Nuovi strumenti digitali e partnership globali rivoluzionano la pianificazione nel Paese, favorendo inclusione, equità e sostenibilità

(Foto: Ayubu Lulesu/UNFPA Tanzania)
Innovazione, inclusione digitale e sostenibilità ambientale: tre direttrici strategiche che stanno ridefinendo la pianificazione urbana in Tanzania grazie all’applicazione del metodo DEGURBA e al rafforzamento delle capacità nazionali nella gestione dei dati geospaziali. Un modello africano per il futuro delle città globali.
Un nuovo modo di leggere la città e le sue trasformazioni
Quando si pensa all’innovazione urbana in Africa, raramente la Tanzania figura in cima alla lista. Eppure, il Paese dell’Africa orientale, nato il 26 aprile 1964 dalla fusione del Tanganica e della Repubblica Popolare di Zanzibar, ex colonie tedesca e britannica rispettivamente, ha appena segnato una svolta storica: il lancio ufficiale del metodo DEGURBA (acronimo di “Degree of Urbanization”) nella pianificazione nazionale rappresenta un salto di paradigma nella gestione del territorio.
Più che una nuova etichetta statistica, si tratta di una rivoluzione silenziosa ma potente, destinata a cambiare per sempre il modo in cui vengono definite, governate e sviluppate le aree urbane e rurali del Paese.
Sostenuto dal Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) e dalla Commissione Europea, il programma ha preso avvio a maggio 2025 con un workshop ad alto livello tenutosi a Dar es Salaam, coinvolgendo personale tecnico dei Ministeri e delle principali università del Paese.
L’obiettivo? Trasformare i dati grezzi del Censimento del 2022, oltre 12 milioni di edifici mappati con GPS e un sistema di indirizzamento nazionale, in strumenti concreti per l’inclusione, l’equità e lo sviluppo sostenibile.
Secondo Mark Bryan Schreiner, rappresentante UNFPA in Tanzania,
“non si tratta soltanto di un’esercitazione tecnica: è profondamente umano. Il metodo DEGURBA ci consente di generare dati disaggregati che riflettono la vita reale di donne, giovani e comunità marginalizzate. È un passo concreto per non lasciare indietro nessuno”.

Che cos’è il metodo DEGURBA e perché cambia tutto
Il metodo DEGURBA, sviluppato dalla Commissione Europea e promosso da UN-Habitat e dal Dipartimento delle Nazioni Unite per le Statistiche (UNSD), consente di classificare in modo uniforme e comparabile città, sobborghi e aree rurali. A differenza dei confini amministrativi, spesso obsoleti, DEGURBA si basa su dati oggettivi: densità abitativa, continuità dell’edificato e popolazione.
Questa classificazione permette di eliminare le discrepanze tra percezione e realtà urbanistica. In Tanzania, per esempio, la città di Dar es Salaam, che ospita quasi il 9 per cento della popolazione, viene ancora pianificata secondo confini del 2012. Il metodo DEGURBA aggiorna queste soglie, tenendo conto dell’espansione urbana di città medie come Mbeya, Morogoro o Kahama, e rivelando anche le dinamiche invisibili che trasformano i villaggi in nuovi poli urbani.
“Il censimento del 2022 è come il petrolio greggio”,
afferma la dottoressa Amina Msengwa, capo statistico nazionale,
“ma grazie a DEGURBA possiamo finalmente raffinarlo e usarlo per alimentare il progresso. È l’inizio di una nuova era nella pianificazione basata sull’evidenza”.
L’urbanizzazione intelligente al servizio di uno sviluppo equo

Non si tratta esclusivamente di aggiornare dati, ma di indirizzare investimenti infrastrutturali dove servono davvero. Il metodo DEGURBA consente infatti una migliore allocazione delle risorse pubbliche, la pianificazione di servizi essenziali come trasporti, sanità e istruzione, e una lettura più realistica delle esigenze locali.
Nei distretti emergenti come Geita o Iringa, ad esempio, la crescente densità edilizia e l’espansione dei centri abitati non venivano finora riconosciuti dalle mappe ufficiali. Questo escludeva milioni di cittadini dai benefici dell’urbanizzazione.
“Ora possiamo parlare di urbanizzazione di precisione”,
commenta Joseph Mtengule, urbanista dell’Università di Dodoma.
“Con questi strumenti, ogni decisione ha basi solide. Non ci affidiamo più all’intuito o ai confini amministrativi di epoche passate”.
L’iniziativa si intreccia con il programma nazionale “Vision 2050”, che punta a una crescita inclusiva, resiliente e digitalizzata.
Integrare “Degree of Urbanization” nel Sistema Statistico Nazionale significa riempire di contenuto le strategie di lungo periodo, dando voce anche a regioni storicamente escluse dalla pianificazione centralizzata.

Dati digitali, cooperazione internazionale e saperi locali
Un altro aspetto rilevante dell’iniziativa è la forte sinergia internazionale. La Commissione Europea, attraverso il Joint Research Centre (JRC), fornisce supporto tecnico e strumenti open source.
“Offriamo dati armonizzati e formazione gratuita affinché ogni Paese possa costruire capacità durature”,
spiega Michele Melchiorri, rappresentante JRC.
“Il nostro obiettivo è semplice: promuovere uno sviluppo urbano globale comparabile e inclusivo”.
La collaborazione Sud-Sud e Nord-Sud emerge come leva strategica. UNICEF, FAO, ILO e UN-Habitat sono tra i partner attivi nella formazione e nell’assistenza. Ma ciò che distingue la Tanzania è la sua capacità di appropriarsi degli strumenti, adattandoli alle proprie specificità territoriali.
“È fondamentale che i dati non restino dominio degli esperti”,
aggiunge Fatma Mshana, funzionaria della Zanzibar Planning Commission.
“Abbiamo tradotto i modelli DEGURBA in mappe interattive e portali accessibili anche ai governi locali. Così anche il villaggio più remoto può entrare nel dibattito sul futuro urbano”.
Una visione urbana integrata per l’Africa del XXI secolo
Il caso tanzaniano rappresenta un precedente importante per l’intera regione sub-sahariana, dove l’urbanizzazione cresce più rapidamente che altrove, ma spesso in modo disordinato.
Secondo l’African Development Bank, entro il 2050 oltre il 60 per cento degli africani vivrà in aree urbane. Tuttavia, senza dati aggiornati e affidabili, pianificare questa transizione diventa un salto nel buio.
Con DEGURBA, la Tanzania si candida a diventare un modello replicabile per altri Paesi in via di sviluppo. Le potenzialità vanno ben oltre la pianificazione urbana: dalla gestione delle migrazioni interne al contrasto delle disuguaglianze ambientali, dal monitoraggio degli SDGs alla digitalizzazione dei servizi pubblici.
Per questo, le istituzioni tanzaniane hanno promesso di integrare il metodo “Degree of Urbanization” nel censimento del 2030, rendendolo parte strutturale delle politiche nazionali. Il prossimo passo? Utilizzare questi dati anche per affrontare le vulnerabilità climatiche, che colpiscono in modo sproporzionato le fasce più povere della popolazione urbana.

Il futuro dell’urbanizzazione in Tanzania passa dal microdato
Il messaggio che arriva da Dar es Salaam è chiaro: non si può costruire il futuro con dati del passato. In un continente dove ogni mese nascono milioni di nuovi cittadini, l’accuratezza statistica diventa una questione politica, sociale e morale.
“Stiamo creando una nuova grammatica per leggere il territorio”,
conclude la dottoressa Msengwa.
“Precisione urbana non è solo un concetto tecnico. È una scelta di giustizia”.
In un mondo che cerca modelli di urbanizzazione sostenibile, la Tanzania si sta guadagnando un posto d’onore nella cartografia del cambiamento.
I piani strategici dell’agenzia UNFPA per la Tanzania nel periodo 2022-2025
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