Durante una spedizione alle Isole Salomone, un team del National Geographic ha scoperto il corallo più esteso mai osservato: ha un’età di circa 300 anni

Nonostante sia visibile dallo spazio, è rimasto nascosto a lungo: il corallo più grande del mondo, largo oltre trenta metri, è stato scoperto lo scorso ottobre dagli scienziati della National Geographic Pristine Seas durante una spedizione scientifica alle Isole Salomone.
L’enorme corallo, appartenente alla specie Pavona clavus, era sconosciuto anche alle popolazioni locali. Eppure, secondo le stime degli scienziati, si trova lì da circa trecento anni.
Isole Salomone, scoperto il corallo più grande del mondo
A vederlo dalla superficie sembrava un relitto abbandonato da decenni sul fondo del mare. Quando i ricercatori si sono immersi per osservarlo più da vicino, però, hanno scoperto che si trattava di un immenso corallo. O meglio, del corallo più grande mai osservato.
Il team del National Geographic Society’s Pristine Seas lo ha scoperto nel corso di una spedizione scientifica alle isole Olu Malau, le “Tre Sorelle” delle Isole Salomone. Con una larghezza di 34 metri, una lunghezza di 32 metri e un’altezza di 5,5 metri, per una circonferenza totale di 183 metri, il mega-corallo è tre volte più grande di quello che fino ad oggi era considerato il detentore assoluto del primato.
Non si tratta dell’aggregazione di molte colonie di coralli, come avviene nelle barriere coralline, ma di un corallo a sé stante che è cresciuto ininterrottamente per centinaia di anni. Secondo i ricercatori, l’enorme organismo si trova lì, nascosto in bella vista, da circa 300 anni.
Per lo più marrone con screzi accesi di giallo, blu e rosso brillante, il corallo scoperto alle Salomone è ricoperto da increspature che rispecchiano la superficie dell’oceano. E nonostante sia più grande di una balenottera azzurra, non era stato mai documentato né osservato dai pescatori del posto: la comunità locale, spiegano gli scienziati, ha dichiarato di non sapere che fosse lì.
“Proprio quando pensiamo che non ci sia più nulla da scoprire sul pianeta Terra, troviamo un enorme corallo composto da quasi un miliardo di piccoli polipi, che pulsa di vita e colore”,
ha dichiarato Enric Sala, National Geographic Explorer in Residence e fondatore di Pristine Seas.

Un corallo che può raccontare 300 anni di vita del pianeta
Il corallo appena scoperto appartiene alla specie Pavona clavus: la sua forma a cupola, spiegano i ricercatori, protegge il novellame di pesci di barriera, granchi e altri invertebrati della barriera corallina su cui le comunità locali fanno affidamento per il cibo. I polipi che formano questo enorme corallo provengono da larve che si sono depositate sul fondo del mare e si sono moltiplicate in milioni di altri polipi geneticamente identici nel corso dei secoli.
“È un monumento naturale che ha visto l’arrivo dei primi europei in queste acque: illustri personaggi dell’umanità hanno convissuto con questa colonia: Newton, Darwin, Curie, Gandhi, Einstein… e il corallo è sopravvissuto a tutte queste personalità. Ora immagazzina informazioni su come sopravvivere nel corso dei secoli,
ha detto Manu San Félix, che è stato il primo a individuare il corallo da record.
Il mega-corallo delle Salomon si trova in acque leggermente più profonde rispetto ad alcune barriere coralline, il che potrebbe averlo protetto dalle temperature più elevate registrate in superficie. Come spiega Eric Brown, scienziato della spedizione Pristine Seas nelle Isole Salomone che aveva identificato e misurato il precedente record di corallo, situato nelle Samoa Americane:
“Grandi colonie di coralli adulti come questa contribuiscono in modo significativo al recupero degli ecosistemi delle barriere coralline grazie al loro alto potenziale riproduttivo. Mentre le vicine barriere coralline poco profonde erano degradate a causa del riscaldamento dei mari, vedere questa grande oasi di corallo sano in acque leggermente più profonde è un faro di speranza”.
Una scoperta che può contribuire alla tutela dei mari
L’annuncio dell’eccezionale scoperta è arrivato in un momento cruciale per la tutela degli ecosistemi marini, negli stessi giorni in cui a Baku era in corso la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP29). Due anni prima, durante la COP15, i delegati delle Nazioni Unite avevano firmato gli accordi di Kunming-Montreal sulla biodiversità, in cui si poneva l’obiettivo di proteggere almeno il 30% degli oceani del mondo affinché questi possano mantenere il loro ruolo nell’assorbimento del carbonio e continuare a fornire cibo e occupazione a centinaia di milioni di persone.
Come ha dichiarato il primo ministro delle Isole Salomon Jeremiah Manele,
“L’oceano è la nostra fonte di sostentamento e ha contribuito molto alla nostra economia nazionale e alle nostre comunità. La nostra sopravvivenza dipende dalla salute delle barriere coralline, quindi questa emozionante scoperta sottolinea l’importanza di proteggerle e sostenerle per le generazioni future”.
Le Isole Salomone si trovano ai margini del Triangolo dei Coralli, considerato il centro globale della biodiversità marina. Le acque dell’arcipelago ospitano molte specie endemiche, oltre a centinaia di uccelli marini, dugonghi, tartarughe marine e più di 490 specie di coralli.
I ricercatori di Pristine Seas si augurano che la nuova scoperta, avvenuta in un contesto prezioso come quello delle Isole Salomone, possa contribuire a ispirare il processo decisionale sulla conservazione degli oceani. Come ha dichiarato Paul Rose, a capo della spedizione alle Isole Solomon,
“Fare una nuova scoperta come questa è il sogno ultimo di ogni scienziato ed esploratore, e siamo lieti che questo mega corallo, che contribuirà a ispirare il processo decisionale sulla conservazione degli oceani, sia stato trovato qui nelle bellissime Isole Salomone”.
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