Un nuovo edificio di ricerca avanzata ridefinisce gli standard per test di precisione, integrando isolamento estremo, flessibilità e sostenibilità

(Illustrazione: Filippo Bolognese/KAAN Architecten)
Nel panorama globale della ricerca di base, la competizione non si gioca più soltanto sulla qualità dei ricercatori o sulla potenza delle infrastrutture digitali. Sempre più spesso, il fattore decisivo è l’ambiente fisico in cui si svolgono gli esperimenti. È da questa consapevolezza che nasce l’Advanced Science Building, il nuovo edificio che sorgerà nel campus dell’EPFL a Losanna, concepito per rispondere alle esigenze di una scienza che lavora su scale atomiche e sub-atomiche.
Il progetto rappresenta un investimento strategico nella ricerca di base ad altissima precisione, un ambito in cui anche la più impercettibile interferenza esterna può compromettere i risultati sperimentali. L’ASB sarà realizzato sull’area dell’ex parcheggio Colladon, con l’avvio dei cantieri previsto nel 2026 e una conclusione stimata per il 2029. Un arco temporale lungo, perché coerente con l’ambizione di creare un’infrastruttura destinata a restare rilevante per decenni.

(Illustrazione: Filippo Bolognese/KAAN Architecten)
Un edificio pensato per isolare la scienza dal mondo esterno
Fisica quantistica, nanotecnologie, chimica avanzata, biologia molecolare e scienza dei materiali condividono una sfida comune: la necessità di operare in condizioni di isolamento ambientale estremo. Rumore acustico, vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici e micro-variazioni di temperatura o umidità sono, infatti, tutti fattori potenzialmente distorsivi.
“Se vogliamo che EPFL rimanga all’avanguardia nella ricerca e sviluppo, abbiamo bisogno di un edificio in grado di offrire agli scienziati le condizioni necessarie per condurre esperimenti avanzati, oggi e in futuro”,
ha spiegato Anna Fontcuberta i Morral, presidente delegata del Politecnico Federale di Losanna e responsabile dei centri di ricerca interdisciplinari nella fase iniziale di definizione del progetto. La sua affermazione sintetizza un passaggio chiave: l’architettura come infrastruttura scientifica, non come semplice contenitore.
Il bando internazionale lanciato nel 2022 richiedeva una soluzione capace di ospitare 26 gruppi di ricerca, fino a 600 persone, in laboratori altamente specializzati e aperti anche a ricercatori esterni. Un’impostazione che riflette la vocazione collaborativa dell’ateneo svizzero.

(Illustrazione: Filippo Bolognese/KAAN Architecten
Il “silo” centrale e la separazione funzionale dei disturbi
A vincere la gara è stato un consorzio guidato da KAAN Architecten e Celnikier & Grabli Architectes, il cui progetto introduce una soluzione tanto semplice quanto radicale. Al centro dell’edificio sarà collocato un silo tecnico disaccoppiato, montato su molle e fisicamente separato dal resto della struttura.
Questo nucleo ospiterà gli impianti più rumorosi, come HVAC e sistemi tecnologici, mentre i laboratori e le aree di preparazione degli esperimenti si disporranno in strati concentrici attorno ad esso.
“Riteniamo che questa sia la configurazione più efficace per garantire condizioni ottimali di lavoro, rispettando requisiti estremi come il mantenimento delle vibrazioni esterne sotto il decimo di micron al secondo”,
spiegano Jacob Celnikier e Marco Lanna, a nome del consorzio progettuale.
Il risultato è un edificio che applica il principio della separazione funzionale delle interferenze, riducendo alla fonte i disturbi invece di limitarli con soluzioni correttive successive. Un approccio maturato attraverso workshop iterativi con ricercatori e tecnici dell’EPFL, a testimonianza di un dialogo continuo tra progettazione architettonica e bisogni scientifici.
Flessibilità, comfort e qualità dello spazio di lavoro
Se l’isolamento è il prerequisito tecnico, la qualità della vita quotidiana resta un fattore decisivo per attrarre e trattenere talenti. L’ASB sarà articolato su sette piani, di cui due interrati, con uffici modulari caratterizzati da materiali lignei e ampie aperture visive verso il campus, il Lago Lemano e le Alpi.
Spazi di aggregazione, aree di passaggio progettate come luoghi d’incontro e una piazza alberata all’ingresso contribuiranno a definire un ambiente di lavoro aperto e inclusivo. L’obiettivo è superare l’idea del laboratorio come spazio chiuso e isolato, senza compromettere i requisiti tecnici della sperimentazione.
“Esistono pochissimi centri di ricerca al mondo dotati di strutture di questo tipo”,
osserva Ambrogio Fasoli, già vicepresidente associato per la ricerca dell’EPFL.
“Li abbiamo visitati tutti, studiandone i punti di forza e anche gli errori, per costruire una sintesi più matura”. Un lavoro di benchmarking che ha influenzato scelte progettuali e organizzative.

(Illustrazione: Filippo Bolognese/KAAN Architecten)
Sostenibilità come criterio strutturale e non accessorio
L’innovazione dell’ASB non si limita alla dimensione scientifica. Il progetto integra obiettivi ambiziosi di sostenibilità ambientale, in linea con la strategia dell’EPFL. L’edificio è pensato per ottenere la certificazione DGNB del Swiss Sustainable Building Council, uno standard che valuta l’intero ciclo di vita delle costruzioni.
Le strutture in calcestruzzo utilizzeranno, per quanto possibile, materiali riciclati, mentre le parti fuori terra saranno in larga parte realizzate in legno. Una scelta che combina riduzione dell’impronta carbonica e qualità degli spazi interni. Il costo complessivo stimato, pari a circa 200 milioni di franchi svizzeri, riflette l’elevata complessità tecnica e la volontà di realizzare un’infrastruttura durevole.

(Illustrazione: Filippo Bolognese/KAAN Architecten)
Un’infrastruttura strategica per la ricerca europea
Con l’Advanced Science Building, l’EPFL rafforza il proprio posizionamento come nodo centrale della ricerca scientifica europea di frontiera. In un contesto in cui la precisione sperimentale diventa sempre più critica, l’edificio rappresenta una risposta sistemica che integra architettura, ingegneria e organizzazione della ricerca.
La consultazione pubblica in corso dal 2025 e l’avvio dei lavori l’anno successivo segnano l’ingresso del progetto nella sua fase più visibile. Ma il valore dell’ASB va oltre il cantiere: indica una direzione per le università che intendono competere sui confini più avanzati della conoscenza, dove il silenzio, più che il rumore, diventa la condizione essenziale dell’innovazione.
Ecco tre approfondimenti che potrebbero interessarti:
Inaugurato il più moderno Parco dell’Innovazione della Svizzera
A Losanna il Parco dell’Innovazione dell’EPFL concede il bis
In Svizzera inaugurato l’innovativo edificio di Scienze Sportive

(Illustrazione: Filippo Bolognese/KAAN Architecten)




