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Donne e innovazione: ecco come Barilla punta su scienza e talenti

Dalla tracciabilità del basilico alla pasta nello spazio, l’azienda di Parma investe su ricerca, parità di genere e leadership scientifica femminile

Barilla: Francesca Lambertini, Rosamaria Petrosino, Federica Quaini, Claudia Berti ed Elena Gucciardi operano in sinergia
Francesca Lambertini, Rosamaria Petrosino, Federica Quaini, Claudia Berti ed Elena Gucciardi operano in sinergia per coniugare ricerca scientifica, qualità sensoriale e innovazione sostenibile all’interno del sistema Barilla

Barilla, simbolo di un Made in Italy alimentare esistente dal 1877, è oggi anche un laboratorio avanzato di innovazione tecnologica e sociale. Dietro ai suoi prodotti iconici si cela un ecosistema multidisciplinare che unisce ricerca scientifica, tracciabilità digitale e inclusione di genere. In occasione della “Giornata Internazionale della Donna” 2025 l’8 marzo, il gruppo ha reso pubblici i suoi progressi nel campo dell’innovazione e della leadership al femminile: il 38,5 per cento dei manager è donna, con obiettivi di ulteriore crescita entro il 2030.
Una scelta strategica che riflette una visione più ampia: integrare competenze tecnico-scientifiche con sensibilità e approcci diversi. Nelle varie sedi in Emilia-Romagna e nel mondo, le squadre multidisciplinari analizzano ogni dettaglio del prodotto, dalla consistenza della pasta alle reazioni enzimatiche che ne influenzano il sapore. Le decisioni non sono mai affidate solo agli algoritmi: i sensi umani, allenati scientificamente, restano centrali.

“Abbiamo raggiunto la Gender Pay Equality per tutte le persone Barilla nel mondo già nel 2020, ma il nostro percorso per rendere il nostro luogo di lavoro sempre più inclusivo e paritario non è finito. Dobbiamo continuare a impegnarci per garantire pari opportunità tra uomini e donne ovunque operiamo. È per questo che, a livello globale, lavoriamo ogni giorno attraverso la formazione per aumentare la consapevolezza dei pregiudizi inconsci nei confronti delle donne”,

ha commentato Floriana Notarangelo, Former Chief Diversity & Inclusion Officer del Barilla Group.

Barilla: Rosamaria Petrosino, Vicepresidente delle Global RD&Q Capabilities
Rosamaria Petrosino, Vicepresidente delle Global RD&Q Capabilities, con oltre trent’anni in Barilla, coordina un team di 35 persone, unendo gastronomia e scienza per garantire gusto, qualità e sicurezza in ogni prodotto

Dal microscopio al palato: così si innova il gusto collettivo

Una delle protagoniste di questo percorso è Rosamaria Petrosino, vicepresidente di Barilla RD&Q Global Capabilities, con una formazione in chimica industriale. Supervisiona 35 ricercatori nei centri di ricerca di Parma e Chicago.

“Studiamo le proprietà reologiche degli impasti, la degradazione delle fibre durante la cottura, l’interazione con condimenti e packaging. Il nostro obiettivo è l’eccellenza scientifica applicata al quotidiano”,

spiega.

Nei laboratori Barilla vengono condotte oltre 15.000 analisi l’anno per monitorare la qualità di ogni fase della produzione, dalla selezione degli ingredienti alla qualità del prodotto finito.

Barilla: Francesca Lambertini, Allergens Research & Labs’ Management Scientist
Francesca Lambertini, Allergens Research & Labs’ Management Scientist in Barilla dal 2011, guida le attività di rilevazione degli allergeni e la gestione operativa dei laboratori, contribuendo all’eccellenza qualitativa dei prodotti

È in quest’ambito che opera Francesca Lambertini, dal 2011 Allergens Research & Labs’ Management Scientist incaricata di importanti mansioni: dalla rilevazione di allergeni negli alimenti e nelle materie prime, a una più ampia gestione operativa del laboratorio dove ricerca e tecnologia si combinano per definire ogni dettaglio della pasta al dente perfetta, dalla texture alla ruvidità.

Barilla: Elena Gucciardi, Food Technologist
Elena Gucciardi, giovane Food Technologist, ha trasformato uno stage in una carriera in Barilla, contribuendo alla definizione e ridefinizione delle ricette della pasta, dimostrando l’impatto delle donne nella scienza alimentare

Prima ancora di texture e ruvidità, però, vengono le ricette dei prodotti e le materie prime utilizzate per produrle: in questo campo opera Elena Gucciardi, giovane Food Technologists che grazie al suo impegno e alla sua perseveranza ha saputo trasformare un’esperienza di stage in un lavoro. Oggi, contribuisce a definire o ridefinire le ricette della pasta e a dimostrare che le donne di ogni età sono libere di fare la differenza anche in ambito scientifico.

La qualità sensoriale, oltre a quella nutrizionale, è una delle aree più evolute. Qui lavora Federica Quaini, responsabile della sensoristica alimentare, che guida un gruppo di assaggiatori certificati in camere bianche e cieche. Gli assaggi sono standardizzati secondo metodi ISO e si basano su parametri precisi: dolcezza residua, aroma di cereali, intensità del glutine cotto, soltanto per citarne alcuni.

“Ogni nuovo prodotto passa da almeno 12 cicli di valutazione sensoriale prima di arrivare sul mercato”,

spiega Quaini.
Parallelamente, la digitalizzazione entra nel cuore dell’innovazione: le variabili sensoriali vengono oggi elaborate anche da modelli predittivi di AI, che apprendono da migliaia di test per supportare la fase di prototipazione.

Barilla: Federica Quaini, Sensory and Analytical Food Science Associate Director
Federica Quaini, Sensory and Analytical Food Science Associate Director dal 2016, guida un gruppo di 20 assaggiatori, valutando scientificamente ogni dettaglio sensoriale dei prodotti Barilla, dalla pasta ai prodotti da forno

Basilico trasparente e digitale: come nasce un pesto tracciato

Uno dei progetti più all’avanguardia riguarda il Pesto alla Genovese. Grazie alla collaborazione con la startup Connecting Food, ogni lotto Barilla è oggi completamente tracciabile con tecnologia Blockchain. Scansionando un QR code sulla confezione, il consumatore può sapere da dove arriva il basilico, chi lo ha coltivato, quando è stato raccolto, e persino quali sono stati i passaggi intermedi della produzione.
Un salto di qualità per la trasparenza, ma anche una svolta logistica. Il progetto si inserisce in un contesto europeo che vede le filiere agroalimentari sempre più controllate e resilienti, soprattutto in seguito alla pandemia e alla crisi delle materie prime. Il basilico tracciato è coltivato in partnership con 34 agricoltori italiani, con cui la Barilla ha sottoscritto contratti di filiera pluriennali e sostenibili.
A livello istituzionale, la tracciabilità basata su blockchain è promossa anche dall’Osservatorio Food Sustainability del Politecnico di Milano. La direttrice, Chiara Corbo, commenta:

“Il caso Barilla dimostra come la tecnologia possa diventare fattore di fiducia e sostenibilità, non solo di efficienza. La sfida è combinare queste soluzioni con una visione etica e condivisa”.

Dalla Terra all’orbita: Barilla sperimenta la pasta nello spazio

In un esperimento condotto in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana e l’ESA, Barilla ha inviato in orbita alcuni formati di pasta per testarne la tenuta in condizioni di microgravità. Un’operazione scientifica che ha permesso di analizzare le trasformazioni fisiche e nutrizionali della pasta nello spazio, in vista delle future missioni a lungo termine.
Il progetto “Space Pasta”, ancora in fase di studio, prevede lo sviluppo di alimenti personalizzati per astronauti, con ricette ottimizzate per mantenere la struttura, il sapore e i valori nutrizionali anche in assenza di gravità. Si tratta di una delle applicazioni più affascinanti della space food innovation, dove gusto e nutrizione devono dialogare con fisica e ingegneria.
Non è un caso che a coordinare questi progetti ci siano spesso donne.

“La ricerca spaziale alimentare è una frontiera dove la multidisciplinarietà è essenziale. Qui le competenze femminili trovano pieno riconoscimento”,

commenta Silvia Battistelli, tecnologa alimentare e project manager di uno dei progetti in collaborazione con Barilla.

Barilla: Claudia Berti, Head of Open Innovation
Claudia Berti, Head of Open Innovation, da vent’anni crea sinergie tra Barilla, università e startup, come la collaborazione con Connecting Food per la tracciabilità del basilico nel Pesto tramite QR code

Innovazione sociale: dove scienza e equità si incontrano

La spinta verso l’innovazione in Barilla non si ferma alla tecnologia. Coinvolge anche la struttura organizzativa e la cultura aziendale. Negli ultimi dieci anni il gruppo ha raddoppiato la presenza femminile nei ruoli apicali, promuovendo programmi di mentorship, smart working flessibile e percorsi STEM per le giovani.
Barilla è tra le prime aziende italiane ad aver ottenuto la certificazione EDGE per la parità di genere e lavora in sinergia con network internazionali per l’empowerment femminile. Il Diversity & Inclusion Board, guidato da membri interni ed esterni, monitora obiettivi e KPI specifici.

“L’innovazione è anche culturale”,

afferma Claudia Berti, Head of Open Innovation.

“Non possiamo parlare di progresso se le donne non sono protagoniste. Oggi abbiamo chimiche, ingegnere, informatiche che guidano l’evoluzione dei nostri prodotti e processi”.

Il futuro è (anche) rosa: una leadership che crea valore

Dai laboratori al retail, dalle serre digitali ai panel sensoriali, la filiera alimentare è oggi un luogo dove tecnologia, sostenibilità e inclusione si intrecciano. Barilla ha infatti saputo trasformare l’innovazione in un asset strategico, ma anche in una narrazione coerente con i valori del brand: qualità, trasparenza, responsabilità.
Il protagonismo femminile non è più un’eccezione, ma un fattore sistemico. Dalla tracciabilità blockchain alla sostenibilità delle materie prime, dalla pasta spaziale alla robotica dei forni, il cambiamento è già in atto.
E il piatto di pasta sulla nostra tavola? È sempre più buono. Non soltanto per il gusto, ma per tutto ciò che rappresenta.

Floriana Notangelo del Barilla Group sull’ottenuta parità di genere

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