Una novità storica: ATED si riorganizza come associazione mantello e introduce quattro realtà di categoria per rappresentare il settore tech

Un cambiamento tanto atteso quanto auspicato negli anni diventa finalmente realtà: l’assemblea del 26 marzo 2026 ha sancito un passaggio storico per ATED – Associazione IT e Tecnologie Digitali, che evolve ufficialmente in associazione mantello nel campo digital e tech.
Quella che si può definire una vera e propria rivoluzione – presentata in conferenza stampa con emozione e orgoglio, a coronamento di un percorso lungo 55 anni – rappresenta a tutti gli effetti una nuova visione della rappresentanza del mondo tecnologico ticinese.
Il passaggio nasce infatti dagli stessi cambiamenti del settore: se nel 1971, anno di fondazione di ATED, gli operatori del comparto erano poche decine, oggi in Ticino si contano oltre 16mila professionisti ICT, che diventano circa 18mila includendo anche media e marketing digitale. Nel tempo, inoltre, il settore si è ampliato progressivamente, passando dagli elaboratori di dati ai tecnici informatici, fino a comprendere oggi oltre duecento professioni ICT
A sintetizzare perfettamente il senso di questa trasformazione ci pensa il Presidente Luca Mauriello:
“Non si tratta più solamente di un settore, ma di un intero ecosistema. Oggi in Svizzera circa una persona su dieci lavora nel digitale: un dato che richiede una nuova forma di rappresentanza”
Le associazioni: risposta verticale a bisogni orizzontali
Fino ad oggi, l’ecosistema digitale ticinese non disponeva di una rappresentanza strutturata capace di ascoltare, comprendere e tradurre i bisogni delle diverse professioni ed è proprio da qui che nasce la scelta strategica di ATED di diventare associazione mantello. Una sorta di casa comune per il mondo digitale, dunque, dove professionisti e aziende possano sentirsi rappresentati, tutelati e valorizzati. Le parole della Direttrice Cristina Giotto Boggia confermano tale direzione:
“Vogliamo creare uno spazio in cui tutte queste professioni possano riconoscersi e trovare un punto di riferimento”.
Per rendere più efficace tale impostazione, il nuovo assetto prevede la nascita di quattro associazioni di categoria. APICT – Associazione Professioni ICT Ticino, presieduta proprio da Luca Mauriello, avrà tra gli obiettivi anche l’avvio di uno studio di fattibilità per un albo professionale ICT. Cyber Ticino, guidata da Alan Vananti, sarà invece focalizzata sulla cybersecurity, mentre Digital Ticino, sotto la guida della medesima Cristina Giotto Boggia, si occuperà dello sviluppo della digitalizzazione. Completa il quadro DPO Ticino, presieduta da Siro Migliavacca, che si concentrerà sui temi della protezione dei dati e della privacy. Quattro associazioni distinte, pronte però a operare in modo coordinato, con ambiti fortemente interconnessi.
APICT: la strada verso un Albo dei veri professionisti ICT
Tra le nuove associazioni di categoria, APICT – Associazione Professionisti ICT Ticino nasce proprio con l’obiettivo di colmare un vuoto strutturale nel settore tecnologico cantonale: l’assenza di una rappresentanza professionale organizzata per le professioni ICT.
In un contesto in cui il comparto è sempre più centrale per economia e società, ma privo di un albo riconosciuto, emergono criticità legate alla mancanza di standard condivisi, al difficile riconoscimento professionale e al disallineamento tra formazione e mercato. APICT si propone quindi come punto d’appoggio per riunire i professionisti ICT, valorizzarne le competenze e rafforzarne il ruolo, rappresentando un ecosistema che conta oltre cento professioni tra digitale, dati, governance e formazione.
Elemento centrale dell’iniziativa è pertanto l’avvio di uno studio di fattibilità per la creazione di un Albo dei professionisti ICT in Ticino, con l’obiettivo di definire criteri di accesso, standard professionali, percorsi di certificazione e un riconoscimento istituzionale. A fotografare con precisione la situazione attuale è ancora una volta Luca Mauriello:
“Oggi in Ticino abbiamo migliaia di professionisti ICT che lavorano ogni giorno su sistemi critici, dati sensibili, infrastrutture strategiche ma non esistono come categoria riconosciuta. APICT nasce per cambiare questo. Non per creare burocrazia, ma per dare identità, qualità e dignità a un settore che oggi è fondamentale per l’economia e per la sicurezza del nostro territorio […] Se non rappresentiamo noi il nostro settore, qualcun altro lo farà al posto nostro. E questo non possiamo più permettercelo”.

Cyber Ticino: la cybersecurity come priorità sistemica
Tra le nuove realtà nate all’interno del modello promosso da ATED, Cyber Ticino si propone nello specifico come associazione di riferimento per la sicurezza informatica nel cantone. Costituita il 23 marzo 2026 a Lugano, nasce in risposta a una crescita costante e misurabile del cyber risk, oggi sempre più diffuso e strutturale.
I dati dell’Ufficio federale della cibersicurezza, non a caso, delineano un quadro chiaro: oltre 64 mila segnalazioni di incidenti nel 2025, più di 35 mila solo nel primo semestre, con una larga parte legata a truffe e frodi digitali, mentre i tentativi di phishing e i dispositivi infetti continuano ad aumentare. A sottolinearlo è anche il Presidente Alan Vananti:
“I dati ufficiali dell’Ufficio federale della cibersicurezza evidenziano con chiarezza come il numero e la natura degli attacchi cyber in Svizzera non siano più sostenibili con un approccio esclusivamente reattivo. Il rischio si configura oggi come continuo, diffuso e sistemico […]. In particolare, le piccole e medie imprese rappresentano una componente fondamentale del tessuto economico e risultano spesso le più esposte a questo tipo di minacce. Diventa quindi prioritario supportarle con strumenti, competenze e percorsi di accompagnamento adeguati. Cyber Ticino nasce per trasformare questa consapevolezza in azione concreta, promuovendo prevenzione, collaborazione e sviluppo di competenze”.
Oltre al presidente, Cyber Ticino nasce dall’iniziativa di professionisti attivi nel settore, tra cui Marco Mueller, Fabio Villa, Michele Rusconi e Luca Mauriello, ed è già operativa con l’obiettivo di sviluppare iniziative concrete sul territorio, contribuendo a un ecosistema digitale ticinese più sicuro e resiliente.
Con Digital Ticino si accelera su innovazione e cultura digitale
A Digital Ticino, invece, il compito di rafforzare lo sviluppo dell’ecosistema digitale ticinese e della Regio Insubrica, riunendo professionisti, imprese ed esperti dei settori ICT, tech e innovazione. L’associazione, infatti, si inserisce in un contesto in cui il digitale rappresenta uno dei principali motori della crescita svizzera, ma è accompagnato da una crescente carenza di competenze. Basta guardare i numeri: in Svizzera, il settore ICT conta oggi oltre 266 mila specialisti, con una crescita significativa negli ultimi anni, ma si prevede un fabbisogno di oltre 128 mila nuovi posti entro il 2033, a fronte di un deficit stimato di più di 54 mila professionisti. Anche il Ticino, con migliaia di addetti tra informatica e altri settori, necessita di una rappresentanza capace di sostenere questa trasformazione.
Digital Ticino diventa in questo modo un benchmark per la trasformazione digitale di organizzazioni pubbliche e private, promuovendo competenze tecnologiche e manageriali, favorendo il networking e la collaborazione e sostenendo l’adozione di tecnologie emergenti come intelligenza artificiale, data e cloud.
Affiliata ad ATED e inserita nel nuovo modello di organizzazione mantello, l’associazione opera in coordinamento con essa su progetti, formazione ed eventi, contribuendo allo sviluppo di un ecosistema più strutturato e competitivo. A guidarla è Cristina Giotto Boggia, figura di riferimento nel panorama dell’innovazione digitale in Ticino, affiancata da un comitato composto da Laura Zucchetti, giornalista e caporedattrice, Anna Micossi, esperta di comunicazione e trasformazione digitale, Luca Preto, responsabile digital nel settore turistico, Daniele Puricelli, specialista tecnico con competenze IT, e Lisa Bonfatti, professionista nello sviluppo organizzativo e delle persone.
DPO Ticino mette al centro data protection e privacy
Completa il nuovo assetto DPO Ticino, ultima delle quattro associazioni – non per importanza – presieduta da Siro Migliavacca e focalizzata sui temi della protezione dei dati e della privacy. Proprio perché la gestione delle informazioni è sempre più centrale, il suo ruolo si inserisce in modo complementare rispetto alle altre realtà, contribuendo a rafforzare un ecosistema che le quattro associazioni sono chiamate a sviluppare in modo coordinato.
A conferma della rilevanza di questo modello, anche a livello istituzionale, il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha sottolineato:
“Il fatto che ATED abbia scelto di affrontare nuove sfide ed evolversi in un’associazione mantello, capace di riunire tutti i professionisti del settore digitale, rappresenta una scelta strategica. Così come è strategica la volontà del Consiglio di Stato di promuovere la trasformazione digitale del Cantone. L’auspicio è che il Gran Consiglio possa presto raccogliere questo indirizzo e tradurlo in una strategia concreta ed efficace”.

Rappresentanza e competenze: le due leve del futuro
Con la trasformazione in associazione mantello, ATED definisce due macro-obiettivi destinati a orientarne l’azione nei prossimi anni. Il primo riguarda la rappresentanza istituzionale, con il fine di diventare un interlocutore autorevole per politica e parti sociali, in un settore che oggi soffre la mancanza di una voce competente e riconosciuta. In questo senso, ATED punta a contribuire alla definizione delle condizioni quadro, al rafforzamento dell’attrattività delle professioni digitali, allo sviluppo delle competenze e all’evoluzione delle politiche formative. L’associazione è già attiva in questo ambito con percorsi federali in aree strategiche come cybersecurity, digital collaboration, business AI e creazione di contenuti multimediali.
Il secondo obiettivo riguarda invece la diffusione della cultura digitale. A fronte di competenze avanzate sempre più diffuse, permane infatti un divario significativo nelle competenze di base, con una quota rilevante della popolazione che non possiede strumenti adeguati ad affrontare la trasformazione in corso. Temi come intelligenza artificiale, sicurezza informatica e protezione dei dati richiedono quindi un’azione strutturata di sensibilizzazione.
In questa prospettiva, ATED rafforza il proprio ruolo di riferimento per il territorio, rappresentando centinaia di soci e migliaia di professionisti, e apre una nuova fase più strutturata e aderente ai bisogni di un settore che si configura sempre più come un vero e proprio ecosistema.
Un totem virtuale racconta la nuova casa informatica di ATED
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