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Innovazione sostenibile: l’orto aeroponico ENI è in azione

Tecnologia avanzata e benessere aziendale si fondono in una serra ideale che trasforma verdure e ortaggi freschi coltivati vicino alle mense

ENI sperimenta l’aeroponica nel Centro Ricerche di Bolgiano con serre in vetro dedicate a insalate, micro-ortaggi ed erbe aromatiche: una tecnologia che riduce l’impatto ambientale e porta in mensa prodotti freschi e sostenibili
Il progetto nato dalla collaborazione tra ENI, Dussmann e Agricooltur unisce ricerca, ristorazione e innovazione agricola: una scelta che dimostra come grandi imprese, servizi e startup possano insieme ridisegnare il futuro del cibo in chiave sostenibile
(Foto: ENI)

A San Donato Milanese, nel cuore del distretto energetico alle porte di Milano, l’ENI ha inaugurato a fine luglio 2025 un progetto che unisce ricerca scientifica, welfare e sostenibilità: si tratta della prima serra aeroponica in Italia destinata alla ristorazione collettiva. Non si tratta di un semplice laboratorio di coltivazione, ma di un impianto concepito per rivoluzionare l’approvvigionamento di insalate e micro-ortaggi destinati alle mense aziendali, abbattendo sprechi e riducendo consumi.

La serra è collocata nel Centro Ricerche di Bolgiano, uno spazio che da anni funge da polo per lo sviluppo di tecnologie legate alla transizione energetica, dalla decarbonizzazione all’economia circolare. Con questo nuovo tassello, l’ENI dimostra che la sostenibilità non si gioca soltanto sui grandi impianti o sugli investimenti miliardari in energie rinnovabili, ma anche su scelte quotidiane e concrete: il cibo servito ai propri dipendenti.

Il cuore tecnologico del progetto è il sistema aeroponico, che permette di coltivare piante fuori suolo attraverso la nebulizzazione controllata di acqua e nutrienti direttamente sulle radici sospese. Il risultato è duplice: un taglio drastico al consumo di risorse naturali (fino al 98 per cento in meno di acqua rispetto all’agricoltura tradizionale e una forte riduzione nell’uso di fertilizzanti) e la possibilità di eliminare del tutto l’impatto sul suolo. È una coltivazione pulita, senza pesticidi, senza imballaggi e senza trasporto, perché le serre sono letteralmente a pochi metri dalle cucine aziendali.

Innovazione e sostenibilità si incontrano nella serra aeroponica di ENI a San Donato Milanese, dove macchinari intelligenti regolano luce, irrigazione e nutrienti, garantendo verdure sane e filiere cortissime per le mense aziendali
Nella serra di Bolgiano, sistemi automatizzati monitorano le radici sospese, spruzzando acqua e nutrienti con precisione: è il cuore tecnologico che permette di coltivare senza suolo, senza pesticidi e con un consumo d’acqua inferiore del 98 per cento rispetto ai campi tradizionali
(Foto: Agricooltur)

Dalla ricerca alla mensa: filiera cortissima e senza sprechi

Il progetto, avviato nella primavera 2025, nasce dalla collaborazione tra ENI, Dussmann Service, la quale gestisce la ristorazione aziendale a San Donato, e la startup torinese Agricooltur, già nota per i suoi brevetti in ambito di coltivazioni aeroponiche modulari. Si tratta di una partnership che coniuga la solidità di un grande gruppo, l’esperienza di un operatore di servizi e l’agilità innovativa di una giovane impresa.

In serra vengono coltivati insalate, piante aromatiche e micro-ortaggi: rucola, cavolo rosso, porri, ravanelli e basilico, tutti destinati ad arricchire i piatti dei dipendenti. La produzione è calibrata per soddisfare i bisogni quotidiani delle mense, ma con una particolarità: le eccedenze non finiscono sprecate. L’azienda sorta dall’ex Ente Nazionale Idrocarburi ha deciso di renderle disponibili per l’acquisto diretto da parte dei dipendenti, che possono portare a casa prodotti freschissimi, raccolti poche ore prima.

È la logica della filiera cortissima portata al massimo grado: produzione e consumo coincidono nello stesso luogo. Non ci sono trasporti, refrigerazioni o passaggi intermedi. È un modello che, oltre a ridurre le emissioni, diventa un segnale di attenzione al benessere dei lavoratori, coniugando welfare aziendale e sostenibilità.

Tecnologia e comunità: un progetto aperto al territorio

Ma il valore del progetto non si ferma alle mura aziendali. L’ENI ha deciso di aprire la serra anche alla comunità di San Donato Milanese, con visite guidate per le scuole e percorsi formativi dedicati ai giovani. Lo scopo è divulgare i principi dell’agricoltura sostenibile e della responsabilità sociale d’impresa, in un momento storico in cui il tema della sicurezza alimentare è centrale.

La decisione di rendere fruibile la serra aeroponica al territorio rappresenta un passaggio culturale importante: la grande impresa non si chiude in se stessa, ma diventa promotrice di conoscenza. A Bolgiano, ricerca energetica e innovazione alimentare convivono, infatti, dimostrando che l’azienda può essere laboratorio aperto, oltre che motore economico.

Non è un caso che anche il Comune di San Donato abbia sposato l’iniziativa, vedendo nell’orto innovativo non soltanto un presidio di sostenibilità, ma un potenziale strumento di educazione civica e ambientale. Per le scuole locali, entrare in un luogo dove le radici delle piante non toccano terra, ma prosperano sospese in aria, può essere un’esperienza che segna il modo di concepire il futuro dell’alimentazione.

L’esperto: “Aeroponica, risposta concreta alle sfide urbane”

“L’aeroponica rappresenta una risposta concreta alle sfide urbane contemporanee”,

fa sapere un esperto milanese di Agritech che ha voluto rimanere anonimo rispetto a un’unilaterale scelta aziendale.

“Permette di ridurre drasticamente l’impronta idrica, di liberare le città dal vincolo del suolo agricolo e di creare filiere cortissime che garantiscono freschezza e sicurezza alimentare. È un modello replicabile non solo nelle mense aziendali, ma anche in scuole, ospedali e comunità locali”.

E aggiunge:

“Il caso di ENI è interessante perché dimostra che le grandi imprese possono diventare laboratori di sperimentazione per tecnologie agricole sostenibili. Se esperienze come questa verranno scalate, potremo trasformare aree urbane e industriali in nuovi poli di produzione alimentare, riducendo costi ambientali e migliorando la qualità della vita”.

Un modello reale per l’industria e per le città del futuro

Il Centro Ricerche dell’ex Ente Nazionale Idrocarburi di Bolgiano è già noto per progetti d’avanguardia su intelligenza artificiale, supercalcolo e decarbonizzazione. Con la serra aeroponica, questo hub dimostra che l’innovazione tecnologica non è confinata ai laboratori ma entra direttamente nella vita quotidiana delle persone.

In prospettiva, il progetto potrebbe diventare un modello per altre sedi aziendali e per realtà urbane che vogliono coniugare sostenibilità ambientale, benessere sociale e autonomia alimentare.

Il concetto di “città produttiva”, in cui edifici e spazi pubblici ospitano serre verticali e coltivazioni fuori suolo, è già al centro di piani strategici in Europa e Asia. L’esperienza di Bolgiano offre all’Italia un primo esempio concreto e scalabile.

L’ENI, insieme a partner come Dussmann e Agricooltur, dimostra che innovazione e responsabilità possono procedere di pari passo, trasformando anche un semplice pranzo in azienda in un gesto di sostenibilità.

Innovazione e sostenibilità si incontrano nella serra aeroponica di ENI a San Donato Milanese, dove macchinari intelligenti regolano luce, irrigazione e nutrienti, garantendo verdure sane e filiere cortissime per le mense aziendali
I macchinari che governano la serra aeroponica utilizzano software avanzati per regolare luce, irrigazione, clima e nutrienti: una tecnologia di precisione che assicura crescita costante, qualità elevata e riduzione drastica degli sprechi di risorse naturali
(Foto: Agricooltur)

Dal semplice pasto quotidiano a un cambio di paradigma

La serra aeroponica inaugurata da ENI non è soltanto un impianto produttivo, ma un simbolo. Simbolo di un nuovo approccio al cibo, alla gestione delle risorse, al rapporto tra impresa e comunità. È la prova che l’innovazione non è fatta solo di algoritmi e intelligenza artificiale, ma anche di scelte apparentemente semplici: come coltivare insalate sospese nell’aria per servire piatti freschi e sostenibili ai propri dipendenti.

È così che la sostenibilità si radica nel quotidiano. Un esperimento che nasce in Lombardia, ma che guarda lontano: verso città sempre più verdi, filiere sempre più corte e comunità sempre più consapevoli. Un futuro in cui il cibo e l’innovazione convivono nella stessa serra, a pochi metri dalla tavola.

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(Foto: ENI)

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