L’attesa per l’innovativa rilocazione di Miquelon, nell’ultimo territorio nordatlantico della Francia, e le sfide identitarie e tecniche di chi lo abita

(Foto: Xénia Philippenko/BRGM)
Tra le strategie possibili per affrontare l’innalzamento del livello del mare, una delle più radicali è il trasferimento delle infrastrutture. Questa scelta, complessa e impegnativa, è già una realtà nell’arcipelago di Saint-Pierre-et-Miquelon, dove il villaggio che dà il nome alla seconda isola più grande del territorio è in fase di rilocazione.
L’urgenza della rilocazione di molte aree d’oltremare francesi
I territori d’oltremare della Francia, soprattutto quelli insulari in aree tropicali, sono particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici. Esempi emblematici sono gli atolli delle Isole Marshall e le Maldive, la cui stessa esistenza è minacciata dall’innalzamento del mare, così come capita in Nuova Caledonia e Polinesia.
Di fronte ai rischi costieri, le strategie si dividono in quattro approcci principali: proteggersi, adattare infrastrutture e comportamenti, sostenere il cambiamento attraverso soluzioni basate sulla natura e, infine, rilocare le infrastrutture. Quest’ultima opzione, pur essendo spesso tecnicamente complessa, richiede un mix di competenze, finanziamenti e un processo di consultazione con le parti coinvolte.
Nell’arcipelago di Saint-Pierre-et-Miquelon, situato vicino al Newfoundland canadese, il trasferimento del villaggio di Miquelon è già iniziato, con un forte coinvolgimento della popolazione nelle varie fasi del progetto.

La promessa di François Hollande e le due tempeste del 2018
Il villaggio di Miquelon si trova a livello del mare su un cordone di ciottoli che collega due isole più alte: l’isola di Cap e l’isola di Miquelon. Negli anni 2000, l’arcipelago ha subito sempre più frequenti episodi di inondazioni, tempeste ed erosione della costa, che hanno causato gravi danni. La principale minaccia resta la possibile scomparsa dell’istmo su cui sorge il villaggio.
L’organizzazione urbana è peraltro tipica delle colonie francesi del Nuovo Mondo: un centro della città a scacchiera, con gli edifici commerciali sul fronte mare.
Nel 2014, l’allora Presidente francese François Hollande dichiarò che Miquelon rischiava di scomparire a causa dell’innalzamento del mare, annunciando la creazione del cosiddetto Piano di Prevenzione dei Rischi Costieri (PPRL, in francese “Plan de Prévention des Risques Littoraux”). Nello stesso periodo, cominciò a emergere l’idea di trasferire il villaggio in un luogo meno esposto, nonostante le iniziali resistenze da parte della popolazione e degli amministratori locali.
Il 2018 segnò un punto di svolta: due tempeste successive causarono danni significativi, cambiando il sentimento dell’opinione pubblica. Un sondaggio effettuato pochi mesi dopo rivelò che l’89 per cento degli intervistati era favorevole al trasferimento del villaggio.

L’accettazione del cambiamento nei locali sarà il primo passo
Diversi fattori hanno contribuito a questa inversione di tendenza. Innanzitutto, l’attuazione del PPRL e il divieto di costruire in zone a rischio hanno sensibilizzato la popolazione, generando talvolta tensioni. In secondo luogo, le tempeste del novembre 2018 hanno reso più tangibili gli effetti dell’innalzamento del mare e dei cambiamenti climatici.
Un altro elemento determinante è stato il forte legame degli abitanti con la loro isola. Con la consapevolezza che il villaggio storico non avrebbe potuto essere abitato a lungo termine, il senso di appartenenza si è esteso all’intera isola, favorendo l’accettazione del trasferimento nonostante le difficoltà.
Una nuova dimora per il paesino sulla vicina isola di Langlade
L’autorità regionale ha proposto di spostare il villaggio sulla penisola di Cap, una zona però troppo piccola e isolata. Gli abitanti hanno quindi preferito l’isola maggiore di Miquelon, collegata alla vicina isola di Langlade.
el gennaio 2020, durante la visita del Ministro francese per l’Oltremare, Annick Girardin, gli abitanti hanno manifestato e delimitato visivamente i lotti di terra che desideravano per il nuovo villaggio.
Tra il 2019 e il 2022, il sindaco, affiancato da rappresentanti locali, dipartimenti governativi, scienziati ed esperti, ha messo in atto diverse misure per avviare il processo di rilocazione.

Le sfide di accettazione dell’inevitabile e l’incedere del tempo
Nonostante i progressi, il trasferimento di Miquelon deve ancora affrontare numerosi ostacoli: finanziari, legislativi, politici, tecnici e ambientali. Adattarsi significa accettare il cambiamento, ma anche comprendere che una strategia di questo tipo potrebbe richiedere decenni per essere completata. Nel frattempo, il livello del mare continua a salire, amplificando gli impatti negativi.
Il caso di Miquelon rappresenta un esempio emblematico di come le comunità possano affrontare le sfide poste dal riscaldamento globale, combinando resilienza, cooperazione e lungimiranza.
L’aspetto di Saint-Pierre e Miquelon e la loro liberazione al tempo della Seconda Guerra Mondiale
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(Foto: Xénia Philippenko/BRGM)


