Gli Stati Federati di Yap, Chuuk, Pohnpei e Kosrae adottano tecnologie avanzate per preservare l’ecosistema e promuovere uno sviluppo green

(Foto: Marek Okon)
Gli Stati Federati di Micronesia, un arcipelago di oltre 600 isole nel Pacifico occidentale, stanno emergendo come un modello di innovazione orientata alla conservazione ambientale. Gli USA le amministrarono con mandato delle Nazioni Unite a partire dal 1947 come parte del Territorio Fiduciario delle Isole del Pacifico.
Il 10 marzo 1979, quattro dei distretti (Yap, Chuuk, Pohnpei e Kosrae) ratificarono una Costituzione che portò alla nascita degli Stati Federati di Micronesia come Nazione indipendente. Il 3 novembre 1986, essi firmarono il Trattato di Libera Associazione con Washington, il quale è stato poi rinnovato nel 2003.
Con una forte dipendenza dalle risorse marine e una vulnerabilità significativa ai cambiamenti climatici, la Micronesia sta tuttavia oggi adottando tecnologie avanzate e strategie sostenibili per proteggere il proprio ecosistema unico e per migliorare la qualità della vita delle comunità locali.

Un challenge per conservare il 30 per cento delle risorse marine entro il 2030
L’arcipelago della Micronesia è situato nella parte centrale e orientale delle Isole Caroline, fra le Isole Marianne a nord, le Isole Marshall e Kiribati a oriente, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Nauru a sud e Palau a occidente.
Il patrimonio naturale marino della Micronesia è fondamentale per il sostentamento delle sue comunità. Iniziative come il “Micronesia Challenge” puntano a conservare almeno il 30 per cento delle risorse marine entro il 2030. Per raggiungere questo obiettivo, il Paese sta utilizzando droni, satelliti e intelligenza artificiale per monitorare la salute degli ecosistemi marini, combattere la pesca illegale e prevenire l’inquinamento.
Un esempio innovativo è il progetto CoralGuard, che utilizza sensori subacquei per monitorare in tempo reale la temperatura e l’acidità dell’acqua, fornendo dati cruciali per proteggere le barriere coralline dalla distruzione.

La centralità del progetto Blue Prosperity Micronesia per la prosperità locale
Il Blue Prosperity Micronesia è un’iniziativa volta a promuovere la gestione sostenibile delle risorse oceaniche e marine della Micronesia. Il progetto mira a raggiungere un equilibrio tra la protezione dell’ambiente marino, lo sviluppo economico e il benessere delle comunità locali.
Un aspetto centrale è la creazione e l’espansione di aree marine protette, per conservare la biodiversità e garantire che le risorse marine, come pesce e coralli, possano essere sfruttate in modo sostenibile. L’iniziativa supporta anche lo sviluppo di politiche e normative ambientali che incoraggiano la gestione responsabile del mare.
Inoltre, il progetto si impegna a cercare soluzioni che favoriscano la prosperità economica delle comunità locali, sostenendo attività economiche compatibili con la conservazione, come la pesca sostenibile e il turismo ecologico. È un esempio di come la conservazione possa andare di pari passo con lo sviluppo economico.
Energia rinnovabile come progetti solari decentralizzati e microgrid private
Il Governo di Palikir sta investendo altresì in energia rinnovabile per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati e migliorare la resilienza energetica delle isole più remote. Progetti solari decentralizzati e microgrid stanno portando elettricità sostenibile a comunità isolate, mentre programmi di formazione locali garantiscono la manutenzione e la gestione delle infrastrutture.
Il piano “Energy for Sustainable Micronesia” mira a coprire il 50 per cento del fabbisogno energetico nazionale con fonti rinnovabili entro il 2030, anno fatidico per molti Paesi, con un focus su soluzioni solari e sull’energia proveniente dalle maree.
Digitalizzazione e innovazione comunitaria, telemedicina più e-learning
La digitalizzazione sta trasformando l’accesso ai servizi pubblici e l’educazione nelle FSM. Piattaforme di e-learning e telemedicina stanno migliorando la qualità della vita, riducendo le distanze tra le isole più remote e i centri urbani. Inoltre, programmi di formazione in coding e sviluppo software stanno creando opportunità per i giovani, promuovendo l’occupazione in settori ad alta tecnologia.
Ecosistema di startup e sviluppo locale: Island Innovators e BlueHarvest
Le FSM stanno coltivando un piccolo ma crescente ecosistema di start-up orientate alla sostenibilità. Una delle iniziative di successo è Island Innovators, un incubatore che supporta progetti nei settori dell’ecoturismo, della gestione dei rifiuti e dell’economia circolare. Tra le start-up più promettenti c’è BlueHarvest, che sviluppa tecnologie per migliorare la tracciabilità e la sostenibilità della pesca.
Iniziative e attività internazionali con Unione Europea, Africa e Caraibi
Gli Stati Federati di Micronesia sono membri dell’Accordo di Cotonou, un partenariato tra l’Unione Europea e i paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP). Questo accordo mira a promuovere lo sviluppo sostenibile e la riduzione della povertà, con particolare attenzione alla gestione sostenibile delle risorse naturali.
Il Governo di Palikir è anche coinvolto in iniziative globali per la conservazione degli oceani e delle risorse marine. Ad esempio, l’Ocean Foundation ha espresso preoccupazioni riguardo all’estrazione mineraria dei fondali marini e sostiene una moratoria su tali attività fino a quando non si possa garantire che non causino danni all’ambiente marino o perdita di biodiversità.
Per quanto riguarda la pesca sostenibile, la Micronesia ha partecipato a protocolli con l’Unione Europea per stabilire possibilità di pesca e contropartite finanziarie, con l’obiettivo di garantire che le attività di pesca siano condotte in modo sostenibile e in conformità con le misure di conservazione internazionali.
Un piccolo e remoto Stato insulare protagonista del cambiamento globale
Gli Stati Federati di Micronesia stanno affrontando con coraggio e creatività le sfide poste dalla loro posizione geografica e dalle pressioni ambientali. Con un focus su sostenibilità, innovazione tecnologica e coinvolgimento comunitario, le FSM stanno dimostrando che anche i piccoli stati insulari possono essere protagonisti del cambiamento globale.
Come collegare fra di loro i quattro Stati Federati di Micronesia
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