Geotag:

AustriaItaliaSvizzera

Günther Dissertori: “L’eccellenza nasce da talento e collaborazione”

Il Rettore del Politecnico Federale di Zurigo analizza le sfide tra AI, formazione e sinergie scientifiche in uno scenario globale complesso

Günther Dissertori: ricerca fondamentale, collaborazione e centralità delle persone come base dell’eccellenza accademica e della governance universitaria
Günther Dissertori, Rettore dell’ETH Zurich, guida una delle principali università tecniche al mondo con un approccio che integra ricerca fondamentale, formazione e governance; al centro della sua visione, il ruolo delle persone e della collaborazione nella costruzione dell’eccellenza accademica (Foto: ETH Zürich)

Responsabile della dimensione accademica e della didattica presso ETH Zurich, una delle istituzioni universitarie più prestigiose al mondo, il professor Günther Dissertori rappresenta un profilo capace di coniugare eccellenza scientifica e visione strategica. È uno scienziato di primo piano nel campo della fisica delle particelle e, al tempo stesso, un leader istituzionale impegnato a guidare l’ateneo in una fase di profonde trasformazioni tecnologiche e sociali.

Nato nel 1967 a Lagundo in Alto Adige, in un’area storicamente germanofona, egli ha sviluppato il proprio percorso accademico tra Italia, Austria e Svizzera, studiando a Innsbruck e svolgendo attività di ricerca presso il CERN di Ginevra. È entrato al Politecnico Federale di Zurigo all’inizio degli Anni Duemila, dove ha intrapreso una carriera accademica di rilievo, fino a diventare nel 2007 professore ordinario di fisica delle particelle.

Parallelamente all’attività di ricerca nel campo della fisica fondamentale, si è distinto per un impegno costante nella didattica, ricevendo numerosi riconoscimenti per la qualità dell’insegnamento. Tra questi figurano le “Goldene Eule” assegnate dall’associazione studentesca VSETH e il “Credit Suisse Award for Best Teaching”, conferitogli nel 2013. Tali riconoscimenti riflettono una visione accademica in cui ricerca e formazione risultano strettamente integrate. Dal febbraio 2022, egli ricopre il ruolo di Rettore dell’ETH Zurich, succedendo alla professoressa Sarah Springman. In questa funzione, è responsabile dello sviluppo accademico e dell’offerta formativa di un’istituzione sempre più internazionale e interdisciplinare.

Il suo profilo si colloca all’intersezione tra ricerca fondamentale e governance universitaria, in un contesto segnato da trasformazioni tecnologiche, scientifiche e geopolitiche. In dialoghi e interventi pubblici, Günther Dissertori ha più volte sottolineato come l’eccellenza accademica nasca dall’incontro tra talento, collaborazione e condizioni istituzionali solide, evidenziando al contempo alcune delle principali sfide per il futuro dell’istruzione superiore: l’integrazione tra discipline, l’impatto della ricerca sulla società, il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e la necessità di preservare apertura, libertà accademica e responsabilità etica.

Ne emerge una visione dell’università come ecosistema dinamico, fondato sulle persone, sulla collaborazione e su solide condizioni istituzionali, capace di coniugare eccellenza scientifica e responsabilità sociale, meritevole di essere letta in un’intervista con la redazione di Innovando.News.

Lei ha avuto una carriera di grande rilievo nell’ambito di ricerca della fisica fondamentale, dai primi lavori al CERN fino al lungo ruolo di professore di fisica delle particelle al Politecnico Federale di Zurigo e ora come Rettore. Quali influenze iniziali hanno plasmato la decisione di dedicarsi alla fisica al più alto livello e in che modo questa mentalità scientifica ha influenzato l’approccio alla sua leadership presso l’ETH?

“Già da bambino avevo una curiosità fondamentale e innata per la natura e la scienza. Gli anni scolastici, in particolare al liceo, hanno rafforzato questo interesse e mi hanno incoraggiato a intraprendere un percorso scientifico. Ho anche avuto la fortuna di incontrare le persone giuste al momento giusto, persone che mi hanno sostenuto. Come fisico delle particelle, ho imparato presto che insieme si è più forti. Questa consapevolezza ha plasmato il mio approccio alla leadership fino ad oggi. In fondo, tutto ruota attorno alle persone e ai gruppi di lavoro. Come scienziato, sono stato anche formato al pensiero analitico, alla capacità di valutare rapidamente le situazioni e agire di conseguenza. La combinazione di questa mentalità analitica con una forte attenzione alle persone è al centro del mio approccio alla leadership”.

In qualità di Rettore di una delle principali università tecniche al mondo, come viene bilanciato l’impegno fondamentale dell’ETH Zurigo verso la ricerca all’avanguardia con la crescente domanda di istruzione interdisciplinare e l’impatto nel mondo reale?

“Già nelle prime fasi degli studi, mettiamo gli studenti di fronte a problemi complessi provenienti dalla ricerca più avanzata. In questo modo sperimentano direttamente che la ricerca può attraversare diverse discipline. Successivamente, alcuni studenti possono partecipare a progetti focalizzati. In questi progetti, lavorano in piccoli gruppi su problemi reali per i quali non esistono soluzioni preconfezionate. Dai robot per l’uso sulla terra, in acqua o sulla luna, ai sistemi di propulsione innovativi per aerei, auto da corsa o razzi, i risultati sono impressionanti. Incoraggiamo inoltre gli studenti a sviluppare le proprie idee e a fondare le proprie aziende. Il nostro Pioneer Fellowship, ad esempio, aiuta studenti e ricercatori dalla mentalità imprenditoriale a trasformare la ricerca in spin-off pronti per il mercato, offrendo loro finanziamenti per un anno. Inoltre, l’ETH Student Project House offre agli studenti uno spazio unico per sviluppare le proprie idee. Dai tutor di matematica basati su IA a bastoni intelligenti per non vedenti, nel solo 2025 ha supportato 616 progetti”.

Günther Dissertori: percorso tra fisica delle particelle, ETH Zurich e leadership accademica orientata a conoscenza, apertura e responsabilità etica
Günther Dissertori durante una lezione all’ETH Zurich: egli è un docente premiato più volte per l’eccellenza didattica, avendo sempre affiancato all’attività di ricerca un forte impegno nell’insegnamento, formando studenti attraverso il confronto diretto con la ricerca più avanzata
(Foto: Heidi Hostettler/D-PHYS ETH Zürich)

La ricerca in fisica delle particelle ha portato ad alcune delle scoperte scientifiche più rilevanti del secolo scorso, tra cui il bosone di Higgs. Come viene considerato il ruolo della ricerca fondamentale in grandi strutture come il CERN nel plasmare l’innovazione tecnologica e il progresso sociale?

“Grandi progetti visionari al CERN e altrove sono spesso guidati da domande scientifiche fondamentali. Per rispondere, abbiamo bisogno di tecnologie e strumenti che ancora non esistono. Questo spinge ingegneria e tecnologia verso nuove frontiere. Anche se la motivazione iniziale è scientifica, queste innovazioni trovano spesso applicazione nell’industria e in altri ambiti. Inoltre, l’industria è frequentemente coinvolta nello sviluppo delle nuove tecnologie, accelerandone il trasferimento pratico. Oltre a ciò, il CERN è un notevole esperimento sociale: persone di culture e Paesi diversi lavorano insieme per un obiettivo comune. Soprattutto oggi, questo aspetto è più prezioso che mai. L’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare è nata non soltanto come progetto scientifico, ma anche come iniziativa di pace dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ancora oggi, le grandi iniziative di ricerca fondamentale incarnano questa missione: costruiscono ponti e uniscono le persone”.

Il Politecnico Federale di Zurigo ha un profilo globale e una comunità internazionale diversificata. Quali sono gli elementi chiave che permettono a un’università di eccellenza di attrarre e trattenere talenti tra culture, discipline e generazioni diverse?

“Il fattore più importante sono, ancora una volta, le persone. Persone eccellenti attirano altre persone eccellenti. Ma non basta: servono anche solide condizioni quadro. Nel nostro caso, finanziamenti adeguati e stabili da parte del Governo svizzero, che ci permettono di competere per i talenti e investire in strutture all’avanguardia e infrastrutture di ricerca eccellenti. Anche gli studenti sono una risorsa fondamentale: studenti forti rendono il Politecnico Federale di Zurigo attrattivo per gli scienziati. E poi c’è la cultura dell’ETH: un luogo in cui si collabora, si scambiano idee oltre i confini disciplinari e ci si sente parte di una comunità dinamica”.

In un contesto accademico e di ricerca segnato da rapidi cambiamenti tecnologici, come AI, calcolo quantistico, data science, quali priorità strategiche devono adottare le università per restare rilevanti e incisive?

“Per rimanere rilevanti, dobbiamo continuare a valorizzare la ricerca fondamentale e mantenere un dialogo forte con la società. Ampliare le competenze scientifiche e trasmetterle alle nuove generazioni è la ragion d’essere della nostra università. Per questo sviluppiamo continuamente la varietà delle attività di ricerca e insegnamento, mantenendo al contempo il focus su tre aree chiave: ambiente e risorse; trasformazione digitale; salute e benessere”.

L’ETH Zurigo pone grande enfasi sulla qualità dell’insegnamento, e il Rettore stesso ha ricevuto numerosi riconoscimenti per l’eccellenza didattica. Come si coltiva una cultura in cui ricerca di alto livello e didattica eccellente si rafforzano reciprocamente?

“Ancora una volta, tutto parte da persone eccellenti. Inoltre, al Politecnico Federale di Zurigo ricerca e insegnamento sono strettamente interconnessi. La nostra didattica si basa sulla ricerca più avanzata. In questo modo, gli studenti imparano fin dall’inizio come funziona la ricerca”.

Il panorama globale della ricerca, dei finanziamenti e della mobilità è sempre più complesso, influenzato da tensioni geopolitiche e quadri normativi. Come dovrebbero rispondere istituzioni come l’ETH a queste sfide, mantenendo uno scambio scientifico aperto?

“La missione del Politecnico Federale di Zurigo è promuovere ricerca, formazione e trasferimento di conoscenze nel rispetto di principi come libertà accademica e inclusione. Per questo, la leadership ha deciso che prendere posizione su questioni geopolitiche rischia più di ostacolare che sostenere la nostra missione. Mantenendo imparzialità, l’università preserva il proprio ruolo di spazio di ricerca aperta. Un altro esempio è la Einstein School of Public Policy, che rafforza il legame tra scienza, tecnologia e politica e aiuta ad affrontare sfide sociali. Vogliamo supportare decisori pubblici con basi scientifiche solide. Un ulteriore aspetto è la sicurezza delle conoscenze: le università devono proteggere tecnologie sensibili senza limitare inutilmente l’apertura scientifica. Serve un quadro solido che salvaguardi la libertà della ricerca. Se riusciamo a costruire un sistema coerente con adeguate misure di protezione, possiamo continuare a scambiare informazioni liberamente”.

L’intelligenza artificiale e il machine learning stanno trasformando non soltanto la scienza, ma anche gli ambienti di apprendimento. In che modo si prevede che l’IA rimodelli l’istruzione universitaria e i processi di ricerca, e quali questioni etiche o di governance emergono?

“L’ETH Zurigo promuove un approccio proattivo all’uso dell’IA generativa. Puntiamo su responsabilità, trasparenza ed equità, per docenti e studenti. Offriamo formazione mirata per comprenderla, usarla in modo consapevole e valutarla criticamente. L’intelligenza artificiale è ormai centrale in quasi tutti i corsi di studio. Proprio perché i sistemi diventano più complessi, è essenziale comprenderne i meccanismi. Soltanto con solide basi concettuali si possono sostenere sviluppi tecnologici in modo competente ed eticamente responsabile. Formiamo scienziati e ingegneri che comprendano che cosa significhi un’IA solida: affidabilità, sicurezza, robustezza, verificabilità e tracciabilità”.

In qualità di Rettore, responsabile delle politiche educative, degli standard di ammissione e della qualità accademica, come viene garantito che l’innovazione nei curricula risponda sia alle esigenze degli studenti sia alle richieste della società e dell’industria?

“L’innovazione dei curricula richiede agilità. Dobbiamo mettere costantemente in discussione lo status quo. In questo contesto ho lanciato PAKETH (esso è l’acronimo in lingua tedesca di “Prüfung Akademischer Kalender ETH”, ovvero “Calendario Accademico degli Esami della Scuola Politecnica Federale”, ndr), la più grande riforma degli studi degli ultimi vent’anni, allo scopo di garantire la preparazione futura della nostra didattica. PAKETH, in vigore dal semestre autunnale 2028, riforma il calendario accademico e il sistema di valutazione: introduce due semestri quasi equivalenti con esami armonizzati, una settimana senza lezioni in autunno, integrazione delle valutazioni nei corsi, semplificazione dei regolamenti, eliminazione dei corsi annuali e dei blocchi d’esame, e una migliore pianificazione del carico di lavoro”.

Günther Dissertori: ricerca fondamentale, collaborazione e centralità delle persone come base dell’eccellenza accademica e della governance universitaria
Veduta aerea di Lagundo, in Alto Adige o Südtirol, territorio di confine tra culture e lingue che ha contribuito a formare una visione aperta e internazionale; è un contesto che si riflette oggi nell’approccio alla ricerca e alla governance universitaria

Guardando al prossimo decennio, quali trasformazioni scientifiche, educative o sociali definiranno il futuro dell’istruzione superiore e quale ruolo è previsto per l’ETH Zurigo in tale trasformazione?
“L’intelligenza artificiale definirà certamente il futuro dell’istruzione superiore, come ho già avuto modo di dire in diverse occasioni”.

Lei è nato e cresciuto in Südtirol o Alto Adige, una regione culturalmente e linguisticamente unica al crocevia fra tradizioni italiane e austriache: in che modo questo contesto ha influenzato la carriera scientifica e la prospettiva come Rettore di un’istituzione globale come l’ETH Zurigo?

“Sono profondamente radicato in quelli che definirei valori alpini: forte senso di responsabilità, amore per la natura e una certa resilienza. Sono cresciuto all’incrocio di due culture e ho imparato presto quanto sia preziosa la diversità. Questo mi aiuta a muovermi in un’organizzazione internazionale come l’ETH”.

La videointervista “Questo… o quello?” con Günther Dissertori

Nuova infrastruttura di ricerca: inaugurato il supercomputer “Alps”

Il record di accelerazione del veicolo elettrico svizzero “mythen”

Le sfide globali del cibo secondo Martijn Sonnevelt dell’ETH

Ecco tre approfondimenti che potrebbero interessarti:

Il ricordo di Albert Einstein e l’arte di governare l’innovazione
Julia Dannath-Schuh: “All’ETH l’impegno per le donne dà frutti…”
L’omaggio di Sergio Mattarella è alla Svizzera dell’innovazione

Günther Dissertori: integrazione tra didattica e ricerca, formazione interdisciplinare e sviluppo di competenze per le nuove generazioni
Fisico delle particelle e oggi Rettore del Politecnico Federale di Zurigo, Günther Dissertori rappresenta una leadership che unisce pensiero analitico e visione istituzionale; egli affronta le sfide della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale nel sistema universitario globale (Foto: ETH Zürich)

Vedi sulla mappa

COMMENTI

Lascia un commento