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Corea del Sud

Costruire coi gusci d’uovo: il progetto in Corea

Il progetto Re:Shell riscrive il paradigma della durevolezza sviluppando mattoni biodegradabili fatti di gusci d’uovo, argilla, crusca e paglia

Re:Shell: edilizia sostenibile a partire dai gusci d'uovo
Re:Shell, il Living Design Lab della Seoul National University ha sviluppato un nuovo materiale da costruzione a base di gusci d’uovo (Foto: Biodesign Challenge / Seoul National University Living Design Lab)

Per le numerose civiltà che per millenni hanno edificato usando legno e argilla, l’idea di un materiale da costruzione biodegradabile non dovrebbe essere così nuova. Eppure, a neanche due secoli di distanza dall’invenzione del cemento armato, è diventato naturale associare concetti come durevolezza e resistenza a materiali “indistruttibili” e capaci di persistere identici a se stessi più a lungo possibile.

Il progetto Re:Shell, tra i finalisti della Biodesign Challenge della Seoul National University, capovolge questo involontario paradigma proponendo dei mattoncini a incastro realizzati a partire dai gusci d’uovo. Il risultato è un materiale da costruzione completamente biodegradabile, resistente e ispirato all’architettura tradizionale coreana. L’ingrediente principale, uno scarto alimentare che si sta rivelando una materia prima dalle enormi potenzialità. Non solo per l’edilizia sostenibile.

Seul, la rigenerazione urbana e i gusci d’uovo

Tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, Seul è stata radicalmente trasformata. Nel giro di pochi anni, le macerie lasciate dalla Guerra di Corea hanno lasciato il posto a una metropoli modernista, dominata da enormi costruzioni in cemento. In quegli anni la città inglobò diversi territori di provincia da cui nacquero importanti quartieri della città – come Gangnam, che oggi ospita oltre 500mila abitanti, e Yeouido, un’isola del fiume Han che è oggi il più grande distretto finanziario della capitale.

Dopo vent’anni, però, gli edifici in cemento costruiti frettolosamente negli anni della grande urbanizzazione, hanno iniziato a mostrare segni di decadenza. In Corea del Sud la vita media di un edificio residenziale si aggira sui 20-40 anni. E le demolizioni continue, ora che gli edifici degli anni Settanta stanno raggiungendo la fine del loro ciclo di vita, stanno diventando un problema serio: si stima che i detriti lasciati dall’abbattimento di “vecchie” costruzioni rappresentino da soli il 45% dei rifiuti prodotti dal Paese.

Così, dopo i primi sforzi votati alla riqualificazione degli spazi, alla fine degli anni Dieci si è iniziato a parlare di rigenerazione urbana. Come si legge in un recente studio dell’urbanista Kwang-seon Jin,

“Il paradigma urbano di Seul è cambiato (…): la soluzione al continuo declino del centro città è passata dalla demolizione alla rigenerazione”.

Così si è iniziato a recuperare, rigenerare e reinterpretare l’estetica e la funzione degli edifici, adattando le abitazioni tradizionali (hanok) e riscoprendo principi come lo yeobaek, lo “spazio lasciato bianco”. Ma anche a sperimentare con materiali smart, ventilazione passiva e bioedilizia. L’ultimo progetto viene dal Living Design Lab della Seoul National University: un nuovo materiale da costruzione completamente biodegradabile fatto con gusci d’uovo, argilla, crusca di frumento e paglia.

Seul e l'architettura sostenibile
Una vista dell’isola di Yeouido, sul fiume Han, a Seul (Foto: heecheol890102 / CC0)

Re:Shell, i mattoni biodegradabili ispirati alla tradizione

Il progetto Re:Shell, guidato da SungYun Jang, SuYang Choi, Hwi Song, SeongHa Lim e YoungYun Cho, combina i gusci d’uovo con argilla rossa, crusca di frumento e paglia per trasformarli in elementi da costruzione modulari. I ricercatori del Living Design Lab si procurano i gusci d’uovo da ristoranti e negozi di alimentari della zona, li lavano, li essicano e li tritano fino a ottenere una polvere molto fine.

La polvere viene quindi combinata con altri materiali che ne migliorano le proprietà: l’argilla rossa per la durevolezza e la traspirabilità, la crusca per la consistenza e la lavorabilità, la paglia per la leggerezza. Il risultato è un materiale composito resistente ma leggero, con texture e porosità regolabili, che i ricercatori hanno usato per creare dei mattoni “a incastro” ispirati ai principi dell’architettura tradizionale coreana.

I rifiuti locali, così, diventano un’importante risorsa edilizia che, alla fine del suo ciclo di vita, può tornare alla natura senza lasciare tracce di sé. Il nostro futuro, spiegano i ricercatori, potrebbe essere fatto da edifici progettati sin dall’inizio per essere biodegradabili, che siano durevoli ma non per questo permanenti. In Corea, d’altro canto, è chiaro a tutti che case e palazzi non durano per sempre.

Il Living Design Lab sta ora lavorando per migliorare le proprietà dei mattoni Re:Shell, in particolare sul fronte della resistenza all’acqua e della rigidità strutturale, per espandere il potenziale di questo nuovo approccio architettonico.

Edilizia sostenibile: in Corea nascono i mattoni a base di gusci d'uovo
I mattoni biodegradabili Re:Shell sono studiati per essere assemblati a incastro, ricordando le giunture di precisione tipiche dell’architettura tradizionale (Foto: Biodesign Challenge / Seoul National University Living Design Lab)

Perché i gusci d’uovo? Prospettive di uno scarto alimentare

I ricercatori coreani hanno scelto i gusci d’uovo per diverse ragioni pratiche, a cominciare dal crescente consumo di uova nel Paese, che garantisce una fornitura costante di scarti facilmente reperibili. I gusci delle uova, però, non sono una novità nell’ambito dei materiali sostenibili. Composti per circa il 94% da carbonato di calcio, un composto presente anche nelle pietre e nel cemento, i gusci vengono sempre più spesso considerati come una materia prima sostenibile adatta allo sviluppo di materiali edili innovativi.

Uno studio nigeriano del 2022 sottolineava la necessità di sfruttare i gusci d’uovo soprattutto come sostitutivo (parziale) del cemento nei materiali da costruzione a base di argilla e cemento. Non si tratta soltanto di trovare un’alternativa ai materiali da costruzione tradizionali, ma anche di iniziare a fare i conti con il problema della gestione degli scarti alimentari. Nel 2030, si legge nella ricerca, la produzione globale di uova raggiungerà i 90 milioni di tonnellate. E il 10% di questo peso sarà rappresentato dai gusci scartati.

Una ricerca egiziana di quest’anno, inoltre, evidenzia le eccellenti proprietà di questi scarti: i mattoni contenenti il 10% di gusci, cotti a 1100°C, sono isolanti termici molto migliori dei classici mattoni in argilla cotta. Parliamo del 50% in meno di conduttività rispetto al mattone puro. L’uso di gusci d’uovo come additivo nei mattoni d’argilla, si legge nello studio, permetterebbe di migliorare drasticamente l’efficienza energetica degli edifici.

Ma i gusci d’uovo hanno un futuro anche al di là delle costruzioni. Questi miracolosi prodotti di scarto si stanno rivelando una seria alternativa al calcare nella produzione di ceramica e stanno anche rivoluzionando le prospettive delle bioplastiche, migliorando le proprietà di biopolimeri come l’acido polilattico (PLA) e l’alcol polivinilico (PVA), che spesso sono poco resistenti e troppo permeabili.

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Progetto Re:Shell, dalla Corea i mattoni biodegradabili
Costruire con materiali completamente biodegradabili: un “ritorno alle origini” che si nutre di nuove tecnologie (Foto: Biodesign Challenge / Seoul National University Living Design Lab)

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