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Carlo Terreni: “Così il Ticino può guidare il lifestyle tech”

L’imprenditore al vertice di Dagorà, la community svizzera che unisce imprese, startup e istituzioni per accelerare l’innovazione nel lifetech, si racconta

Ritratto di Carlo Terreni, fondatore e CEO di Dagorà, hub svizzero dell’innovazione lifetech che connette imprese, startup e istituzioni per accelerare la trasformazione digitale nel Ticino
Carlo Terreni è alla guida di Dagorà, la community svizzera che unisce imprese, startup e istituzioni per accelerare l’innovazione nel lifestyle tech (Foto: Dagorà)

Dagorà si è affermata come una delle realtà più dinamiche dell’ecosistema svizzero dell’innovazione. Da semplice iniziativa locale a vera e propria community nazionale del lifestyle tech, oggi riunisce oltre cento membri tra aziende, startup, università, istituzioni e investitori. Il tutto nel cuore del Ticino,

Alla guida c’è Carlo Terreni, imprenditore e promotore dell’ecosistema lifestyle tech elvetico, riconosciuto per la sua capacità di costruire ponti tra industria, tecnologia e cultura del prodotto. Laureato in economia e marketing, con esperienze internazionali tra Zurigo, Lugano e Milano, Terreni ha maturato una profonda conoscenza dei processi di digital transformation nel retail e nell’e-commerce. Carlo è stato tra i pionieri dell’innovazione omnicanale in Svizzera e ha contribuito a ridefinire le strategie di numerosi brand europei nel passaggio al digitale.

Con la fondazione di Dagorà, ha trasformato un’intuizione in un ecosistema concreto, in grado di collegare corporate, startup e università in una rete di collaborazione permanente. La sua visione è chiara: fare del Ticino un laboratorio internazionale per il lifestyle tech, dove la creatività mediterranea incontra la precisione svizzera. Con Carlo Terreni, abbiamo parlato di intelligenza artificiale, sostenibilità e del futuro di un territorio che ambisce a diventare un polo europeo dell’innovazione.

Ritratto di Carlo Terreni, fondatore e CEO di Dagorà, hub svizzero dell’innovazione lifetech che connette imprese, startup e istituzioni per accelerare la trasformazione digitale nel Ticino
Dagorà si è affermata come una delle realtà più dinamiche dell’ecosistema svizzero dell’innovazione: da semplice iniziativa locale a vera e propria community nazionale del lifestyle tech (Foto: Dagorà)

Dagorà oggi è una community in crescita. Come descriverebbe la sua evoluzione negli ultimi anni e qual è oggi la sua missione principale?

“Negli ultimi anni Dagorà è passata dall’essere un piccolo gruppo di pionieri a una vera e propria community nazionale che unisce brand, retailer, produttori, tech providers, investitori, istituzioni, università e startup. Siamo cresciuti in modo organico, spinti da un bisogno reale del settore: avere un punto di riferimento neutrale, indipendente e focalizzato sul lifestyle e sull’innovazione. Oggi la nostra missione è molto chiara: accelerare la trasformazione digitale e sostenibile delle imprese del lifestyle, creando connessioni di valore e sviluppando progetti concreti che generano impatto sul territorio e sul business”.

Dagorà è un ponte tra imprese, startup e istituzioni. Qual è, secondo lei, il valore di creare un ecosistema di collaborazione piuttosto che un semplice spazio di networking?

“Il networking crea contatti. Un ecosistema crea valore. Il bello di Dagorà è che non ci limitiamo a mettere in relazione le persone: costruiamo conoscenza condivisa, condividiamo best practice, generiamo progetti e opportunità reali. Startup, corporate e istituzioni hanno bisogni diversi, ma obiettivi comuni: innovare più velocemente e in modo più efficace. Un ecosistema permette di farlo con una logica win–win, dove ogni soggetto contribuisce e ne beneficia. Un pilastro fondamentale del nostro supporto all’innovazione è il programma ‘Innovation Boosters’, sostenuto da numerose aziende private e da Innosuisse, che assegna ogni anno oltre 280.000 CHF a progetti di ricerca pilota tra accademia e start-up”.

Il Ticino sta diventando un laboratorio per il lifestyle tech. Quali sono i fattori che rendono questo territorio un luogo interessante per innovare?

“Il Ticino è un ponte naturale tra il mondo svizzero e quello italiano: capitali, tecnologia e innovazione da una parte; creatività, velocità e cultura del prodotto dall’altra. Qui troviamo un mix unico di talenti, PMI innovative, università dinamiche e un forte sostegno istituzionale. Inoltre, il settore lifestyle, cioè fashion, design, beauty, food, travel, è profondamente radicato sia in Lombardia sia in Ticino, ed è proprio questa vicinanza culturale e industriale a rendere il territorio un perfetto campo di prova per la trasformazione digitale del lifestyle”.

Ritratto di Carlo Terreni, fondatore e CEO di Dagorà, hub svizzero dell’innovazione lifetech che connette imprese, startup e istituzioni per accelerare la trasformazione digitale nel Ticino
Dagorà oggi riunisce oltre cento membri tra aziende, startup, università, istituzioni e investitori, che esaltano le qualità della Svizzera e dell’Italia in un unico ecosistema (Foto: Dagorà)

Dagorà collabora strettamente con il Lifestyle Tech Competence Center e altri attori dell’innovazione rossocrociata. In che modo queste sinergie si traducono in progetti concreti per le aziende?

“La collaborazione con LTCC e gli altri partner ci permette di andare oltre gli eventi e la teoria: trasformiamo i problemi delle aziende in casi d’uso e progetti di innovazione. Parliamo di AI applicata al retail, personalizzazione, nuovi modelli di supply chain, sostenibilità e content innovation. Non si tratta soltanto di fare ricerca: si tratta di generare soluzioni pronte per essere implementate. Lavoriamo insieme per sviluppare piloti, test di mercato, studi di fattibilità e percorsi di formazione specializzata con le università del territorio”.

Nel 2025 la trasformazione digitale è ormai una condizione di sopravvivenza. Quali tecnologie o tendenze stanno cambiando davvero il modo di fare impresa nel lifestyle e nel retail?

“Oggi il tema dominante è chiarissimo: l’intelligenza artificiale generativa e predittiva sta rivoluzionando ogni workflow, dal design del prodotto alla gestione degli stock, dal marketing alla customer experience. Accanto all’AI, vediamo un impatto forte da analisi dei dati in tempo reale, automazione dei processi, tecnologie per la sostenibilità della supply chain, integrazione omnicanale sempre più fluida. Le aziende che crescono non sono quelle più grandi, ma quelle più veloci nell’adattarsi e con i migliori talenti”.

Dagorà non è soltanto business, ma anche cultura dell’innovazione. Come si costruisce una community capace di condividere conoscenza e ispirazione?

“Si costruisce con autenticità e con generosità. La forza della nostra community è che mette le persone al centro: manager, founder, ricercatori, investitori. Non vogliono soltanto ascoltare; vogliono contribuire, confrontarsi, imparare. Il nostro ruolo è dare loro stimoli, risorse, lo spazio e il contesto giusto: incontri tematici, workshop pratici, visite aziendali, momenti informali. Quando le persone si sentono parte di qualcosa di più grande del proprio lavoro quotidiano, la conoscenza circola in modo naturale. Lavorando duramente, ma anche prendendosi qualche momento di svago e divertimento insieme”.

Ritratto di Carlo Terreni, fondatore e CEO di Dagorà, hub svizzero dell’innovazione lifetech che connette imprese, startup e istituzioni per accelerare la trasformazione digitale nel Ticino
Carlo Terreni, imprenditore e promotore dell’ecosistema lifestyle tech svizzero, in pochi anni ha trasformato Dagorà in un vero hub di connessione e collaborazione (Foto: Dagorà)

La sostenibilità e l’etica dei dati stanno diventando temi centrali. Come si coniugano questi valori con la spinta tecnologica e la competitività delle imprese?

“Per me non sono due dimensioni in conflitto: sono due facce della stessa medaglia. Oggi innovare significa anche essere trasparenti, responsabili e attenti all’impatto. La sostenibilità della supply chain, la tracciabilità dei materiali, l’uso corretto dei dati dei clienti… sono tutti aspetti che aumentano la fiducia, migliorano l’efficienza e rafforzano la competitività. La tecnologia, se usata bene, è il miglior alleato di un business etico”.

Guardando al futuro. Qual è la sua visione per Dagorà e per l’ecosistema svizzero del lifestyle tech nei prossimi cinque anni?

“Vedo un ecosistema sempre più maturo, internazionale e interconnesso. Per Dagorà la visione è chiara: diventare la piattaforma di riferimento in Europa per il lifestyle tech, con hub fisici a Lugano e Losanna e una rete digitale che collega imprese, startup, università e centri di ricerca. Voglio che le aziende trovino in noi un luogo dove innovare più velocemente, attirare talenti e far crescere nuovi modelli di business portando sempre valore al Ticino. Un cantone dal potenziale di crescita infinito, spesso sottostimato dagli stessi ticinesi. La Svizzera, con la sua qualità e la sua neutralità, può diventare un vero faro europeo per l’innovazione nel lifestyle. Noi siamo, con fatica, passione e tanto orgoglio, grazie e insieme a tutti i nostri 110 soci, un acceleratore di questo percorso”.

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Per Dagorà la visione è molto chiara: diventare la piattaforma di riferimento in Europa per il lifestyle tech, con hub fisici a Lugano e Losanna (Foto: Dagorà)

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