Un centro congiunto in Romania accelera il futuro di cloud e AI in 22 Paesi, con un focus su prototipazione rapida e trasformazioni settoriali

All’inizio del 2025, IBM e Amazon Web Services hanno aperto a Bucarest un Innovation Lab congiunto, ospitato all’interno dell’IBM Client Innovation Centre. L’iniziativa è frutto di una collaborazione strategica che mira a rafforzare il posizionamento delle due multinazionali in Europa centrale e orientale, offrendo a clienti di ben 22 Paesi la possibilità di sperimentare e adottare soluzioni avanzate di cloud ibrido e intelligenza artificiale generativa.
L’idea alla base del laboratorio è chiara: trasformare concetti e prototipi in soluzioni concrete e scalabili, in grado di rispondere alle esigenze più urgenti delle imprese. Dai settori automotive ed energia, fino al manifatturiero e alla sanità, le aziende avranno accesso a un ambiente che consente di testare nuove applicazioni, sfruttando strumenti come Amazon Bedrock, Amazon SageMaker e IBM watsonx su AWS. Non si tratta quindi di un semplice spazio dimostrativo, ma di un vero e proprio catalizzatore di trasformazioni.
Il laboratorio offre inoltre un’opportunità unica: quella di mettere in contatto i clienti con i migliori praticanti e consulenti certificati AWS di IBM, che a Bucarest hanno la loro maggiore concentrazione in tutta l’area EMEA. Questi professionisti guidano le aziende in percorsi di modernizzazione del cloud, migrazione e gestione dei carichi di lavoro, con un approccio che combina la competenza tecnica alla capacità di visione strategica.

Dal laboratorio di Bangalore alla Romania innovativa
L’apertura di Bucarest rappresenta un’estensione di un modello già sperimentato in India. Nel 2023, infatti, IBM e AWS avevano inaugurato un laboratorio simile a Bangalore, con l’obiettivo di dare ai clienti uno spazio per testare e comprendere le potenzialità delle tecnologie emergenti. L’esperimento in India si è rivelato un successo e ha mostrato come la vicinanza fisica a strumenti, esperti e casi d’uso possa accelerare i processi decisionali e ridurre le barriere all’adozione di innovazioni complesse.
La scelta della Romania non è casuale. Bucarest si sta sempre più affermando come hub tecnologico per l’Europa sud-orientale, grazie a un ecosistema di università, startup e grandi aziende che la rendono terreno fertile per sperimentazioni di frontiera.
L’apertura del nuovo Innovation Lab rafforza questa vocazione, posizionando la città come ponte tra mercati maturi dell’Europa occidentale e realtà emergenti dei Balcani e dell’Europa centrale.
La ex International Business Machine, dal canto suo, ha investito molto per consolidare le proprie competenze in collaborazione con AWS. Nel solo 2024, l’azienda ha ottenuto nuove certificazioni in ambiti cruciali come Generative AI e Digital Sovereignty, andando ad arricchire un portafoglio già ampio di programmi validati. Parallelamente, il numero di professionisti con certificazione AWS è cresciuto fino a superare le 24.000 unità in tutto il mondo, con una quota significativa concentrata proprio nell’area EMEA.

Acquisizioni strategiche e inediti centri studi virtuali
Il laboratorio di Bucarest non si limita a replicare modelli preesistenti, ma si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento delle capacità congiunte IBM-AWS. Emblematica in questo senso è stata l’acquisizione di Modern Systems da parte di IBM nel 2024, che ha portato nuove competenze e strumenti per affrontare la modernizzazione delle applicazioni mainframe. Grazie a questa integrazione, il nuovo centro rumeno può oggi proporre soluzioni di migrazione verso il cloud di Amazon Web Services più mirate, supportando le imprese nel difficile equilibrio tra continuità operativa e innovazione.
In parallelo, la IBM ha ampliato i servizi disponibili tramite AWS Marketplace, introducendo offerte che vanno dal semplice advisory a sessioni pratiche di implementazione. Questa mossa ha permesso di estendere la portata delle competenze IBM in Paesi chiave come Francia, Germania, Regno Unito e Svizzera, garantendo un accesso più diretto a un know-how di alto livello.
Il valore aggiunto del laboratorio sta anche nella possibilità di condividere buone pratiche e casi d’uso provenienti da tutto il mondo. Le aziende europee possono osservare e adattare soluzioni sperimentate da colleghi internazionali, accorciando sensibilmente i tempi di sviluppo e riducendo i costi legati a test e validazioni.
“Un trampolino per i talenti locali”, sostiene l’esperta
La prospettiva locale non è meno importante di quella globale. Per comprendere il valore dell’apertura del laboratorio, ho raccolto il commento della docente Emilia-Maria Popescu, docente di innovazione digitale all’Università Politecnica di Bucarest, la Politehnica din București nella lingua locale:
“Questa iniziativa è molto più di una partnership tra due giganti tecnologici. Per la Romania, significa avere accesso diretto a strumenti che altrove restano confinati ai centri più avanzati. Significa anche offrire ai nostri giovani talenti occasioni concrete di formazione e collaborazione internazionale. È un trampolino per consolidare Bucarest come hub di innovazione in Europa”.
La dichiarazione della professoressa Popescu sottolinea un punto chiave: il laboratorio non è solo uno strumento a disposizione delle multinazionali, ma può diventare anche un volano per l’ecosistema locale, aprendo spazi di collaborazione con università, startup e PMI. La combinazione di formazione avanzata, sperimentazione e accesso a reti internazionali può contribuire a ridurre il divario tecnologico e stimolare la crescita di nuove competenze.
Una reale piattaforma per il futuro tecnologico europeo
Guardando oltre i confini della Romania, il laboratorio di Bucarest si colloca all’interno di una strategia europea che mira a rendere più fluido e coordinato l’accesso alle tecnologie emergenti. L’integrazione tra AI generativa e cloud ibrido è oggi uno dei temi centrali per le imprese di ogni settore, e avere un centro di eccellenza in grado di offrire consulenza, prototipazione e validazione è un passo importante verso un’adozione più diffusa.
Il centro rumeno si propone così come un esempio concreto di collaborazione pubblico-privata e di valorizzazione del capitale umano. A livello europeo, iniziative come questa contribuiscono a costruire una rete di poli tecnologici che possono sostenersi reciprocamente, evitando frammentazioni e duplicazioni. In un contesto globale in cui Stati Uniti e Cina corrono veloci sull’innovazione, l’Europa cerca di rafforzare la propria autonomia digitale. Il laboratorio IBM-AWS di Bucarest rappresenta, in questa ottica, un tassello di grande valore.
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