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Kuwait e Regno Unito, l’agricoltura sostenibile come ponte

Un programma congiunto rafforza scambi di competenze, pratiche verdi e resilienza climatica, aprendo a migliori coltivazioni nei contesti aridi

Kuwait e Regno Unito: cooperazione internazionale su agricoltura sostenibile, scambio di competenze e pratiche verdi per affrontare cambiamento climatico, sicurezza alimentare e gestione responsabile delle risorse naturali
Sheikha Sharifa Jaber Al-Ali Al-Sabah, Al-Zainah Al-Babtain e Dana Al-Mutawa con Sadiq Marafie, funzionario dell’ambasciata del Kuwait ed esperto di affari europei, durante le attività di dialogo istituzionale a supporto della cooperazione agricola bilaterale

Nel quadro delle celebrazioni per i 125 anni di relazioni diplomatiche tra Kuwait e Regno Unito, una delegazione dell’Emirato del Golfo Persico ha partecipato a un programma agricolo in Gran Bretagna orientato allo scambio di conoscenze e alla promozione della sostenibilità. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con The King’s Foundation, rappresenta un esempio concreto di come la cooperazione internazionale possa tradursi in politiche agricole più resilienti e in un dialogo culturale fondato sull’innovazione ambientale.

Il programma ha coinvolto figure di riferimento dell’agricoltura e dell’orticoltura kuwaitiana, tra cui Sheikha Sharifa Jaber Al-Ali Al-Sabah, Al-Zainah Al-Babtain e Dana Al-Mutawa, chiamate a confrontarsi con modelli britannici di gestione sostenibile del verde, sicurezza alimentare e adattamento climatico. Le attività si sono svolte tra l’Inghilterra e la Scozia, con visite a Highgrove House, residenza reale nota per i suoi giardini sostenibili, e a Dumfries House, centro di eccellenza per la formazione agricola e artigianale.

L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato trasferire competenze avanzate in orticoltura sostenibile, dall’altro costruire relazioni durature tra comunità agricole dei due Paesi. In questo senso, il programma non si limita a una dimensione formativa, ma si inserisce in una più ampia strategia di diplomazia verde, in cui l’agricoltura diventa leva di cooperazione, innovazione e soft power.

Dalla sperimentazione locale alla sicurezza alimentare

Uno degli aspetti più rilevanti dell’iniziativa è il valore attribuito alle esperienze pratiche maturate in Kuwait, spesso in condizioni climatiche estreme. Sheikha Sharifa Jaber Al-Ali Al-Sabah, impegnata dal 2012 nella coltivazione di piante ornamentali e alberi in ambiente desertico, ha sottolineato come la sua esperienza dimostri la possibilità di adattare specie considerate inadatte ai climi del Golfo.

“Coltivare in condizioni aride richiede pazienza, osservazione e sperimentazione continua. Il nostro obiettivo è dimostrare che anche in Kuwait è possibile creare ecosistemi verdi resilienti”,

ha spiegato, evidenziando il ruolo della ricerca empirica e della condivisione delle buone pratiche.

Un approccio complementare emerge dal lavoro di Al-Zainah Al-Babtain, promotrice di agricoltura biologica e stili di vita sostenibili. Attraverso attività di divulgazione e supporto ai piccoli coltivatori domestici, Al-Babtain punta a rafforzare una cultura del cibo sano e della produzione locale.

“Avvicinare le persone all’orto significa renderle più consapevoli delle risorse naturali e ridurre la dipendenza da filiere lunghe e poco sostenibili”,

ha dichiarato, collegando la dimensione agricola a quella sociale e culturale.

Queste esperienze, valorizzate nel programma britannico, mostrano come l’innovazione agricola non passi solo dalle tecnologie avanzate, ma anche dalla capacità di adattare conoscenze tradizionali a nuovi contesti climatici. In un Paese come il Kuwait, fortemente dipendente dalle importazioni alimentari, la sostenibilità agricola assume un significato strategico legato alla sicurezza alimentare e alla resilienza di lungo periodo.

Imprese agricole e modelli sostenibili su scala produttiva

Accanto alle esperienze individuali, il programma ha dato spazio a modelli imprenditoriali capaci di coniugare produttività e sostenibilità. È il caso di Dana Al-Mutawa, responsabile di Sadeer Farm, una delle aziende agricole più estese e produttive del Kuwait. Attiva dal 2012, la fattoria integra pratiche innovative nella gestione di colture, allevamento e risorse idriche, puntando su efficienza e qualità.

“La sostenibilità non è un vincolo, ma un fattore competitivo”,

ha osservato Al-Mutawa, sottolineando come l’adozione di standard elevati nella produzione agricola consenta di ridurre gli sprechi e migliorare la qualità dei prodotti. Sadeer Farm collabora con ristoratori e chef locali, promuovendo una filiera corta e un rapporto diretto tra produttori e consumatori, oltre a offrire esperienze educative a studenti e visitatori.

Nel confronto con le istituzioni britanniche visitate, è emersa l’importanza di strutture formative capaci di trasferire competenze alle nuove generazioni. Il dialogo con i centri di Dumfries House ha contribuito alla definizione di un programma di scambio triennale dedicato all’orticoltura sostenibile, alla resilienza climatica e all’innovazione agricola. Un’iniziativa che mira a formare giovani giardinieri e agricoltori kuwaitiani e britannici, creando una comunità professionale transnazionale.

Scenari futuri per l’innovazione agricola nel Golfo

L’accordo di cooperazione tra Kuwait e The King’s Foundation, firmato nel luglio precedente, rappresenta il quadro istituzionale entro cui queste attività prendono forma. La previsione di sviluppare due strutture agricole a Highgrove House con finalità educative e di scambio conferma la volontà di trasformare la collaborazione in un progetto strutturato e di lungo periodo.

Nel contesto globale segnato da cambiamenti climatici, pressioni sulle risorse idriche e instabilità delle catene di approvvigionamento, l’esperienza kuwaitiana assume un valore che va oltre i confini nazionali. L’attenzione a sostenibilità, resilienza e innovazione indica una traiettoria in cui l’agricoltura nei Paesi aridi non è più considerata un limite strutturale, ma un laboratorio di soluzioni replicabili.

Il dialogo con il Regno Unito, forte di una tradizione agricola consolidata e di istituzioni formative avanzate, offre al Kuwait l’opportunità di accelerare questo percorso. Allo stesso tempo, le esperienze maturate nel Golfo contribuiscono ad arricchire il dibattito internazionale su come coltivare in condizioni estreme, aprendo nuovi spazi di cooperazione scientifica e culturale.

In prospettiva, il successo di questi programmi dipenderà dalla capacità di trasformare gli scambi in politiche pubbliche, investimenti e reti professionali stabili. Se questo avverrà, l’agricoltura sostenibile potrà diventare non solo un settore di innovazione, ma anche un ponte duraturo tra Kuwait e Regno Unito, capace di coniugare tradizione, ricerca e futuro.

Kuwait e Regno Unito: progetti e percorsi comuni dedicati a agricoltura, ambiente e innovazione come strumenti di diplomazia verde e rafforzamento delle relazioni internazionali
Sheikha Sharifa Jaber Al-Ali Al-Sabah, Al-Zainah Al-Babtain e Dana Al-Mutawa durante una tappa del programma agricolo nel Regno Unito, avviato per rafforzare lo scambio di competenze tra Kuwait e Gran Bretagna su sostenibilità, orticoltura e resilienza climatica in contesti ambientali complessi

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