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Eleonora De Canio: “Internazionalizzare vuole dire creare valore”

La consulente S-GE per Ticino e Grigioni spiega come guidare le imprese tra regole, mercati esteri e reti istituzionali, attraverso criticità operative

Eleonora De Canio: export, tecnologia e policy per l’innovazione, modelli di internazionalizzazione, networking economico e opportunità globali per aziende orientate a sviluppo e competitività globale
Intervento sul palco dell’evento “S-GE International Talk” 2025 presso Plastifil SA: Eleonora De Canio ha approfondito strumenti operativi, intelligence di mercato e network istituzionali per ridurre il rischio paese e accelerare i percorsi di ingresso delle imprese elvetuche in mercati ad alta complessità normativa e competitiva

Nel contesto attuale, dove internazionalizzazione, innovazione e politiche pubbliche si intrecciano in modi sempre più complessi, pochi profili professionali offrono una prospettiva organica e concreta come quello di Eleonora De Canio. Consultant e Team Responsible per la Svizzera meridionale presso Switzerland Global Enterprise, porta con sé un percorso che attraversa istituzioni della UE, ecosistemi elvetici dell’innovazione e strategie d’impresa globali, con un comune denominatore: la capacità di tradurre contesti regolatori e dinamiche di mercato in opportunità tangibili per le aziende.

La sua esperienza spazia dal marketing e gestione clienti nel settore privato al cuore delle istituzioni europee, passando per ruoli di responsabilità in centri di competenza sull’innovazione. In ciascuna di queste tappe (dal Parlamento Europeo al Lifestyle Tech Competence Center di Lugano), De Canio ha affinato competenze che oggi risultano fondamentali per orientare le imprese svizzere e internazionali nei processi di export e sviluppo strategico. La sua posizione in Switzerland Global Enterprise, agenzia con mandato ufficiale della Segreteria di Stato dell’Economia svizzera (SECO), le consente di operare con una legittimità istituzionale rara nel panorama dei soggetti che supportano l’internazionalizzazione.

In un momento storico in cui la complessità normativa, la digitalizzazione e la competitività globale richiedono strumenti di accompagnamento sempre più sofisticati, Eleonora si muove con una visione che combina intelligence di mercato qualificata, reti di contatto locali e un approccio personalizzato alla strategia d’ingresso nei mercati esteri. Questa intervista esplora non soltanto il suo percorso, ma anche le principali sfide che le imprese affrontano nella transizione verso mercati strutturati, il ruolo cruciale degli ecosistemi cross-border e le tendenze emergenti nelle relazioni economiche tra Svizzera e Italia.

Alla base delle sue riflessioni c’è una convinzione: l’internazionalizzazione non è un traguardo da raggiungere una tantum, ma un processo dinamico che richiede empatia, competenze trasversali, collaborazioni di lungo periodo e una solida comprensione delle tecnologie digitali. Nelle risposte alle nostre domande, Eleonora De Canio condivide esempi concreti, strumenti d’azione e consigli strategici per PMI, start-up e organizzazioni che vogliono trasformare ambizione e conoscenza in risultati export concreti.

Eleonora De Canio: internazionalizzazione d’impresa, innovazione e reti istituzionali tra Svizzera e Italia, strategie export, cooperazione cross-border e sviluppo competitivo per PMI e startup tecnologiche
Forum Industriale al Palazzo dei Congressi di Lugano con oltre 430 partecipanti e tavolo relatori con Fabrizio Macrì, Alberto Bellol, Eleonora De Canio al centro, Adam Gontarz e Nicola Roberto Tettamanti: confronto su innovazione, Internazionalizzazione, digitalizzazione e resilienza delle PMI tra Italia e Svizzera

Può raccontarci brevemente il suo percorso professionale e come è arrivata alla sua attuale posizione di Consultant e Team Responsible per la Svizzera meridionale presso Switzerland Global Enterprise?

“Il mio percorso professionale si è sviluppato all’intersezione tra politiche europee, innovazione e sviluppo d’impresa. Ho un retroterra professionale di otto anni, ho lavorato nel settore privato, in ambito marketing e gestione clienti, e tra le esperienze più rilevanti per il mio attuale ruolo partirei da quella al Parlamento Europeo, dove ho maturato una solida comprensione dei meccanismi istituzionali, delle politiche industriali e del contesto regolatorio europeo, competenze che oggi considero fondamentali per accompagnare le imprese nei mercati internazionali. Successivamente, ho ricoperto il ruolo di Innovation Manager presso il Lifestyle Tech Competence Center di Lugano. In questo contesto ho guidato progetti di open innovation e R&D complessi, collaborando con grandi aziende, start-up, università e istituzioni. L’ingresso in Switzerland Global Enterprise rappresenta per me una sintesi naturale di queste esperienze: un ruolo che mi permette di mettere a sistema competenze strategiche, conoscenza dei mercati e capacità di costruire ecosistemi a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese svizzere, sempre con un occhio al futuro e al successo delle aziende locali”.

Nel suo ruolo, quali sono le principali sfide nell’accompagnare aziende svizzere nei processi di internazionalizzazione e quali strumenti risultano più efficaci in questo percorso?

“La sfida principale è aiutare le imprese a orientarsi in un contesto globale complesso, dove le informazioni sono abbondanti ma non sempre affidabili, e dove decisioni sbagliate possono avere un impatto significativo. In questo senso, Switzerland Global Enterprise svolge un ruolo unico: siamo un’organizzazione con un mandato ufficiale della Segreteria di Stato dell’Economia SECO, il che ci conferisce una forte legittimità istituzionale e una posizione di assoluta affidabilità per le aziende. Collaboriamo strettamente con il Dipartimento Federale degli Affari Esteri FDFA, con consolati, ambasciate e camere di commercio, e questo ci permette di avere una presenza capillare sui mercati esteri, una conoscenza diretta del territorio e accesso a informazioni e network che difficilmente sarebbero disponibili attraverso canali privati. Questo ‘paracadute istituzionale’ consente alle imprese di muoversi all’estero con maggiore sicurezza, riducendo i rischi e accelerando i processi decisionali. Gli strumenti più efficaci restano quindi una combinazione di intelligence di mercato qualificata, accesso a contatti locali affidabili e accompagnamento strategico personalizzato”.

Avendo moderato e partecipato a numerosi eventi e forum economici, come valuta l’importanza degli ecosistemi di collaborazione cross-border tra imprese, istituzioni e territori?

“Gli ecosistemi di collaborazione cross-border sono oggi un fattore chiave di competitività. Nessuna impresa, soprattutto di piccole e medie dimensioni, può affrontare da sola le sfide dei mercati internazionali. La collaborazione tra imprese, istituzioni, università e territori consente di condividere competenze, ridurre i rischi e generare innovazione in modo più rapido ed efficace. La mia esperienza nella moderazione di eventi e forum economici mi ha confermato quanto il dialogo e la contaminazione tra attori diversi siano fondamentali per creare opportunità concrete di business e favorire uno sviluppo sostenibile a livello regionale e internazionale, soprattutto quando esiste un facilitatore istituzionale in grado di mettere a sistema queste relazioni”.

Quali sono, a suo avviso, le tendenze più rilevanti nelle relazioni economiche tra Svizzera e Italia, soprattutto in termini di innovazione e nuove opportunità di mercato?

“Svizzera e Italia condividono un rapporto economico molto stretto, che negli ultimi anni si è ulteriormente rafforzato grazie a una crescente attenzione all’innovazione, alla sostenibilità e alle tecnologie avanzate. Osserviamo un forte interesse reciproco in ambiti come life sciences, meccatronica, cleantech, digitalizzazione e industria 4.0. Inoltre, la complementarietà tra il tessuto industriale italiano e l’ecosistema dell’innovazione svizzero crea numerose opportunità di collaborazione, in particolare per progetti di co-sviluppo tecnologico e accesso congiunto a mercati terzi”.

In un contesto globale in rapido cambiamento, come possono le PMI adattare le proprie strategie di export per restare competitive e resilienti nei mercati internazionali?

“Le PMI devono adottare un approccio sempre più strategico e flessibile, basato su una buona conoscenza dei mercati e sulla capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti. Diversificare mercati e partner, rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento e investire nella digitalizzazione sono elementi chiave. Allo stesso tempo, è fondamentale non affrontare questi percorsi da soli, ma affidandosi a partner che conoscano il territorio e possano supportare le aziende nelle scelte strategiche, riducendo rischi e tempi di ingresso”.

Può condividere un esempio recente di progetto o iniziativa internazionale che, a suo giudizio, può ispirare altre imprese italiane e svizzere ad affrontare con maggiore ambizione i mercati esteri?

“Un esempio particolarmente significativo è la Business Culture Mission in Arabia Saudita organizzata lo scorso novembre, che ha coinvolto più di dieci aziende svizzere attive nei settori del lusso, del design e dell’innovazione. Si è trattato di un’iniziativa strutturata, costruita in collaborazione con l’Ambasciata locale e con istituzioni saudite, che ha permesso alle imprese partecipanti di accedere direttamente a decision makers, potenziali partner commerciali e investitori in un mercato in forte trasformazione. Questo tipo di missioni non si limita a creare visibilità, ma offre un accesso concreto a opportunità di business, favorendo relazioni di lungo periodo e una comprensione approfondita del contesto locale. È un esempio di come Switzerland Global Enterprise accompagni le imprese passo dopo passo, trasformando mercati complessi in opportunità reali di crescita”.

Eleonora De Canio: innovazione industriale, mercati esteri e trasformazione digitale, supporto alle imprese, ecosistemi di collaborazione e strumenti strategici per crescita internazionale sostenibile
Forum Industriale dedicato alla cooperazione economica italo-svizzera con Eleonora De Canio al centro del dibattito nelle vesti di relatrice; il tema, analisi su innovazione, internazionalizzazione e reti istituzionali come infrastruttura abilitante per la crescita delle PMI in ecosistemi cross-border ad alta specializzazione

Come vede evolversi il ruolo degli strumenti digitali e delle tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale e le piattaforme di commercio internazionale, nel supporto all’export?

“Gli strumenti digitali e le tecnologie emergenti stanno trasformando profondamente il modo in cui le aziende approcciano i mercati internazionali. L’intelligenza artificiale, ad esempio, consente di analizzare grandi quantità di dati, individuare tendenze di mercato e ottimizzare le strategie commerciali. Le piattaforme digitali facilitano l’accesso ai mercati, riducono le barriere all’ingresso e rendono i processi di export più efficienti. Nei prossimi anni, la capacità di integrare queste tecnologie sarà sempre più determinante per il successo internazionale delle imprese. Tuttavia, credo che la tecnologia da sola non basti: il vero valore nasce dall’integrazione tra strumenti digitali, conoscenza del mercato e relazioni umane”.

Nel suo percorso ha operato in contesti diversi tra consulenza, innovazione e sviluppo d’impresa: quali competenze trasversali ritiene oggi indispensabili per chi lavora nell’internazionalizzazione?

“Per me la competenza più importante è la capacità di ascoltare davvero le aziende. Ogni impresa ha una storia, dei vincoli e delle ambizioni diverse, e il nostro ruolo è capire a fondo i loro bisogni per individuare soluzioni realistiche e sostenibili nel tempo. L’internazionalizzazione non è soltanto una questione di mercati o numeri, ma di persone, relazioni e fiducia. Per questo le competenze interpersonali, l’empatia e la capacità di gestire situazioni complesse sono fondamentali. Allo stesso tempo, è essenziale saper creare sinergie, mettere in relazione attori diversi e favorire la collaborazione come strumento per il successo internazionale. La collaborazione non è un fine, ma il mezzo attraverso cui le imprese possono crescere in modo solido e consapevole”.

Quali consigli darebbe a una start-up o a una PMI italiana che vuole affacciarsi per la prima volta su mercati esteri strutturati, in particolare nel contesto svizzero ed europeo?

“Il primo consiglio è quello di non improvvisare. Mercati strutturati come quello svizzero ed europeo offrono grandi opportunità, ma richiedono preparazione, conoscenza del contesto e una strategia chiara. È fondamentale comprendere il posizionamento del proprio prodotto o servizio, gli aspetti regolatori e le dinamiche culturali locali. In questo percorso, affidarsi a un partner istituzionale come Switzerland Global Enterprise può fare una grande differenza. Grazie alla nostra rete internazionale e alla collaborazione con ambasciate, consolati e partner locali, possiamo supportare le imprese sin dalle prime fasi, dall’analisi di mercato all’identificazione di contatti qualificati, fino all’ingresso operativo nel mercato. Questo permette alle aziende di ridurre i rischi e di concentrarsi su ciò che sanno fare meglio: sviluppare il proprio business”.

Guardando ai prossimi cinque anni, quali sono le principali sfide e opportunità che intravede per le imprese europee sul fronte di export, competitività e innovazione?

“Nei prossimi anni le imprese europee dovranno confrontarsi con sfide legate alla volatilità geopolitica, alla transizione energetica e alla crescente competizione globale. Allo stesso tempo, queste dinamiche aprono importanti opportunità in termini di innovazione tecnologica, sostenibilità e nuovi modelli di business. Le aziende che sapranno investire in innovazione, digitalizzazione e collaborazione internazionale saranno meglio posizionate per rafforzare la propria competitività sui mercati globali”.

“Che cosa sapete della Svizzera” (in particolare dell’innovazione)?

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