Oltre 130 imprese e ricercatori al NOI Techpark per esplorare il metodo “Alpha Innovation” e trasformare le sfide in opportunità di cambiamento

(Foto: Rosario Multari/NOI Techpark)
Nel contesto globale segnato da instabilità geopolitica, tensioni economiche e una crescente rapidità nel cambiamento tecnologico, le aziende si trovano sempre più spesso a fronteggiare una domanda che va oltre il semplice miglioramento incrementale: serve una vera svolta nel modo di innovare. È questa la riflessione che ha attraversato la terza edizione di ”Alpha Innovation Live”, ospitata lo scorso 18 settembre al NOI Techpark di Bolzano.
All’iniziativa hanno partecipato oltre 130 imprenditrici e imprenditori, manager e ricercatori, confermando la vocazione del territorio altoatesino a proporsi come laboratorio europeo di innovazione radicale. L’idea guida è chiara: quando la trasformazione si fa complessa e veloce, l’ottimizzazione non basta più, occorre ripensare i modelli stessi di impresa e di ricerca.
Un ecosistema che spinge verso l’ignoto e l’inedito
Il NOI Techpark, inaugurato nel 2017, è il risultato di un progetto che unisce architettura, ricerca e impresa secondo il principio della Nature of Innovation: la convinzione che la natura, con la sua capacità di adattarsi e rigenerarsi, possa diventare il paradigma di un sistema produttivo aperto e resiliente. Con i suoi laboratori tematici, gli incubatori e i programmi di accelerazione, il Techpark è oggi il principale polo di innovazione del Sud Tirolo, e una delle realtà più dinamiche d’Europa per intensità di relazioni tra università, imprese e startup.
In questo contesto si inserisce il metodo Alpha Innovation, sviluppato internamente al tecnopolo bolzanino per sostenere le imprese nel passaggio da una logica incrementale a una realmente trasformativa. La metodologia prevede un percorso strutturato in tre fasi (“Discover Opportunities”, “Create Ideas” e “Make Decisions”) che accompagna i team aziendali nella scoperta di nuove opportunità di mercato, nella generazione di idee radicali e nella loro traduzione in strategie operative.
“Il Giappone era leader mondiale nell’innovazione incrementale e proprio questo, paradossalmente, ha segnato il suo declino”,
ha ricordato Kurt Matzler, professore di Strategic Management all’Università di Innsbruck, spiegando come la capacità di mettere in discussione ciò che già funziona sia l’unica difesa contro l’obsolescenza. Il suo intervento ha aperto una riflessione che ha attraversato l’intera giornata: senza una cultura del rischio e dell’audacia, nessun ecosistema può dirsi davvero innovativo.

(Foto: Rosario Multari/NOI Techpark)
Dal metodo alla pratica: le PMI sono protagoniste
Uno dei punti di forza emersi durante “Alpha Innovation Live “è stata la partecipazione delle piccole e medie imprese altoatesine, spesso citate come esempio di flessibilità, ma anche di prudenza nell’adottare soluzioni di frontiera.
“L’innovazione non è prerogativa dei grandi gruppi, ma è decisiva anche per le PMI”,
ha sottolineato Philipp Moser, presidente dell’Unione e CEO di Limitis.
In un territorio a forte specializzazione manifatturiera, dotare le imprese di strumenti e reti per innovare radicalmente significa non solo incrementarne la competitività, ma anche rafforzare la coesione dell’intero tessuto economico.
“Le nostre competenze interne sono di altissimo livello, ma non tutte le sfide si vincono da sole”,
ha osservato Claudia Berti, Head of Global Open Innovation di Barilla, evidenziando il valore della collaborazione oltre i confini aziendali e settoriali.
L’azienda emiliana, da anni impegnata in progetti di open innovation, considera il confronto con startup e università un fattore chiave di crescita.
“Good Food Makers riflette il nostro impegno verso un’innovazione aperta che genera valore concreto”,
ha seguitato Berti, ricordando che il futuro delle imprese passa dalla capacità di costruire alleanze dinamiche e di apprendere continuamente dall’esterno.
Anche per questo il NOI Techpark promuove una rete interdisciplinare di oltre 2.400 tra imprenditrici, ricercatori, professionisti e startup, facilitando la nascita di progetti trasversali capaci di unire competenze tecnologiche e visioni di mercato.
“Per un’innovazione che cambi i modelli di business e apra nuovi mercati occorrono coraggio, metodo e una rete forte”,
ha commentato Petra Seppi, responsabile dell’area Innovation Management del Techpark sudtirolese, sottolineando la necessità di un ecosistema che condivida linguaggi e obiettivi comuni.
Family business e cambiamento generazionale
Un tema di grande attualità, affrontato con attenzione durante la giornata, è quello del passaggio generazionale nelle imprese familiari. In Alto Adige, dove la continuità aziendale rappresenta un valore culturale profondo, il cambio di leadership può diventare una leva decisiva per il rinnovamento.
Secondo Alfredo De Massis, professore di Entrepreneurship & Family Business,
“il cambio generazionale non è una minaccia, ma un’opportunità strategica per avviare nuovi processi di innovazione”.
La sua analisi, maturata dopo anni di studi internazionali sul tema, trova conferma nelle esperienze di aziende come Loacker, Berges e Infinitys, i cui rappresentanti hanno raccontato come l’ingresso di una nuova generazione imprenditoriale abbia favorito l’introduzione di modelli digitali, di strategie green e di nuovi prodotti ad alto valore tecnologico.
Il concetto chiave è che innovare non significa rompere con il passato, ma reinterpretarlo con strumenti e visioni più ampie. È in questa sintesi fra eredità e futuro che il territorio altoatesino trova la sua cifra distintiva.

(Foto: Rosario Multari/NOI Techpark)
Perché oggi ci occorre un’innovazione radicale
Negli ultimi mesi diverse ricerche internazionali, tra cui uno studio del Massachusetts Institute of Technology, hanno definito le innovazioni radicali come quelle in grado di migliorare le prestazioni di almeno dieci volte rispetto alle soluzioni esistenti. Una soglia che segna la differenza fra ottimizzazione e trasformazione.
In un contesto in cui le filiere globali sono sottoposte a tensioni, l’accesso ai dati diventa strategico e la sostenibilità è un prerequisito, affidarsi a modelli incrementali non basta più. L’innovazione radicale impone di guardare oltre l’immediato, di immaginare scenari nuovi e di anticipare i bisogni futuri delle persone e dell’ambiente.
Il NOI Techpark, con oltre 660 imprese coinvolte e più di cento progetti di ricerca attivi, si configura come un laboratorio permanente di trasformazione, dove ricerca applicata e impresa collaborano per generare soluzioni scalabili nei settori della mobilità, dell’energia, dell’agritech e della digitalizzazione industriale. Il metodo Alpha Innovation traduce questa visione in pratica: analizzare l’intersezione fra “tecnologia”, “bisogni delle persone” e “bisogni della natura” significa orientare l’innovazione a lungo termine e renderla al tempo stesso responsabile.
Un ecosistema locale con impatto globale
La terza edizione di “Alpha Innovation Live” ha confermato che l’innovazione non è più un affare per pochi pionieri, ma un processo sistemico che coinvolge università, istituzioni, imprese e cittadini. Bolzano si propone così come un hub alpino dell’innovazione, capace di dialogare con Austria, Germania e Svizzera e di attrarre investimenti in ricerca applicata.
L’Assessore Provinciale all’Innovazione, Philipp Achammer, ha ricordato in apertura che
“l’ottimismo è l’atteggiamento fondamentale per fare innovazione”,
invitando a non temere la complessità, ma a viverla come terreno fertile per sperimentare. In questa prospettiva, l’Alto Adige può diventare un modello di collaborazione transfrontaliera e di connessione tra ecosistemi diversi, capace di combinare la cultura del fare italiana con la disciplina gestionale mitteleuropea.
I settori strategici individuati dal Techpark (green, digital, food e automation) costituiscono altrettante traiettorie di sviluppo verso un’economia più intelligente, sostenibile e interconnessa. È in questo intreccio di competenza scientifica e visione territoriale che Bolzano costruisce la sua identità come laboratorio dell’innovazione radicale.

(Foto: Rosario Multari/NOI Techpark)
Il futuro: osare sempre più, ma con metodo
In un mondo dove il cambiamento è la norma e la velocità delle trasformazioni non consente pause, l’esperienza altoatesina offre una lezione di metodo. L’innovazione radicale non è un colpo di genio isolato, ma un processo che richiede disciplina, apertura e rete. Il metodo Alpha Innovation e l’ecosistema del NOI Techpark mostrano come sia possibile trasformare il potenziale in impatto, passando dall’idea all’attuazione concreta.
Il messaggio alle imprese è chiaro: non basta adattarsi, occorre reinventarsi. L’apertura all’open innovation, la collaborazione tra ricerca e industria e il coraggio di esplorare mercati inesplorati saranno le chiavi per restare competitivi.
Per il Tirolo del Sud, oggi in Italia, e per tutte le regioni che vogliono crescere attraverso la conoscenza, la sfida è convertire l’innovazione incrementale in un processo trasformativo e condiviso, capace di riscrivere i modelli produttivi. La vera domanda, oggi, non è chi vincerà la gara dell’innovazione, ma chi saprà osare di più, e farlo con metodo.
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(Foto: Rosario Multari/NOI Techpark)





