, salubri e adatti a forme di lavoro ibride e collaborative.

Fra i servizi previsti figurano una caffetteria con area esterna, una palestra e una ludoteca per le bambine e i bambini dei dipendenti. È un dettaglio apparentemente laterale, ma rilevante sul piano organizzativo: in un mercato del lavoro ad alta intensità di competenze, la capacità di attrarre e trattenere personale qualificato passa anche dalla progettazione degli spazi e dai servizi di prossimità. Per un centro impegnato in calcolo ad alte prestazioni, digitalizzazione e piattaforme integrate, il capitale umano resta una risorsa critica quanto l’infrastruttura tecnologica.

Campus CINECA: auditorium e spazi condivisi in un progetto architettonico orientato a sostenibilità, servizi alle persone, trasformazione digitale e rigenerazione urbana a Casalecchio di Reno oggi HPC
L’auditorium riconfigurabile da 500 posti del Campus CINECA è progettato come piattaforma per formazione, eventi scientifici e confronto istituzionale: un ambiente aperto sul verde, con copertura in legno lamellare e spazi flessibili al servizio della comunità della ricerca, del digitale e dell’alta formazione, dentro un’infrastruttura scientifica aperta innovazione (Illustrazione: GMP Architekten/CINECA)

LEED Platinum, NZEB e acqua ridotta del 55 per cento

La sostenibilità dichiarata del nuovo edificio non si limita al verde di progetto. CINECA punta alla certificazione LEED Platinum, il più alto standard internazionale per le prestazioni ambientali degli edifici. L’obiettivo si inserisce in una traiettoria già avviata: nel 2017 il Consorzio ha ottenuto la certificazione LEED Gold per il proprio edificio polifunzionale, mentre nel 2025 ha conseguito la certificazione LEED Platinum per il data center che ospita il supercomputer Leonardo al Tecnopolo DAMA di Bologna.

Il nuovo edificio sarà classificato NZEB, Nearly Zero Energy Building, e sarà dotato di un impianto fotovoltaico da 90 kWp in copertura. Il sistema energetico prevede inoltre pompe di calore ad alta efficienza, coerenti con l’obiettivo di ridurre il ricorso a soluzioni emissive tradizionali. In un’organizzazione che opera anche nel calcolo ad alte prestazioni, la sostenibilità dell’ambiente costruito assume un valore ulteriore: mostra come la transizione digitale debba essere accompagnata da scelte coerenti su energia, materiali e gestione delle risorse.

Particolarmente interessante è il sistema di blue roof per la raccolta e il riutilizzo delle acque meteoriche. Secondo il progetto, questa soluzione consentirà di ridurre del 55 per cento il fabbisogno idrico rispetto a un edificio standard. Il dato è significativo perché sposta l’attenzione dalla sola efficienza energetica alla gestione integrata delle risorse, includendo acqua, suolo, permeabilità e microclima urbano.

Le aree esterne saranno progettate con pavimentazioni permeabili e oltre 48 alberi di specie autoctone, contribuendo alla riduzione dell’isola di calore urbana. L’intervento appare quindi come un’applicazione concreta di sostenibilità multilivello: efficienza energetica, produzione rinnovabile, adattamento climatico, drenaggio urbano e qualità degli spazi aperti. Non si tratta di un edificio isolato, ma di un tassello dentro un più ampio percorso di transizione ecologica delle infrastrutture pubbliche e para-pubbliche.

“Il committente puntava molto sull’aspetto della sostenibilità e anche per noi era molto importante. Volevamo un edificio semplice ma che restasse nel tempo, aperto anche a futuri cambiamenti e rimodulazioni. Questa per noi è sostenibilità architettonica”,

ha spiegato Robert Friedrichs dello Studio GMP Architekten.

Rigenerazione urbana e infrastrutture digitali locali

Il progetto ha anche una dimensione territoriale. L’accordo con il Comune di Casalecchio di Reno include, oltre alla realizzazione dell’edificio, la riqualificazione dell’area circostante. Sono previsti nuovi parcheggi pubblici, percorsi pedonali sicuri lungo via Magnanelli e il potenziamento delle infrastrutture digitali. È un punto importante: la presenza di un grande attore della trasformazione digitale produce valore non soltanto attraverso ricerca e servizi, ma anche attraverso il modo in cui modifica lo spazio urbano.

La rigenerazione dell’ex caserma dei Vigili del Fuoco restituisce funzione e qualità a un luogo rimasto a lungo abbandonato. Per il Comune, il progetto consolida il radicamento di CINECA nel territorio; per il Consorzio, rafforza la relazione con una comunità che ospita da decenni una parte decisiva della sua identità operativa. In questa reciprocità si riconosce un modello di innovazione meno astratto: l’infrastruttura digitale non vive fuori dalla città, ma richiede connessioni fisiche, accessibilità, servizi e riconoscibilità urbana.

“Per il Comune è una grande opportunità. Questo progetto di rigenerazione di un luogo che è stato per lungo tempo abbandonato è per noi motivo di orgoglio, perché fa sì che CINECA si radichi ancor di più nel nostro territorio”,

ha evidenziato Matteo Ruggeri, Sindaco di Casalecchio di Reno.

La natura stessa di CINECA rende l’intervento più rilevante di un normale ampliamento aziendale. Costituito nel 1969, il Consorzio interuniversitario è composto da 122 enti: 2 Ministeri, 71 Università italiane e 48 istituzioni pubbliche nazionali, fra enti di ricerca, aziende ospedaliere universitarie-IRCCS, istituzioni AFAM, agenzie e altri soggetti pubblici. Su delega del Ministero dell’Università e della Ricerca, rappresenta l’Italia in PRACE, è hosting entity della European High Performance Computing Joint Undertaking e partecipa al progetto ITER per la fusione nucleare.

Questi elementi spiegano perché un edificio di servizi possa avere un significato sistemico. L’innovazione non si limita alla capacità di calcolo, né alla singola piattaforma digitale. Dipende dalla combinazione fra infrastrutture, competenze, governance, sostenibilità e qualità degli ambienti in cui le persone collaborano. Il nuovo Campus di Casalecchio di Reno prova a dare forma architettonica a questa combinazione, trasformando un’area dismessa in un luogo di lavoro, relazione e rappresentazione per uno dei nodi principali del supercalcolo italiano.

La sfida, ora, sarà verificare nella realizzazione concreta la coerenza fra obiettivi dichiarati e prestazioni effettive: modularità, riduzione dei consumi, qualità degli spazi, integrazione con il verde e capacità di adattamento nel tempo. In un settore in cui la tecnologia evolve più rapidamente degli edifici, la sostenibilità più robusta è forse proprio quella indicata dai progettisti: costruire spazi abbastanza semplici da durare, ma abbastanza flessibili da cambiare insieme alle persone e alle infrastrutture digitali che li abitano.

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