Nuova infrastruttura di ricerca all’interno del Centro Nazionale Svizzero di Supercalcolo, basata sul Cray EX di Hewlett-Packard Enterprise

(Foto: Marco Abram/CSCS)
Il 14 settembre scorso il Politecnico di Zurigo ha inaugurato ufficialmente il nuovo supercomputer “Alps” presso il Centro Nazionale Svizzero di Supercalcolo di Lugano.
Ai festeggiamenti, in quella che è unanimemente riconosciuta come la capitale economica del Ticino e che di tale Cantone è anche la città più popolosa, hanno partecipato il Consigliere Federale Guy Parmelin, Capo del Dipartimento Federale dell’Economia, della Formazione e della Ricerca, e note personalità del mondo scientifico e politico.
Ben 10.752 superchip NVIDIA Grace Hopper per stupire il mondo
La nuova infrastruttura di ricerca si basa su una macchina Cray Supercomputer EX di Hewlett-Packard Enterprise (HPE) e dispone di 10.752 superchip NVIDIA Grace Hopper, circostanza che rende “Alps” uno dei computer più veloci al mondo.
Nell’elenco Top500 globale dei supercomputer stilato nel giugno 2024, si è classificato al sesto posto nella prima fase di espansione.
Quando sarà completamente espanso, “Alps” avrà prestazioni massime dell’ordine di mezzo exaflop.
Un exaflop corrisponde a un miliardo di miliardi di operazioni in virgola mobile (flops) al secondo. I dati esatti sullo stato di espansione finale sono tuttavia attesi nel mese di novembre.

(Foto: Matteo Aroldi/CSCS)
Guy Parmelin: “È l’espressione della nostra visione di un futuro”
“Risultato di forze unite e di molti anni di collaborazione, ‘Alps’ è l’espressione della nostra visione di un futuro caratterizzato dalla conoscenza e dal progresso”,
ha dichiarato il Consigliere Federale Guy Parmelin nel proprio discorso.
“Allo stesso tempo, il nuovo supercomputer è un omaggio agli scopritori di campi scientifici ancora sconosciuti nonché l’epitome di una tecnologia assolutamente eccezionale”.
Il Capo del Dipartimento Federale dell’Economia, dell’Istruzione e della Ricerca ha spiegato che la nuova infrastruttura di ricerca è il risultato degli sforzi congiunti di Confederazione, Cantoni e Comuni svizzeri.
Christian Wolfrum: “Un colpo di fortuna, ma non è una coincidenza”
Anche il Vice Presidente del Politecnico di Zurigo, Christian Wolfrum, ha sottolineato l’impegno a lungo termine della Confederazione Elvetica e del Settore dei Politecnici Federali sul tema.
Per quanto riguarda i chip installati nell’infrastruttura di ricerca, egli ha anche sottolineato l’importanza della collaborazione di lunga data tra il CSCS e l’industria.
“’Alps’ è un colpo di fortuna, però non una coincidenza. Dopo tutto, l’ultimo supercomputer fa parte di una lunga tradizione di collaborazione tra il Centro Nazionale Svizzero di Supercalcolo e l’industria”.

Sfruttare tutto il potenziale dell’intelligenza artificiale per il Paese
Il nuovo supercomputer è stato sviluppato per soddisfare le esigenze estreme della ricerca scientifica in termini di dati e di calcolo.
“Con ‘Alps’, gli scienziati elvetici dispongono di un’infrastruttura che consente loro di sfruttare appieno le possibilità dell’intelligenza artificiale”,
ha proseguito Christian Wolfrum.
Il nuovo supercomputer è un elemento centrale dell’iniziativa “Swiss AI”.
Tale progetto è stato lanciato dal Politecnico di Zurigo e dal Politecnico di Losanna per posizionare la Confederazione come il principale hub mondiale per lo sviluppo e l’implementazione di soluzioni di IA trasparenti e affidabili.

Andreas Krause: “Sarà decisivo per addestrare modelli di IA complessi”
“’Alps’ consente di addestrare modelli di IA complessi per applicazioni importanti, ad esempio in medicina e nella ricerca sul clima”,
afferma Andreas Krause, responsabile del Centro di Intelligenza Artificiale del Politecnico di Zurigo.
Allo stesso tempo, grazie alla nuova infrastruttura di ricerca, è possibile compiere progressi metodologici nelle aree della trasparenza, dell’affidabilità e della sostenibilità dell’IA.
Su misura per le esigenze specifiche delle comunità di utenti,
“Alps” è un componente chiave dell’infrastruttura di ricerca del CSCS.
“Con la sua architettura cloud-native, possiamo creare cluster software-defined (vCluster) versatili e adattati alle esigenze specifiche delle comunità di utenti, garantendo il mantenimento della necessaria riservatezza”,
spiega Thomas Schulthess, Direttore del Centro Nazionale Svizzero di Supercalcolo.
Diverse istituzioni stanno sfruttando questa nuova opportunità, in particolare l’Istituto Paul Scherrer.
La nota istituzione di ricerca di Villigen, nel Canton Argovia, è convinta che ‘Alps’ aprirà la strada per affrontare le sfide scientifiche, incoraggiando gli scienziati del calcolo ad alte prestazioni e dell’analisi dei dati estremi a pensare fuori dagli schemi.

L’importanza dei software e l’evoluzione delle previsioni di MeteoSvizzera
Tuttavia, l’hardware è soltanto un pezzo del puzzle. L’altra parte è lo sviluppo del software, che ha molte sfaccettature.
Qui gli ingegneri del CSCS svolgono un ruolo importante, lavorando a stretto contatto con i ricercatori per sviluppare strumenti e programmi che traducono le domande scientifiche nel linguaggio del computer.
Insieme, stanno portando avanti la ricerca scientifica nella Confederazione, spesso con un beneficio diretto per la società.
Ad esempio, “Alps” ha permesso a MeteoSvizzera di passare a un modello a risoluzione molto più elevata per le previsioni meteorologiche, che riflette meglio la complessa topografia di montagne e di valli del Paese rossocrociato.
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