Un’oasi innovativa che combina spazi di lavoro, residenze e servizi premium nel cuore dell’Auvergne, aprendo nuove rotte al business

(Illustrazione: Z Architecture)
Nel cuore industriale di Clermont-Ferrand, dove un tempo si estendevano i capannoni della Michelin, sta prendendo forma un progetto di portata nazionale. Si chiama PIC, acronimo di Pôle d’Innovation Collaboratif, e sarà il più grande spazio di coworking e coliving di tutta la Francia.
Con i suoi 18 mila metri quadrati e più di 2.400 postazioni di lavoro, si propone di rivoluzionare l’offerta di spazi professionali, puntando a diventare un magnete per startup, imprese consolidate e professionisti indipendenti.
La scelta di localizzare un’iniziativa così ambiziosa a Clermont-Ferrand non è casuale: la città, storicamente legata alla Michelin e al suo indotto, da anni persegue politiche di riconversione industriale e culturale. L’ex area di Cataroux, oggi trasformata in un quartiere dedicato alla ricerca, al talento e alla creatività, rappresenta un terreno fertile per un progetto che intende unire imprenditoria, innovazione e vita quotidiana in un unico ecosistema.
Un investimento strategico e dal respiro internazionale
Il PIC non è semplicemente un edificio, ma un investimento complessivo da 64 milioni di euro, frutto di un’alleanza tra attori privati e istituzioni pubbliche. A sostenere il progetto ci sono gruppi come Michelin, Crédit Agricole, Caisse d’Épargne, Banque des Territoires e la Camera di Commercio locale, accanto al contributo diretto di Comune, Regione e Stato.
I lavori, iniziati due anni fa, hanno visto la trasformazione di un’ex area industriale in un complesso di ultima generazione. L’apertura è prevista tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, ma già ora quasi metà dei posti disponibili risulta prenotata da imprese e liberi professionisti.
Tristan Colombet, fondatore di Turing 22 e anima del progetto, ha dichiarato:
“Siamo in anticipo rispetto a qualsiasi previsione: quasi la metà dei posti è stata prenotata ancora prima di aprire le porte. È la conferma che le aziende cercano spazi moderni, flessibili e ricchi di servizi”.
Una sorta di “Club Med professionale” con tutti i comfort
Il PIC non si limita a offrire scrivanie e sale riunioni. L’idea è quella di trasformare il lavoro in un’esperienza completa, paragonabile a una sorta di “Club Med professionale”. Nel complesso saranno disponibili oltre cinquanta sale riunioni, due auditorium, una sala conferenze da 200 posti, uno spazio ristorazione da 500 coperti, sale relax, aree benessere e un coliving con 97 studi arredati.
A questi si aggiungono una panetteria interna, un bar, spazi per il coworking creativo come studi di registrazione e sale proiezioni. In questo contesto il lavoro si fonde con la socialità e la qualità della vita quotidiana, offrendo un ambiente che incoraggia la collaborazione e l’incontro fra mondi diversi.
“Tutto sarà incluso”,
aggiunge Tristan Colombet.
“Le aziende non dovranno occuparsi di nulla, se non di portare i propri collaboratori e i computer. Il resto sarà gestito da noi: dai servizi di pulizia alla connessione Internet, fino al caffè e alla frutta fresca”.
Le tariffe partono da 190 euro al mese per postazione, con tutti i servizi compresi, o da 22 euro al giorno per chi desidera utilizzare gli spazi in maniera saltuaria. Non ci sono vincoli a lungo termine: nessun contratto d’affitto, nessuna cauzione. Una flessibilità che rende il PIC competitivo non soltanto per startup e freelance, ma anche per le grandi aziende che cercano soluzioni rapide e scalabili.
Un vero ecosistema francese urbano, coerente e rigenerato
L’impatto del PIC non riguarda soltanto il mondo del lavoro, ma anche il tessuto urbano di Clermont-Ferrand. L’iniziativa fa parte di un progetto più ampio di riqualificazione del sito Michelin di Cataroux, che comprende anche la Manufacture des Talents, il Centro dei Materiali Sostenibili e il Quartier des Pistes. L’idea è quella di costruire un quartiere in cui ricerca, educazione, cultura e impresa convivano in sinergia.
Gli spazi verdi, pari a un ettaro e mezzo, e le aree pubbliche aperte alla cittadinanza rendono il progetto un luogo vivo e accessibile, capace di dialogare con la città e con il suo tessuto sociale. L’ex simbolo di una produzione industriale del Novecento diventa così il cuore di una nuova stagione, in cui innovazione e sostenibilità si intrecciano.

(Foto: Z Architecture)
Una vocazione globale che guarda molto oltre i confini locali
Il PIC nasce con un’ambizione che va ben oltre il contesto locale. L’obiettivo è trasformare Clermont-Ferrand in un hub internazionale dell’innovazione, capace di attrarre imprese e talenti dall’Europa e dal resto del mondo.
Vincent Supiot, presidente della società che gestisce il progetto, sottolinea:
“Nel nostro territorio abbiamo già campioni mondiali come Michelin, Limagrain o Théa. Il PIC non farà che rafforzare questa identità, offrendo un punto di attrazione per nuove imprese e nuovi mercati”.
Il tema della mobilità resta una sfida. L’attuale carenza di collegamenti ferroviari è stata più volte criticata anche da Florent Menegaux, amministratore delegato di Michelin, che ha parlato di “terzo mondo dei trasporti” riferendosi alla linea Clermont-Parigi.
Per superare questi limiti, gli organizzatori immaginano navette dedicate da e per l’aeroporto di Lione, colmando così un gap che rischierebbe di frenare l’apertura internazionale del progetto.
Secondo il fondatore di Turing 22, però, il PIC saprà offrire un valore aggiunto:
“Punteremo su un’offerta bilingue e su programmi dedicati al turismo d’affari e ai nomadi digitali. Non ci limiteremo al mercato francese: vogliamo far vivere qui esperienze professionali connesse al resto del mondo”.
Audacia e umanità al servizio dell’innovazione nell’Auvergne
A metà agosto 2025, il PIC appare come un modello di nuova concezione del lavoro: non più uffici tradizionali, ma spazi che integrano comunità, servizi e qualità della vita. Clermont-Ferrand, città simbolo di una Francia industriale in trasformazione, diventa così il laboratorio di un futuro che unisce business e benessere, professionalità e ospitalità.
L’ex area Michelin, segnata per decenni da catene di montaggio e produzione seriale, si reinventa oggi come catalizzatore di idee e comunità. È il segno che l’innovazione, quando è accompagnata da una visione urbana e da investimenti strategici, può rigenerare non soltanto il tessuto economico ma anche quello sociale.
Il PIC non è soltanto il più grande coworking di Francia: è un manifesto del modo in cui vogliamo vivere e lavorare nei prossimi anni.
PIC a Clermont-Ferrand: il nuovo polo d’innovazione sostenibile francese
La presentazione del Pôle d’Innovation Collaboratif di Clermont-Ferrand
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(Illustrazione: Z Architecture)










