Durante l’evento a Neuchâtel, Philip Morris ha presentato dati e scenari per una transizione oltre il fumo, tra scienza e regolamentazione

Il 27 maggio 2025, presso The Cube, il centro R&D di Philip Morris International a Neuchâtel, si è tenuto il Technovetion, un evento interamente dedicato all’innovazione e alla transizione verso un futuro smoke-free. L’incontro ha pertanto riunito i vertici dell’azienda e diversi esperti del settore per affrontare tematiche centrali nella lotta al fumo: il ruolo dell’innovazione tecnologica, l’importanza dell’accesso a informazioni corrette sui prodotti a rischio ridotto, la necessità di un approccio normativo equilibrato e il contrasto al commercio illecito.
Dopo i saluti iniziali di Tommaso Di Giovanni, Vice President Communications and Engagement, il CEO Jacek Olczak ha ribadito che il cambiamento è inevitabile: una regolamentazione responsabile e l’accesso a migliori alternative sono la chiave per accelerare la transizione verso una società senza fumo. A seguire, Stefano Volpetti, Presidente Smoke-Free Products & Chief Consumer Officer, ha evidenziato la crescente diffusione di prodotti come IQOS e ZYN, sottolineando la necessità di fornire ai consumatori informazioni accurate. Gizelle Baker, Vice President Scientific Communications, ha invece affrontato il tema della nicotina, spesso frainteso, mentre Vassilis Gkatzelis ha approfondito le differenze tra approcci normativi che ostacolano o favoriscono l’innovazione.
L’evento si è concluso con una mostra interattiva dedicata ai prodotti smoke-free, alla strategia di sostenibilità dell’azienda e al contrasto del commercio illecito. Tra le diverse sezioni, anche un’esperienza guidata che, grazie all’uso della realtà virtuale, ha accompagnato i visitatori attraverso i principali falsi miti legati ai prodotti alternativi al fumo.
Oltre il prodotto: come aiutare i fumatori a scegliere e i governi a decidere
Durante il suo intervento, Jacek Olczak ha affermato che l’innovazione ha il potenziale per risolvere alcune delle grandi sfide globali, ma senza politiche pubbliche adeguate, il progresso rischia di rallentare. Per questo motivo, Philip Morris International continua a investire in prodotti senza combustione, con l’obiettivo di sostituire completamente le sigarette. Il messaggio centrale è che, con le giuste condizioni, è possibile ridurre drasticamente la prevalenza del fumo entro cinque-dieci anni, in alcuni mercati.
Stefano Volpetti ha invece sottolineato come l’interesse per le alternative senza fumo sia in costante crescita; fattore dimostrato dai dati commerciali di IQOS e ZYN. Tuttavia, è fondamentale che i consumatori possano contare su informazioni corrette, comprensibili e non fuorvianti. In altre parole, il passaggio a questi prodotti può rappresentare una scelta migliore per chi non smette di fumare, ma questa scelta deve essere consapevole.
Diversi casi studio hanno mostrato i risultati positivi ottenuti da politiche pubbliche aperte all’innovazione. In Giappone, ad esempio, le vendite di sigarette sono calate molto più rapidamente dopo l’introduzione dei prodotti a tabacco riscaldato. In Svezia e Islanda, la diffusione di prodotti orali come snus e nicopouches ha portato a una riduzione della prevalenza del fumo di quasi il 50 per cento. Anche la Nuova Zelanda, integrando strategie di harm reduction nelle proprie politiche, ha ottenuto una riduzione del 52,8 per cento tra il 2013 e il 2023.

Quando è la regolamentazione ad ostacolare il cambiamento…
Paesi come Turchia, Brasile e Mauritius, che vietano gli Smoke-Free Products o li trattano come sigarette, non hanno ottenuto risultati comparabili. In Turchia, nonostante una serie di restrizioni molto severe, la prevalenza del fumo è rimasta sopra il 30 per cento. La Francia, invece, ha visto crescere il mercato nero in seguito all’aumento della tassazione: oggi rappresenta quasi la metà del consumo totale. In Brasile, pur essendo i prodotti senza fumo vietati, il 7,3 per cento degli adulti dichiara di utilizzarli comunque, acquistandoli tramite canali illegali e privi di qualsiasi garanzia di qualità.
Secondo PMI, un approccio efficace alla regolamentazione deve combinare strumenti tradizionali con nuove strategie che incentivino l’adozione di alternative meno dannose. Le misure proibizioniste, oltre a risultare inefficaci, rischiano di spingere i consumatori verso prodotti illeciti, non controllati e potenzialmente più pericolosi.
Nicotina: tra vera disinformazione e potenziale di riduzione del danno
Nel panel “Myths vs. Facts on Nicotine”, Gizelle Baker ha ribadito come la nicotina sia una sostanza naturalmente presente nel tabacco e in alcune piante comuni, come pomodori e melanzane. Sebbene sia responsabile della dipendenza, non è la principale causa delle malattie legate al fumo. Il vero responsabile è il processo di combustione, che sprigiona oltre 6.000 sostanze chimiche, tra cui circa 60 cancerogene.
Già nel 2017 l’ex commissioner della FDA Scott Gottlieb dichiarava in un’intervista alla CNBC:
“Non è la nicotina che uccide, ma tutti gli altri cancerogeni sprigionati dall’accensione del tabacco”
La stessa posizione è condivisa da enti come Health Canada e la U.S. FDA, canadese e americano rispettivamente, che hanno approvato prodotti senza fumo come a rischio modificato. Eppure, secondo una revisione di 54 studi, l’opinione pubblica continua ad attribuire erroneamente alla nicotina la responsabilità principale delle malattie da fumo.
Secondo numerosi esperti, tra cui Clive Bates, ex direttore dell’organizzazione britannica Action on Smoking and Health (ASH), la nicotina può svolgere un ruolo importante nelle politiche di harm reduction. Sebbene non sia priva di rischi (può aumentare la pressione sanguigna o la frequenza cardiaca), è l’elemento che consente ai prodotti senza combustione di essere accettabili per chi altrimenti continuerebbe a fumare. Per questo, una strategia efficace non dovrebbe puntare a una società “nicotine-free”, ma “smoke-free”.
I prodotti senza fumo replicano l’esperienza sensoriale della sigaretta, rendendoli una scelta più realistica per milioni di fumatori adulti. Secondo il principio di riduzione del danno, è preferibile un uso regolamentato e informato della nicotina rispetto al mantenimento del consumo di sigarette combustibili. Le politiche di salute pubblica dovrebbero quindi puntare a ridurre le conseguenze sanitarie del fumo, incoraggiando il passaggio a prodotti meno dannosi e fornendo informazioni corrette ai consumatori, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sull’eliminazione della nicotina.

L’appello di Tommaso Di Giovanni: “informare, innovare, agire”
Tra le voci più decise sul tema del cambiamento, quella di Tommaso Di Giovanni, Vice President Communications and Engagement di PMI, spicca per chiarezza. In un recente editoriale pubblicato dall’azienda, sottolinea:
“Immaginiamo un futuro in cui il fumo sarà obsoleto: un tempo non troppo lontano in cui la domanda di sigarette sarà svanita e i fumatori avranno smesso del tutto o saranno passati a un’alternativa migliore. Questo futuro è a portata di mano, grazie all’innovazione, alla scienza e agli investimenti”
Secondo Di Giovanni, laddove i governi favoriscono l’adozione di alternative senza combustione, il calo del fumo è più rapido. Al contrario, “scegliere l’inazione equivale a rallentare il progresso”. Per PMI, è tempo di colmare il divario tra i Paesi che permettono l’accesso a queste soluzioni e quelli che invece lo bloccano.
Philip Morris Technovation: superare i falsi miti per un futuro smoke-free
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