Grazie a due progetti inediti ed esclusivi, il motorsport del noto campione anconetano è a un nuovo e stimolante punto di svolta

Leo Isolani: un nome che per il Campionato Italiano Velocità Montagna e per il panorama motorsportivo europeo significa innovazione, professionalità e successo. Un podio di valori che non vale “solo” per l’Isolani pilota, classe 1957, ma anche per la sua identità manageriale visionaria e per la sua instancabile anima promotrice del marchio Ferrari nel mondo.
Non a caso, il team di Leonardo è stato insignito di prestigiosi riconoscimenti, e non soltanto per le numerose vittorie conquistate, ma anche e proprio per l’innovativo vento di cambiamento portato sul campo. Va dunque da sé che, preminenti trofei e risultati agonistici a parte, l’impatto lasciato al mondo del motorsport è da ricercarsi fino all’analogia tra il campione delle corse e l’imprenditore rivoluzionario.
Una figura inedita capace di stare da entrambe le parti, pilota e sponsor, creando così un legame emotivo tra il pubblico e la Ferrari e trasformando le competizioni automobilistiche in vere e proprie vetrine di marketing per il medesimo Cavallino Rampante. Ad oggi, la tortuosa cronoscalata del pilota professionista – nonché anche istruttore federale di guida sportiva e sicura, talent scout ed esperto in strategie di comunicazione – è a un nuovo e stimolante tornante.
Il tutto grazie a due progetti inediti ed esclusivi riguardanti proprio il motorsport, che richiedono le competenze e l’esperienza del medesimo campione anconetano. Prospetti pertanto unici e innovativi, che dimostrano ancora una volta come nel mondo dell’industria automobilistica la passione e la collaborazione siano la chiave per superare ogni ostacolo e raggiungere nuove vette.

Durante ogni competizione, il paddock si tingeva di rosso, con tanti appassionati che affollavano gli spazi per avvicinarsi alle leggendarie auto Ferrari. Ciò che l’ha resa un campione non sono soltanto i risultati, ma anche il legame con il pubblico. Può dire qualcosa sulla sua strategia comunicativa dell’epoca?
“In passato il mio team e le Ferrari GT hanno fatto la storia delle Salite in Europa. I numeri e le testimonianze parlano chiaro. Ma al di fuori di ciò, fin dai primi giorni ho compreso l’importanza cardinale delle relazioni con gli sponsor e ho cercato di mettermi anche nei panni dello spettatore. Ed è per questo che ho sempre tenuto la porta aperta alle nuove proposte, benché valide, per incanalare se necessario la mia esperienza nella realizzazione di nuovi progetti, capaci di unire le mie competenze nella messa a punto delle auto Gran Turismo e nelle pubbliche relazioni. Ma anche le mie abilità come Team Manager, vesti in cui ho raggiunto grandi risultati motivando la mia squadra, punto di riferimento per pubblico, sportivi e investitori. Ho sempre amato il Motorsport e sono fortemente intenzionato ad un ritorno di fiamma”.
A proposito di nuove proposte e partnership vincenti, c’è qualcosa a cui sta lavorando, attualmente?
“Non ho mai smesso di lavorare e, ad oggi, ho ricevuto alcune proposte da importanti investitori, al fine di dirigere due progetti unici e innovativi. Il primo riguarda una ‘Motorcity’, una sorta di cattedrale dell’automobilismo e del motociclismo che racchiude in sé diversi servizi, inclusa una pista al suo interno. Il secondo progetto, invece, consiste nel creare un team nuovo – dato che il mio team Ferrari l’ho chiuso nel 2012 – capace di stare al passo con le nuove tecnologie. Parliamo di un camion, motorhome da F1, macchine GT e tanto di autorizzazione Ferrari. Una squadra pertanto innovativa che permetterà di varcare la soglia di una nuova era del motorsport e di un nuovo mondo pubblicitario, soprattutto in relazione agli eventi e alle gare. Sto lottando per portare a termine questi due progetti con un obiettivo preciso: mettere la mia firma su una novità assoluta”.

Il secondo progetto prevede dunque di trasformare ogni cronoscalata in un’inedita opportunità di successo. Ma perché scegliere proprio la disciplina della Velocità in Salita?
“Per un motivo ben preciso. Il Campionato Italiano Super Salita consente di portare gli spettatori ‘dentro’ le case delle persone. Questo perché una gara del genere ha luogo in un paese, dove ci si reca circa una settimana prima. Ovviamente, dietro l’organizzazione di ogni competizione c’è un mondo in continuo movimento. Si crea una città fatta da motorhome, strutture itineranti, giornalisti, ospiti VIP, social media, hospitality avveniristiche. In questo caso, il tutto sarebbe ovviamente brandizzato Ferrari. Così facendo, fondamentalmente, si dà la possibilità anche agli sponsor stessi di stabilire un contatto diretto con il pubblico. Così come agli investitori e agli imprenditori”.
In fin dei conti, in un mondo in continua evoluzione servono nuove idee. Ma servono anche figure di riferimento che sappiano coniugare passione, talento e imprenditorialità. In questo senso, lei potrebbe rappresentare un ponte ideale, come quello tra pubblico e sponsor. Come lasciare un contributo indelebile in un settore sportivo che cambia così velocemente?
“Il settore automobilistico è da sempre uno dei più coinvolti nell’innovazione. Ad oggi i tempi sono cambiati e con loro anche le varie strategie di comunicazione – su tutte, basti pensare ai social media – ma lo scopo resta sempre lo stesso. E a proposito dell’imprescindibile relazione tra esperienza e imprenditorialità, è proprio per questo che ora voglio portare una novità nel mondo automobilistico, così da segnare un traguardo nel mondo del motorsport, sfruttando i canali di oggi e i nuovi professionisti del settore. D’altro canto, il mio team è stato di riferimento nelle cronoscalate, sia per gli investitori che per gli sponsor, che mi hanno dato fiducia”.

Progetti stimolanti, che a loro volta stuzzicano la seguente domanda: tornerà a gareggiare?
“Una gara o due vorrei e potrei sicuramente farla. Ma a proposito dell’importanza di tenere il passo con le novità giovanilistiche, preferirei passare il testimone a un nuovo campione ed eventualmente seguirlo, cercando ovviamente di farlo vincere. Nella mia vita ho già portato sul podio tanti piloti, tra cui anche due ragazze che hanno vinto il Femminile in Salita con le Ferrari”.
Come pensa che risponderà il panorama lavorativo attuale (annesso quello del Motorsport) a questi prospetti così ambiziosi?
“Quando cominci a lavorare ad un progetto originale ed innovativo, talvolta si inciampa nel rischio di suscitare qualche dubbio o problematica. La differenza è che io voglio sì ritornare in pista portando a termine delle idee del tutto nuove e ancora non esistenti, ma nel frattempo voglio anche dare agli altri la possibilità di stare al mio fianco, facendo da ponte e avvicinando tra loro nuove realtà. L’obiettivo, in sostanza, è dare una sterzata di aria fresca in tutto. Sia a livello manageriale che a livello tecnico, perché il mio team, che ha sempre lavorato con le sponsorizzazioni, ha le capacità di poterlo fare. Se vogliamo, da un lato, non è del tutto vero che nel panorama attuale non c’è lavoro. La verità è che servono idee nuove. In generale, nella vita bisogna sempre puntare a concetti inediti”.
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